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06 aprile 2013

ELEZIONI RSU IN UNICOOP FIRENZE: USB DIFFIDA CGIL, CISL E UIL

L'assenza di qualsiasi comunicazione da parte dei sindacati confederali prevista dalle procedure per le prossime elezioni delle RSU in Unicoop Firenze, nonché dal rispetto dei requisiti minimi di democrazia sindacale, induce USB ad una lettera di diffida nei loro confronti




Firenze 3/4/2013
                                                                          
Segreterie Regionali di: Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl, Uiltucs-Uil

e.p.c. Ufficio Relazioni Sindacali di Unicoop Firenze


Oggetto: rispetto procedure accordi interconfederali elezioni  RSU


Venuti a conoscenza del rinnovo RSU nella Unicoop Firenze la scrivente O.S. chiede il rispetto degli accordi interconfederali in materia di indizione di RSU.

Con la presente diffidiamo le OO.SS. in indirizzo ad indire le elezioni senza averci preventivamente messo a conoscenza della data esatta, mediante affissione nei luoghi di lavoro della documentazione necessaria al regolare svolgimento delle procedure.


Distinti saluti

Segreteria Regionale USB
Lavoro Privato



6 aprile 2013

Fonte: Usb


                                                                                                  

28 maggio 2011

LE CRIPTICHE LETTERE DELL'INFORMATORE COOP AI SOCI


Riportiamo dopo la nostra introduzione, una lettera di una socia Coop al giornalino di Unicoop Firenze, Informatore, e relativa risposta dell'inarrivabile Antonio Comerci che cura la rubrica, per il quale stiamo meditando di fondare un fan club su Facebook.


La signora un pò sbrigativamente (o forse c'è stato qualche taglio malandrino in redazione) fa riferimento alla sentenza di Milano. E' strana questa lettera, perché messa così non pare avere molto senso. Perché non viene spiegato a cosa ci si riferisce con la sentenza di Milano? Sembra un dialogo in codice. E' ovvio che la stragrande maggioranza dei soci che hanno letto la lettera non avranno capito un tubo. Del resto chi risponde si guarda bene da dare qualche accenno di spegazione.

Insomma, che cos'è la sentenza di Milano? Quello che la Coop non dice, ve lo diciamo noi. E' una vertenza che ha visto soccombere in tribunale Coop Lombardia. L'accusa? Discriminazione sessuale. Ecco uno stralcio dell'articolo che riporta la notizia:

«Nel 2009 le donne tra i 28 e i 45 anni a Novate Milanese hanno fatto causa alla cooperativa perché solo i maschi facevano carriera, avendo contratti a tempo pieno, visto che con un contratto part time non si possono ottenere promozioni interne.

Le dipendenti, secondo quanto scrive il giudice Riccardo Atanasio nella sentenza di primo grado riferita dal Fatto, “hanno subìto discriminazioni dirette di carattere sessuale: pur lavorando per la Coop da circa vent’anni, non veniva concesso loro il contratto full time per il solo fatto di essere donne. Per questo devono essere risarcite: sia per il mancato guadagno dovuto alla differenza di salario tra part time e full time in questi tre anni, sia per i danni morali (5 mila euro a testa)”. In più il contatto dovrà essere a tempo pieno.»

Leggi l'articolo completo:

In Coop le donne non fanno carriera: il tribunale di Milano condanna Coop Lombardia

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Lettera all'informatore Coop

Quote celesti

Per quanto, in passato, abbia sentito voci riguardanti il discutibile trattamento riservato ai vostri dipendenti non ci ho mai creduto o forse non ho voluto crederci perché dopo aver perso la fiducia in tutte le istituzioni non volevo perderla anche nella vecchia cara Coop. Oggi leggo che anche voi discriminate le donne e non serve studiare la sentenza di Milano, basta guardare i numeri: è impossibile che su 51 dipendenti 13 maschi su 14 siano assunti regolarmente e 34 donne su 37 non lo siano. Chi va a fare la spesa sa benissimo che almeno le cassiere sono molto più brave dei loro colleghi uomini. Perché fate questo? Ai soci Coop interessa fare la spesa in un posto diverso, dove oltre al cibo sano siano sani e giusti anche i rapporti fra i dipendenti.
C.P. - Impruneta (FI)

Risposta della redazione

Non sappiamo dove la socia abbia letto quei dati e a quale cooperativa si riferiscono. Più del 65% della nostra forza lavoro è femminile. Non vediamo quindi, alcuna discriminazione! Anzi, quasi si pone il problema di salvaguardare le "quote celesti"! Per quanto riguarda la "regolarità" delle assunzioni: tutte sono regolari, con contratti a tempo indeterminato o determinato. Questi ultimi non superano il 15% della forza lavoro, a titolo di sostituzione di persone assenti, picchi di lavoro, attività speciali legate a progetti temporanei.



Informatore Coop


Giugno 2011


18 maggio 2010

I LAVORATORI DEI MAGAZZINI UNICOOP DIFFIDANO I SINDACATI

I lavoratori dei magazzini Unicoop hanno votato all'unanimità un documento in cui diffidano i sindacati dal prendere iniziative inerenti ai magazzini senza previa e vincolante consultazione del personale interessato


La sfiducia nei confronti delle OO.SS. di rappresentanza (?) viene da lontano nei magazzini Unicoop. Non stiamo qui a ripercorrere tutti gli eventi, sarebbe noioso, oltreché deprimente.

I lavoratori dei magazzini Unicoop Firenze vivono da anni una situazione di tensione ed incertezza, dovuta al progressivo avanzare dell'appalto voluto da Unicoop nel disinteresse complice dei sindacati.
Che poi tutto questo si riverberi nelle tante cause in corso che fanno i magazzini Unicoop l'unità lavorativa più conflittuale di tutta la realtà dell'azienda, va da se.

Ieri 18 maggio, in un'assemblea molto partecipata è stato votato un documento che DIFFIDA Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltucs-Uil dal prendere quasiasi iniziativa senza aver prima svolto consultazioni vincolanti del personale interessato.

Questo si è reso necessario dopo che Unicoop, attraverso le parole del direttore alla logistica, aveva annunciato il totale appalto del magazzino carni di Pontedera proponendo anche un'eventuale ricollocazione di quel personale presso la ditta appaltatrice. Le stesse considerazioni sono state fatte in seguito dal responsabile dei magazzini per quanto riguarda il personale Unicoop ancora presente nel reparto salumi e latticini, reparto che verrà trasferito ed appaltato.

In seguito a queste inquietanti dichiarazioni, le rsu dei magazzini, sollecitate dai lavoratori, avevano provveduto ad informare in data 12 aprile, con una lettera raccomandata le OO.SS. chiedendo loro di assumere una precisa posizione di condanna, la stessa che le rsu avevano preso durante l'incontro con la direzione dei magazzini Unicoop in cui erano emerse le preoccupanti novità.

Visto che la lettera spedita non è stata degnata DI NESSUNA RISPOSTA (ebbene sì, questi sono si sindacati in Unicoop firenze!), l'assemblea dei lavoratori dei magazzini Unicoop ha votato unanimemente il documento di diffida.

I LAVORATORI DEI MAGAZZINI UNICOOP FIRENZE DIFFIDANO I SINDACATI



01 dicembre 2008

CARO AMICO TI SCRIVO

Riceviamo e volentieri pubblichiamo un email di un nostro collega romano.

Invitiamo i lavoratori Coop di altre realtà, come quella romana in questo caso,di scriverci e informarci su quello che accade sui loro posti di lavoro.


Salve colleghi di sventura, i tempi della coop toscana lazio sono tramontati da tanti anni, ormai lavoriamo in un’azienda con tanto di capi che in qualche modo ricattano i propri sottoposti.
Si lavora con ritmi da paura in negozi sporchi e fatiscenti, le ASL si limitano a multare, ma non a provvedere con una chiusura di negozio ed obbligare l’azienda ad adempiere ai propri doveri.

LEGGE 626 dove sei? Solo sul cartaceo poiché l’applicazione di tale legge nei neg. Unicoop tirreno di Roma non si applica. Legge privacy in contrapposizione con legge della trasparenza: nel neg. dove lavoro io le ferie d’ufficio vengono date sempre agli stessi.
Ho chiesto più volte di mettere in bacheca la situazione ferie di tutto il personale in modo tale da mandare chi più ne possiede ma la “privacy”non lo consente e allora mi domando e la “trasparenza”?

Ho chiesto più volte di consegnare ai lavoratori insieme alla busta paga il cartellino timbrature per verificare la situazione del mese, ma senza mai ottenere nulla, se si hanno dubbi ti rivolgi al direttore di neg. e chiedi la verifica. Dico io, non sarebbe più semplice ricevere la copia ogni mese così non subiamo più “furti” alle nostre ore?

Nel nostro negozio vige un vero e proprio mobbing cambi di reparto cambi di orario ecc. ecc.

Cari Saluti

11 giugno 2008

PRECARI COOP: UNA VERGOGNA AZIENDALE




Il
protocollo welfare si rivela un boomerang per i lavoratori precari che avrebbero avuto diritto ad un contratto a tempo indeterminato.
Il sindacato tace colpevolente.
Unicoop cinicamente ne approfitta.




Riceviamo e pubblichiamo una email di una nostra collega a cui non è stato rinnovato il contratto dopo anni di lavoro a tempo determinato, come accaduto (leggi la loro lettera di denuncia) per le colleghe dell’Iper di Montevarchi :

A CASA DOPO 4 ANNI
"Anche io dopo 4 anni di onorato lavoro presso un IPER LA GRANDE I sono stata lasciata con un arrivederci e grazie. Vi è sembrata giusta questa legge? Almeno avessero vietato nuove assunzioni, invece via noi per non passarci a tempo indeterminato. Arrivano nuovi addetti. Non era meglio prima? Cosa posso fare? La filcams non ha saputo darmi risposte. Ci sono novità in arrivo?"

In realtà, nelle intenzioni del protocollo sul Welfare in materia di contratti a tempo determinato, si intendeva responsabilizzare le aziende ad assumere definitivamente il dipendente dopo 36 mesi di proroghe contrattuali. In particolare per il contratto a tempo determinato si stabilisce il limite di 36 mesi alla possibilità di reiterare i contratti (comprensivi di proroghe e rinnovi), dopo il quale nuovi contratti a termine possono essere stipulati solo davanti alle Direzioni provinciali del lavoro e con l’assistenza sindacale.

E’ evidente che si tratta di una scelta di Unicoop quella di NON rinnovare il contratto a chi aveva ottenuto queste caratteristiche.
E’ evidente anche che, questa grande cooperativa ha il cuore che si scoglie a comando, secondo le proprie convenienze.
Come risulta chiaro che, l’utilizzo prolungato di personale a tempo determinato, non è giustificabile con esigenze di lavoro momentanee (come sarebbe nella natura del contratto), ma che è strutturale all’organico del punto vendita e come tale dovrebbe essere assunto con forma definitiva.

Purtroppo, le valutazioni positive che furono date da molti autorevoli esponenti della sinistra all’intesa del protocollo, si sono rivelate errate e la voce dei contrari, minoritaria.
Ci chiediamo se l’intesa sarebbe stata raggiunta ugualmente con l’attuale governo.

La strategia usata da Unicoop Firenze è utilizzata anche in altre realtà cooperative.
Si legga la lettera dei DIPENDENTI PRECARI IPERCOOP FONTI DEL CORALLO, di Unicoop Tirreno.
Per quanto riguarda le novità sul fronte sindacale non ce ne sono, dopo il no del sindacato alla proposta aziendale, come riportiamo nell’articolo di seguito:

Apertura dell'azienda: utilizzo nei periodi utili, secco no dei sindacati.

PRECARI COOP, PROPOSTO PART-TIME ANNUALE.

Dopo un intenso periodo di trattative, agitazioni e incontri, Unicoop Firenze lancia la sua proposta per stabilizzare i posti di lavoro e offrire un'opportunità ai sette lavoratori precari, ai quali, da inizio gennaio, la SpA non ha rinnovato il contratto. La soluzione?
Trasformare le assunzioni a tempo determinato in contratti a tempo determinato con la formula del part-time annuale: ovvero da utilizzare nei momenti in cui la richiesta di personale si impenna.

La proposta presentata dalla Direzione dell'Ipercoop al tavolo di trattative con le RSU, non è piaciuta ai sindacati che l'hanno bocciata senza appello."
Il part time annuale è una formula prevista dal contratto collettivo di lavoro che consente di concentrare le prestazioni lavorative in determinati periodi dell'anno", spiega la società, precisando: "L'obiettivo di Unicoop Firenze è di estendere anche ad altri punti vendita, in modo da attenuare il problema dei contratti a tempo determinato.

In alcuni periodi dell'anno (da giugno a settembre ma non solo) infatti si rende necessario colmare il deficit di risorse lavorative dovuto a ferie ed altro, per garantire la continuità delle vendite. Nell'attuale congiuntura, per l'Azienda è il massimo sforzo possibile, non esistono spazi per lo sviluppo dell'organico, nè per nuovi posti di lavoro".
Dietro questa scelta la crisi strisciante, che sembra aver colpito duro sopratutto il non-food, che costringe la società a mettere in atto nuove strategie organizzative: "La crisi di vendite imporrà, anche a Montevarchi, una parte di mobilità interna verso i reparti alimentari che stanno registrando andamenti positivi".

Il no dei sindacati non scoraggia la proprietà: "Le proposte di assunzione saranno rivolte direttamente ai lavoratori interessati".


27 maggio 2008

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La Nazione

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06 aprile 2008

PRECARIATO IN UNICOOP: DOPO 5 ANNI DI LAVORO L'IPERCOOP DI MONTEVARCHI NON RINNOVA IL CONTRATTO A 7 PRECARIE



Lettera per chi ha voglia di dire una sola parola per noi

A gennaio 2008 all’interno dell’ Ipercoop di Montevarchi si è verificata una grave situazione sette precarie con cinque anni di onorato lavoro si sono viste chiudere in faccia le porte dell’ ipermercato.

L’ Azienda ha attribuito alla legge Welfare tutte le responsabilità questo è un atteggiamento inaccettabile e incoerente con quello che mi hanno detto e promesso in tutti questi anni : che sono una lavoratrice meritevole ,che l’ assunzione sarebbe scattata quanto prima e tanti bei discorsi di comodo e circostanza . Cari signori un grazie e arrivederci non mi va proprio bene perché giocare su un posto di lavoro e sulla dignità delle persone è vergognoso .

Dire che in questi anni ho dato l’ anima è poco, perché con il miraggio di un assunzione,
il precario di fatto deve dire sempre SI.

SI agli straordinari, SI agli orari peggiori, SI a tutto quello che l’ Azienda chiede.
Considerato che l’ Ipercoop di Montevarchi è sott’organico e continuamente deve fare uso di personale avventizio preso con l’ intermediazione delle agenzie interinali mi chiedo perché non sia al mio posto di lavoro. In questa vicenda sono venuti meno i capisaldi di cui UNICOOP FIRENZE dice di farsi garante. Capisaldi che sono alle fondamenta di tutte le cooperative: LA SOLIDARIETA LA MUTUALITA LA DEMOCRAZIA senza fini di lucro.

A questo punto dopo avere effettuato alcune proteste e soprattutto chiesto aiuto a Istituzioni, Azienda, Soci e sezioni politiche ho ottenuto solo giudizi che mi rimproverano perché MI SONO ESPOSTA TROPPO, non è PIACIUTO LO SLOGAN: ADOTTA UN PRECARIO A DISTANZA e che mi sono COMPORTATA MALE quando ho perso la calma dicendomi che sono una maleducata. Intendo ringraziare LA SINISTRA ARCOBALENO di MONTEVARCHI e LA SEZIONE DEL PD di CAVRIGLIA.
A tutti gli altri SIGNORI che invece di aiutarmi mi hanno solo giudicata FACCIO LE MIE SCUSE

SCUSATE
Se non capisco: c’ è una legge che dice che ho diritto al lavoro fisso ma sono a casa perché UNICOOP FIRENZE ha deciso di usarmi come arma di ricatto per ottenere i suoi interessi contro lavoratori fissi e sindacalisti;

SCUSATE
Se mi è stato detto di stare tranquilla buona a aspettare non so cosa e non l’ ho fatto.Ma quando ho saputo che nei comuni vicini UNICOOP FIRENZE ha assunto e quindi stabilizzato lavoratori con i miei stessi diritti mi sono chiesta il perché;

SCUSATE
Se sono un ITALIANA che non ha mai chiesto niente e che non avrebbe mai immaginato di salire le scale di un municipio per chiedere aiuto alle persone per cui ha votato per 20 anni e dopo due mesi non avere ancora una risposta;

SCUSATE
Se mi sono presentata a un consiglio comunale chiuso, ma quando ho capito che avrei dovuto aspettare perché il protocollo non prevede la parola per tutti EDUCATAMENTE ho aspettato;

SCUSATE
Se dopo TRE ORE di ALBERI FINTI, FIORERE, PANCHINE, PICCIONI e ZANZARE ci sono voluti altri TRE QUARTI D’ ORA per dirmi che non avrei parlato e a quel punto mi sono arrabbiata e ho detto parole offensive;

SCUSATE
Se mi sono sentita male nel capire che chi non mi voleva fare parlare era proprio il PD o PDS e i suoi consiglieri;

SCUSATE
Se sono rimasta STUPITA nel sentire che le parole che avrei voluto dicesse il PD o PDS le stava urlando l’ opposizione mi hanno congedato con un documento nel quale non si aveva il coraggio di nominare e condannare UNICOOP FIRENZE per la sua posizione.Per merito della SINISTRA ARCOBALENO e FORZA ITALIA hanno nominato nel documento l’ ipermercato di Montevarchi;

SCUSATE
Se dopo avere saputo che il SINDACO di MONTEVARCHI si è offeso e che ci voleva denunciare ho deciso di fare queste scuse a tutti.

A QUESTO PUNTO VORREI SAPERE CHI CHIEDE SCUSA A ME.

SCUSA per avere chiesto il MIO posto di lavoro;

SCUSA perché dopo avere visto cosa è la politica mi domando come un SINDACO che è li grazie a me e al mio voto, invece di attivarsi perde tempo a OFFENDERSI senza dare risposte;

SCUSA per avere lavorato quattro anni facendo sempre il mio dovere e non perché ero una precaria ma perché so quanto è importante il lavoro.
Lavorato per UNICOOP FIRENZE una cooperativa con VALORI IMPORTANTI a cui nonostante tutto io credo e spero che anche LEI creda ANCORA.

GRAZIE A TUTTI

SABATO 05 APRILE 2008 17:21
Le SETTE PRECARIE DI IPERCOOP MONTEVARCHI

Fonte: www.arezzonotizie.it

Comunicato stampa Sinistra Arcobaleno