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18 aprile 2015

UNICOOP FIRENZE: CLAUDIO PIERINI, 4 ANNI DI SILENZIO. IL FRATELLO: «ORA VOGLIO GIUSTIZIA»



Parla il fratello del dipendente di Unicoop Firenze morto sul lavoro:

«Vogliono estromettermi come parte civile»


 
 
 
Da quattro anni attende giustizia. Attende che un tribunale gli dica finalmente chi ha la responsabilità per la morte del fratello, Claudio Pierini,  che nel luglio del 2011 ha perso la vita per un grave incidente sul lavoro nei magazzini di Unicoop Firenze di via dei Pratoni (viale Europa a Scandicci - nota blog). Guidava un muletto, Claudio, nonostante delle prescrizioni limitassero il suo lavoro su quei mezzi. Ma oggi, dopo quattro anni, Daniele Pierini, il fratello di Claudio è ancora in attesa di una verità.

Nel frattempo le sue condizioni sono peggiorate, non ha più trovato lavoro. Vive in un limbo difficile da risolvere. «Sono rimasto senza fratello - dice sconsolato - e senza l'unico punto di riferimento che avevo. L'amministrazione comunale non mi aiuta, non vogliono neanche saperne di starmi ad ascoltare. E ora anche questo tentativo da parte di Unicoop di estromettermi come parte civile dal processo, chiedendo che sia nominato un amministratore di sostegno per me. E' inconcepibile. Dopo quello che è successo è inconcepibile». Pierini e la convivente sono davvero disperati. Il frigo è vuoto, desolatamente vuoto. Nel congelatore alcune verdure di campo, raccolte e conservate perché sono l'unico cibo che hanno.

Chiedono aiuto, rivolgono un appello all'amministrazione e a chi può aiutarli, per non restare strangolati tra le difficoltà e i tempi della giustizia che tarda ad arrivare. Intanto il processo penale sulla morte di Claudio Pierini ha avuto un nuovo rinvio. «L'udienza - ha detto uno dei legali della famiglia Pierini, Mattia Alfano - è stata rinviata al 7 dicembre. Un tempo necessario per il pubblico ministero che sta vagliando la posizione di un terzo soggetto. Per quanto riguarda la questione la questione della richiesta di un amministratore di sostegno, abbiamo presentato ricorso. Il giudice ha sospeso la decisione rinviandola a giugno».

Daniele Pierini ha utilizzato il primo denaro ricevuto per chiudere debiti e bollette arretrate. Da allora è rimasto senza un soldo, senza un lavoro, con la speranza di giustizia che è andata affievolendosi.



18 aprile 2015

Fabrizio Morviducci

La Nazione


Vedi anche:

Sotto processo due dirigenti di Unicoop Firenze per la morte sul lavoro di Claudio

Morto sul lavoro, se la Coop si dimentica di Claudio Pierini

Unicoop Firenze: suo fratello morì sul lavoro, ora è a rischio il risarcimento


27 marzo 2015

AL VIA IL PROCESSO PER LA MORTE SUL LAVORO DI CLAUDIO PIERINI, IMPUTATI DEI DIRIGENTI DI UNICOOP FIRENZE


Lunedì 30 marzo inizia il processo per la morte sul lavoro del collega Claudio Pierini







Inizia lunedì prossimo, 30 marzo, il processo per la morte di Claudio Pierini. Claudio era dipendente di Unicoop Firenze da molti anni e svolgeva la sua attività presso i magazzini di Scandicci. La mattina del 21 luglio 2011 Claudio stava lavorando nel reparto profumeria del grande centro di stoccaggio. In base alla ricostruzione dei carabinieri e degli addetti della sicurezza sul lavoro dell'Azienda sanitaria, l'operaio non si sarebbe accorto di una chiazza oleosa (causata dallo sversamento di un flacone di olio di mandorle, secondo i rappresentanti della Rsu) che si trovava sul pavimento. Nel percorrere quel tratto col muletto  avrebbe perso il controllo del mezzo, finendo contro una scaffalatura.

Il colpo è stato tremendo, tanto che Claudio Pierini ha rotto lo sterzo con il petto. Immediatamente si è accasciato a terra; i colleghi hanno chiamato il 118, che ha inviato sul posto un'ambulanza. All'inizio l'uomo era cosciente, poi - probabilmente per i vasti traumi interni riportati - ha perso conoscenza andando in arresto cardiocircolatorio. E non c'è stato niente da fare.

Ai dirigenti di Unicoop Firenze si contesta di aver disatteso le indicazioni del medico aziendale del lavoro, per il quale Claudio Pierini, per motivi di salute, non avrebbe dovuto svolgere quel compito che gli è stato poi fatale.



27 marzo 2015



17 febbraio 2015

UNICOOP FIRENZE: SUO FRATELLO MORI' SUL LAVORO, ORA E' A RISCHIO IL RISARCIMENTO





 




Una segnalazione di Unicoop Firenze ai servizi sociali sulla presunta incapacità del fratello di Claudio Pierini, morto nei magazzini della stessa Unicoop mentre lavorava, mette a rischio il risarcimento. La vicenda ricostruita nell'articolo di Fabrizio Morviducci per La Nazione.


Non bastava la tragedia di una morte sul lavoro. Per il fratello di Claudio Pierini, l'uomo che ha perso la vita ai magazzini Unicoop Firenze di via dei Pratoni nel 2011, anche l'umiliazione di finire di dover finire sotto amministrazione di sostegno. Un'umiliazione con altre conseguenze: il rischio di perdere la costituzione di parte civile nel processo penale che vede imputati per omicidio colposo tre dirigenti di Unicoop per la morte del fratello. Ma è durante la prima udienza che sarebbe emerso l'assurdo.

«Abbiamo saputo - ha detto l'avvocato di Pierini, Mattia Alfano - che era arrivata una segnalazione ai servizi sociali di Scandicci riguardo una presunta incapacità del fratello della vittima a gestire il patrimonio. Per questo era stato nominato un amministratore di sostegno. Una decisione presa con un'unica visita da parte dei servizi sociali. Il pm così ha richiesto un amministratore di sostegno; il giudice lo ha nominato, prenderà servizio il prossimo 14 marzo. Noi abbiamo presentato ricorso, ma il rischio è che se non fosse accolto, il fratello di Pierini perderà il suo ruolo di parte civile e il risarcimento per la morte del fratello, almeno in sede penale. Chi ha presentato la segnalazione ai servizi sociali? L'amministratore ha dichiarato davanti al giudice che è stata Unicoop Firenze a chiedere l'interessamento dell'assistente sociale di Scandicci».

Quindi proprio la controparte processuale avrebbe chiesto l'intervento per far dichiarare incapace il fratello di Claudio Pierini. «Il 30 marzo - ha concluso l'avvocato Alfano - si terrà la nuova udienza del processo. E la pronuncia del giudice sul nostro ricorso è necessaria. Voglio comunque che si sappia che il mio assistito, dalla morte del fratello ha utilizzato il primo denaro ricevuto per chiudere debiti e bollette arretrate; ha vissuto con una provvisionale versata da Unicoop.»

Una vicenda assurda: Claudio Pierini è deceduto nel luglio 2011 mentre era al lavoro. Ha perso il controllo del suo mezzo mentre stoccava merci all'interno del grande magazzino di approvvigionamento in via dei Pratoni. Oggi, a distanza di quattro anni, non è ancora finita. La lunga battaglia di carte bollate per avere giustizia dopo quel tragico incidente si arricchisce di un nuovo episodio, non proprio edificante.


17 febbraio 2015

Fabrizio Morviducci

La Nazione

16 febbraio 2015

MORTO SUL LAVORO, SE LA COOP SI DIMENTICA DI CLAUDIO PIERINI

E' una storia che risale al 2011. Ma che oggi, a quattro anni di distanza, vede compiere un passo verso l'ingiustizia.








Un morto sul lavoro. Ai magazzini di approvvigionamento della Unicoop Firenze in via Pratoni a Scandicci. Il primo in tanti anni. Un procedimento penale in corso con tre indagati per omicidio colposo. E l'inizio di una storia che sembra avere come protagonisti i forti contro i deboli. Con i primi che provano ad approfittarsi dei secondi in una vicenda che non tutela i diritti di un uomo. Non tutela il diritto al dolore, alla sofferenza, alla dignità. Ad un risarcimento per la morte di una persona cara avvenuta in circostanze tutte da chiarire. Per dare giustizia, se solo bastasse, alla morte di un uomo. Da quel giorno Mattia Alfano, avvocato fiorentino, si batte con determinazione, insieme al collega Guido Ferradini, per garantire i diritti di un uomo morto sul posto di lavoro.
E' una storia che risale al 2011. Ma che oggi, a quattro anni di distanza, vede compiere un passo verso l'ingiustizia.

I FATTI - Claudio Pierini muore il 21 luglio 2011 mentre lavorava. Stava effettuando delle manovre con un muletto nel reparto profumeria del centro di stoccaggio. Una chiazza d'olio sul pavimento non era stata asciugata e nel percorrere quel tratto col muletto Pierini ha perso il controllo del mezzo, finendo contro una scaffalatura e subendo un impatto violentissimo. Un'agonia atroce durata qualche minuto tra lo strazio dei colleghi. Poi la morte.

LA SOLIDARIETA' DEI COLLEGHI - Moltissime le parole di solidarietà verso la famiglia ed i lavoratori. Anche dall'Unicoop Firenze che in quelle ore diffonde un messaggio di cordoglio stringendosi “attorno alla famiglia” a cui esprime “vicinanza e dolore per quanto accaduto”. I colleghi di Pierini iniziano una colletta di solidarietà per i cari. Un affetto encomiabile, commovente. Disperatamente utile. 10.000 euro per chi aveva lasciato. Un piccolo, quantomai grande, contributo di solidarietà da chi, per anni, ha condiviso la stessa divisa da lavoro.

E' MORTO UN UOMO - Perché “il morto sul lavoro” è anche un uomo. Con tutti quelli che possono essere i problemi che hanno le persone e che lasciano fuori dalle fabbriche e dalle aziende. E quei colleghi sapevano che le ore passate in quei magazzini da Claudio Pierini servivano a mandare avanti una situazione economica familiare non facile, come le tante che affliggono molti italiani. Affitto di casa, condivisa con il fratello rimasto senza lavoro dopo il fallimento della propria ditta di artigiano, bollette, rate della macchina. La vita quotidiana con un solo stipendio per due persone. Quella tragedia si abbatte su quella famiglia come un ciclone.

PROBLEMI ECONOMICI - Non ci sono risparmi in casa e quei soldi raccolti dai colleghi servono per pagare il funerale e correre a saldare gli affitti arretrati e le bollette delle utenze ormai disattivate. Denaro che finisce velocemente proprio per pagare quei debiti accumulati. Questo sarà un problema in tutta la vicenda. Arriveranno anche gli emolumenti del tfr di Claudio Pierini. Soldi che gli spettano, nessun regalo o atto di generosità.

PROBLEMI DI SALUTE – Emergerà anche che Claudio Pierini, morto a Luglio 2011, da Marzo era in possesso di un certificato di medicina del lavoro che gli vietava l'utilizzo di macchine di movimentazione a causa dell'assunzione di un farmaco che ne avrebbe limitato i riflessi. Quindi Claudio Pierini non poteva e non doveva guidare quel muletto che lo ha portato incontro alla morte.

LA GIUSTIZIA – Ad una incredibile ed incomprensibile distanza di quattro anni ad oggi è in corso un procedimento penale che vede tre indagati per omicidio colposo, due amministratori ed il responsabile del magazzino Unicoop. La famiglia Pierini si è costituita parte civile ed è rappresentata dagli avvocati Alfano e Ferradini.

QUALI DIRITTI? - Ma quel che accade oggi, lascia increduli e apre un oscuro sipario su alcune dinamiche che lasciano poco spazio alla tutela dei diritti di un lavoratore ma prima ancora a quelli di un uomo. Perchè quella situazione di difficoltà economica sarà oggetto di discriminazione.

LA COOP SEGNALA LA FAMIGLIA AI SERVIZI SOCIALI: “INCAPACI DI GESTIRE SOLDI” - Sarà un funzionario di Unicoop a segnalarla ai servizi sociali. A chi scrive appare una forma di autotutela cercando qualsiasi via d'uscita davanti ad un risarcimento danni che si prospetta estremamente importante anche per le responsabilità oggettive dell'azienda rilevate fin dai primi momenti dopo la morte di Claudio Pierini. Una segnalazione squalificante anche verso la memoria dell'uomo a cui si imputa di avere un fratello che non è in grado di gestire il patrimonio economico. Quando questo signore ha avuto la sola colpa di aver completamente ripianato i debiti accumulati e di aver vissuto con altri 50.000 euro di provvisionale pagati da Unicoop.
Un'azienda evidentemente preoccupata per l'esborso economico del risarcimento e che a loro dire garantirebbe al fratello un patrimonio che lui non sarebbe capace di amministrare.

“FRATELLO DEL MORTO INCAPACE AMMINISTRARE SOLDI” - E qui va in scena ciò che lascia senza parole. Ma anche senza diritti. Unicoop segnala appunto la situazione ai servizi sociali che con un' unica visita, redigono una relazione in cui si tratteggerebbe una condizione di incapacità della gestione delle cose da parte del fratello del Pierini. In pratica è incapace di intendere e di volere.

“DATE UN AMMINISTRATORE DI SOSTEGNO” - Così viene chiesto dal pm un amministratore di sostegno che il giudice del tribunale di Firenze nomina e che il prossimo 14 marzo prenderà ufficialmente il suo incarico. E il fratello di Claudio Pierini perderà i suoi diritti. Sarà controllato perchè incapace. In pratica il giudice concorda con Unicoop sul fatto che il fratello del Pierini sia incapace di gestire una ingente somma di denaro e che lui e la moglie sono in un lungo stato di disoccupazione. Quasi voluta, appare capire dalle conclusioni del giudice.

LA DISOCCUPAZIONE E' UNA COLPA - Quasi come se per un uomo, lo stato di disoccupazione fosse una colpa personale. Una punizione da espiare. Come se per un 50enne, che ha sempre lavorato nella sua ditta di imbianchino con il proprio furgone, sia facile ripartire dopo essere fallito con la propria piccola attività, aver perso il lavoro, la dignità e forse molta della stima in se stesso.
Questa per il giudice è la colpa del fratello di Pierini. Colpevole forse anche di aver avuto una forma depressiva dopo la morte tragica di un fratello.

“LIMITATA LIBERTA' DI UN UOMO SENZA MOTIVO” - “E' stata limitata la libertà personale di un uomo senza una perizia di un Ctu, senza alcuna visita specialistica– scrive l'avvocato Alfano nel suo reclamo contro la decisione del tribunale di nominare un amministratore di sostegno – senza che ci sia stato un contraddittorio o che semplicemente il signor Pierini venisse chiamato a poter rispondere di queste azioni di incapacità che gli venivano imputate”.

"NESSUNA CERTIFICAZIONE MEDICA" - "Non esiste documentazione sanitaria che consenta di ritenere il Pierini sia infermo o menomato a livello fisico o psichico in misura tale da rendere impossibile provvedere ai propri interessi” scrive il legale sottolineando come "la conclusione, davvero incredibile a cui giunge l'assistente sociale è quella per cui il Pierini non sarebbe stato in grado di gestire i suoi averi quando con le somme ricevute ha saldato i debiti pregressi accumulati con il fratello".

E' un appello ai diritti civili quello dell'avvocato Mattia Alfano nel suo reclamo. Che si scontra solo con il cinismo processuale di una cooperativa che al lavoratore in questo caso non pensa e non ha pensato. E che lascia da parte anche la dignità umana davanti alla forza dei soldi. Una vicenda, quella della morte di Claudio Pierini, che continueremo ad approfondire nei prossimi giorni con altri articoli e documenti. Non capiamo come un giudice possa accogliere la richiesta della parte imputata di privare dei propri diritti la parte offesa. Non lo capiamo soprattutto quando vediamo che è l'azienda contro il suo lavoratore morto. Quando l'azienda dispiaciuta pensa a come risarcire il meno possibile un proprio lavoratore morto. Quando si negano i diritti. Quando si è deboli. E quando i forti provano ad approfittarsene. 



16 febbraio 2015

Matteo Calì

http://www.ilsitodifirenze.it

17 dicembre 2014

PROCESSO UNICOOP FIRENZE TRE ANNI DI UDIENZE MA ERA TUTTO INUTILE

In sei sotto accusa per non aver valutato i rischi per i dipendenti

Reati prescritti prima del rinvio a giudizio

La rabbia degli operai


«NON contesto niente. Ma chiedo di capire come sia stato possibile fare un processo per malattie professionali che all'ultimo momento, dopo parecchie udienze, d'improvviso sono state dichiarate prescritte. Prescritte addirittura in data precedente al rinvio a giudizio, anzi prima ancora dell'avvio dell'inchiesta».

Giorgio Stefanini è un dipendente di Unicoop Firenze ed è un cittadino che non riesce a comprendere come la giustizia possa essere tanto contraddittoria. Con il collega Luigi Del Prete si era costituito parte civile in un processo nel quale due dirigenti di Unicoop Firenze e quattro medici erano accusati di lesioni colpose aggravate per non aver valutato i rischi legati alla movimentazione manuale dei carichi da parte degli addetti al magazzino di Scandicci e per non aver attuato le necessarie misure di prevenzione. Stefanini e Del Prete lavoravano su muletti privi di servosterzo, con i quali dovevano sollevare pancali, talvolta pesantissimi, facendo leva sui manubri. Ad ambedue, come ad altri colleghi, sono state diagnosticate anni fa ernia del disco e lesioni alle braccia, «con aumento all'insorgenza di nuove patologie». Stefanini lavora ancora oggi sui muletti. Del Prete è in pensione. Insieme sono tornati in tribunale per esprimere il loro sconcerto sull'esito del processo. Al loro fianco c'è Gabriele Rinaldi dell'Unione sindacale di base, a cui si deve - spiegano - un miglioramento delle condizioni di lavoro.

La denuncia della Asl - ricordano - risale al 2004. Il fascicolo d'inchiesta porta la data del 2008. Il 30 giugno 2010 la procura cita a giudizio per lesioni colpose due dirigenti Unicoop e quattro medici. Il processo parte a singhiozzo. Prima finisce davanti a un giudice onorario, poi viene assegnato al giudice Breggia che fissa un fitto calendario ma poi passa ad altro incarico, infine approda davanti al giudice Francesco Maradei. Si tengono varie udienze, vengono sentiti molti testimoni. il 26 giugno 2014 il processo è alle battute finali. In udienza arriva, al posto del collega Paolo Canessa, il pm Massimo Bonfiglio, che prende la parola per sostenere che tutte le accuse sono ormai prescritte. «Il mio avvocato - ricorda Stefanini - ha obiettato che nel 2007 mi era stata diagnosticata una nuova patologia alle braccia, e infatti nel 2010 mi è stata riconosciuta un'altra malattia professionale. Non è servito a nulla. Il giudice si è ritirato e poi ha dichiarato prescritte tutte le accuse». Nella motivazione ha spiegato che la data di consumazione del reato va fissata al momento dell'insorgenza della malattia, e nel caso di Stefanini ha ritenuto «addirittura inverosimile che da un infortunio patito nel 1998 possa essere insorta nuova malattia agli arti superiori nel 2007, per cui tale patologia deve essere considerata solo come un aggravamento della prima, conseguente all'unico infortunio contestato, quello del 1998». Stefanini commenta: «Spiegatemi perché ci sono voluti tanti anni per dirci che il processo era del tutto inutile».


16 dicembre 2014

Franca Selvatici

La Repubblica


21 ottobre 2014

LA DURA VIA PER LA DEMOCRAZIA SINDACALE IN UNICOOP FIRENZE


I rappresentanti alla sicurezza sono un elemento essenziale di democrazia sindacale, ma la vicenda verificatasi in Unicoop Firenze dimostra quanto sia stato difficile veder riconosciuto il diritto a questa basilare delega





Avevamo già scritto di quanto fosse difficile vedere riconosciuti diritti elementari di democrazia sindacale in Unicoop Firenze. Questi si esplicitano principalmente nella possibilità di eleggere i propri rappresentanti, che siano delegati o alla sicurezza. Se non fosse che nel luglio del 2011, all'interno dei magazzini Unicoop di Scandicci, si è verificato il primo infortunio mortale in una piattaforma logistica italiana, la vicenda che andiamo a raccontare avrebbe talmente del surreale da apparire comica. Invece non lo è.

Stiamo parlando della nomina e/o elezione dei Rappresentanti alla Sicurezza per il Lavoratori (RLS) in Unicoop Firenze, un gruppo che conta quasi 8.000 dipendenti dislocati in ben oltre 100 unità produttive. Una nomina che sarebbe dovuta avvenire nel periodo immediatamente successivo alle elezioni RSU (Rappresentanze Sindacali Unitarie) avvenute nel maggio del 2013 e che invece ha avuto luogo solo nei giorni scorsi. Infatti solo adesso si stanno effettuando i corsi obbligatori per la formazione degli RLS presso gli uffici di Scandicci.

Andiamo per ordine:
Nel settembre 2012 viene sottoscritto il Verbale di Accordo del nuovo Contratto Integrativo Aziendale. Tutti sanno che, come da tradizione, contemporaneamente si arriva ad una intesa tra Organizzazioni Sindacali Confederali ed Unicoop Firenze sulla rappresentanza sindacale all'interno del gruppo. Vengono indicati i criteri elettivi, il numero dei delegati, la composizione degli organismi interni e soprattutto le ore di "agibilità sindacale", ovvero le ore di permesso retribuite che l'azienda mette a disposizione. Questo vale non solo per le RSU ma anche per gli RLS, per i quali deve essere indicato il numero e la dislocazione all'interno delle varie Unità Produttive, oltre a stabilirne i criteri di eleggibilità.

Questo è l'accordo che regola l'elezioni RSU che, con indecente ritardo, si sono svolte nel maggio 2013. Ma questo è anche l'accordo che nessuno pare conoscere o avere. Il sindacato di base USB ne fa formale richiesta ad azienda e sindacati anche prima di partecipare al suddetto rinnovo elettorale, ma il fantomatico accordo viene negato. Successivamente i delegati eletti della USB ne chiedono conto in via informale anche al Segretario Regionale Uiltucs, ad un membro dell'Esecutivo aziendale Filcams ed anche all'ex delegato rsu/rls dei magazzini per la Uiltucs. Tutti negano di aver mai sottoscritto tale accordo (anche se in seguito le loro firme risulteranno esserci).

Nel marzo del 2014 sempre la USB promuove una vertenza per "comportamento antisindacale" (ex-art.28) nei confronti di Unicoop Firenze. Lo fa per molteplici motivi. L'azienda le sta negando la stanza spettante alle RSU dei magazzini e si rifiuta di consegnarle l'Accordo sulle Rsu/Rls sottoscritto con le OO. SS. confederali. Unicoop viene condannata e dunque si vede costretta a rendere noto il famigerato accordo (e a concedere la stanza, ovviamente).

Si scopre che è datato 5 settembre 2012, perciò di poco antecedente alla sottoscrizione dell'Integrativo. Tutto come da antica e consolidata tradizione. Gli RLS previsti per l'intero gruppo Unicoop sono scandalosamente pochi. Non si capisce neanche se siano 43 o 48 perchè c'è addirittura un evidente errore di calcolo nell'attribuzione degli stessi. Poco cambia in effetti, visto l' esiguità del numero. Per il magazzino di Scandicci, quasi 300 dipendenti divisi in vari reparti e in tre turni di lavoro, è previsto un solo delegato alla sicurezza! Dopo la morte del nostro collega la Direzione Aziendale e i vertici delle Organizzazioni Sindacali di categoria si erano impegnati ad un cambio di passo  in materia di sicurezza sul lavoro e mai avremmo potuto immaginare che queste parole si sarebbero potute tradurre in un atteggiamento talmente irresponsabile e beffardo.

Fortunatamente i delegati RSU dei magazzini non erano stati con le mani in mano nell'attesa di ottenere l'accordo e stante l'immobilismo delle OO.SS. confederali avevano indetto nel gennaio del 2014 delle elezioni che indicassero un terzo membro RLS che andasse ad aggiungersi ai due RSU, così come previsto dal Dlgs 81 del 2008. Esso indica infatti un minimo di tre RLS come spettanti alle Unità Produttive con più di 200 addetti. Ma la Direzione di Unicoop Firenze ha insistito nel non riconoscere la legittimità di tale elezione citando per l'appunto un diverso accordo intercorso fra Unicoop e le OO.SS. Filcams-Cgil, Uiltucs-Uil e Fisascat-Cisl. L'accordo è quello del 5 settembre e non viene mostrato, forse per vergogna. Ce ne sono tutti i motivi.

I delegati USB non mollano. Insistono per essere riconosciuti e come detto vengono finalmente in possesso dell'accordo. A questo punto qualcosa improvvisamente cambia. Unicoop pare ravvedersi anche dopo che USB minaccia una campagna stampa che denunci l'accaduto. Convoca al tavolo i sindacati firmatari dell'accordo del 5 settembre in modo da poterlo migliorare. L'iniziativa aziendale però incontra un comportamento inspiegabilmente ostruzionistico da parte sindacale che  si traduce in un nulla di fatto. Pazzesco. Nel luglio di quest'anno Unicoop si vede costretta ad un'azione unilaterale che implementa di ben 16 unità gli RLS previsti e, manco a dirlo, riconosce tutti e tre i RLS del magazzino di Scandicci.

Sappiamo che la vicenda potrà risultare talmente ingarbugliata e grottesca da apparire inverosimile. Ma questi sono i fatti per come li abbiamo visti e per come li conosciamo e se qualcuno avrà avuto l'interesse e la pazienza necessari alla lettura di questo resoconto, non potrà che essersi convinto, così come noi, dell'atteggiamento deficitario da parte di Unicoop Firenze, ma soprattutto del comportamento dei Sindacati Confederali estremamente superficiale ed omissivo.

Di seguito potrete trovare il link all'intero Accordo RSU/RLS del 5 settembre 2012. Vi troverete anche il monte ore di "agibilità sindacale" concessa da Unicoop Firenze: 36.140 ore annue di permessi in gran parte riservate ai membri degli organismi sindacali.

Accordo RSU/RLS del 5 settembre 2012


03 agosto 2014

ANCORA UNA PROCEDURA D'INFRAZIONE PER L'ITALIA SULLA SICUREZZA SUL LAVORO


Ancora una procedura d'infrazione sulla sicurezza sul lavoro contro l'Italia per iniziativa di Marco Bazzoni, un Rls di un'azienda metalmeccanica di Firenze







Marco Bazzoni, metalmeccanico fiorentino e rappresentante dei lavoratori per la sicurezza, colpisce ancora. E' sua l'iniziativa che porterà all'apertura di una procedura d'infrazione da parte della Comunità Europea nei confronti dell'Italia. Di seguito il suo scritto che entra nei dettagli dell'iniziativa. Marco non è nuovo a queste solitarie e vincenti imprese. Già nel novembre 2012 un suo esposto sempre riguardande mancanze dell'Italia sulla sicurezza sul lavoro era stato recepito dalla Commissione Europea. Ora Marco fa il bis. Ci complimentiamo con lui per la competenza e la tenacia con cui conduce le sue battaglie in proprio che poi diventano patrimonio di tutti. Ecco cosa scrive Marco a tale proposito.

Quando meno te l'aspetti e oramai non ci speri più, ti scrive la Commissione Europea, per informarti che grazie alla tua denuncia del 30 Giugno 2013, contro il Decreto del Fare, per violazioni sulla sicurezza sul lavoro, la Commissione ha deciso che proporrà al collegio dei Commissari europei, che si riunisce una volta al mese (ma non nei mesi di Luglio e Agosto), l'apertura di una procedura d'infrazione, perchè il Decreto del Fare, limita il campo di applicazione della direttiva 92/57/CEE (direttiva cantieri) per le prescrizioni minime di sicurezza e salute da attuare nei cantieri temporanei o mobili.

Molto probabilmente la procedura d'infrazione verrà aperta nel mese di Settembre 2014. Ironia della sorte, a 3 anni esatti (Settembre 2011) dall'apertura della prima procedura d'infrazione per la sicurezza sul lavoro.E' già la seconda procedura d'infrazione che faccio aprire (credo sia un record per un cittadino, che non ha dietro di se nessun ufficio legale).

Ma questo accade quando i governi se ne fregano delle direttive europee: non recependole per nulla o non correttamente. Sapete come dice il detto: non c'è due senza tre (mancata notifica del Dlgs 81/08: gli Stati membri hanno l'obbligo di comunicare alla Commissione il testo delle disposizioni di diritto interno da essi già adottate o che adottano nel settore disciplinato della direttiva) e il quattro vien da se (decreto lavoro jobs act, che violerebbe direttiva europea 1999/70/CEE sui contratti di lavoro a tempo determinato) Vi terrò aggiornati sui futuri aggiornamenti, intanto un'altra vittoria! Saluti.



30 luglio 2014

Marco Bazzoni
Operaio metalmeccanico e Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza 
Firenze




21 luglio 2014

TRE ANNI SENZA IL "PIERO"



Il 21 luglio del 2011 Claudio Pierini morì in un incidente sul lavoro all'interno del magazzino Unicoop Firenze di Scandicci. Il blog Lavoratori Unicoop, i colleghi e gli amici vogliono ricordarlo alla loro maniera, anche grazie alla splendida illustrazione di Claudia Giuliani che ringraziamo, sperando che questo possa contribuire nel sensibilizzare datori di lavoro e dipendenti al rispetto delle norme di sicurezza.

Oggi, 21 luglio 2014, ricorre il terzo anniversario della scomparsa dell'indimenticabile Claudio Pierini, da tutti conosciuto come "il Piero". Ogni volta che questa data si avvicina ritorna potente il ricordo del collega vittima di un tragico infortunio sul lavoro e anche in questa occasione, come per gli anni passati e certamente in quelli a seguire, ci siamo sentiti in dovere di omaggiarne la memoria sul nostro spazio. Nella circostanza ci è di aiuto la bella ed ispirata illustrazione che crediamo colga anche lo spirito leggero che il Piero ha sempre mostrato di possedere.

Dobbiamo anche registrare l'inizio della fase processuale relativa all'infortunio mortale. Nel marzo scorso sono stati
rinviati a giudizio l'allora direttore alla logistica, Marco Covelli e il dirigente responsabile per il magazzino Unicoop, Fabio Del Bimbo, attualmente promosso direttore. Il capo d'accusa è di omicidio colposo con violazione delle norme di prevenzione degli infortuni sul lavoro. Le motivazioni delle accuse a loro carico consistono nel non aver tenuto conto delle limitazioni prescritte al Pierini dal medico competente e nel non aver adempito in modo tempestivo a redigere il Documento Valutazione Rischi (DVR) per il reparto ove è avvenuto il tragico e fatale impatto del povero Claudio contro una scaffalatura.

Nel mese scorso si è tenuta la prima udienza in cui le parti hanno esposto le proprie posizioni ed è stato stabilito il calendario delle prossime udienze. Sappiamo che molti colleghi hanno espresso il desiderio di potervi assistere sia per poter testimoniare una sentita solidarietà verso l'amico scomparso, ma crediamo anche per una forte esigenza di verità e chiarezza sull'amara vicenda.

Una solidarietà che certo non dimostrò il neo presidente onorario di Unicoop Firenze, Turiddo Campaini, che ai tempi dell'accaduto ricopriva l'importante ruolo di presidente del consiglio di sorveglianza della cooperativa. La sua ingombrante assenza colpì tutti noi dipendenti presenti e ci fece sentire ancora più rattristati. Questa incredibile indelicatezza compiuta da un uomo che non ha mai perso occasione per ribadire I Valori di Unicoop, tra cui giganteggia appunto la solidarietà, fu una mancanza che non ci stancheremo mai di stigmatizzare. Le parole diventano vuote se non seguite da fatti.


Chiudiamo ancora una volta con "Ciao Piero!" e con un forte simbolico abbraccio a lui e ai suoi cari.




12 marzo 2014

SOTTO PROCESSO DUE DIRIGENTI DI UNICOOP FIRENZE PER LA MORTE SUL LAVORO DI CLAUDIO

Rinvio a giudizio di due dirigenti di Unicoop Firenze con l'accusa di omicidio colposo per la morte sul lavoro del nostro collega Claudio Pierini, avvenuta il 21 luglio 2011

I dirigenti Coop avrebbero disatteso le indicazioni del medico aziendale del lavoro, per il quale Claudio Pierini, per motivi di salute, non avrebbe dovuto svolgere quel compito



Il rappresentante legale di Unicoop Firenze, Marco Covelli, e il dirigente responsabile del magazzino di Scandicci della stessa azienda, Fabio Del Bimbo, sono stati rinviati a giudizio dal giudice per l'udienza preliminare Silvia Cipriani. I due - che saranno processati  a partire dal 14 giugno prossimo - sono stati chiamati a rispondere di omicidio colposo dal pubblico ministero Paolo Canessa per la tragica morte sul lavoro di un dipendente 52enne, Claudio Pierini, il 21 luglio 2011.

L'uomo, che lavorava nei magazzini di approvvigionamento di viale Europa a Scandicci, stava effettuando delle manovre nel reparto profumeria del grande centro di stoccaggio. in base alla ricostruzione dei carabinieri e degli addetti della sicurezza sul lavoro dell'Azienda sanitaria, l'operaio non si sarebbe accorto di una chiazza oleosa (causata dallo sversamento di un flacone di olio di mandorle, secondo i rappresentanti della Rsu) che si trovava sul pavimento. Nel percorrere quel tratto col muletto  avrebbe perso il controllo del mezzo, finendo contro una scaffalatura.

Il colpo è stato tremendo, tanto che Claudio Pierini ha rotto lo sterzo con il petto. Immediatamente si è accasciato a terra; i colleghi hanno chiamato il 118, che ha inviato sul posto un'ambulanza dell'Humanitas di Scandicci. All'inizio l'uomo era cosciente, poi - probabilmente per i vasti traumi interni riportati - ha perso conoscenza andando in arresto cardiocircolatorio. E non c'è stato niente da fare.

Ai dirigenti di Unicoop Firenze si contesta di aver disatteso le indicazioni del medico aziendale del lavoro, per il quale Claudio Pierini, per motivi di salute, non avrebbe dovuto svolgere quel compito che gli è stato poi fatale.

I familiari dell'uomo si sono costituiti parte civile con l'assistenza degli avvocati Mattia Alfano e Guido Ferradini.
 
 
 
12 marzo 2014

La Nazione
 
 
 
 

11 gennaio 2014

RELAZIONI SINDACALI UNICOOP FIRENZE-USB, PARTIRE (E INSISTERE) COL PIEDE SBAGLIATO


Questi delegati s'hanno da fare!



Nei magazzini di Unicoop Firenze, USB è dalle ultime elezioni (marzo 2013) il primo sindacato. Le RSU sono composte esclusivamente da delegati USB. La Cgil è scomparsa, con grande sollievo di tutti noi e palese disappunto di Unicoop Firenze.

Continua una guerra di logoramento in cui i responsabili aziendali frappongono ogni tipo di difficoltà ostacolando quella che dovrebbe essere la normale dialettica con i rappresentanti dei lavoratori, eletti d
emocraticamente (avverbio che trova resistenza a venir compreso in Unicoop).

Fin dall'inizio il lavoro dei delegati di magazzino è stato dunque osteggiato puntutamente e puerilmente dall'azienda fino alla vicenda dei delegati (mancanti) RLS. Per noi dei magazzini il tema della sicurezza riveste un'importanza centrale, in particolare dopo la morte sul lavoro del nostro collega Claudio Pierini avvenuta nel luglio 2011, quindi esigiamo che i RLS vengano eletti. Ma come sintetizza il post di USB che segue non è così facile, anche se il timore dei giornali riesce a penetrare persino menti particolarmente ottuse.

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A nove mesi dalle elezioni delle RSU in Unicoop Firenze non si è provveduto ancora all'importante designazione dei Rappresentanti alla Sicurezza. USB colma il vuoto e nei magazzini annuncia le elezioni RLS per il 16 gennaio 2014 ma la direzione della logistica Unicoop Firenze nega la stanza per il corretto svolgimento della tornata elettorale.

USB non arretra di un centimetro e conferma le elezioni RLS sul marciapiede di viale Europa al civico 51 e contestualmente indice  una conferenza stampa; appena sei ore dopo le nostre RSU ricevono un telegramma... Unicoop Firenze si piega e concede i locali per le elezioni... La lotta paga sempre. Di seguito il comunicato della nostra RSU:

Ebbene sì, anche se in ritardo di due giorni, la simpatica vecchietta è passata anche dal cedi di Scandicci e dal Meacci di Sesto Fiorentino, i magazzini della Unicoop Firenze.

I delegati sindacali USB della RSU, nella calza hanno trovato le stanze per effettuare la tornata elettorale per designare i delegati RLS che si dovranno occupare della sicurezza delle unità produttive della logistica. Quindi niente votazioni sul marciapiede di viale Europa !!!

E la conferenza stampa? Quella è stata momentaneamente sospesa, salvo poi essere indetta successivamente alle elezioni degli RLS, qualora la direzione della logistica decidesse di non riconoscere il numero dei delegati RLS dei due magazzini, requisito minimo previsto dall'art.47 del testo unico in materia di sicurezza.

Di questo risultato non vogliamo prenderci tutti i meriti, ma vorremmo ringraziare il direttore della logistica, senza il quale tutto ciò non sarebbe stato possibile… “grazie Fabio”. La rsu ringrazia tutti i lavoratori che ci hanno sostenuto e incoraggiato in questi giorni nel ricordo anche di Claudio, l' amico e collega scomparso nel luglio di due anni fa per un infortunio sul lavoro, nella speranza che il tema sicurezza sia un punto di incontro tra lavoratori, rappresentanti sindacali e azienda e non debba finire invece per trasformarsi in un campo di battaglia fatto di ricorsi e carte bollate.
 


11 gennaio 2014


03 gennaio 2014

COOP LIGURIA, LAVORATRICE IPER DI SARZANA INVESTITA DA UN MULETTO

Serio incidente all'ipercoop di Sarzana, gruppo Coop Liguria





Sarzana
- Drammatico incidente questa mattina all'Ipercoop di Sarzana. Una donna di 45 anni è rimasta schiacciata fra un muletto ed il montante di un pancale, riportando un trauma all'addome. I sanitari del 118, intervenuti sul posto, hanno stablizzato la lavoratrice per poi accompagnarla al pronto soccorso dell'ospedale Sant'Andrea della Spezia in codice rosso.         


2 gennaio 2014

www.cittadellaspezia.com   

12 dicembre 2013

FINTE COOP PER SFRUTTARE 200 LAVORATORI: 13 ARRESTI E 13 MILIONI SEQUESTRATI

L'inchiesta nasce dalla denuncia di un sindacalista Cobas

Sono più di 200 i lavoratori vittime del giro di fittizie cooperative scoperchiato dal Comando provinciale della Guardia di Finanza di Pavia con 13 arresti e il sequestro di 13 milioni di euro su 30 stimati di frode fiscale

 

Finte coop «utilizzate e poi artatamente dismesse al solo fine di consentire ai committenti di assumere manovalanza a buon mercato in totale spregio non solo dei contratti collettivi nazionali ma anche delle più elementari regole di igiene e sicurezza sul lavoro», riassume il gip Luigi Varanelli, «nonché per consentire la totale evasione di qualsivoglia onere contributivo, assicurativo e fiscale, con conseguente danno patrimoniale all'Erario e soprattutto agli stessi lavoratori».

Secondo l'indagine nata a Pavia dalla denuncia di un sindacalista Cobas e coltivata a Milano dal pm Carlo Nocerino - che ora punta a sviluppare con le banche dati di Agenzia delle Entrate-Inps-Prefettura un protocollo di contrasto al fenomeno - un consorzio sarebbe stato «creato al solo scopo di interporsi fittiziamente tra le cooperative "cartiere" di lavoratori e gli effettivi datori di lavoro della manodopera illecitamente collocata», specie la committente «Roto 2000 spa».

Il gip ha concesso l'arresto per tutti i 13 indicati dal pm, ma non per tutti i capi d'accusa proposti. L'associazione a delinquere resta contestata per i reati-fine di frode fiscale, non per l'intermediazione illecita di manodopera (legge Biagi 2003), che è una contravvenzione e per la quale dunque non poteva essere chiesto l'arresto per associazione a delinquere, sodalizio che normativamente deve essere «strutturato stabilmente alla commissione di delitti, non anche di contravvenzioni».

Niente arresto anche per le intimidazioni a «una teste già pesantemente vessata nell'ambiente lavorativo e poi addirittura licenziata proprio per le sua scelta di campo»: qui gli indizi «non sono univoci», e soprattutto i reati hanno «limiti edittali che non consentono l'emissione della richiesta misura cautelare»



11 dicembre 2013

Luigi Ferrarella

Corriere della Sera



10 dicembre 2013

ELEZIONE RLS UNICOOP FIRENZE : USB ROMPE GLI INDUGI AI MAGAZZINI



A otto mesi dalle elezioni delle Rsu in Unicoop Firenze non si è provveduto ancora all'importante designazione dei Rappresentanti alla Sicurezza (RLS)

USB colma il vuoto e nei magazzini annuncia le elezioni Rls per il 16 gennaio 2014




Le elezioni RSU del gruppo Unicoop Firenze si sono svolte a Maggio 2013, quindi sono trascorsi oramai quasi 8 mesi. E' perciò inspiegabile e soprattutto inaccettabile che non si sia ancora provveduto alla nomina o alla elezione dei Rappresentanti dei Lavoratori alla Sicurezza (RLS).

Si perpetua dunque questo ottuso e masochistico ostruzionismo da parte delle Organizzazioni Sindacali confederali di categoria, come già era accaduto per le elezioni delle RSU, che dovettero attendere più di 3 anni dalla scadenza naturale per poter essere indette.

Stavolta ci permettiamo di dire che la gravità del ritardo è resa ancora più evidente vista l'importanza della materia in questione. La mancanza di un delegato RLS regolarmente nominato o eletto ed opportunamente formato può creare danni evidenti alla normale attività lavorativa, facilitando la pratica di cattive abitudini che possono essere causa di gravi infortuni.

Ci sorprendiamo anche di come la stessa dirigenza di Unicoop Firenze stia tollerando così a lungo l'atteggiamento colpevolmente sufficiente delle OO.SS. Ci sono appuntamenti come la Riunione Periodica sulla Sicurezza e pratiche documentali come la redazione di un Documento di Valutazione dei Rischi (DVR), che prevedono obbligatoriamente la presenza dei RLS, perciò Unicoop dovrebbe avere tutto l'interesse alla loro celere individuazione.

A tal proposito duole ricordare che anche le regole che normano l'elezione dei RLS dovrebbero trovarsi all'interno di quel famigerato "accordo rsu" che tutti sanno essere stato firmato da Unicoop ed OO.SS. subito dopo l'approvazione del Contratto Integrativo, ma che nessuno ha mai potuto consultare o anche solo vederne copia e che pare essere gelosamente conservato in chissà quali casseforti!

Per questi motivi la RSU dei magazzini di Scandicci e di Sesto F.no, composta interamente da membri del Sindacato di base USB, hanno deciso di non attendere oltre ed hanno annunciato con regolare comunicazione alla Direzione Logistica l'intenzione di indire le elezioni RLS per il giorno 16 Gennaio 2014.

Le modalità saranno quelle previste dal Decreto Legislativo n.81 del 9 Aprile 2008 e considerate inderogabili, se non in termini migliorativi, sia dai CCNL che dai Contratti Aziendali. Perciò il numero di rappresentanti sarà di 3 per il Ce.Di. di Scandicci (Unità Produttiva con più di 200 addetti) e 1 per il magazzino di Sesto F.no (U.P. con meno di 50 addetti). Come previsto dal medesimo decreto saranno individuati all'interno della stessa RSU, ad eccezione del terzo di Scandicci che sarà invece eletto dai lavoratori. Sembra che la notizia sia stata accolta con favore dai vertici aziendali, questo fa ben sperare per il corretto svolgimento delle elezioni.

In ultimo ci permettiamo di raccomandare a tutti i colleghi/e di interessarsi presso i loro delegati sindacali affinchè in ogni unità produttiva si possa arrivare al più presto alla individuazione dei RLS.


28 settembre 2013

CHIUSO IL PROCESSO PER INFORTUNIO MORTALE NELLA FILIALE ESSELUNGA DI VIA WASHINGTON

Giovedì 19 settembre, a 4 anni dell’infortunio che è costato la vita a Claudio Birolini, si è chiuso il processo di 1° grado che vedeva imputati per omicidio colposo, sei dirigenti di Esselunga e il legale rappresentante della Capozi Autotrasporti, azienda che ha in appalto parte dei trasporti di Esselunga


ESSELUNGA HA RISPARMIATO SULLA SICUREZZA” così titolava il corriere.it del 14 febbraio 2012 dopo che i legali di tre degli imputati patteggiarono, usufruendo così degli sconti di pena previsti.

Allora i vertici delle due aziende:

- Paolo De Genis vicepresidente Esselunga con delega alla sicurezza,
- Aldo Botta responsabile della divisione logistica di Esselunga
- Filippo Capozi titolare della Capozi autotrasporti.

Furono tutti condannati a un anno, 1/3 di quanto previsto.

Il “patron” di Esselunga Bernardo Caprotti verso, per patteggiare il reato di responsabilità amministrativa, 223 mila euro.

1 milione e 360 mila euro fu la somma che congiuntamente ESSELUNGA E CAPOZZI hanno corrisposto alla famiglia come risarcimento.

La sentenza di assoluzione dei quattro dirigenti di Esselunga del 19 settembre non assolve, quindi, le due aziende dalla responsabilità nell’accaduto.
 


RLS FILCAMS LOMBARDIA






25 maggio 2013

ELEZIONI RSU UNICOOP FIRENZE, I CONFEDERALI LA SMETTANO COI VECCHI GIOCHETTI


I sindacati confederali continuano a gestire l'attività sindacale in modo opaco e ambiguo, proprio quando dai dipendenti di Unicoop Firenze arriva forte la richiesta di maggior trasparenza, informazione e partecipazione



Visto che siamo giunti alla ufficialita' dei risultati delle elezioni rsu di Unicoop Firenze, un paio di considerazioni ci sentiamo in dovere di farle.

Come in tutte le elezioni che si rispettino ogni sigla sindacale si dice soddisfatta dei risultati raggiunti. Filcams-Cgil ha sempre la stragrande maggioranza dei seggi, Uil-uiltucs ha mantenuto le sue enclavi confermando un certo numero di delegati anche grazie alle nomine spettanti e così probabilmente pure per Fisascat-Cisl. Usb, che si presentava per la prima volta al nastro di partenza, ha ottenuto seggi in tutte le unita' produttive nelle quali si presentava (non molte, in verità), l'unica sigla che puo' recriminare qualcosa e' l'Ugl la cui unica lista e' stata esclusa per motivi formali nel punto vendita di Ponsacco.

Vorremmo però andare oltre ai risultati e stigmatizzare ancora una volta, purtroppo, l'indecenza di alcune scelte da parte delle organizzazioni sindacali confederali.
Ad esempio non si comprede proprio perché un negozio come l'iper di Montevarchi (250 addetti) o il superstore di Sesto Fiorentino (225) avrebbero diritto a 5 delegati mentre  l'iper di Arezzo (245 addetti) addirittura a 6 delegati e addirittura le Sedi di Scandicci e Santa Reparata (insieme superano i 500) solo a 4 per non parlare dei magazzini di Scandicci (245 addetti piu' molti contrattisti) solo 3.

Domande che restano al solito senza risposta. Noi dei magazzini fummo penalizzati in egual misura anche nel vecchio accordo Rsu e stavolta si e' voluto ribadire forse con piu' forza, vista la massiccia presenza del sindacato Usb all'interno del Ce.Di. La sensazione è che tutto sia gestito in modalità fortemente arbitraria, fuori da un contesto di regole certe e condivise, impressione rafforzata anche dalla mancata divulgazione dell'accordo sulle Rsu-Unicoop Firenze, di cui parliamo anche più avanti e rimandiamo a questo post.

Il magazzino di Scandicci, nel luglio di 2 anni fa, e' stato teatro del primo infortunio mortale mai avvenuto all'interno di Unicoop Firenze. Molti infortuni erano gia' avvenuti in precedenza ed altri ne sono accaduti in seguito. Questo da solo (ma non è l'unico) dovrebbe rappresentare un motivo più che sufficiente a considerare il magazzino un'unità nevralgica all'interno del gruppo e dunque la rappresentanza sindacale, nonché quella dei rappresentanti alla sicurezza, sarebbe dovuta essere assai piu' dignitosa. Invece Filcams-Cgil e Uil-Uiltucs hanno preferito sfilarsi e neanche tentare di ricucire i rapporti con lavoratori e delegati.
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Adesso aspettiamo la nomina (o elezione?) degli Rls (Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza), della quale ancora non sappiamo niente, come del resto non sappiamo nulla anche di molte altre cose, ad esempio la composizione degli organismi sindacali interni e i criteri di scelta degli stessi, poiche' tutte queste informazioni sono segretamente custodite in quell' accordo Rsu sottoscritto dai confederali ed Unicoop Firenze già da molti mesi, a cui accennavamo sopra, ma mai divulgato!

Un comportamento questo gravemente lesivo della dignità dei lavoratori, che hanno diritto di conoscere i termini di quell'accordo firmato per loro nome e conto dai segretari della Triplice.
Ci auguriamo che la divulgazione avvenga al piu' presto e che Cgil-Cisl-Uil dimostrino in futuro maggiore coerenza, trasparenza e senso di responsabilità, valori e comportamenti che sembrano avere smarrito da tempo.



24 febbraio 2013

CROLLA UNA PARETE IN CARTONGESSO ALL'IPER DI SESTO FIORENTINO: PANICO E DUE FERITI


Non si sacrifichi la sicurezza sull'altare del profitto






Nel crollo, avvenuto ieri all'improvviso, sono rimasti feriti due clienti: un giovane di 27 anni, che ha riportato un trauma a una spalla e a un ginocchio ed è stato ricoverato al Cto di Firenze, e una dipendente della stessa Ipercoop, 23 anni, in stato di choc, che fuori dal servizio stava facendo la spesa ed è rimasta contusa. Insomma, si è sfiorata la tragedia.

L'Unione Sindacale di Base da tempo denuncia la scarsa attenzione posta da Unicoop Firenze nei confronti della salute e sicurezza all'interno dei propri ambienti di lavoro. Spesso la materia viene delegata a cooperative che operano all'interno di strutture aziendali come il Centro Smistamento Merci di Scandicci, oggetto nel mese di febbraio di un serio infortunio sul lavoro.

Dall'infortunio mortale del luglio 2011 accaduto all’indimenticato Claudio Pierini, PIERO per tutti noi, ci troviamo ad assistere ad una serie di infortuni nei magazzini e nei punti vendita Unicoop Firenze che denotano quanto ancora si debba fare su questo tema.

L'unione sindacale di base continuerà a vigilare e denunciare anomalie e disfunzioni in materia di salute e sicurezza legate allo svolgimento di attività lavorative all'interno delle strutture Unicoop Firenze auspicando da parte della cooperativa un maggiore impegno e sensibilità in tal senso.




24 Febbraio 2013

USB Unione Sindacale di Base - Lavoro Privato .

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06 febbraio 2013

MAGAZZINI UNICOOP FIRENZE, MULETTO IN RETROMARCIA INVESTE UN OPERAIO: E' GRAVE

Il grave incidente è avvenuto nello stesso luogo dove perse la vita il nostro collega, Claudio Pierini



Incidente sul lavoro ai magazzini Unicoop Firenze dei Pratoni a Scandicci. Il fatto è successo ieri mattina, quando un lavoratore è stato investito da un collega che si trovava alla guida di un muletto. L'uomo che è impiegato per la CFT, una cooperativa che ha in appalto la logistica del magazzino, è caduto a terra gravemente ferito. I primi soccorsi sono arrivati dai colleghi che hanno chiamato immediatamente il 118. La gamba dell'operaio sanguinava copiosamente, segno che la situazione non era semplice da gestire. La centrale operativa di Firenze Soccorso ha inviato sul posto un'ambulanza attrezzata dell'Humanitas di Scandicci.

I volontari sono arrivati nel reparto e hanno subito stabilizzato il ferito prima di ricoverarlo al pronto soccorso dell'ospedale di Torregalli. I medici hanno visitato l'uomo scongiurando il pericolo di vita, anche se la lesione è comunque seria. Il lavoratore ha riportato una ferita lacero contusa alla gamba, con sospetta frattura della tibia e disarticolazione del ginocchio. Preso in carico al Nuovo San Giovanni di Dio ha ricevuto una prima prognosi di 30 giorni, ma la situazione è ancora in evoluzione. Probabilmente servirà una lunga riabilitazione dopo aver rimesso a posto ferite e fratture, per tornare a camminare come prima. Ai magazzini Unicoop sono arrivati anche i Carabinieri di Scandicci per acquisire dati sull'esatta dinamica dell'incidente.

L'incidente è avvenuto nella stessa area del magazzino dove nel luglio 2011 aveva perso la vita il 52enne Claudio Pierini. Pierini, dipendente di Unicoop Firenze stava effettuando manovre col muletto quando è finito contro una scaffalatura. Un impatto tremendo; l'uomo è morto sul colpo. Una morte sulla quale anche la procura ha deciso di vedere chiaro, con un'inchiesta tesa ad accertare ogni aspetto dell'infortunio fatale e soprattutto capire se il 52enne operaio scandiccese potesse o meno trovarsi alla guida del muletto.

Fortunatamente in questo caso le conseguenze dell'infortunio di ieri mattina non sono state estreme. In base ad una prima ricostruzione, l'operaio sarebbe stato investito dal muletto mentre il collega che si trovava alla guida era in movimento a retromarcia.



6 Febbraio 2013

Fabrizio Morviducci

La Nazione


02 febbraio 2013

CONSORZIO ETRURIA, 7 DIRIGENTI IMPUTATI PER L'OPERAIO MORTO

Sono undici gli imputati chiamati a rispondere dell'incidente mortale sul lavoro che costò la vita a Fabrizio Monte, durante la costruzione del supermercato Coop del Parco Prato, nel giugno del 2008



EMPOLI. Sono ben undici gli imputati nel processo che è iniziato ieri per la morte di un operaio di 32 anni durante la costruzione del supermercato Coop del Parco Prato, nel giugno del 2008. A rispondere di quel tragico incidente sul lavoro la Procura di Prato ha chiamato sette rappresentanti del Consorzio Etruria ora in liquidazione (Massimo Menichetti di Sesto Fiorentino, Roberto Raffaelli di Scandicci, Nicola Lippi di Viareggio, Marco Fontanelli di Montelupo Fiorentino, Ciro Paradisi di Follonica, Giancarlo Tiezzi di Prato, Dante Picozzi di Capistrello), due della ditta Lorenzini che movimentava la gru (Alfio Claudio Lorenzini e Alfiero Lorenzini, entrambi di Prato) e due della società Trentino Legno incaricata di fissare le travi di sostegno del supermercato (Eugenio Berti e Gianfranco Berti, residenti in Trentino). Tutti sono accusati di omicidio colposo e il numero così alto di imputati si spiega col fatto che la legislazione in materia suddivide le responsabilità sulla sicurezza in capo a più soggetti.

A perdere la vita mentre stava lavorando alla costruzione del supermercato, il 7 giugno del 2008, fu Fabrizio Monte, che il giorno dopo avrebbe compiuto 32 anni e di lì a due mesi avrebbe sposato la figlia del suo datore di lavoro, il titolare della Trentino Legno. Già questo basta per capire che al futuro e mancato suocero non si può imputare di aver volontariamente messo in pericolo la vita del futuro genero. E infatti si parla di omicidio colposo, una serie di presunte negligenze e mancate accortezze che, secondo la Procura avrebbero provocato la tragedia.


Fabrizio Monte era su un cestello a dieci metri di altezza e insieme a un collega che era su un altro cestello stava controllando la posa di una trave di legno da una tonnellata e mezzo. I due operai dovevano accertarsi che la trave entrasse correttamente negli incastri dei piloni di cemento armato, ma qualcosa andò storto, si disse a causa del cedimento di un bullone, e la trave venne giù travolgendo il cestello dove si trovava Monte.



2 Febbraio 2013





01 dicembre 2012

UNICOOP FIRENZE E MEDICI SOTTO PROCESSO: 'SCARSA PREVENZIONE SUL LAVORO'

Due dirigenti di Unicoop Firenze e quattro medici specialisti in medicina del lavoro sono imputati per il reato di lesioni colpose gravi e gravissime

Parte civile sette dipendenti

La vicenda giudiziaria, dopo molti rinvii, entra nel vivo martedi 4 dicembre


C'è attesa tra i lavoratori dei Pratoni: sei episodi su sette dai quali è nata l'inchiesta si sono verificati proprio nel centro di approvvigionamento di Scandicci, per l'udienza che si terrà martedi prossimo, 4 dicembre. Il decreto di citazione a giudizio è dell'agosto 2010. Tra rinvii e attese, il processo è arrivato al momento clou dopo due anni. Nel procedimento risultano parte offesa sette lavoratori, tutti, tranne uno (che lavorava in un centro commerciale a Sesto Fiorentino) impiegati al magazzino di smistamento di Scandicci.

In base all'atto di imputazione, dirigenti e medici avrebbero causato l'aggravamento delle condizioni di salute dei lavoratori in varie maniere. I dirigenti di Unicoop non avendo messo in atto le misure di prevenzione necessarie a ridurre i rischi relativi alla movimentazione manuale dei carichi, ma anche non informando e non formando adeguatamente i lavoratori sui rischi relativi alla propria mansione.

Per i medici invece gli addebiti sono molteplici: a seconda dei ruoli, il pm contesta loro il non aver prescritto esami più approfonditi alla luce delle patologie diagnosticate, il non aver impedito all'azienda il proseguimento dell'esposizione al rischio dei lavoratori, il non aver correttamente valutato i rischi.

I fatti accertati in denuncia hanno genesi dal 1996 agli anni successivi. Tutti i lavoratori hanno riportato aggravamenti delle loro condizioni di salute, diagnosticati con analisi. Vedremo come finirà il processo, se alla fine il giudice dichiarerà la colpevolezza o meno per medici o dirigenti.

NON SI TRATTA dell'unica vicenda giudiziaria legata ai magazzini Unicoop Firenze di Scandicci, dove il 21 luglio del 2011 il 52enne Claudio Pierini perse la vita in un incidente sul lavoro. Anche in questo caso è in corso un'inchiesta della procedura per accertare la verità sulle cause che hanno determinato la morte del 52enne.

Nei magazzini Unicoop Firenze in questi anni, non sono mancate anche vertenze eclatanti, come quella relativa al licenziamento e successiva riassunzione di un lavoratore che al termine del turno straordinario notturno con la mensa chiusa, aveva aperto un panettone per mangiarlo insieme alla squadra.



1 dicembre 2012

La Nazione



24 novembre 2012

SICUREZZA SUL LAVORO, TESTO UNICO: L'EUROPA DA' DUE MESI ALL'ITALIA PER MODIFICARLO

La procedura d'infrazione da parte della Comunità Europea nei confronti dell'Italia era stata aperta in seguito ad un esposto di Marco Bazzoni sulle aberrazioni contenute nel Testo unico per la sicurezza sul lavoro come modificato dal governo Berlusconi.


Ci è voluto un anno ma alla fine la lettera della Commissione europea contenente il parere motivato per la messa in mora dell’Italia in merito al recepimento della Direttiva europea 89/391/CEE, concernente le norme di salute e sicurezza sul lavoro è arrivata. 

A comunicarlo è Marco Bazzoni metalmeccanico e rappresentante dei lavoratori per la sicurezza, che dopo una serie di pressioni è riuscito ad ottenere l’attenzione dell’Europa sulle aberrazioni contenute nel Testo unico per la sicurezza sul lavoro come modificato dal governo Berlusconi.

La messa in mora riguarda due punti specifici della normativa vigente: 
1) Deresponsabilizzazione del datore di lavoro in caso di delega o subdelega (violazione dell’articolo 5 della Direttiva europea 89/391/CEE) 
2) Proroga dei termini prescritti per la redazione di un documento di valutazione dei rischi per una nuova impresa o per le modifiche sostanziali apportate a un’impresa esistente (violazione dell’articolo 9 della direttiva 89/391/CEE).

L’Italia a questo punto avrà due mesi di tempo per “adottare le misure necessarie per adeguarsi al parere motivato”, altrimenti incorrerà nel procedimento di infrazione.
Esprime soddisfazione Marco Bazzoni che così commenta: “ Mentre il Governo Monti cerca di ridurre la salute e sicurezza sul lavoro con  il Disegno di legge semplificazioni bis, la Commissione Europea gli fa capire chiaramente che non ci possono essere degli arretramenti sul diritto alla salute e sicurezza sul lavoro.



23 novembre 2012

Articolo 21