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12 febbraio 2013

2012 BUON ANNO PER I FONDI: PREVICOOPER NE APPROFITTA

Il 2012 è stato un buon anno per i fondi d'investimento e i fondi pensione. Il recupero della borsa italiana dai minimi e il la diminuzione del rendimento sui Titoli di Stato italiani, hanno sostenuto la ripresa dei corsi dei fondi in tutti i settori canonici (sicuro, bilanciato, dinamico).




2012 ampiamente positivo. In effetti i rendimenti otenuti da Previcooper nel 2011 e nel 2010 erano stato molto modesti o negativi. Nel 2012 il recupero generalizzato sui mercati permette di performare bene a tutti e tre i comparti (vedi grafico):

Previcooper Sicuro.....+10,11%
Previcooper Bilanciato +10,94%
Previcooper Dinamico +11,92%

I dati si riferiscono al periodo dicembre 2011-dicembre 2012 e sono al lordo dell'inflazione. Confrontando l'andamento a 3 e 5 anni, si può notare quanto il recupero del 2012 sia stato significatico e abbia riaddrizzato un andamento altrimenti fiacco.



Rendimenti a 3 anni. Se calcoliamo il rendimento secco dei fondi Previcooper sul periodo dicembre 2009-dicembre 2012, queste sono le percentuali:

Previcooper Sicuro.....+11,38%
Previcooper Bilanciato +15,41%
Previcooper Dinamico. +12,23%

Come si può notare non si discostano dal rendimento ottenuto nel 2012, se si fa eccezione per qualche punto in più del bilanciato. La performance è distribuita su 3 anni e va quindi annualizzata, cioè riportata sulla media annuale. Ecco cosa si ottiene:

Previcooper Sicuro.....+3,79%
Previcooper Bilanciato +5,14%
Previcooper Dinamico .+4,08%



Rendimenti a 5 anni. Sono più significativi, perché includono un lasso temporale più ampio e riportano al periodo (30 giugno 2007) in cui alcuni dipendenti entrarono nei fondi di categoria, alla fine solo il 23% dei lavoratori privati, nonostante la trappola del silenzio assenso.

Previcooper Sicuro.....+22,94%
Previcooper Bilanciato +18,65%
Previcooper Dinamico ..+4,23%

La prima constatazione che balza all'occhio è come il comparto dinamico abbia fortemente sottoperformato rispetto agli altri, essendo più esposto all'investimento azionario che, nel caso specifico della borsa italiana, ha portato più dolori che gioie nel periodo esaminato. In ogni caso si tenga ben presente che i rendimenti sono spalmati su 5 anni. Se li riportiamo su base annua le performances saranno ovviamente molto più modeste:

Previcooper Sicuro.....+4,59%
Previcooper Bilanciato +3,73%
Previcooper Dinamico .+0,89%


Questi ultimi dati rendono evidente come l'ottima annata del 2012 abbia risollevato un andamento deludente. Ricordiamo che nei rendimenti riportati non è stato calcolato l'impatto dell'inflazione.
Per una visione più completa e un confronto con il TFR, si rimanda alla tabella del sito Previcooper.






21 gennaio 2011

PREVICOOPER E TFR NEL 2010

Clicca sulla tabella per ingrandire

Ecco il grafico delle 3 linee di fondi di Previcooper (dicembre 2009-dicembre 2010)

Rendimenti ad 1 anno (periodo dicembre 2009-dicembre 2010):
Sicuro: +1,279%
Bilanciato: +2,627%
Dinamico: +3,565%

Rendimenti a 2 anni (periodo dicembre 2008-dicembre 2010):
Sicuro: + 8,327%
Bilanciato: +12,022%
Dinamico: +16,565%

Rendimenti a 3 anni (periodo dicembre 2007-dicembre 2010):
Sicuro: + 11,798%
Bilanciato: + 5,510%
Dinamico: - 3,364%

Il dato più significativo è quello a 3 anni.
Infatti la riforma sulla previdenza integrativa entrò in vigore nel 2007. E' da quel momento che chi optò affinché il proprio TFR fosse gestito da fondi negoziali o aperti deve fare i conti. Lo stesso dicasi anche per coloro che non optarono per un bel nulla, perché la legge del governo Prodi prevedeva in questo caso che chi non avesse espresso una decisione entro il 30 giugno 2007, la quota sarebbe stata trasferita ai fondi negoziali di categoria (silenzio assenso). Una soluzione alquanto bizzarra, visto che giuridicamente col silenzio assenso si conferma una decisione preesistente, ma probabilmente la logica guida fu quella di fare un bel regalo ai sindacati confederali.

Inoltre la crisi che ancora si abbatte sull'economia e la finanza mondiale (Cina, Brasile e altri paesi emergenti esclusi) ebbe inizio proprio nel giugno del 2007. Il dato a 3 anni ci dice che i rendimenti sono davvero miseri e in un caso addirittura negativi.

Il TFR 2010, che si compone con una rivalutazione fissa dell'1,5% più una parte variabile (indice FOI) ha espresso un rendimento del 3,4% (dato dicembre 2009-dicembre 2010)
Lo scorso anno fu del 2,2%.

Vedi gli anni passati:

2009

2008

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31 dicembre 2009

PREVICOOPER: FACCIAMO DUE CONTI ...





Quasi un anno di TFR e Previcooper





La premessa a questo mini rendiconto è d'obbligo. La crisi finanziaria che ha colpito i mercati mondiali, cominciata nel giugno 2007, ha avuto il suo apice nel marzo di quest'anno. Da allora le borse hanno recuperato dai minimi in parte e ne hanno beneficiato, in varia entità, tutti quegli strumenti finanziari legati all'investimento azionario.

Inoltre, le politiche monetarie delle banche centrali hanno portato i tassi d'interesse sui minimi, schiacciando i rendimenti e facendo salire il prezzo di obbligazioni e titoli di stato. Ne consegue che anche chi aveva investito in strumenti e fondi che hanno come riferimento i bond, ha avuto qualche soddisfazione.

Ma passiamo ai dettagli. Molti cercano informazioni sui fondi negoziali di riferimento della nostra categoria, i fondi Previcooper.












Clicca sulla tabella per ingrandire


I dati relativi al mese di dicembre non sono ancora disponibili, quindi le percentuali si riferiscono al periodo dicembre 2008-novembre 2009 , ecco quanto:

Previcooper Sicuro: +7% (dal dicembre 2007 +10,5%)
Previcooper Bilanciato: +7,8% (dal dicembre 2007 +1,6%)
Previcooper Dinamico: +8,8% (dal dicembre 2007 -10%)

Per quanto riguarda la rivalutazione del TFR, anche qui dobbiamo attendere che l'Istat comunichi il dato di dicembre nel prossimo mese, ma prendendo come riferimento novembre (indice FOI 0,7% + quota fissa 1,5%), l'incremento si attesta al 2,2% lordo (1,96% netto).
Lo scorso anno fu del 3% lordo (2.7% netto).

I DATI DEL 2008

Prossimamente ci occuperemo anche delle performances 2009 delle società quotate che sono legate al mondo delle cooperative; quindi MPS ovviamente, ma non solo...

Nell'augurarvi un felice nuovo anno, approfittiamo per ringraziare TUTTI coloro che ci seguono, ci scrivono, ci passano articoli, informazioni e quant'altro. Continuate così. Auguri.

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09 dicembre 2009

ADESSO E' LA NOTTE CHE DOBBIAMO TEMERE




Corsi e ricorsi :
Dopo il TFR dirottato in finanziaria
Quando Amato mise le mani sui conti correnti



Dopo il probabile colpo di mano sul TFR inserito nella finanziaria, i pensieri vanno quasi automaticamente ad un'altra finanziaria. Successe tutto di notte, esattamente tra il 9 e 10 luglio del 1992, quando l'allora governo Amato inserì, in una finanziaria lacrime e sangue (93.000 miliardi di lire dell'epoca, più tagli), un prelievo forzoso dai conti correnti bancari degli italiani nella misura dello 0,6%.

Ci sembra significativo ricordare quell'episodio storico che ci portò davvero ad un passo da una soluzione del tipo "Argentina dicembre 2001" e coseguente default di quello stato.

Il maggior indicatore che sintetizza il cosiddetto rischio paese in Europa è segnalato dallo spread (differenziale) tra il titolo di stato tedesco (bund) a 10 anni, in rapporto ai corrispettivi titoli sovrani.
Nell'aria euro attualmente sulla graticola c'è la Grecia. Le obbligazioni elleniche viaggiano con uno spread di circa +200 bps (basis points) rispetto al bund tedesco.
I titoli di stato italiani stanno (per ora) un pò meglio (+90 bps circa), ma hanno raggiunto vette più alte mesi fa.
Significa che chi offre titoli più rischiosi deve corrispondere un tasso superiore. Rischio e rendimento sono correlati direttamente. Ne consegue che, se il rischio paese Italia sale (con possibile abbassamento del rating delle agenzie internazionali), il nostro debito, già enorme, rischia di schiacciarci.

Per fare un pò di memoria storica che in questo Paese che, come si suol dire spesso con un pò di (sana) retorica, di memoria ne ha poca, mettiamo due link che riportano la vicenda a cui facciamo riferimento.

10 dicembre 2009

Lavoratori Unicoop


Amato e quel colpo di mano notturno

"Sei per mille" addio rimborso

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TFR DIROTTATO IN FINANZIARIA, RIVOLTA DI CGIL E OPPOSIZIONE






Se lo dicono loro, c'è da crederci ...










Il sindacato avverte: "Giù le mani dalle liquidazioni"
Il governo pronto a mettere la fiducia sulla manovra


La Finanziaria "blindata" corre a verso la fiducia nell'aula di Montecitorio, mentre la Cgil, a fianco di Pd e Italia dei valori, fa "muro" sull'utilizzo da parte dell'esecutivo del fondo Tfr, che per 3,1 miliardi, viene "girato" dall'Inps al Tesoro e posto a copertura di circa un terzo della manovra 2010. "Il governo si fermi e tenga giù le mani dalle liquidazioni: ha deciso di appropriarsi del Tfr senza chiedere il permesso a nessuno tanto meno ai lavoratori", ha dichiarato ieri segretario confederale del sindacato, Agostino Megale.

Alla voce della Cgil già nei giorni scorsi, quando tra le pieghe degli emendamenti spuntò la clamorosa partita di giro che pone un'ipoteca contabile sulle liquidazioni, si erano aggiunte le proteste dei Pd e dell'Italia dei valori che parlò di vero e proprio "scippo". La protesta della Cgil, che ha già proclamato uno sciopero degli statali per l'11 dicembre, si somma al malumore per la reintroduzione dello staff leasing e per l'aumento dei costi per le cause di lavoro sulle quali insiste l'ex ministro del Lavoro, il Pd Cesare Damiano.

La partita della Finanziaria, che oggi debutta in aula alla Camera dopo le contrastate nottate in Commissione Bilancio, si concluderà a Montecitorio con la fiducia: probabilmente nei primi giorni della prossima settimana. Ieri il viceministro Vegas non l'ha esclusa, ha giudicato il testo "equilibrato" e ha detto di "escludere modifiche". Più esplicito il relatore Corsaro (Pdl): "Il testo non cambia si va verso la fiducia", ha detto. Mentre il Pd si prepara a dare battaglia in aula dove la tensione resta. "Il relatore è stato un "sicario" del governo", ha dichiarato ieri Baretta del PD.

Intanto la questione delle coperture riserva nuove sorprese. Si tratta dell'utilizzo acrobatico del gettito dello scudo fiscale, il cui consuntivo si potrà fare solo al 15 dicembre quando scadono i termini per le adesioni.

I circa 4 miliardi del presunto gettito dello scudo vengono usati due volte: una volta nel 2009 per finanziare taglio e rinvio dell'acconto Irpef del novembre scorso e l'altra per coprire una serie di spese a valere sul 2010 (un lungo elenco dai testi scolastici, all'Ici, all'autosufficienza: in pratica buona parte della Finanziaria). La manovra acrobatica è consentita dall'utilizzo di una sorta di un gigantesco "fondo-salvadanaio", il fondo "grandi eventi" presso Palazzo Chigi cui vengono attribuiti 3,7 miliardi di copertura (ma dove confluiranno anche i 3,1 del Tfr, il miliardo di Trento e Bolzano i 350 milioni di rivalutazione dei terreni, il Fas e altro fino a 8,8 miliardi).

Per ora è una sorta di scatola vuota che si riempirà solo a luglio del prossimo anno quando chi ha beneficiato dello sconto sull'acconto Irpef dovrà pagare il saldo. A quel punto le risorse dell'acconto affluiranno nel fondo-salvadanaio rimpiazzando quelle dello scudo e potranno liberamente coprire le spese della Finanziaria. Ma soprattutto il Fondo-salvadanaio sarà il rubinetto di Palazzo Chigi da cui dipenderà l'erogazione, fuori del controllo del Parlamento, di tutti gli 8,8 miliardi della Finanziaria 2010.

9 dicembre 2009

La Repubblica.it

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Epifani boccia la finanziaria
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06 febbraio 2009

FONDO PREVICOOPER E TFR A CONFRONTO




L'attuale crisi economico finanziaria sembra essere particolarmente aggressiva e destinata a perdurare.

Il rovinoso crollo dei listini azionari ha, ovviamente, pesanti ripercussioni anche sui fondi pensione che investono sui mercati.

Riportiamo di seguito una tabella che mette a confronto il rendimento ottenuto dal TFR e quello dei fondi Previcooper nel 2008.

A fondo pagina trovate il link ad un interessante articolo su Previcooper, tratto dal supplemento "Plus" de "Il Sole 24 ore" del 17 gennaio scorso.


Il rendimento del TFR è al lordo della ritenuta fiscale (11%).
Al netto il rendimento è del 2,7%.


PREVICOOPER, NESSUNA LINEA SUPERA IL TFR

PREVICOOPER ANDAMENTO ANNO 2009


PREVICOOPER E TFR NEL 2010
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12 gennaio 2008

PRIMI DATI DELLA SCELTA SUL TFR



Il governo si aspettava un 40% di adesioni a fine 2007
I primi riscontri danno il 23% dai negoziali



Se mai c’è stata l’intenzione, da parte del legislatore della riforma del 2005, di indurre i lavoratori dipendenti ad aderire inconsapevolmente ai fondi pensione con il meccanismo del silenzio assenso, ebbene, il piano pare sia fallito.

Nel bilancio di iscrizioni e rendimenti dei fondi pensione a fine 2007 – che tiene conto degli afflussi del semestre del silenzio assenso - il dato forse più sorprendente e che i cosiddetti silenti sono stati pochi.

I lavoratori hanno dunque deciso consapevolmente nella stragrande maggioranza dei casi di lasciare anche il TFR futuro in azienda.

L’altro dato importante del 2007 è che, terminato il semestre del silenzio-assenso e delle grandi campagne informative e delle grandi campagne informative sulla previdenza integrativa le adesioni ai fondi pensione hanno bruscamente rallentato. Contemporaneamente, è invece rimasto sostenuto il ritmo delle iscrizioni agli strumenti pensionistici individuali, in primis i Pip delle compagnie Vita, anche da parte dei lavoratori dipendenti. L’ennesima dimostrazione del fatto che anche un servizio finanziario proposto da reti ben remunerate può conseguire maggiore successo di un analogo più efficiente e meno costoso (come i fondi negoziali) ma che non può contare su una distribuzione altrettanto agguerrita.

I lavoratori dipendenti, in prevalenza, hanno dunque preso una decisione, non necessariamente la più razionale: quella di non aderire per il momento ai fondi pensione. Sarebbe solo in parte sorprendente verificare che tra di loro c’è qualcuno che successivamente si è fatto convincere dai venditori di polizze che è opportuno dotarsi di un piano di accumulazione ai fini previdenziali.
Dove non poterono il governo e i sindacati, poterono gli agenti, i promotori e le banche.

Da “Plus 24” – Il sole 24 ore – Marco Liera