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06 marzo 2013

L'AQUILA, LA COOP AL TORRIONE RESTA APERTA PER UN ALTRO ANNO

Il giudice rigetta la richiesta di sfratto e la Coop resterà aperta sino al 2014

La Coop aveva minacciato di abbandonare il capoluogo abruzzese in caso fosse stata accolta la richiesta dello sfratto esecutivo

Gli 85 dipendenti sperano ceh non sia solo un prolungamento dell'agonia

 
L’AQUILA - La vertenza dei dipendenti della Coop all’Aquila è ancora aperta, ma ancora per un anno avranno salvo il posto di lavoro.

Il giudice del Tribunale del capoluogo abruzzese, infatti, ha rigettato la richiesta di sfratto esecutivo presentata dal proprietario dell’immobile in cui è ospitato il supermercato sito nel quartiere Torrione.

Il punto vendita della Coop, quindi, potrà rimanere aperto almeno fino al 2014, quando scadrà il contratto di locazione.

Un piccolo respiro di sollievo per i dipendenti che, però, non sono tranquilli a lungo termine.

”Speriamo che non sia stata solo allungata la nostra agonia - affermano - noi vogliamo continuare a lavorare. Come faremo a trovare un altro impiego in una città devastata dal terremoto e in piena crisi occupazionale?”.

Nel frattempo il segretario provinciale della Filcams-Cgil Emilio Speca ha chiesto un incontro ai responsabili della Coop, perché ”vorrei conoscere le loro intenzioni dopo la sentenza del giudice. Non ho notizie ufficiali sulla sentenza del Tribunale - svela - Dobbiamo assolutamente salvaguardare il posto delle 85 maestranze”.

La Coop aveva minacciato di abbandonare il capoluogo abruzzese in caso fosse stata accolta la richiesta dello sfratto esecutivo per il punto vendita al Torrione e di conseguenza di chiudere anche l’altro supermercato nella frazione aquilana di Bazzano.

Viste le peripezie sul supermercato del quartiere del Torrione, la Coop potrebbe bloccare anche la realizzazione di un altro supermarket nella zona di Scoppito (L’Aquila).

Un’altra possibilità di ulteriori posti di lavoro, in questo caso potenziali, che vanno in fumo.
 



6 marzo 2013

Stefano Castellani

AbruzzoWeb   




21 gennaio 2013

COOP CENTRO ITALIA, SFRATTO AL TORRIONE (AQ), RISCHIO CHIUSURA

La proprietà dello stabile non rinnova l’affitto e mancano siti alternativi

Raggi: «Vorremmo restare ma sarà difficile».


A rischio 130 posti di lavoro



L’AQUILA. La Coop potrebbe lasciare la città. Il 31 dicembre scorso è scaduto il contratto di affitto dello stabile dove ha sede il supermercato del Torrione, ma la proprietà non è intenzionata a rinnovarlo. In mancanza di una soluzione o di una valida alternativa, l'azienda potrebbe decidere di chiudere anche l'altro punto vendita, a Bazzano.

Un solo supermercato, questa la valutazione della Coop, sarebbe antieconomico. Ieri, il presidente della Coop Centro Italia, Giorgio Raggi, ha incontrato il sindaco Massimo Cialente, per fare il punto della situazione. A rischio ci sono 130 posti di lavoro: tanti sono, infatti, i dipendenti dislocati nei due punti vendita della città. «Abbiamo ricevuto lo sfratto da parte dei proprietari dello stabile del Torrione», fa sapere Raggi, «il contratto di affitto è scaduto lo scorso 31 dicembre, ma nonostante la nostra offerta, superiore del 30 per cento alla somma finora pagata, ci è stato intimato di lasciare libero il locale». Nessuna trattativa, dunque, anche rispetto a un aumento considerevole del canone di affitto, fissato fino al 2012 in 320mila euro annui. «Ho avuto un colloquio - dice Raggi - che ha mostrato grande disponibilità. La Coop Centro Italia vuole confermare la sua permanenza sul territorio, a patto che ci siano le condizioni per farlo».

Con la chiusura del supermercato del Torrione scatterà la cassa integrazione per 50 lavoratori. Ma il segnale più grave riguarda la permenenza della Coop all'Aquila: «Con lo sfratto esecutivo saremo costretti a chiudere», evidenzia Raggi, «stiamo cercando altre soluzioni, ma trovare spazi adatti non è facile. E' evidente che non possiamo mantenere aperto un solo supermercato: sarebbe antieconomico».

La Coop prima del terremoto era presente sul territorio con tre punti vendita: il supermercato del Torrione è stato riattivato a una quindicina di giorni dal disastroso evento sismico. Nel 2011 è stato inaugurato il nuovo ipermercato di Bazzano, nella zona est. Dei 130 dipendenti, 110 sono tornati regolarmente al lavoro, mentre una ventina usufruiscono della cassa integrazione a rotazione. «La proprietà dei locali del Torrione non ha fornito margini di trattativa», conclude Raggi, «abbiamo avanzato un'offerta economica vantaggiosa rispetto al passato, facendo lievitare l'affitto del 30».
Una battaglia legale che vedrà presto il pronunciamento del tribunale dell'Aquila. 



19 gennaio 2013

Monica Pelliccione 

ilcentro.gelocal.it



24 ottobre 2010

QUARANTA DIPENDENTI SU SESSANTA RIENTRANO ALLA COOP DI BAZZANO (AQ)




Coop Centro Italia innaugura il nuovo punto vendita a Bazzano (AQ)







Importanti sotto il profilo occupazionale della realtà locale i riflessi del nuovo intervento: circa 40 dei 60 lavoratori ancora in cassa integrazione dopo il terremoto sono stati reintegrati. Il supermercato sarà aperto dal lunedì al sabato dalle 8,30 alle 20 e tutte le domeniche dalle 9,00 alle 13,00.

Il percorso della presenza di Coop Centro Italia a L'Aquila ha vissuto come noto momenti difficili: il terremoto dello scorso anno ha acuito le difficoltà, ma non ha fatto venir meno la volontà di esserci.

24 ottobre 2010

Il Tempo.it


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Nel pubblicare questo articolo non possiamo non ricordare i momenti difficili a cui Il Tempo fa riferimento, pur senza avventurarsi in quella brutta, brutta vicenda.

Per la comprensione di quei momenti difficili, sarà utile leggersi questo articolo: Anche la Coop abbandona i terremotati e ricordare le parole di allora del sindaco aquilano Massimo Cialente: «Come accaduto con la Transcom, nella fase del terremoto si utilizzano i lavoratori come scudi umani, umiliando persone già duramente colpite dalla tragedia, per esercitare pressioni ora sul Governo centrale, ora - come nel caso Coop - sul Comune, per ricatti nel campo urbanistico. Se è odioso che ciò sia fatto da imprese private, trovo ancora più esecrabile che questo comportamento sia praticato da chi si richiama al movimento cooperativo e che dietro a questi valori sociali, storici e culturali, gode, tra l’altro, di particolari privilegi nel nostro Paese» [...] «Ancora una volta ribadisco - ha concluso - che è vero che siamo terremotati, ma tutti gli aquilani esigono rispetto e non cedono, nessuno, a cominciare dal sindaco, ad alcun tipo di ricatto».

La vicenda è ampiamente descritta nel libro La Coop non sei tu di Mario Frau, nel sottocapitolo intitolato proprio L'Aquila, lavoratori utilizzati come scudi umani (da pag. 348 a seguire).

L'autore nel concederci un'intervista che pubblicammo in due parti (parte prima - parte seconda) convenne con noi che, tra le varie vicende cha hanno fortemente macchiato l'immagine patinata e buonista delle Coop, quella de L'Aquila a cui abbiamo fatto riferimento "sia (stata) indubbiamente quella più censurabile dal punto di vista etico e della responsabilità sociale".

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08 febbraio 2010

L'AQUILA, INCHIESTA IPERCOOP: PM CHIEDE IL RINVIO A GIUDIZIO



A processo due dirigenti comunali e uno provinciale





L'eterno duello fra la Coop e La Margherita, le due grandi catene intenzionate ad aprire a L'Aquila altrettanti ipermercati, finisce in tribunale.

Tutto partì da una denuncia della Margherita spa, assistita dall'avvocato Fausto Corti, che riteneva che il Comune avesse favorito la pratica per l'insediamento della Coop, che avrebbe dovuto realizzare un iper in località Sant'Antonio, rallentando – di contro – il proprio iter burocratico.

Il pubblico ministero, a seguito dell'attività d'indagine portata avanti dal Gruppo investigativo sulla criminalità organizzata della Guardia di Finanza, ha ritenuto valide le argomentazioni della Margherita e ha ora chiesto il rinvio a giudizio per due dirigenti comunali, Lucio Nardis, ancora oggi responsabile dello Sportello Unico per le Attività Produttive – per intenderci, quella struttura alla quale chiunque voglia intraprendere una attività economica deve rivolgersi – e Renato Amorosi, dirigente del Servizio Pianificazione del settore Territorio, e per l'allora direttore generale del Comune Franco Bonanni, oggi dirigente del settore Urbanistica della Provincia. Sono loro che a suo tempo, nei diversi ruoli, si occuparono della vicenda.

Nardis è accusato di aver convocato conferenze di servizi per valutare il solo progetto della Coop senza prendere in considerazione quello della Margherita.Il suo collega Amorosi non avrebbe rilevato come la variante urbanistica non fosse applicabile per la realizzazione di un immobile destinato a sede di grande istribuzione, dal momento che l'area interessata non aveva destinazione commerciale.

Bonanni, avvantaggiando la tempistica della pratica Coop, le avrebbe procurato vantaggio economico e nello stesso tempo un danno alla società rivale.

L'8 marzo ci sarà l'udienza preliminare.


8 febbraio 2010

Abruzzo 24 ore

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11 dicembre 2009

TERREMOTO: INTESA COOP-COMUNE DI SCOPPITO (AQ) PER IL CENTRO POLIVALENTE. DONATI 352.000 EURO



"La Coop non lascerà L'Aquila, né licenzierà i suoi dipendenti in città."





Un protocollo d'intesa tra la Provincia dell'Aquila, il Comune di Scoppito (L'Aquila) e il distretto Tirrenico delle Coop permetterà la realizzazione di un centro antisismico polivalente, in grado di fornire una risposta alle realtà associative del comune amiterno.

Sviluppato su un'area di 10mila metri quadrati, il centro verrà riconsegnato in 12 mesi. Le cooperative del distretto tirrenico hanno raccolto fondi e donazioni, coprendo un importo di 352mila euro.

L'area verrà messa disposizione dal Comune di Scoppito, rappresentato - nella firma del protocollo - dall'assessore Orazio Raparelli. La Provincia si è invece impegnata nell'attuazione del programma "che doterà il questo comune di una struttura importante - ha spiegato la presidente Stefania Pezzopane - in un momento in cui l'area si sta espandendo a causa delle migrazioni dovute al terremoto".

La Coop non lascerà L'Aquila, né licenzierà i suoi dipendenti in città. Lo ha assicurato questa mattina Giorgio Raggi, presidente del consiglio di Sorveglianza della Coop Cento italia a margine della firma di un protocollo di intesa con l'amministrazione provinciale.

A fronte di mesi di polemiche, Raggi assicura che "noi all'Aquila vogliamo restarci in ogni caso, utilizzando tutti gli ammortizzatori sociali fino a quando ci saranno. Non manderemo le lettere di mobilità né licenzieremo nessuno, anche perché proprio ieri abbiamo raggiunto con i sindacati un nuovo accordo". La permanenza all'Aquila non è comunque legata alla vicenda sull'insediamento nella zona di Sant'Antonio, oggetto di una diatriba con il Comune. "Se ci saranno le condizioni - spiega - risorgeremo da qualche altra parte dove ci sono le possibilità, visto che per l'insediamento di Sant'Antonio ci sono talmente tanti di quei problemi amministratvi che ci vorrebbe lo stesso Sant'Antonio a risolverli".

Nessuna speranza, però di vedere riaperti a breve i due punti Coop - in località Amiternum e Campo di Pile - dichiarati inagibili dopo il sisma. "I due punti vendita dichiarati inagibili - spiega - resteranno tali e la storia lì per noi è chiusa"

10 dicembre 2009

Il Capoluogo.it


12 ottobre 2009

L'AQUILA: COOP, I LAVORATORI CHIEDONO CHIAREZZA




Tutto come quando l'Aquila c'era e diceva solo "no"





Il Comune dell’Aquila, per motivi che nessuno riesce a capire ma molti ad immaginare e suppore, ancora una volta mette il bastone tra le ruote di un insediamento commerciale, indifferente al rischio che si perdano decine di posti di lavoro e che l’offerta ai consumatori resti circoscritta e limitata. E’ lecito supporre che esistano interferenze, le stesse che per anni hanno impedito che alla Coop fossero date risposte, mentre ad altri se ne davano con celerità. Chi in Comune riesce a produrre simili risultati? E perchè?

'I 90 dipendenti Coop dell’Aquila sono fortemente preoccupati per la mancata convocazione della Conferenza di servizi che, entro settembre, avrebbe dovuto dare il via libera definitivo alla realizzazione di un supermercato in localita’ Sant’Antonio'. La Cisl ha incontrato una delegazione di lavoratori ancora in cassa integrazione, che chiedono chiarezza sul futuro dell’azienda e sull’apertura di un nuovo punto vendita, che consentirebbe il riassorbimento di tutte le maestranze.

"Nella riunione del 31 luglio scorso - sottolinea la CISL - alla presenza della Protezione civile, di Regione, Provincia e Comune dell’Aquila, sindacati nazionali, territoriali e proprieta’ - era stata raggiunta un’intesa per la realizzazione in localita’ Sant’Antonio di un supermercato Coop della superficie di 3mila metri quadrati. Intesa sottoscritta da tutti i presenti. Ad oggi ancora non viene concessa l’autorizzazione definitiva ai lavori.
In ballo ci sono 90 posti di lavoro che, se i tempi non verranno rispettati - evidenzia il segretario regionale Cisl - rischiano di sfumare, come detto a chiare note dall’azienda. Siamo di fronte a ritardi e inutili lungaggini che, oltre a creare problemi sul fronte occupazionale, tolgono la possibilita’ agli aquilani di usufruire di servizi utili, in un momento di emergenza come quello che vive la citta”.

CISL ricorda che i supermercati di Pettino e Pile sono ancora chiusi, in quanto inagibili, mentre il solo punto vendita in funzione e’ quello del Torrione.

12 ottobre 2009

Inabruzzo

Gianfranco Colacito

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Coop, è scontro con il Comune

Anche la Coop abbandona i terremotati, 90 dipendenti in mobilità


02 luglio 2009

ANCHE LA COOP ABBANDONA I TERREMOTATI, 90 DIPENDENTI IN MOBILITA'



Chiudono i 3 punti vendita dell'Aquila





All'articolo che riportiamo di seguito, che a nostro avviso segnala una situazione davvero sgradevole per l'immagine delle Coop nella sua globalità, suggeriamo ai nostri lettori di non trascurare i commenti postati, davvero interessanti.

Sollecitiamo tutti i colleghi ad intervenire su questa triste vicenda. La Coop dimostri con i fatti la solidarietà alla popolazione aquilana così duramente colpita !

La Coop Centro Italia lascerà' L'Aquila. L'azienda, presente da 11 anni in citta' con tre punti vendita, a Pettino, a Campo di Pile e al Torrione, ha deciso di aprire la procedura di mobilita' per 90 dipendenti. Secondo quanto comunicato ufficialmente ieri alle Rappresentanze sindacali unitarie dai vertici della Coop "la societa' e' intenzionata a non riaprire i punti vendita aquilani a causa dell'esproprio, da parte del Comune e della Protezione civile, del terreno in localita' Sant'Antonio, dove era prevista la realizzazione di un Ipermercato Coop, che avrebbe dato lavoro ad altri 200 dipendenti".

"Una decisione sconcertante e inammissibile' - afferma il segretario provinciale della Cisl, Gianfranco Giorgi - che fara' perdere alla nostra citta' altri posti di lavoro, in un momento di enorme crisi e di difficolta' per il territorio dopo il sisma del 6 aprile. Non e' giustificabile l'atteggiamento assunto dalla Coop Centro Italia che, in risposta all'esproprio dell'area di Sant'Antonio, ha deciso di "tagliare' con un solo colpo quasi cento posti di lavoro".

Le Rsu sono state informate dell'avvio della procedura di mobilita' tramite raccomandata. E' previsto per il 2 luglio, alle 10, all'Ipercoop di Avezzano, un incontro chiarificatore con i sindacati, pronti a mobilitarsi per scongiurare la chiusura di ben tre supermercati.

"Oltre al problema occupazionale - prosegue Giorgi - si pone un problema sociale: L'Aquila continua a perdere pezzi e, in tale situazione, sara' davvero difficile ripartire. L'eticita', la cooperazione e la solidarieta', che per anni hanno rappresentato la bandiera della Coop, non si identificano affatto in quella che appare come una penalizzazione ai danni non tanto del Comune dell'Aquila, quanto dei cittadini. Dove sono finiti - si chiede Giorgi - gli ideali che hanno ispirato la nascita della Coop?"

Intanto, le Rsu e la Cisl sono pronti a dare battaglia, con il supporto dei 25mila soci della Coop. Tanti sono, infatti, gli aquilani che hanno acquistato nel tempo la carta socio. Scenderemo in piazza per contestare tale decisione, evidenziano i lavoratori, "stiamo organizzando una manifestazione di protesta che segnera' l'inizio della mobilitazione generale. Rivolgiamo un appello agli aquilani affinche' la nostra non rimanga una battaglia isolata". Tra le iniziative lo sciopero ad oltranza per bloccare l'attivita' nell'unico punto vendita aperto, quello del Torrione.

30 giugno 2009

Abruzzo 24 ore