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09 novembre 2015

USB VINCE CONTRO UNICOOP FIRENZE LA VERTENZA SUL 4 NOVEMBRE CHE CGIL NON VOLLE FARE

Usb vince la vertenza sul mancato pagamento della festività del 4 novembre contro Unicoop Firenze

Una brutta pagina scritta dalla cooperativa fiorentina e dai sindacati confederali


Forse per pura coincidenza o forse no, si è tenuta proprio lo scorso 4 novembre l'udienza decisiva per stabilire se Unicoop Firenze avesse indebitamente omesso di pagare la festività del 4 novembre, fin dal lontano 1991, alla gran parte dei propri dipendenti.

Il 1991 fu l'anno della sottoscrizione del CCNL di categoria che stabilì la riduzione dell'orario di lavoro da 40 a 38 ore settimanali, cosa che avvenne senza cedere in cambio la retribuzione per la festività del 4 novembre così come invece previsto nel contratto integrativo di Unicoop Firenze del 1985. L'entrata in vigore del suddetto CCNL invalidava perciò quanto stabilito nel contratto aziendale del 1985, restituendo ai lavoratori il diritto di percepire la retribuzione festiva.

Ciò non accadde e ancora ci chiediamo come possa essere sfuggito per così tanti anni alle organizzazioni sindacali firmatarie di quegli accordi, tanto più che il pagamento della fatidica festività avveniva invece per tutti i dipendenti degli ipermercati (sorti dopo il 1991), cosa che avrebbe dovuto rendere ancor più evidente il difetto di Unicoop. In realtà il problema emerse in prossimità della trattativa per il nuovo contratto integrativo aziendale (CIA) del 2013 grazie allo zelo di un delegato Filcams-Cgil. Questi ottenne un parere legale dallo studio del quale la Cgil fiorentina spesso si avvale che fu favorevole ad un'eventuale vertenza, in quanto valutò correttamente i motivi di cui sopra. Unicoop fu interpellata dai sindacati e, manco a dirlo, rispose attraverso il suo ufficio legale producendo un parere del tutto opposto. Per far valere i propri diritti non rimaneva che andare davanti ad un giudice.

Però, come sempre accade quando si tratta di Coop, la Cgil toscana preferì non intraprendere nessuna azione legale risarcitoria nei confronti dell'azienda. Anzi fece di peggio, poiché ritenne di dover risolvere la questione eliminando di fatto la retribuzione della festività novembrina a tutti i lavoratori Unicoop, anche a quelli degli Iper che ne avevano fino ad allora goduto. La decisione fu sancita all'interno dell'integrativo firmato nel gennaio del 2013 con grande soddisfazione, immaginiamo, dei vertici aziendali. (Vedi testo accordo - 3. Ulteriori trattamenti di armonizzazione - Pag. 8). D'altra parte, come citato nella sentenza del Tribunale è consentito di derogare in pejus a quanto stabilito dal contratto nazionale. Se poi sia opportuno farlo lasciamo a chi legge il giudizio.

Accade però che talvolta non tutti si arrendano alla consueta ossequiosa logica conciliante di Cgil e Co. nei confronti di Coop. Nel settembre 2013 il sindacato Usb promosse infatti la sacrosanta azione legale, forte del parere favorevole e molto articolato dello studio Conte-Martini-Ranfagni. Aderirono all'azione ben 110 lavoratori appartenenti ai magazzini, ai punti vendita e al settore amministrativo.

Ed ecco che torniamo all'inizio del nostro post. Il 4 novembre si celebra l'udienza ed il 6 novembre è emessa la sentenza  favorevole ai lavoratori ricorrenti: Unicoop Firenze è costretta a dover risarcire i 110 dipendenti per i pagamenti non effettuati nei 5-6 anni precedenti al 2013 relativi alla festività del 4 novembre! E ben gli va che le norme riguardo alla prescrizione hanno reso impossibile chiedere il rimborso per tutti i 24 anni indebitamente sottratti!

Rimane l'amarezza nel dover constatare il comportamento complice dei sindacati confederali che qui in Toscana e almeno per quanto riguarda Coop, sono alquanto negligenti nella tutela dei lavoratori. Atteggiamenti che stridono non poco con quanto sta avvenendo in questi giorni di scioperi e manifestazioni contro le richieste delle associazioni cooperative.

Auspichiamo che questa ennesima sentenza faccia riflettere i colleghi. La coerenza, la perseveranza e la buonafede possono dare soddisfazioni insperate, nonostante l'arroganza aziendale e l'ambiguità dei sindacati confederali.

In coda al post potrete trovare il link alla sentenza del tribunale. Precisiamo che essa ha valore solo per i lavoratori ricorrenti e non si estende automaticamente agli altri dipendenti. Coloro che volessero rivolgersi ad uno studio legale per perseguire il medesimo risultato potranno farlo con notevoli possibilità di riuscita grazie a questo precedente, consapevoli però di aver perso tempo prezioso.

Sentenza 4 novembre

17 giugno 2015

UNICOOP FIRENZE PERDE ANCORA IN TRIBUNALE

Nuova vertenza che ha visto contrapposta Unicoop Firenze a due lavoratori. Il risultato è sempre lo stesso: Unicoop perde e palla al centro.

Dopo il nostro commento il comunicato del sindacato USB che ha gestito la causa




Come già avevamo scritto, Unicoop Firenze ha una predilezione perversa
per perdere le vertenze in tribunale. E più perde, più insiste. Anche questa volta è successo esattamente la stessa cosa. Noi riportiamo la notizia postando il comunicato del sindacato USB che ha gestito la causa e poniamo due riflessioni. La prima per i soci della cooperativa. Indipendentemente da come la pensiate sulle relazioni tra azienda e dipendenti, siete contenti che la Coop di cui siete soci usi con tanta faciloneria le proprie risorse, accanendosi su battaglie perse? Perché di questo si tratta. L'altro spunto è per i dipendenti. La Coop è grossa e forte, ma se ha torto, e spesso ce l'ha, si può battere. C'è anche un sindacato che fa proprio questo, quando è necessario.

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Il giudice del tribunale del lavoro di Firenze rigetta il ricorso presentato da Unicoop Firenze e conferma la sentenza di primo grado!

Ma ricostruiamo brevemente la vicenda.

Quattro anni fa circa due dipendenti assunti con contratto
a termine nel Centro Distribuzione Merci di Scandicci di Unicoop Firenze, al termine dei periodi di contratto, si rivolgono allo Studio Legale di USB per avere un parere sui contratti fin li svolti.
 
Trovate alcune irregolarità di tipo contrattuale, i lavoratori aprono una vertenza contro Unicoop e dopo tre anni circa di processo, il giudice emette la sentenza, condannando la “COOPERATIVA”all'assunzione, con contratto a tempo indeterminato dei lavoratori.
 
Unicoop Firenze caparbiamente si oppone, presentando ricorso al tribunale di Firenze contro la sentenza di primo grado, ma il giudice, il 9 Giugno ultimo scorso, ponendo definitivamente fine al contenzioso, conferma la sentenza di primo grado condannando la “COOPERATIVA” al pagamento delle spese processuali.
 
Un ringraziamento sicuramente va allo Studio Legale Conti-Martini-Ranfagni di Firenze per la professionalità dimostrata e un monito a Unicoop Firenze sulla utilità o meno di accanirsi inutilmente, presentando ricorso contro una sentenza legittima e volere a tutti costi ricercare una giustizia su misura presente soltanto all'interno del proprio perimetro, poiché quando si varca quella soglia e ci si presenta davanti ad un organo superpartes come un giudice si prende torto, spendendo risorse economiche e di tempo che una COOPERATIVA che si rispetti avrebbe potuto a nostro avviso impiegare in maniera diversa.



Scandicci 12/06/2015


COORDINAMENTO USB UNICOOP FIRENZE


17 dicembre 2014

PROCESSO UNICOOP FIRENZE TRE ANNI DI UDIENZE MA ERA TUTTO INUTILE

In sei sotto accusa per non aver valutato i rischi per i dipendenti

Reati prescritti prima del rinvio a giudizio

La rabbia degli operai


«NON contesto niente. Ma chiedo di capire come sia stato possibile fare un processo per malattie professionali che all'ultimo momento, dopo parecchie udienze, d'improvviso sono state dichiarate prescritte. Prescritte addirittura in data precedente al rinvio a giudizio, anzi prima ancora dell'avvio dell'inchiesta».

Giorgio Stefanini è un dipendente di Unicoop Firenze ed è un cittadino che non riesce a comprendere come la giustizia possa essere tanto contraddittoria. Con il collega Luigi Del Prete si era costituito parte civile in un processo nel quale due dirigenti di Unicoop Firenze e quattro medici erano accusati di lesioni colpose aggravate per non aver valutato i rischi legati alla movimentazione manuale dei carichi da parte degli addetti al magazzino di Scandicci e per non aver attuato le necessarie misure di prevenzione. Stefanini e Del Prete lavoravano su muletti privi di servosterzo, con i quali dovevano sollevare pancali, talvolta pesantissimi, facendo leva sui manubri. Ad ambedue, come ad altri colleghi, sono state diagnosticate anni fa ernia del disco e lesioni alle braccia, «con aumento all'insorgenza di nuove patologie». Stefanini lavora ancora oggi sui muletti. Del Prete è in pensione. Insieme sono tornati in tribunale per esprimere il loro sconcerto sull'esito del processo. Al loro fianco c'è Gabriele Rinaldi dell'Unione sindacale di base, a cui si deve - spiegano - un miglioramento delle condizioni di lavoro.

La denuncia della Asl - ricordano - risale al 2004. Il fascicolo d'inchiesta porta la data del 2008. Il 30 giugno 2010 la procura cita a giudizio per lesioni colpose due dirigenti Unicoop e quattro medici. Il processo parte a singhiozzo. Prima finisce davanti a un giudice onorario, poi viene assegnato al giudice Breggia che fissa un fitto calendario ma poi passa ad altro incarico, infine approda davanti al giudice Francesco Maradei. Si tengono varie udienze, vengono sentiti molti testimoni. il 26 giugno 2014 il processo è alle battute finali. In udienza arriva, al posto del collega Paolo Canessa, il pm Massimo Bonfiglio, che prende la parola per sostenere che tutte le accuse sono ormai prescritte. «Il mio avvocato - ricorda Stefanini - ha obiettato che nel 2007 mi era stata diagnosticata una nuova patologia alle braccia, e infatti nel 2010 mi è stata riconosciuta un'altra malattia professionale. Non è servito a nulla. Il giudice si è ritirato e poi ha dichiarato prescritte tutte le accuse». Nella motivazione ha spiegato che la data di consumazione del reato va fissata al momento dell'insorgenza della malattia, e nel caso di Stefanini ha ritenuto «addirittura inverosimile che da un infortunio patito nel 1998 possa essere insorta nuova malattia agli arti superiori nel 2007, per cui tale patologia deve essere considerata solo come un aggravamento della prima, conseguente all'unico infortunio contestato, quello del 1998». Stefanini commenta: «Spiegatemi perché ci sono voluti tanti anni per dirci che il processo era del tutto inutile».


16 dicembre 2014

Franca Selvatici

La Repubblica


16 luglio 2014

PRESCRIZIONE PER IL PROCESSO CONTRO DIRIGENTI DI UNICOOP FIRENZE E MEDICI AZIENDALI


Incredibile prescrizione del processo che vedeva imputati dirigenti e medici competenti per Unicoop Firenze





Far valere le proprie ragioni contro un colosso come Unicoop Firenze per i dipendenti non è semplice e lo sappiamo. Su una delle numerose vertenze in corso (Unicoop Firenze ha una conflittualità interna molto alta) piomba inaspettata la prescrizione e tutti a casa. Ecco il comunicato del sindacato USB:

Incredibile, ma il processo che vedeva imputati dirigenti e medici competenti per la Unicoop Firenze, è andato inspiegabilmente in prescrizione il 26 giugno 2014.

Il Pubblico Ministero Bonfiglio, (Canessa è stato misteriosamente avvicendato) contro il parere contrario delle parti civile e con loro immenso stupore, vestendo i panni dell'accusa, ha chiesto che il processo venisse mandato in prescrizione senza prendere in considerazioni le eccezioni fatte dalle parti civili , decretando di fatto la fine del processo.
 
Oltre lo stupore c'è anche grande preoccupazione perchè le stesse parti civili sono interessate in altri procedimenti contro la stessa Unicoop Firenze, uno in particolare riguardante una denuncia per falsa testimonianza contro alcuni testimoni citati dalla Cooperativa della Grande Distribuzione Organizzata nel processo civile ad esso collegato.

Nella seconda settimana di settembre in attesa delle motivazioni del giudice le parti civili assieme a Medicina Democratica e sindacato Usb terranno una conferenza stampa per denunciare l'accaduto e per spiegare tutte le stranezze riguardante questo processo, che per qualcuno NON SI DOVEVA FARE!
 
 

16 luglio 2014
 
Usb Lavoro Privato

Federazione di Firenze



28 maggio 2014

PARTE LA VERTENZA DI USB PER IL RECUPERO ARRETRATI FESTIVITA' 4 NOVEMBRE IN UNICOOP FIRENZE


Al via la vertenza del sindacato USB per recupero delle festività del 4 novembre che Unicoop Firenze non ha corrisposto in busta paga ai propri dipendenti

A ricorrere in giudizio saranno 110 dipendenti


Riceviamo e pubblichiamo il volantino del sindacato USB in cui si comunicano la data per i ricorrenti del primo gruppo sui nove costituiti finalizzata al recupero degli arretrati non corrisposti della festività del 4 novembre.

Ricordiamo infatti  che d
a molti anni il pagamento della festività del 4 novembre è stato soppresso nel gruppo Unicoop Firenze, apparentemente rientrando negli assorbimenti previsti per la riduzione dell'orario di lavoro da 40 a 38 ore settimanali. Questo avvenne in un susseguirsi di accordi aziendali e contratti nazionali che vanno dal 1985 fino ai giorni nostri.
Per saperne di più su questa vertenza leggi qui.


VERTENZA 4 NOVEMBRE
 
SI AVVERTONO TUTTI I LAVORATORI DI UNICOOP FIRENZE INTERESSATI CHE
E' DEFINITIVAMENTE PARTITA LA VERTENZA PER IL RECUPERO DEGLI ARRETRATI PER LA FESTIVITA' DEL 4 NOVEMBRE

A RICORRERE IN GIUDIZIO 110 LAVORATORI TRA MAGAZZINI UFFICI E PUNTI DI VENDITA DIVISI IN 9 GRUPPI

LA PRIMA UDIENZA PER IL PRIMO GRUPPO E' STATA FISSATA PER IL 5/02/2015

COORDINAMENTO USB UNICOOP FIRENZE




28 maggio 2014
 

20 aprile 2014

UNICOOP FIRENZE E QUEL PERVERSO GUSTO DI PERDERE IN TRIBUNALE

Dopo essere stata recentemente condannata per condotta antisindacale Unicoop Firenze perde nuovamente in tribunale

Una non breve sequenza di sconfitte e spese legali che dovrebbe far riflettere soprattutto i dirigenti, ma anche i soci e i lavoratori della Coop fiorentina

Ormai la nostra azienda ci fa un pò compassione. Si, forse ci siamo ammorbiditi e anche rammolliti, ma vedere punte di cocciutaggine che raggiungono l'ottusità prima ti fa incazzare, poi fa tenerezza. Pensare che Unicoop sia un mondo fatato fatto di gente che vi lavora felicemente mentre l'azienda porta a testa alta i valori tipici del mondo cooperativo è ormai una fiaba a cui credono in pochi e che riteniamo di aver contribuito ampiamente a smitizzare. Come spesso succede quando si costruisce un'immagine forte ma stereotipata, nel sentire collettivo si crea un emblema che, per quanto artificioso, non è facile ridimensionare. Occorre lavorare sull'informazione e raccontare  l'essenza dei fatti. Se questi arrivano a mente aperte e prive di preconcetti, quell'immagine si spoglia di orpelli propagandistici e diventa reale.

Non pensiate quindi che in Unicoop Firenze non ci siano vertenze sindacali, conflitti, ecc. Il fatto che certe notizie facciano fatica a raggiungere il pubblico non significa che sia tutto rose e fiori, anzi questo induce ad ulteriori riflessioni sul mondo dell'informazione. Del resto Unicoop Firenze (ma altre coop non sono certo da meno) ha storicamente una gestione delle problematiche interne non solo estremamente riservata per usare un eufemismo, ma opaca e omissiva. Si veda ad esempio com'è stata gestita la comunicazione nella disastrosa partecipazione azionaria in Monte Paschi, il tutto svoltosi in un colpevole silenzio con minimali comunicati stampa e commenti che si contano sulle dita di una mano  rilasciati solo sotto la pressione degli eventi, quando non era possibile evitare dichiarazioni.

Così non stupisce che Unicoop Firenze si scontri (e perda) sistematicamente nei tribunali del lavoro dove spesso viene citata da dipendenti che sono arcistufi di subire angherie. Vi domanderete a questo punto se esiste un sindacato e che ruolo svolga. Per decenni tutto il malcontento dei dipendenti Unicoop è stato controllato dai sindacati confederali, in particolare da Filcams-Cgil, che sono riusciti a circoscrivere le situazioni conflittuali e ad evitare ad Unicoop delle vertenze in tribunale. Ovviamente i pìù coraggiosi e determinati, quando hanno capito che rivolgersi alla Cgil per ottenere ragione nei confronti di Unicoop non solo era inutile, ma mortificante, si sono organizzati privatamente ed infine molti sono approdati al sindacato di base USB, il quale ha l'apprezzabile caratteristica di trattare Unicoop come qualsiasi altra azienda, senza favoritismi di sorta. Questo passaggio ha incrinato in alcune realtà, un meccanismo di complicità collaudato da tempo.

Ora l'attualità ci dà conto di una nuova sconfitta subita da Unicoop Firenze. La Coop giudata da Campaini infatti, ha deciso di fare ricorso dopo aver perso proprio due anni fa in primo grado la vertenza sul cosiddetto tempo tuta. Il tribunale, su ricorso di cinque colleghi del punto vendita de Il Neto, aveva infatti stabilito che il tempo per indossare la divisa di lavoro è incluso nell'orario di lavoro. La sentenza è stata applicata esclusivamente ai ricorrenti. Rendetevi però conto della bomba potenziale innescata: teoricamente migliaia di dipendenti potrebbero ricorrere per far valere quel diritto che è generalmente negato. Unicoop così risparmia bei soldoni sulla pelle dei lavoratori allungandone di fatto l'orario. Ebbene, la corte d'appello di Firenze ha respinto il ricorso di Unicoop ed ha invece confermato la sentenza di I° grado. Auspichiamo che altri colleghi percorrano la via già aperta. Si tratta di tirare un rigore.

Ma almeno nell'ultimo decennio le vertenze contro Unicoop Firenze sono state numerose. Per ragioni di privacy ci siamo limitati a segnalare quelle in cui i ricorrenti volevano che la notizia circolasse, ma ve ne sono molte altre sotterranee di cui abbiamo conto e dettagli.

Vale la pena comunque ricordare quelle principali già note e tutte perse da Unicoop Firenze. Oltre a quella citata, solo pochi giorni fa la Coop di Campaini ha subito l'onta di essere condannata per contotta antisindacale (art. 28, legge 300/70) sempre su ricorso di USB. In passato ci piace ricordare vertenze importanti che hanno visto la coop fiorentina soccombere, come quella per un sistema di controllo a distanza dei dipendenti senza dimenticare quella con cui Unicoop Firenze aveva modificato unilateralmente i turni di lavoro con ordini di servizio senza passare per una trattativa sindacale. Era l'ottobre del 2007 e quella fu la prima battaglia vinta. Gli ottusi dirigenti di allora (e in parte di ora) pensarono che si trattasse di un caso. Ma non era una rivolta, bensì l'inizio di una piccola, grande rivoluzione. Segue sentita dedica obbligata.

28 marzo 2014

UNICOOP FIRENZE CONDANNATA PER CONDOTTA ANTISINDACALE


Il ricorso promosso dal sindacato USB






Il decreto con cui il Tribunale di Firenze Sezione Lavoro, nella persona del giudice dott.ssa Taiti, ha accolto il ricorso del sindacato USB contro Unicoop Firenze per violazione dell'art. 28 della legge 300/70 (condotta antisindacale) è importante.

E' la prima volta a nostra memoria che ad Unicoop Firenze viene citata per comportamento antisindacale e a farlo è un sindacato non firmatario di contratto. Unicoop Firenze ha mal digerito l'ingresso dei delegati USB dopo le elezioni RSU di un anno fa. In particolare nei magazzini la presenza di Usb è plebiscitaria, una voce che Unicoop non può più ignorare. Possiamo comprendere che nel pietrificato mondo di Unicoop un soggetto sindacale nuovo che restituisce dignità ai lavoratori e alle relazioni sindacali abbia creato qualche scompenso alla cooperativa, così abituata a trattare con un sindacato amico, com'era stato fino a qualche tempo fa.

Però i tempi cambiano e anche la coop fiorentina dovrebbe fare almeno qualche tentativo per adeguarsi, pena una conflittualità costante e maggiore. Abbiamo già scritto di come ci sembra poco lungimirante osteggiare i nuovi delegati interponendo ogni sorta di difficoltà, anziché fare un bel respiro e aprirsi al confronto. Auspichiamo che lezioni come questa penetrino anche le menti più obnubilate e si giunga ad una riflessione con relativa inversione di rotta.

Il ricorso di Usb per comportamento antisindacale di Unicoop Firenze verteva su tre punti due dei quali sono stati accolti.

1) Nonostante ufficiale richiesta da parte delle Rsu dei magazzini Unicoop Firenze di Scandicci, la coop non ha ancora dato la possibilità alle suddette di usufruire della stanza sindacale come previsto dalle vigenti norme. Questo motivo è stato accolto dal tribunale che ordina ad Unicoop Firenze l'immediata cessazione della condotta antisindacale.

2) Nonostante due richieste di incontro inoltrate alla Direzione da parte del delegato Rsu appartenente alla Usb del punto vendita del Neto Sesto F.no, in merito al “confronto su organici ed organizzazione del lavoro”, così come previsto dall’ Accordo Integrativo Aziendale del 2013, tali richieste sono rimaste non solo inevase, ma addirittura senza risposta alcuna da parte del Direttore del punto vendita. Questo motivo è stato accolto dal tribunale che ordina ad Unicoop Firenze l'immediata cessazione della condotta antisindacale.

3)
Nonostante le molteplici ed ufficiali richieste, non è mai stato consegnato alla Usb l’accordo sottoscritto, per esplicita ammissione di Unicoop Firenze, tra la medesima e le Organizzazioni Sindacali confederali di categoria (Filcams-Cgil, Uiltucs-Uil, Fisascat-Cisl) in materia di elezioni e agibilità di Rsu ed Rls (accordo del 5/09/2012). Questo motivo è stato rigettato dal tribunale.

Su quest'ultimo motivo ci sono dei punti da chiarire sui quali probabilmente torneremo. Il decreto del tribunale è per noi tutti motivo di soddisfazione, ma anche di speranza affinché, come già scritto, Unicoop Firenze abbandoni comportamenti antisindacali e comunque improntati
ad una conflittualità velleitaria che non potrà che portarla a nuove batoste. A buon intenditor...

21 dicembre 2013

LADRI DI MERENDINE ANCHE IN COOP CENTRO ITALIA: DUE LICENZIAMENTI





Una vicenda che ha portato al licenziamento due colleghi di Coop Centro Italia, ricorda quello che successe nei magazzini di Unicoop Firenze cinque anni fa



«Alla fine di novembre sono arrivate le lettere di licenziamento a due lavoratori di Coop Centro Italia con l'accusa di aver rubato merendine e caramelle esposte in un contenitore del magazzino». Questa è l'informazione che abbiamo grazie al blog Cobas Terni, pagina a cui rimandiamo.
I dettagli a disposizione non sono molti ed è difficile fare paralleli, ma istintivamente la memoria va a quello che accadde in Unicoop Firenze cinque anni nei magazzini Unicoop Firenze di Scandicci.

Unicoop Firenze sporse denuncia contro ignoti per ammanchi nel magazzino. Furono istallate videocamere da parte dei carabinieri che riprendevano e registravano immagini una zona particolare all'interno del magazzino stesso: la cosiddetta gabbia dei rotti. Questa è una vera e propria gabbia dove viene accatastata la merce che si danneggia giornalmente durante la normale movimentazione. Questa merce
non è più vendibile e viene per lo più gettata nel cassonetto. Quello che è recuperabile viene (o veniva) dato in beneficienza. Era prassi diffusa e consolidata che i dipendenti potessero consumare questi prodotti: una bottiglietta d'acqua, un pacchetto di gomme, un detergente per pulire il parabrezza del camion (della Coop), ecc. Tutti ne erano a conoscenza.

23 lavoratori vennero indagati per furto e appropiazione indebita e Unicoop Firenze segnò una delle pagine più nere della propria storia licenziando ben 7 dipendenti.
La reazione dei lavoratori e del sindacato fu decisa e la vertenza assunse un certo rilievo mediatico che portò ad un confronto Tv, nella trasmissione Mi manda Rai Tre, tra alcuni dei colleghi licenziati tutelati dal compianto avvocato Bellotti e l'allora presidente del consiglio di gestione, Armando Vanni, nonché il responsabile delle risorse umane, Piero Forconi. La coppia di dirigenti inanellò una serie di gaffes tanto che il video della trasmissione diventò presto un cult tra i lavoratori Unicoop Firenze dei magazzini. Ancora oggi, specie dopo le vicende emerse sul conto del Vanni (vedi qui e qui)  la performance della coppia è fonte di battute e grasse risate.

La trasmissione fu un autogol mediatico pazzesco. La linea intransigente di Unicoop che si può riassumere in "i ladri vanno sempre e comunque puniti", faceva a cazzotti con la realtà dei fatti: prendere quei prodotti che andavano gettati e di nessun valore commerciale era uso consolidato da sempre. Se Unicoop voleva che ciò non avvenisse, bastava una semplice circolare interna o una breve assemblea aziendale in cui si informava che certi comportamenti usuali non dovevano proseguire. Nessuno avrebbe certo rischiato il posto di lavoro per un pacchetto di gomme. Risultò chiaro che l'obiettivo di Unicoop Firenze era quello di colpire dei lavoratori dei magazzini col primo pretesto. Vecchie logiche vendicative che peraltro ricalcano la personalità e il carattere del massimo responsabile dei magazzini di allora, fortunatamente adesso in pensione.

Come andò a finire. I lavoratori licenziati furono tutti reintegrati e Unicoop Firenze fece una brutta, bruttissima figura.

Pur non conoscendo nei dettagli la vicenda dei due colleghi di Coop Centro Italia, auguriamo loro la stessa conclusione.


07 dicembre 2013

UNICOOP TIRRENO, VITERBO: 21 POSTI A RISCHIO


Dopo la grave crisi degli ipercoop campani che vede particolarmente a rischio licenziamento i dipendenti Iper di Afragola, si apre per Unicoop Tirreno un altro fronte vertenziale all'ipercoop di Viterbo





VITERBO - Sono a rischio mobilità 21 lavoratori dell’Ipercoop. La notizia è piombata sul tavolo della riunione indetta giovedì tra azienda, sindacati e lavoratori. A monte ci sarebbero bilanci in sofferenza per la catena un po’ in tutta Italia. 

Viterbo, sebbene risulti tra i punti vendita meno in crisi, pagherebbe per il deficit macinato soprattutto al sud della Penisola. Unicoop Tirreno non ha ancora ufficializzato la procedura, lasciando margini di trattativa aperti. I sindacati stanno lavorando per proporre soluzioni che scongiurino i licenziamenti. Ma tra i lavoratori è allarme rosso. Mercoledì è prevista una nuova assemblea con i circa 140 dipendenti dell'Ipercoop. Il 18, poi, i risultati del confronto saranno presentati dai sindacati ai vertici aziendali. La riunione in cui la parola mobilità è piombata sui lavoratori era prevista da un mese e mezzo.
La crisi morde e gli incassi ne risentono, nonostante promozioni e sottocosti: un’azione da parte dell'Unicoop Tirreno era nell'aria da tempo. Si parlava di possibili trasferimenti da Viterbo agli altri punti vendita della provincia: Vetralla, Tarquinia, Tuscania e Ronciglione. E invece nessuno spostamento: il pericolo è quello che una parte della forza lavoro perda il posto. I dirigenti hanno però ribadito che se si troverà una soluzione alternativa capace di garantire un taglio nei costi del lavoro saranno pronti ad accettarla.

Ad aprile di quest'anno era andato in scena il primo sciopero nella storia dell'Ipercoop di Viterbo. Supermercato chiuso per tutta la giornata con un'adesione del 100%. I dipendenti della catena Unicoop Tirreno avevano incrociato le braccia per protestare contro i carichi di lavoro eccessivi, la mancata stabilizzazione dei precari e orari di lavoro non conformi agli accordi sindacali. Ora, a distanza di otto mesi, la vertenza si inasprisce.



7 dicembre 2013

www.ilmessaggero.it


             

27 novembre 2013

UNICOOP FIRENZE: REINTEGRATI DOPO AVER IMPUGNATO I CONTRATTI A TERMINE ILLEGITTIMI


Vinta la vertenza per tre contrattisti di Unicoop Firenze

Il Tribunale del Lavoro ha condannato l'azienda al reintegro







Che molti dei contratti a termine stipulati, non solo in Unicoop ma quasi ovunque, siano in realtà illegittimi lo sanno ormai in molti, ma non sono così tanti coloro che decidono di impugnarli alla scadenza. Lo hanno fatto invece almeno tre ex-dipendenti di Unicoop Firenze. Avevano tutti lavorato nell'ambito della logistica negli anni 2010 e 2011, con un susseguirsi di contratti p-time e f-time in vari reparti dei magazzini, al termine dei quali non erano più stati richiamati.

Proprio nel 2010 la legge 183/2010 (collegato al lavoro) introduceva con l'articolo 32 il termine di 60 giorni per poter impugnare i contratti fino ad allora stipulati e ritenuti illegittimi. Tutto ciò a partire dal 31 dicembre 2011 (decreto Milleproroghe art. 2 comma 54 legge 10/2011) chi non l'avesse fatto entro quella data avrebbe perciò perso definitivamente l'opportunità di ottenere un qualsiasi tipo di riconoscimento pregresso. Ricordiamo che ci fu anche una blanda campagna informativa condotta dai sindacati confederali all'interno di Unicoop, ma in realtà non portò a nessuna iniziativa degna di menzione.

Forse non è un caso che i nostri tre, fiutata l'aria, evitarono uffici vertenze dei suddetti sindacati, e preferirono rivolgersi ad uno studio legale privato (Conte-Martini-Ranfagni) che, una volta esaminati i contratti, decise di patrocinare le cause.

Sono stati necessari due anni di attesa ma ne è evidentemente valsa la pena. Per due di loro è stato deciso il reintegro con la formula del tempo indeterminato e con orario full time, mentre il terzo ha preferito un cospicuo risarcimento in fase conciliatoria. Le sentenze risalgono al 17 ottobre 2013 e sono la n° 1065 e 1067 della Sezione Lavoro del Tribunale di Firenze ed hanno, come detto, stabilito il reintegro dei due ricorrenti e condannato Unicoop Firenze al pagamento a ciascuno di un'indennità pari a tre mensilità da aggiungere alle canoniche spese di lite.

Vi domanderete qual è il difetto che rende un contratto a termine illegittimo. I motivi possono essere diversi, ma assai sovente, come nel caso specifico, possono essere ricondotti alla causale del contratto stesso. Il motivare la stipula di un contratto a causa di «[…] periodi di più intensa attività non ricorrenti nell'arco dell’anno, derivanti da richieste di mercato alle quali non si riesca a fare fronte con i normali organici aziendali, ivi comprese le aperture domenicali e festive ed i periodi interessati da iniziative commerciali e/o promozionali», può non essere sufficiente se poi l'azienda non è in grado di dimostrare che queste giustificazioni attengano alla realtà.

Per chiudere ricordiamo nuovamente che il citato art. 32 del Decreto 183/2010 ha definito in 60 giorni il tempo massimo entro il quale poter impugnare un contratto ritenuto illegittimo, perciò esortiamo i colleghi (o ex-colleghi) che ritengono di essere stati vittime di vicende simili a quella da noi raccontata e a quelli che lo saranno, a non perdere tempo e rivolgersi ad uno studio legale che si occupi di diritto del lavoro per far esaminare i contratti stipulati.

Certi, adesso più di prima, che vedersi riconosciuti i propri diritti si può e si deve fare, restiamo in attesa di altre risoluzioni di analoghe vertenze (è possibile che anche Filcams-Cgil, data la sua larga rappresentatività in Unicoop, possa averne patrocinate), delle quali non mancheremo di mettervi al corrente.


Sentenza n. 1065



14 ottobre 2013

VERTENZA 4 NOVEMBRE IN UNICOOP FI, CI SARA' ANCORA TEMPO PER ADERIRE



Oltre le previsioni il numero di adesioni alla vertenza di Usb per il recupero delle festività del 4 novembre non retribuite da Unicoop Firenze

Ci sarà probabilmente una proroga per aderire e nuove date saranno  comunicate quanto prima per permettere ad altri colleghi di firmare la delega





Informiamo  le colleghe e i colleghi che è già iniziata la raccolta delle procure per poter intraprendere l'azione legale nei confronti di Unicoop Firenze, al fine del recupero delle festività del 4 novembre relative agli ultimi 5/6 anni non retribuite dalla stessa.


Anche domani martedì 15 ottobre sarà possibile recarsi allo Studio Legale Conte-Martini-Ranfagni in via Lorenzo il Magnifico 14 a Firenze dalle 15.30 alle 18.30, ma verosimilmente saranno aggiunte ulteriori date nel mese corrente visto le numerose richieste pervenute. 


Ad oggi sono già più di 60 le deleghe firmate. Raccomandiamo a chi fosse interessato di affrettarsi ed eventualmente di richiedere ulteriori informazioni tramite l'indirizzo mail unicoop.firenze@usb.it o telefonando a Gabriele Rinaldi 342 7567973 (ricordiamo che il sindacato di base USB patrocina la vertenza).

Ecco il nostro post che illustra come sia stato perpetrato, a nostro parere, uno scippo nei confronti dei dipendenti, anche con l'avallo colpevole dei sindacati confederali tramite l'ultimo contratto integrativo aziendale.




14 ottobre 2013


Lavoratori Unicoop


18 settembre 2013

VERTENZA USB PER IL PAGAMENTO DELLA FESTIVITA' DEL 4 NOVEMBRE IN UNICOOP FIRENZE


Al via la vertenza del sindacato USB per recupero delle festività del 4 novembre che Unicoop Firenze non ha corrisposto in busta paga ai propri dipendenti





Quella del pagamento della festività del 4 novembre da parte del gruppo Unicoop Firenze è secondo noi una vicenda emblematica. Lo è per come questa azienda è abituata a risolvere le vertenze, ma soprattutto per come le Organizzazioni Sindacali confederali sono abituate a "risolvergliele". Proveremo a riassumerla cercando di non annoiarvi con dettagli tecnico-contrattuali che per la loro complessità potrebbero solo confondere le idee.

Da molti anni il pagamento della festività del 4 novembre è stato soppresso nel gruppo Unicoop Firenze, apparentemente rientrando negli assorbimenti previsti per la riduzione dell'orario di lavoro da 40 a 38 ore settimanali. Ciò avviene in un susseguirsi di accordi aziendali e contratti nazionali che vanno dal 1985 fino ai giorni nostri.

Per molti anni, purtroppo, non ci si accorge di niente. Poi si presenta un caso "particolare" legato alla festività straordinaria del 150° anniversario della Repubblica Italiana che cade il 17 marzo 2011. Qui riemerge inaspettatamente la questione e alcuni componenti Filcams dell' Esecutivo Aziendale notano la contraddizione. Inoltre l'anomalia risulta ancora più evidente visto che negli Ipermercati Unicoop la festività viene retribuita da sempre.

A questo punto i suddetti sindacalisti Filcams si recano allo studio legale Bellotti e Associati dove l'Avv.to Stramaccia gli rilascia un parere pro veritate datato 18 novembre 2011, nel quale si rivendica il diritto alla retribuzione della festività in oggetto. Ad avvalorare questa tesi si porta pure in evidenza come il 4 novembre venga retribuita come festività in tutte le altre cooperative che applicano il CCNL della distribuzione. Il parere viene inviato alla cooperativa chiedendo anche il pagamento degli arretrati che però, a causa di una norma prescrittiva, si limitano agli ultimi 5 anni.

La responsabile relazioni risorse umane risponde negando le tesi dell' Avv.to Stramaccia, adducendo inoltre come il silenzio dei sindacati per ben 26 lunghi anni avvalori la sua interpretazione (e su questo non possiamo che condividere).

Dunque un nulla di fatto. Si decide perciò di rimandare la discussione all'interno delle trattative per il rinnovo del Contratto Integrativo Aziendale che erano ancora in corso e procedevano a singhiozzo.

E questa è di per sé una decisione che preannuncia una sciagura!

A quel punto è ormai chiaro che quel contratto aziendale si sarebbe rivelato un accordo a perdere in cui si concederanno ad Unicoop tutta una serie di elementi normativi e valoriali (su questo ci esprimemmo ampiamente  a suo tempo) così come richiesti dalla cooperativa fiorentina e col fondato timore che anche la questione 4 novembre potesse portare ad una conclusione penalizzante per i lavoratori.

Ed infatti: non solo viene sancita la mancata retribuzione della festività, in cambio di un trascurabile adeguamento dell'elemento provinciale (in realtà solo una manciata di euro), ma viene sottoscritta anche la risoluzione dell' anomalia Ipercoop ai quali viene tolto il pagamento del 4 novembre fino a quel momento corrisposto!

Un'altra sconfitta su tutta la linea, alla quale però non tutti intendono rimanere sottomessi. L'Organizzazione Sindacale Usb incarica lo studio legale Conte-Martini-Ranfagni di stilare un parere sulla complicata questione e, manco a dirsi, il parere è favorevole all'intrapresa di una vertenza.

In data 15 luglio 2013 viene fatto richiesta alla Direzione Aziendale in merito all'erogazione del trattamento economico previsto per la festività del 4 novembre e relativi arretrati spettanti, chiedendo al contempo un incontro con i rappresentanti della Usb al fine di verificare le condizioni per un accordo conciliativo. Nessuna risposta da parte di Unicoop. Ecco il perché della decisione di intraprendere una vertenza per il recupero della somma dovuta.

Qui sotto potrete vedere il volantino della Usb che promuove la vertenza e che, speriamo, possiate trovare affisso anche all'interno delle vostre unità produttive. Seguiranno a breve tutte le modalità richieste per la raccolta delle procure legali necessarie.

Ci auguriamo che vogliate aggiungervi numerosi a questa sacrosanta battaglia contro la svendita dei nostri diritti e l'abbattimento delle nostre retribuzioni, che serva anche a dare un segnale importante a chi di questa svendita si è reso colpevolmente complice!


Lavoratori Unicoop


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A TUTTI I LAVORATORI DI UNICOOP FIRENZE


SI RENDE NOTO A TUTTI I LAVORATORI CHE E' AL VIA LA VERTENZA PER IL RECUPERO DELLE FESTIVITA' DEL 4 NOVEMBRE  NON CORRISPOSTE IN BUSTA PAGA DA UNICOOP FIRENZE

IL COSTO E' DI EURO 31,46 PER GLI ISCRITTI O CHI DECIDERA' DI ISCRIVERSI

PER I NON ISCRITTI O ISCRITTI AD ALTRE ORGANIZZAZIONI SINDACALI LA QUOTA E' DI EURO 62,92

LO STUDIO LEGALE CHE SI OCCUPERA' DI PATROCINARE LA VERTENZA PER CONTO DI USB E' LO STUDIO CONTE-MARTINI-RANFAGNI

NEI PROSSIMI GIORNI VERRANNO RESE NOTE LE MODALITA' ED ORARI PER LA FIRMA DELLA PROCURA LEGALE E LA RACCOLTA DELLA QUOTA

PER QUALSIASI INFORMAZIONE POTETE SCRIVERE ALL'INDIRIZZO DI POSTA ELETTRONICA:

OPPURE CONTATTARE I SEGUENTI DELEGATI:
 

ARMANDO AGNELLI P.V. IL NETO”
 
FEDERICO BELLINI UFFICI “SANTA REPARATA”

NADIA FORTE “SUPERSTORE SESTO F.”

ANDREA CORTI MAG. “MEACCI”

CLAUDIO GALANTINI E GABRIELE RINALDI
MAG. CEDI SCANDICCI




COORDINAMENTO USB UNICOOP FIRENZE

FIRENZE 18/09/2013