Si presentano con un proprio marchio, Yi Gou, e nel loro neo-megastore ferrarese è possibile trovare veramente di tutto e a poco prezzo.
27 dicembre 2012
Giorgio Ponziano
Italia Oggi
gozio di Centocelle molto noto tra gli affezionati dell'etnico. "O dici il nome mio o dici il nome del negozio", mi dice quando le spiego che voglio scrivere un articolo sulle commesse. Ha paura, forse, che qualcuno la licenzi. Ma quando glielo chiedo si mette a ridere e mi fa sentire stupida: "E mica ce l'ho un contratto io. Lavoro ad ore". Mi dice che studia all'università e da quando fa le superiori lavora il week end come commessa a 5 euro l'ora. "Se domandi qui in zona mica ce l'hanno tutte il contratto e se ce l'hanno è d'apprendistato oppure part-time, ma per finta. In busta paga hai 600-700 euro e il resto a nero. Se te 'sta bene è questo, oppure vai a lavorà da un'altra parte. È così".
so che forse aveva ragione Alessia, che quello della commessa è una lavoro da donne che hanno più pazienza, entro in una profumeria della Stazione Termini e mi si avvicina un commesso uomo. Non ho voglia di fargli domande sullo stipendio, la produttività e le vendite. Così do un'occhiata e vado via.Si complicano nuovamente le cose per i dipendenti dei punti vendita ex Despar, acquisiti dal gruppo casertano della "2C Spa" degli imprenditori Rosario Caputo e Carlo Catone.
Questa mattina, presso l'Ufficio Provinciale del Lavoro di Salerno, si è infatti svolto l'incontro tra la curatela fallimentare ed i vertici dell'impresa casertana, durante il quale si è discusso dell'acquisizione dei 29 punti vendita ex Despar facenti ora capo alla "2C" dopo il fitto del ramo d'azienda firmato con l'allora patron Cavamarket Antonio Della Monica.
La convocazione del tavolo, fortemente invocato dalle sigle sindacali, fa seguito alla richiesta di restituzione dei market ex Despar presenti in Campania, inoltrata alcune settimane fa dalla curatela agli imprenditori casertani titolari della “2C”. Una disposizione aspramente osteggiata dai sindacati, seriamente preoccupati dall’involuzione della situazione lavorativa dei dipendenti coinvolti.
Le notizie emerse nel corso dell'incontro, però, non hanno fatto che peggiorare la posizione delle centinaia di dipendenti dei 29 punti vendita facenti parte del gruppo "2C". La curatela, secondo quanto hanno spiegato i sindacati al termine della riunione, vorrebbe nuovamente rilevare tutti e 29 i punti vendita compresi nell'accordo, e non solo 24, come era stato in un primo momento ventilato.
Nell'ipotesi venisse effettuato l'atto di restituzione, quindi, a rischio ci sarebbero all'incirca 600 lavoratori (i 400 già reinseriti, più i 200 che dovevano rientrare gradualmente), un numero ben più alto di quello inizialmente preventivato (si era parlato prima di 255, poi di 350 posti).
Nei giorni scorsi Franco Tavella ed Antonio De Michelo, rispettivamente segretario provinciale della Cgil e responsabile della Cisl, avevano preannunciato un presidio di protesta nel caso non fossero state prese in considerazione le esigenze delle diverse centinaia di dipendenti che tramite la “2C” erano tornati al lavoro.
Al momento, i sindacati hanno chiesto ed ottenuto di potersi incontrare nuovamente mercoledi prossimo, sempre presso l'Ufficio Provinciale del Lavoro. Un incontro per il quale le parti sociali hanno chiesto anche la partecipazione del giudice Russo, presidente della sezione Fallimentare del Tribunale di Salerno ed a capo del pool di giudici chiamati ad esprimersi sull'iter fallimentare della Holding D'Andrea Company.
Se la situazione per 24 dei 29 punti vendita si era già delineata, la novità di oggi riguarda quindi proprio quei 5 (uno dei quali a Salerno) che in un primo momento non sembravano coinvolti nel processo, e che ora ritornano prepotentemente in ballo. In questo caso, ad essere acquisite dalla curatela fallimentare sarebbero però solo le licenze, visto che i contratti di acquisto sono già in possesso della "2C Spa".
I punti vendita tornerebbero di nuovo nella disponibilità della curatela, che potrebbe indire, nell'arco di tempo di circa 2 mesi, una nuova asta per la loro acquisizione. Tutto però sarà più chiaro nell'incontro previsto tra una settimana.
26 marzo 2011
Giampiero Somma
Patto Villani-Della Monica: così Alvi sarebbe diventata Despar
Alvi. Della Monica sceglie il silenzio: «Chiarirò tutto ai giudici»
Scandalo Protezione Civile:"Abbiamo chiesto l'insolvenza per la gestione disastrosa dell'azienda, per cui la decisione del tribunale ci soddisfa. In attesa di definire una eventuale amminitrazione straordinaria ha tolto almeno la gestione della società dalle mani di questi personaggi che noi abbiamo fin dall'inzio fortemente contestato" spiega Angelo Panaria, delegato Fiom-Cgil dell'ex Eutelia.
Nella riunione con i lavoratori e con il sindacato - aggiunge Panaria - abbiamo comunque valutato di continuare il presidio sino a quando non ci saranno risposte che daranno garanzie lavorative a tutti i 2mila dipendenti circa della società, per cui in questi giorni terremo tute le inizative necessarie a garantire la massima presenza". Natale in azienda, quindi, ma anche vigilia, Santo Stefano e Capodanno.
"Il clima è sicuramente migliore - sottolinea il sindacalista - ma abbiamo ancora parecchi problemi, comunque siamo pronti a incontrare i custodi già dal 28". Operativamente, in questi giorni, per presidiare l'azienda dall'interno i lavoratori organizzeranno turni da otto ore. A chi farà la vigilia verrà dato il cambio a, mezzogiorno del 25 e così via. "La solidarietà" - spiega Panaria - è tanta".
Anche per quanto riguarda la vicina Curia, che nei primi giorni dell'occupazione ha celebrato una messa su questo tema, "noi non chiediamo che le persone e le istituzioni vengano, ma le porte sono aperte e se vorranno farci visita noi li accoglieremo volentieri".
24 dicembre 2009 Come da contratto Upim, sta scritto nero su bianco: «Gli assunti sanno già che il pomeriggio di Natale saranno qui – spiega Damiani – E’ la stessa politica degli Autogrill». Un cliente del negozio, Davide, 37 anni, commentava all’uscita: «Dovremmo essere un paese laico, giusto? Non tutti festeggiano il Natale: allora cosa c’è di male se un negozio intende aprire lo stesso?». Risposta di Fasani: «Se ragioniamo così dobbiamo abolire tutte le feste, pure Halloween o la Festa della Mamma… No, l’individualismo non è la risposta». A Fasani si accoda anche il segretario provinciale della Cisl, Massimo Castellani. «A Natale chi è credente va a Messa, chi non lo è rimane a casa a mangiare il bollito. Rispettiamo le tradizioni, che già se la passano male in questo paese. E poi – conclude – i negozi sono aperti per tutto il mese di dicembre anche la domenica. Mi sembra sufficiente…».
2 dicembre 2009
M.S.
Negozi aperti a Natale, Diocesi: Grave come la rimozione del crocifisso
Ancora un supermercato, ancora un permesso per fare pipì negato. Stavolta niente Esselunga, ma un altro supermercato, il Gs di Viale Monza. Vittima di nuovo una cassiera.
"Ho un'invalidità del 50 per cento perchè soffro di ipertensione, attacchi di panico e ho il diabete alto tanto che non sono idonea a stare sempre alle casse. Quando ho chiesto alla mia responsabile di alzarmi per andare in bagno, lei mi ha negato il permesso, ma io mi sono alzata lo stesso, poi mi sono misurata il diabete ed era talmente alto che mi sono sentita male e sono svenuta"
La donna è stata portata al pronto soccorso, dove le è stata data una prognosi di dieci giorni
"Al pronto soccorso mi hanno detto che ho rischiato il coma diabetico, per questo ho denunciato ai carabinieri la mia responsabile"
Il direttore della filiale Gs di viale Monza non ha voluto commentare la vicenda, ma lo ha fatto Fabrizio Russo, funzionario della Filcams-Cgil di Milano
"Il malore della cassiera del Gs ricorda da vicino il caso della dipendente dell' Esselunga di Milano che lo scorso febbraio aveva denunciato di essersi urinata addosso perchè non le era stato data la possibilità di andare in bagno. C'è un grosso disagio dei lavoratori dei supermercati, dove spesso le condizioni problematiche non vengono trattate in modo adeguato"
A novembre un dipendente del supermercato Esselunga di Viale Umbria aveva tirato un altro oggetto di legno in testa al suo vice direttore perchè non lo lasciava andare in bagno per fare pipì durante il turno di lavoro.
"Qualche mese fa un episodio simile era accaduto in un'altra azienda della grande distribuzione e anche nel gruppo Carrefour da diverso tempo le Rappresentanze Sindacali evidenziano come sempre più spesso, da parte dell'azienda, ci sia una forte sottovalutazione nella 'gestione' di situazioni peraticolarmente delicate: un attegiamento grave e inaccettabile che rischia di aprire una nuova fase nel trattamento dei propri dipendenti da parte di GS"
Il sindacato condanna duramente il comportamento mantenuto dall'azienda ed esprime forte solidarietà alla lavoratrice coinvolta riservandosi di
"mettere in campo tutte le iniziative a tutela della dignità e dei diritti della stessa lavoratrice e di tutti i lavoratori del Gruppo GS/Carrefour. Per fare chiarezza sull'accaduto, è stata avanzata alla direzione aziendale di GS S.p.A., una richiesta urgente di incontro"
Sembra che casi del genere siano piuttosto frequenti nel mondo della gdo, basta farsi un giro su qualche forum di lavoratori che raccontano le loro esperienze. Ma sono cose che non dovrebbero mai succedere.
23 novembre 2009
Arianna Ascione
10 novembre 2009
La Repubblica.it - Affari&Finanza