Visualizzazione post con etichetta Consorzio Etruria. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Consorzio Etruria. Mostra tutti i post

24 novembre 2013

CONSORZIO ETRURIA, PER I PM FU BANCAROTTA

















Fa una certa impressione ripercorrere l'amara vicenda del Consorzio Etruria di Montelupo Fiorentino, anno di nascita 1921 (a seguire nell'articolo di Franca Selvatici). Il Consorizo è stato un fiore all'occhiello della Lega Coop nelle costruzioni, tra l'altro unico esempio di una coop toscana in un settore dominato dai cugini emiliani. Un gruppo cooperativo la cui storia è stata fonte d'orgoglio, tanto che nel 2004 usciva un libro dal titolo trionfalistico che richiama le ideologie gloriose del secolo breve, con un tocco di anarchismo: Senza padroni. Storia di un'esperienza cooperativa: il Consorzio Etruria. L'uscita del volume ha una tempistica perfetta, perché stando alle accuse della procura, già dal 2006 nei bilanci del Consorzio venivano nascoste perdite importanti a seguito di operazioni e commesse e sempre in quell'anno si sarebbe minata la solidità della cooperativa con l'acquisto di Coestra, secondo l'accusa pagata oltre il doppio del valore.

Non possiamo certo dimenticare come la vita del Consorzio sia interconnessa ad Unicoop Firenze. Numerosi centri commerciali Unicoop sono stati costruiti dalla coop edilizia di Montelupo e Unicoop Firenze è corsa al capezzale del consorzio nell'estate del 2011, in piena crisi, con una vitaminica iniezione di liquidità di 30 milioni.

Ma la vicinanza tra le due Coop toscane non si è limitata a questo. Nel 2008 infatti Unicoop Firenze sceglie il sistema di gestione duale, con l’istituzione di un consiglio di gestione (cui spetta la gestione della società) e di un consiglio di sorveglianza in rappresentanza dei soci (con compiti di controllo). Mentre le redini della Sorveglianza passano al presidente Campaini, quelle del consiglio di gestione vengono affidate ad un esterno (si fa per dire). Si tratta di Armando Vanni, presidente del Consorzio Etruria. Vanni, come è noto finirà defenestrato appena un anno dopo, con motivazioni che rimarranno oscure e che lasciano spazio ad alcune ipotesi interpretative, tra cui questa. Del resto di un personaggio come Vanni abbiamo sempre avuto molto da scrivere e ricordare.

L'ultimo tassello in questa breve ma sintomatica carrellata di intrecci tra Unicoop e Consorzio è quello dell'attuale presidenza del Consorzio Etruria che dal 2010 e nelle mani di Riccardo Sani, dirigente storico di Unicoop Firenze di cui era membro del Consiglio di Gestione.


*******************************************************************


IL CONSORZIO Etruria di Montelupo Fiorentino era divenuto a metà degli anni 2000 uno dei maggiori gruppi nazionali nel settore delle costruzioni. Poi, nel 2011, la drammatica crisi e l' ammissione al concordato preventivo, poi omologato.

Mentre è in corso la fase di liquidazione, la procura presenta il conto a 22 ex componenti del pletorico consiglio di amministrazione del colosso azzoppato aderente alla rossa Lega delle Cooperative. I pm Luca Turco e Giuseppina Mione hanno chiuso l' inchiesta contestando una serie di reati di bancarotta per distrazione o per falso in bilancio o per operazioni imprudenti.

Fra gli indagati vi sono gli ex presidenti Armando Vanni e Luigi Minischetti, l' ex consigliere delegato Massimo Pagnini, l' ex direttore generale Ciro Paradisi. Secondo le accuse, nei bilanci 2006, 2007, 2008 e 2009 erano state occultate perdite ingenti in relazione a numerose operazioni e commesse, fra cui l' ippodromo dei Pini di Follonica, il porto al Puntone di Scarlino, la costruzione del centro commerciale Unicoop di San Lorenzo a Greve e la tramvia Scandicci Firenze, con un effetto complessivo sul patrimonio netto del Consorzio, nel 2009, di quasi 80 milioni di perdite non dichiarate: se i bilanci non fossero stati truccati, sin dal 2006 il Consorzio sarebbe stato obbligato ad aumentare il capitale o a portare i libri in tribunale.

La procura ritiene che il Consorzio fosse in difficoltà già prima dell' inizio della crisi del mercato immobiliare, anche a causa di operazioni imprudenti come l'acquisto nel 2006 della Coestra al prezzo complessivo di 39 milioni. Secondo l' accusa non ne valeva più di 18e in ogni caso non è stata trovata una valutazione (se non quella del venditore Gregoratti).

E' stata una vera e propria distrazione fraudolenta, per la procura, una operazione che risale al 22 febbraio 2008: il Consorzio vende 31.765 azioni del Banco di Lucca a 424 euro e lo stesso giorno ne riacquista 4.782 a 690 euro da una fiduciaria dietro la quale, secondo le accuse, operava in conflitto di interessi Luigi Minischetti: il tutto «con un esborso ingiustificato di 1,4 milioni».

Altre tre operazioni imprudenti vengono contestate agli amministratori del Consorzio in relazione ad acquisti, nel 2010, di quote di società del gruppo Btp a prezzi (per l' accusa) di assoluto favore per la venditrice: il 50,1% della Stif fu pagato 24,5 milioni a fronte di «un valore non superiore a 8,6); il 50% della srl Rignano (in rosso) fu comprato per 2 milioni; il 25% della Euroalfa fu pagato 6,350 milioni, contro un valore non superiore a 2,3.



22 novembre 2013

Franca Selvatici

La Repubblica.it




19 dicembre 2012

CONSORZIO ETRURIA NEL MIRINO DEI PM

I presidenti Minischetti, Sani e Vanni coinvolti nell’inchiesta sulla lottizzazione abusiva dell’ippodromo di Follonica



EMPOLI. Tre presidenti del Consorzio Etruria sotto inchiesta a Grosseto. Sono indagati insieme ad altre 58 persone per la costruzione e la gestione dell’ippodromo di Follonica. Secondo l’accusa formulata dalla procura maremmana l’area dove è nato l’impianto sportivo è stata trasformata in un’area residenziale, «in palese contrasto con lo specifico vincolo urbanistico di destinazione e con il correlato divieto di frazionamento previsti dal Piano Regolatore Generale del Comune di Follonica».

Nel mirino dei magistrati - per abuso d’ufficio e lottizzazione abusiva - ci sono gli amministratori che si sono succediti alla guida del Comune di Follonica dal 1995 ad oggi, compresi i sindaci Emilio Bonifazi (ora primo cittadino di Grosseto) e Claudio Saragosa, assessori e consiglieri, amministratori della società Follonica corse e cavalli. 

Ieri mattina, a Follonica, mentre il sindaco Eleonora Baldi incontrava i giornalisti dopo aver saputo dei nuovi avvisi di garanzia, grandinava. Chicchi grandi, che ricordavano quelle 167 foresterie, appartamenti di varie metrature che dovevano essere vendute o affittate soltanto a chi faceva parte del mondo dell’ippica e che invece, per un articolo della convenzione tra amministrazione e società che gestisce i Pini, potevano finire sul mercato immobiliare senza troppi riguardi. Senza stare a guardare se quelle casette colorate che si affacciano sulla pista dei cavalli finissero poi nelle mani di chi con il mondo dell’ippica avesse davvero qualcosa a che fare o se invece, visti i prezzi appetibili, potevano essere acquistate anche da chi in un impianto come quello non ci aveva mai messo piede.

Insieme ai tre presidenti è finito sotto inchiesta anche un dipendente del Consorzio Etruria, Piero Frasconi, che gestiva l’ufficio vendite ed era consigliere della società Cerretelle Follonica, incaricata di vendere, appunto, le foresterie dell’ippodromo.

La realizzazione prima e la mancata vendita poi, sono uno degli affari che ha mandato a gambe all’aria il Consorzio Etruria che ha dovuto ricorrere al concordato preventivo in continuità. Nel 2005, quando arrivò il primo stop alla vendita di quelle foresterie da parte della magistratura cominciò il dissesto della cooperativa di Montelupo Fiorentino.

C’era il progetto dell’ippodromo di Follonica e quello del porto di Scarlino. Il Consorzio Etruria si era aggiudicato l’appalto per la realizzazione dell’impianto. E grazie a una scrittura privata sottoscritta dal Consorzio Etruria e da Follonica Corse Cavalli il 7 novembre 2002, prima che le compravendite venissero bloccate, era il Consorzio ad avere l’obbligo, dietro corrispettivo del 12,5 per cento degli utili che sarebbero stati realizzati dalla società di gestione dei Pini, di vendere gli appartamenti. O meglio di «provvedere a tutte le attività di consulenza necessarie per la cessione del diritto di superficie delle foresterie». 

Da qui l’ipotesi di reato formulata dai pm, per i tre presidenti del Consorzio che si sono susseguiti negli anni, di lottizzazione abusiva.

Ma se non direttamente, anche l’accusa di abuso d’ufficio contestata alla giunta Baldi sfiora il Consorzio Etruria. La società Cerretelle, che era stata creata proprio per vendere quelle foresterie, sarebbe stata infatti avvantaggiata dall’amministrazione: nel caso di vendita di appartamenti a privati, avrebbero guadagnato di più di quello che avrebbero ottenuto cedendo quelle case agli addetti dell’ippodromo. Risparmiando quasi 850mila euro dagli oneri di urbanizzazione calcolati appunto dall’amministrazione comunale come derivanti dalla realizzazione di foresterie e non di abitazioni private.



 
18 dicembre 2012




05 ottobre 2012

INDAGATI GLI EX DIRIGENTI DEL CONSORZIO ETRURIA

Tra gli indagati anche Armando Vanni, che in passato è stato anche presidente del Consiglio di Gestione di Unicoop Firenze, dal gennaio 2008 al marzo 2009

Indagati dalla Procura ex dirigenti del Consorzio Etruria, nell’ambito dell’inchiesta sul raccordo autostradale mai realizzato tra Lastra a Signa e Prato 

Sono il presidente e l'amministratore delegato del Consorzio Etruria, rispettivamente, Luigi Minischetti (foto) e Marco Fontanelli; l'amministratore delegato di Coestra Paolo Cappelli; e Armando vanni, sia come presidente del Consorzio Etruria tra il 2005 e il 2007, sia successivamente come presidente della Btp di Prato dal febbraio all'ottobre del 2010



MONTELUPO. Ci sono anche ex dirigenti del gruppo Consorzio Etruria nel gruppo di nove nuovi indagati dalla procura nell’ambito dell’inchiesta sul raccordo autostradale mai realizzato tra Lastra a Signa e Prato. Sono il presidente e l'amministratore delegato del Consorzio Etruria, rispettivamente, Luigi Minischetti e Marco Fontanelli; l'amministratore delegatodi Coestra Paolo Capelli; e Armando Vanni, sia come presidente del cda del Consorzio Etruria tra il 2005 e il 2007, sia successivamente come presidente della Btp d Prato dal febbraio all'ottobre 2010.

Insieme agli altri cinque indagati - gli amministratori delegati della società Sit, Franco Rapino e Ruggiero Borgia, nonché il presidente Riccardo Bicchi, il presidente di Bretella scarl Pietro Saloi e il presidente della Btp Riccardo Fusi - verranno sentiti dai pubblici ministeri Luca Turco e Giuseppina Mione nei prossimi giorni.

L’inchiesta che li vede coinvolti riguarda l’ipotesi di malversazione ai danni dello Stato. Secondo gli sviluppi dell'inchiesta, il denaro che la Regione assegnò ai privati per avviare la costruzione della bretella tra Lastra a Signa e Prato sarebbe finito nelle casse di società private e non è stato usato, diversamente dagli accordi con la Regione, per realizzare l'infrastruttura: alcune imprese riunite nella Società Infrastrutture Toscane (Sit), che avrebbe dovuto fare l'opera in base a un piano di “project financing”, avrebbero intascato il contributo per pagare debiti e fornitori ma anche per estinguere finanziamenti bancari. Quando la Regione nel 2011 decise di recedere dal contratto il maxi-contributo non fu restituito.



4 ottobre 2012

10 agosto 2012

CONCORDATO CONORZIO ETRURIA: CEDUTO IL 100% DI INSO

La Inso passa di mano: l'acquisisce la Società Italiana per Condotte d’Acqua

Finisce il rapporto con Consorzio Etruria iniziato nel 2000 con passaggio del 100% del capitale. Per il 2012 si prevede un fatturato da 220 milioni con una quota estero del 68%


La Società Italiana per Condotte d’Acqua ha acquisito il 100% del capitale della Inso, general contractor con un’esperienza di 30 anni per progetti di ingegneria, costruzione e fornitura di tecnologie rivolti ai settori della Sanità, dell’Industria e del Terziario.

Inso è un leader a livello nazionale e internazionale nel settore delle costruzioni ospedaliere e sanitarie, nel cui ambito fornisce anche progettazione e fornitura di strumentazione medicale. Il know how in questo settore consente alla Inso di realizzare interi ospedali “chiavi in mano”, come pochissimi altri operatori nel mondo, grazie anche alla creazione di un’apposita Divisione Tecnologie Medicali, specializzata in apparecchiature elettromedicali. Tra le forniture più importanti, quella per il complesso ospedaliero Sidra Medical Centre in Qatar, attualmente in corso di esecuzione, per complessivi 310 MLN di USD.

.
Per l’industria Inso realizza edifici completi di tutta l’impiantistica e delle linee di processo: stabilimenti farmaceutici ed agroalimentari, edifici industriali, tra cui hangar per la manutenzione di aeromobili, ecc.
.

Nel settore dei servizi, della logistica e del terziario, dove tradizionalmente opera sin dalle origini, Inso ha maturato una forte esperienza nella progettazione di centri commerciali, business centre, palazzi per uffici, magazzini di stoccaggio. In particolare, Inso ha maturato una forte esperienza nella realizzazione di grattacieli. Tra le opere più significative il grattacielo residenziale “Zlota 44” a Varsavia in Polonia, che porta la firma dell'architetto Daniel Libeskind. Si tratta di un grattacielo alto 200 metri situato nel centro della capitale polacca. E' un edificio di 57 piani, di cui 2 interrati, che ospiterà oltre 250 appartamenti di lusso high-tech, una piscina interna ed una all'aperto, sauna secca e umida, wellness, servizio reception H24 e area parcheggi.
.

Inso opera attivamente anche nel settore delle concessioni e dei grandi interventi in project finance. Anche in questa linea di attività l’attenzione è focalizzata sul settore sanitario. Nello sviluppo di questi progetti, Inso assolve alle attività di gestione di tutti i servizi manutentivi ed alberghieri, sia con risorse interne al gruppo che in collaborazione con i principali operatori del settore.
Ad oggi sono ben quattro i contratti di concessione in corso in Italia nel settore ospedaliero: Vimercate (Milano), Careggi (Firenze), Nuoro ed Empoli (Firenze), mentre all’estero è attiva nella concessione di Kayseri in Turchia, ospedale da 1500 posti letto.
.

“L’acquisizione del capitale di Inso – commenta Isabella Bruno Tolomei Frigerio presidente Ferfina, holding che controlla, tra l’altro, anche Condotte – rappresenta una grande operazione nel mercato internazionale dei general contractor e riveste una grande valenza strategica per il gruppo Condotte, consentendo un ulteriore salto dimensionale ed una spiccata internazionalizzazione. Infatti, ci permette di superare già nel 2012 il MILIARDO di Euro di valore della produzione (pari a 780,101 MLN di Euro nel 2011), di cui all’estero circa il 50% e dal 2013 oltre il 60%, secondo una strategia di crescita per linee esterne pianificata e sostenibile.
.

Inoltre, potenzia la presenza all’estero del nostro Gruppo con 7 nuovi Paesi, in cui Inso è fortemente radicata, che sommandosi ai nostri attuali mercati ci conduce a coprire 14 Paesi, Italia esclusa. Inso è presente in Qatar, Polonia, Siria, Martinica, Grecia, Algeria e Turchia.
Infine, l’operazione continua la strategia storica del Gruppo: la specializzazione tecnologica in particolari settori di punta. Ricordo che nel 2008 abbiamo acquisito il controllo della Cossi Costruzioni, eccezionale nelle gallerie. Siamo sempre stati leader nel know how tecnico e siamo, quindi, alla continua ricerca di rafforzarlo anche tramite aggregazioni con realtà che hanno nel lavoro specializzato un punto di forza. Nello specifico, Inso è leader nel settore della costruzione di strutture sanitarie chiavi in mano con la relativa gestione. A ciò si aggiunge la specializzazione nella costruzione di grattacieli ed una importante esperienza nelle concessioni. Si tratta di caratteristiche che si sposano perfettamente con la realtà e con la strategia del Gruppo Condotte”.
.

Il Gruppo Inso del 2011 ha registrato un valore della produzione consolidato pari a circa 160 MLN di Euro. Le previsioni 2012 prevedono un fatturato di circa 220 MLN con una quota estero pari al 68%.
.

Il portafoglio ordini, al 31 marzo 2012, è pari a circa 1,8 MLD di Euro, di cui il 27% relativo al business costruzioni, il 16% medicale e il 57% alle concessioni.
.

L’Advisor dell’operazione è la Mitfin di Milano.
.

La storia di Inso SpA (www.inso.it)
Inso nasce nel 1976 nel Gruppo ENI, con partecipazioni di Nuovo Pignone, Snamprogetti e Anic, ed integra la capacità di progettazione dei soci fondatori con le attività di prefabbricazione sviluppate da Nuovo Pignone di Porto Recanati, lo stabilimento voluto da Enrico Mattei, operativo dal 1963.
Dopo la prefabbricazione di stazioni di rifornimento carburanti, Inso inizia a realizzare scuole ed asili in Italia e all’estero e diventa attiva anche nella logistica di emergenza e nella realizzazione di campi base.
.

A partire dagli anni ’70 l’attività si estende alla realizzazione di uffici, alberghi, laboratori di ricerca e soprattutto ospedali, per i quali la società stipula i primi contratti di concessione in Lazio, Lombardia, Toscana e Marche, contribuendo significativamente al rinnovo della rete ospedaliera italiana.
Negli stessi anni si dota delle competenze tecniche e di ingegneria clinica necessarie ad equipaggiare le strutture sanitarie con le apparecchiature per lo svolgimento delle attività medico-chirugiche e diagnostiche.
In poco tempo diventa un operatore competente anche nella sola fornitura di pacchetti di strumentazione medicale e di servizi di maintenance.
.

Negli anni ’90 la società consolida la propria posizione nel settore delle realizzazioni industriali, civili e commerciali ed in progetti ad alto contenuto tecnologico, con particolare riferimento al settore farmaceutico. Pone inoltre le basi per la futura esperienza all’estero, partecipando attivamente al programma di modernizzazione della rete ospedaliera in Grecia, anche grazie al supporto di General Electric, che nel frattempo ha rilevato Nuovo Pignone e con esso Inso.
Nel 2000, con Consorzio Etruria di Montelupo Fiorentino che ne acquisisce il controllo, Inso dà vita ad uno dei principali gruppi di costruzioni in Italia.
.

Sof SpA è una società controllata da Inso che opera nel settore delle manutenzioni e gestioni energetiche, prevalentemente in campo ospedaliero.
Sof è un partner strategico nell’implementazione dei progetti in concessione, dove maggiormente vengono valorizzati il know-how gestionale e l’esperienza maturata nel settore del global service.
.

Società Italiana per Condotte d’Acqua SpA (www.condotte.it)
La Società Italiana per Condotte d'Acqua S.p.A. è una delle più antiche realtà imprenditoriali italiane. Nata nel 1880 ha da poco festeggiato il suo 132° anniversario. Oggi Condotte è uno dei principali General Contractor italiani nel settore delle grandi opere e player di riferimento in Italia ed all'estero in tutti i settori delle opere pubbliche e private, come strade, autostrade, ferrovie, metropolitane, ponti, opere marittime e di salvaguardia ambientale, opere idrauliche, dighe, edilizia residenziale ed industriale.
Il gruppo, controllato da Ferfina S.p.A. la holding e finanziaria, di cui è presidente la dott.ssa Isabella Bruno Tolomei Frigerio e che include l’altra società del Gruppo Ferfina - Condotte Immobiliare Società per Azioni.
Dal luglio 2008 la Società Italiana per Condotte d’Acqua ha adottato il sistema di governance duale.
.

Il Consiglio di Gestione è presieduto dall’ing. Duccio Astaldi mentre il Consiglio di Sorveglianza è presieduto dal prof. Franco Bassanini.
.

Alcuni dati di bilancio consolidato nel 2011 del Gruppo
Valore della produzione 780, 101 MLN di Euro
Di cui estero 302 MLN (39%)
EBITDA 68 MLN
EBIT 28 MLN
Risultato netto 7 MLN
Patrimonio netto 145 MLN
Posizione finanziaria netta -143 MLN
Portafoglio ordini 3.851 MLN
Di cui estero 1.924 MLN (49,9 %)
.

Di seguito alcuni dei lavori più importanti in Italia:
Alta Velocità Torino – Milano e Roma – Napoli, progetto MOSE per la tutela e la salvaguardia della Laguna di Venezia, Ponte sullo Stretto di Messina, Nuovo Centro Congressi a Roma Eur (La Nuvola di Fuksas).
Rete Portuale di Lipari: l’opera consiste nella realizzazione di una rete portuale integrata nel Comune di Lipari. CONDOTTE si è aggiudicata l’appalto-concorso indetto dal Comune per la selezione del Socio di maggioranza della Società (Porto di Lipari Spa), partecipata al 70% da CONDOTTE ed al 30% dal Comune di Lipari, che realizzerà il progetto e gestirà l’opera per 45 anni.
Nato (Afsouth): il progetto consiste nella realizzazione, chiavi in mano, del nuovo “quartiere generale Nato” a Lago Patria (CE), affidata all’ATI tra CONDOTTE e Sirti Spa.
.

I lavori più importanti all’estero:
Svizzera - San Gottardo: realizzazione in consorzio con la controllata Cossi Costruzioni S.p.A. della Galleria di base del Ceneri (Lotto 852). I lavori assegnati consistono nella realizzazione di due tubi di 11,5 chilometri a partire dalle “caverne operative" di Sigirino nelle due direzioni.
Romania – corridoi Paneuropeo: realizzazione in ATI con Tirrena Scavi e Cossi Costruzioni, di un lotto relativo ai lavori autostradali che fanno parte del quarto corridoio Paneuropeo, per un importo complessivo di 160 MLN di euro.
Algeria - Tlemcen /Tlelat: realizzazione della nuova linea ferroviaria a doppio binario di 130 Km Oued-Tlelat /Tlemcen, a sud di Orano, facente parte del programma di collegamento con la frontiera Marocchina.
Algeria – Skikda: condotta di trasferimento dell'acqua potabile
Algeria - Cap Djinet: raccordo a valle della stazione di dissalazione
Giordania – Ayala: realizzazione, in una laguna nei pressi di Aqaba sul Mar Rosso, di una marina con annessi complesso ricettivo turistico-residenziale, campi da golf e relative infrastrutture viarie su una superficie di 430 ettari.
.

U.S.A - SR 826: Adeguamento della Palmetto Expressway tra la Miller Drive e la Bird Road – Miami (Florida)
U.S.A - SR 874: adeguamento dello Svincolo su Killian Parkway – Miami (Florida)
U.S.A. - Costruzione di svincoli tra l’autostrada di Palmetto e quella di Dolphin nella Contea di Dade (Florida).



9 agosto 2012

Gonews.it


26 luglio 2012

CONSORZIO ETRURIA: PERQUISITA LA CASA DI RICCARDO FUSI


Inchiesta per bancarotta fraudolenta del Consorzio Etruria, perquisita la casa di Riccardo Fusi





Perquisita la casa di Riccardo Fusi per l'inchiesta sulla bancarotta fraudolenta del Consorzio Etruria, una delle più antiche cooperative del settore, essendo nata nel 1921. Sette persone ai vertici dal 2006 al 2010 sono indagate dalla procura. Il Consorzio Etruria SCaRL, sotto un passivo di circa 460 milioni e a seguito di ricorso depositato il 21 giugno 2011, era stato ammesso, con Decreto del 29 giugno 2011 emesso dal Tribunale di Firenze, alla procedura di Concordato Preventivo. Del gruppo di Sammontana faceva parte anche la Inso Spa, società “prime contractor” di ingegneria e costruzioni.

"E’ notizia di queste ultime ore l’inchiesta per bancarotta fraudolenta per gli ex vertici del Consorzio Etruria - registra il consigliere provinciale del Pdl Filippo Ciampolini - Dalle notizie apparse sui giornali, la Guardia di Finanza ha fatto irruzione nella sede di Montelupo, dove sono stati sequestrati documenti e messo sotto inchiesta gli ex vertici che nel periodo tra il 2006 e il 2010 avevano posti di responsabilità dell’operato del Consorzio e pertanto rispondono del passivo accumulato per oltre 460 milioni di euro".

Tra l’altro, i commissari giudiziali "hanno evidenziato anomalie nella gestione amministrativa del Consorzio –come ad esempio l’acquisto di Coestra ad un prezzo troppo elevato, e alcuni accordi con la Btp, fallita pure lei, - tutte operazioni che, sommate alla crisi del mercato immobiliare, hanno contribuito al fallimento del Consorzio".

Sulla vicenda interviene di nuovo il Consigliere Provinciale del Pdl Filippo Ciampolini, in prima linea su quanto accaduto non tanto al Consorzio, "ma soprattutto a difesa di tutto quel numero di artigiani e piccole imprese, fornitrici del Consorzio con il quale sono rimaste seriamente inguaiate". “Nel leggere la notizia di inchiesta per bancarotta fraudolenta- afferma Ciampolini- non posso che esprimere un forte senso di disagio per come è stata gestita una società da sempre cinghia di trasmissione della classe politica che da oltre sessant’anni governa la Toscana. Ancor più mi impressiona l’omertoso silenzio politico intorno a questa vicenda". A riprova di ciò, "cito a mero titolo semplificativo le mie richieste di convocazione, interrogazioni sulla vicenda, tutte rigorosamente cadute nel vuoto, senza contare i numerosi richiami sulla stampa: ad esempio, la richiesta di convocare la II commissione provinciale congiunta con la VI presso la sede del Consorzio Etruria a Montelupo Fiorentino è stata presentata a Giugno 2011, sollecitata a Luglio e ripresentata ad Ottobre, mentre la domanda d’attualità sul Consorzio Etruria dopo il vertice in Regione per il salvataggio dell’azienda, è stata presentata a Novembre 2011 e successivamente riproposta come interrogazione a dicembre". Se le indagini in corso della Guardia di Finanza trovano riscontro, "si aggrava l’immagine del Consorzio Etruria in quanto il fallimento non è dovuto all’attuale crisi del mercato immobiliare, ma alla consapevole gestione truffaldina di dirigenti del Consorzio espressione dell’apparato politico che governa questa terra da sempre". Pensare che "il malaffare ha messo in ginocchio tutto l’indotto, tutte quelle ditte artigiane e piccoli imprenditori che da oltre un anno non hanno più riscosso una fattura e addirittura hanno garantito e anticipato per il Consorzio, fiduciosi dell’onestà non solo amministrativa ma anche politica dell’azienda, ebbene, di fronte a tutto questo, non posso che esprimere rabbia e amarezza nei confronti degli autori e dei silenti 'sostenitori' di questo crac che si delinea non solo come dissesto finanziario ma soprattutto fallimento politico della classe dirigente che governa tuttora la Toscana. Io continuerò a chiedere, voglio proprio vedere se lor signori e lor dame continueranno a tacere".



Nove da Firenze

26 luglio 2012

25 luglio 2012

INDAGATI PER BANCAROTTA FRAUDOLENTA I VERTICI DEL CONSORZIO ETRURIA


Coinvolti sette dirigenti in carica dal 2006 al 2010



Un'inchiesta della procura di Firenze coinvolge sette persone che hanno occupato posti di vertice del Consorzio Etruria dal 2006 al 2010. L'ipotesi degli inquirenti è quella di bancarotta fraudolenta.

Infatti, l'indagine mira a far luce sulle vicende che hanno portato la cooperativa toscana di costruzioni con oltre 300 dipendenti alla procedura di concordato preventivo.

A seguito dell'inchiesta, coordinata dai pm fiorentini Luca Turco e Giuseppina Mione, la guardia di Finanza ha eseguito una ventina di perquisizioni nelle province di Prato, Lucca, Firenze e Grosseto non solo nelle sedi del Consorzio, ma anche di società che ci hanno avuto rapporti.

A spingere gli investigatori a far luce su alcune complesse operazioni economiche che hanno riguardato il Consorzio Etruria, come cessioni di società e acquisizioni di partecipazioni per svariati milioni di euro, è stata la relazione dei commissari giudiziari. In particolare, gli inquirenti intendono chiarire le cause per cui, nonostante gli appalti ottenuti il 29 giugno 2011 dal Consorzio, la cooperativa sia stata ammessa alla procedura di concordato preventivo.

Nel maggio scorso, il tribunale di Firenze ha depositato il decreto di omologa del concordato preventivo con cessione di beni e continuità aziendale proposto da Consorzio Etruria, condizione essenziale per la possibile nascita di una nuova cooperativa. Il decreto metteva fine all'iter dell'approvazione del piano di concordato per Consorzio Etruria travolta da 370 milioni di euro di debiti accumulati verso banche, fornitori e soci.


24 luglio 2012

La Nazione



16 maggio 2012

CONSORZIO ETRURIA, SARA' SCISSIONE

Via libera del tribunale che omologa il concordato preventivo approvato ad aprile

Dalla scissione prevista dal concordato nascerà una nuova cooperativa, che garantirà la continuità di impresa del Consorzio e che dovrebbe così consentire il mantenimento di molti posti di lavoro

Nella foto il presidente di Consorzio Etruria, Riccardo Sani, proveniente dal Consiglio di Gestione di Unicoop Firenze


Altro passo in avanti nella vicenda Consorzio Etruria. Nella giornata di venerdì scorso il Tribunale di Firenze ha infatti depositato il decreto di omologa del concordato preventivo con cessione di beni e continuità aziendale proposta dalla Cooperativa e approvata con oltre 76% dei consensi dall’assemblea dei creditori del 18 aprile scorso.

Dalla scissione prevista dal concordato nascerà una nuova cooperativa, che garantirà la continuità di impresa del Consorzio e che dovrebbe così consentire il mantenimento di molti posti di lavoro. «L’obiettivo di rimanere in attività rappresenta una grande sfida - ha dichiarato il presidente di Consorzio Etruria, Riccardo Sani – dato che per numero di addetti, organizzazione e potenziale riattivazione dell’indotto possiamo ancora rappresentare uno dei grandi soggetti di riferimento del panorama regionale. Questo lungo periodo di sofferenza e sacrifici richiesti, non solo ai soci e lavoratori, ma in primis alle migliaia di fornitori, deve rappresentare per tutti una nuova sfida a sostegno di un settore eccessivamente provato dalla crisi. La ripartenza della nuova cooperativa di Consorzio Etruria potrà rappresentare la volontà di tutto il movimento cooperativo di ritrovare una nuova dimensione e aggregazione che evidenzi ancora una volta il valore della mutualità e del buon lavoro».

Soddisfazione espressa anche da Susanna Bianchi, presidente dall’associazione regionale delle Cooperative di Produzione e Lavoro della Toscana (Legacoop): «Una buona notizia per i soci e i lavoratori della cooperativa, per i suoi fornitori e per l’intera cooperazione. La sfida sarà dura. Nessuno può negare le difficoltà di questa fase, in particolare per il mondo delle costruzioni: ma il nostro Paese non può pensare di invertire il processo recessivo senza interventi che rilancino questo settore, un comparto che in tempi brevi è in grado di attivare tanti posti di lavoro. Da questo punto di vista, e più in generale, appare sempre più evidente come il Governo del Paese e la Comunità Europea non possano continuare a non porsi il tema della crescita. Adesso tocca a queste istituzioni ridare un po’ di speranza e di prospettiva a fronte di quanto lavoratori e imprese hanno fatto e stanno facendo».



14 maggio 2012

Andrea Passoni

Corriere Nazionale.it


13 marzo 2012

CONSORZIO ETRURIA, PER L'OMOLOGAZIONE DEL CONCORDATO SUPERATO IL QUORUM

La nuova coop assorbirebbe circa 300 dipendenti, assicurerebbe la continuità dell'attività di impresa, e destinerebbe parte consistente dei suoi utili ai creditori

Il comune di Grosseto conferma il no al concordato



E' scaduto il termine per i creditori di Consorzio Etruria chiamati a pronunciarsi sulla proposta di concordato in continuità già approvata dai Commissari giudiziali.
Secondo quanto si apprende, il quorum della maggioranza assoluta dei voti sarebbe stato superato in almeno tre delle quattro classi di creditori chiamate a esprimersi, soglia necessaria per l'omologazione del concordato. In due classi il quorum era già stato raggiunto lo scorso 20 febbraio.

L'assemblea del gruppo cooperativo del settore delle costruzioni, pesantemente colpito dalla crisi del settore e gravato da debiti per oltre 400 milioni di euro, aveva approvato nel gennaio scorso la proposta di scissione della cooperativa previa approvazione e omologa del concordato: la nuova coop assorbirebbe circa 300 dipendenti, assicurerebbe la continuità dell'attività di impresa, e destinerebbe parte consistente dei suoi utili ai creditori del concordato.
La parte che resterebbe al Consorzio sarebbe liquidata per saldare i debiti.



12 marzo 2012

gonews.it

22 febbraio 2012

CONSORZIO ETRURIA, LE COLPE DEI MANAGER









Il Consorzio Etruria, colosso delle costruzioni aderente alla Lega delle Cooperative, rischia il crack sotto un passivo di circa 460 milioni, mentre le partite attive non superano i 200 milioni.

Si dubita che l' enorme perdita di 135 milioni di euro evidenziata nel bilancio 2010 si sia formata d' improvviso e si sospetta che non siano state assunte misure tempestive negli anni precedenti per mettere ordine nei conti.

Possibile che Lega Coop Toscana, a cui il Consorzio Etruria aderiva, non si fosse accorta del disastro prossimo venturo? Il presidente Stefano Bassi premette che alla Lega competono i controlli sugli aspetti societari e non sui bilanci, ma invita anche a verificare i fatti. E i fatti sono l' allontanamento di due ex amministratori, Armando Vanni (a sinistra nella foto), successivamente presidente del Consiglio di Gestione di Unicoop Firenze, ma avvicendato dopo non molto in tutta fretta e Luigi Minischetti, che propugnavano l' alleanza con la Btp. Una strategia sbagliata, secondo Lega Coop.


VENTI giorni per la salvezza. Tanti ne servono per l' approvazione (o la eventuale bocciatura), da parte dei circa 3.000 creditori, della proposta di concordato preventivo presentata dal Consorzio Etruria, sulla quale i tre commissari giudiziali - Massimo Cesaroni, Sandro Quagliotti e Andrea Spignoli - hanno espresso parere favorevole.

Il Consorzio Etruria, colosso delle costruzioni aderente alla Lega delle Cooperative, rischia il crack sotto un passivo di circa 460 milioni, mentre le partite attive non superano i 200 milioni. Per salvarsi, ha proposto di scindersi in due, salvando i posti di lavoro dei circa 300 dipendenti in una nuova società in grado di assumere appalti in conto terzi, e liquidando tutto quel che resterebbe al Consorzio per saldare i debiti. E' in vendita fra l' altro il gioiello Inso, la società del gruppo che ha realizzato il nuovo palazzo di giustizia di Firenze.

Nella proposta di concordato è inclusa la cessione ai creditori dei risarcimenti per la eventuale responsabilità civile degli amministratori del Consorzio e dei soggetti incaricati dei controlli interni ed esterni (sindaci e società di revisione), nei confronti dei quali si profila una causa per danni. Si dubita, infatti, che l' enorme perdita di 135 milioni di euro evidenziata nel bilancio 2010 si sia formata d' improvviso e si sospetta che non siano state assunte misure tempestive negli anni precedenti per mettere ordine nei conti. Si ritiene, inoltre, che gravi danni al Consorzio siano derivati da alcune operazioni, come l' acquisto a caro prezzo della Coestra e gli accordi con la Btp (Baldassini Tognozzi Pontello). Accordi che appaiono tutti o quasi in danno del Consorzio, a partire da quello sulla linea 2 della tramvia, nel quale il Consorzio si impegnava a versare a Btp un margine garantito di 18 milioni, ritenuto «di gran lunga superiore rispetto al possibile utile ricavabile dall' esecuzione dell' appalto».

I commissari giudiziali credono che la crisi aziendale sia esplosa per effetto della generale crisi del mercato immobiliare (il Consorzio ha centinaia di alloggi invenduti) ma sia stata anche «il frutto di un tumultuoso sviluppo delle attività, estese senza adeguati mezzi finanziari e - probabilmente - senza una adeguata strategia imprenditoriale».

Ieri circa 200 creditori hanno espresso in aula bunker il loro parere sulla proposta di concordato. Al termine delle votazioni il giudice delegato Isabella Mariani ha comunicato che erano stati espressi voti favorevoli su circa 93 milioni di crediti e che nelle classi 5 e 6 (delle 7 in cui è stato suddiviso il passivo - ndr) era già stato raggiunto e superato il quorum della maggioranza assoluta dei voti. Lo comunica il Consorzio Etruria: «Perché il concordato possa essere omologato e l' azienda possa riprendere a pieno regime la propria attività occorre che la maggioranza dei creditori chirografari accetti il concordato e che in almeno 3 delle 4 classi, in cui sono divisi questi creditori, si ottenga la maggioranza assoluta. Il quorum da raggiungere è di circa 192 milioni di euro. Ancora, come per prassi, non ha votato la quasi totalità delle banche, che vantano crediti per circa 200 milioni. Le banche e le assicurazioni, in genere, votano dopo l' adunanza». I creditori che ancora non hanno votato hanno 20 giorni di tempo per farlo.

Possibile che Lega Coop Toscana, a cui il Consorzio Etruria aderiva, non si fosse accorta del disastro prossimo venturo? Il presidente Stefano Bassi premette che alla Lega competono i controlli sugli aspetti societari e non sui bilanci, ma invita anche a verificare i fatti. E i fatti sono l' allontanamento di due ex amministratori, Armando Vanni e Luigi Minischetti, che propugnavano l' alleanza con la Btp. Una strategia sbagliata, secondo Lega Coop.



21 Febbraio 2011

Franca Selvatici

La Repubblica


01 febbraio 2012

CONSORZIO ETRURIA AL VOTO: SLITTA L'ASSEMBLEA DEI CREDITORI

Ieri al tribunale di Firenze era in programma l’assemblea dei creditori del Consorzio Etruria, che hanno cominciato a votare il concordato della cooperativa. All’adunanza si è presentato anche l’avvocato del Comune di Grosseto che per ora non ha espresso il proprio voto. C’è tempo, comunque, fino al 20 febbraio.

Il giudice delegato Isabella Mariani, ieri mattina si è trovata davanti oltre duecento creditori. Altre centinaia avevano già provveduto a far arrivare al tribunale la loro dichiarazione di voto tramite fax o via e-mail.

«Il giudice - dicono al Consorzio - anche a seguito della relazione dei commissari giudiziali, che hanno giudicato conveniente per i creditori la proposta di concordato di Consorzio Etruria, ha ritenuto opportuno disporre un breve rinvio dell'inizio delle votazioni al 20 febbraio alle 10». Uno slittamento che era nell’aria e che consentirà, sia alla società che ai commissari di effettuare limitati e specifici approfondimenti su alcuni aspetti del piano, al fine della massima informazione dei creditori e nel loro interesse. Approfondimenti che verranno resi noti sul sito internet del concordato (www.concordatoconsorzioetruria.com) entro la data dell'adunanza del 20 febbraio.

Il Comune ha preso qualche altro giorno di tempo prima di mettere la croce sulla casella si o no del concordato. «Qui non si tratta di una scelta fatta con leggerezza - dice il sindaco Emilio Bonifazi - ma soprattutto non si tratta di una scelta definitiva. Noi vogliamo solo che gli appartamenti dell’area Peep di via de’ Barberi siano finiti e vengano consegnati alle famiglie che hanno già acceso mutui per 52mila euro ciascuna».

La battaglia condotta dall’amministrazione non è contro la cooperativa di costruzioni. Tantomeno contro gli oltre cento dipendenti maremmani del Consorzio. «Il rischio è che quei terreni, se i lavori non vengono completati dal Consorzio - aggiunge bonifazi - vengano svenduti. Questo non possiamo permettercelo, anche perchè quelle famiglie hanno già pagato quei soldi e soprattutto ora non possono più avere accesso al credito per acquistare una casa».

La battaglia condotta dal sindaco Bonifazi è una battaglia sociale. Gli appartamenti che dovrebbero essere realizzati nell’area Peep di via de’ Barberi sono trecento. Settantanove già venduti ad altrettante famiglie.

Il concordato in continuità, però, garantirebbe quelle famiglie: con la creazione della nuova cooperativa, i lavoratori potranno tornare nei cantieri e portare a termine quelle abitazione. «La condizione è questa - dice il sindaco - che le case vengano consegnate ai legittimi proprietari».


31 gennaio 2012

f.g.

Il Tirreno



25 gennaio 2012

CONSORZIO ETRURIA, APPROVATA LA SCISSIONE DELLA COOPERATIVA

Il 30 gennaio ci sarà l’adunanza dei creditori. Nascerà un nuovo soggetto che assicurerà la continuità dell’attività d’impresa e destinerà una parte consistente degli utili ai creditori del concordato


L’assemblea di Consorzio Etruria (di Montelupo Fiorentino, ndr) ha oggi approvato all’unanimità dei soci presenti (lavoratori e banche) la scissione della cooperativa come previsto dal piano di concordato in continuità. Dopo l’approvazione e l’omologa del concordato nascerà, quindi, una nuova cooperativa che assicurerà la continuità dell’attività d’impresa e destinerà una parte consistente dei suoi utili ai creditori del concordato.

I soci lavoratori auspicano ora - anche nell’interesse di tutto l’indotto - che la proposta di concordato sia approvata dalla maggioranza dei creditori: elemento fondamentale e decisivo per il buon esito della procedura.

Adesso la parola passa ai creditori, chiamati all’adunanza del 30 gennaio 2012: come è stato ricordato in assemblea, chi si astiene dal voto è come se votasse contro la proposta concordataria.


24 gennaio 2011

gonews.it


25 dicembre 2011

CONSORZIO ETRURIA, 400 POSTI AL SICURO

Il presidente della cooperativa Riccardo Sani, già membro del Consiglio di Gestione di Unicoop Firenze, ha fatto il punto della situazione per il 30 gennaio prossimo è prevista l'assemblea dei creditori

Il finanziamento di 14 milioni di euro che Unicoop Firenze ha messo a disposizione ha permesso al Consorzio Etruria di gestire questi ultimi difficili mesi e di riaprire già alcuni cantieri.


MONTELUPO FIORENTINO.
In vista dell'assemblea dei creditori, fissata per il 30 gennaio prossimo, il presidente della cooperativa Consorzio Etruria, Riccardo Sani, ha voluto fare il punto della situazione in un incontro al quale hanno partecipato, oltre ai soci e lavoratori, i rappresentati delle istituzioni, del sindacato e della Lega Coop.

Solidarietà ed impegno per il rilancio della cooperativa Consorzio Etruria sono stati espressi in un incontro dall'assessore regionale Gianfranco Simoncini, il presidente della Provincia di Firenze, Andrea Barducci, il sindaco di Montelupo Fiorentino, Rossana Mori, il segretario regionale della Cgil, Alessio Gramolati, l'onorevole Alberto Fluvi, il capogruppo del Pd in Regione, Vittorio Bugli, il presidente della Lega delle Cooperative, Stefano Bassi, e la presidente dell'Associazione regionale delle cooperative di produzione e lavoro, Susanna Bianchi.

Riccardo Sani, chiedendo ancora una volta pubblicamente scusa ai creditori per la situazione che si è venuta a creare con la crisi che ha coinvolto la cooperativa, ha però espresso l'augurio che la proposta di concordato «in continuità» elaborata dagli organi della procedura nominati dal Tribunale di Firenze possa essere accolta dai creditori e dare la possibilità alla cooperativa «su basi completamente nuove» di riprendere a pieno la propria attività, garantendo non solo ai soci e dipendenti del Consorzio Etruria «la dignità di un lavoro», ma consentire anche alle imprese dell'indotto di riattivare una proficua collaborazione.

Il presidente del Consorzio Etruria ha ricordato che in questi mesi di duro lavoro sono stati compiuti tutta una serie di atti che hanno permesso di mettere in sicurezza almeno 400 dei 700 posti di lavoro del gruppo e di garantire alle società controllate (Inso e Coestra) anche nuovi flussi finanziari per circa 45 milioni di euro in un contesto economico-finanziario non certamente facile anche per il sistema bancario.

«Un risultato - ha sottolineato Sani - che testimonia la fiducia di cui questa nostra cooperativa ancora gode». Il finanziamento di 14 milioni di euro che Unicoop Firenze ha messo a disposizione ha permesso al Consorzio Etruria di gestire questi ultimi difficili mesi e di riaprire già alcuni cantieri.



24 dicembre 2011

Il Tirreno




26 agosto 2011

UNICOOP FIRENZE FA RIPARTIRE IL CONSORZIO ETRURIA

Arriva la prima tranche di 14 milioni del finanziamento di 30 milioni da parte di Unicoop Firenze che riceve in garanzia parte delle azioni del gioiellino del gruppo, Inso SpA

Nella foto, Riccardo Sani, attuale presidente del Consorzio Etruria, proveniente dal Consiglio di Gestione di Unicoop


Una boccata d'ossigeno. Di più: una vera e propria spinta vitale che consente al Consorzio Etruria di riaccendere i motori. Dopo due mesi di stallo - ovvero da quando è stata presentata al tribunale la proposta di concordato preventivo - la cooperativa di costruzioni che ha sede a Montelupo ha ricevuto un maxi finanziamento da Unicoop Firenze.

Si tratta di una prima parte dei 30 milioni di euro che, come descritto nel concordato, il gruppo guidato da Turiddo Campaini mette a disposizione del Consorzio ricevendo in garanzia parte delle azioni di Inso spa, la società fiorentina del Gruppo Consorzio Etruria specializzata nella progettazione e realizzazione di complessi ospedalieri (ultimo quello commissionatole dal governo turco nella città di Kayseri per ben 350 milioni di euro).

Con il finanziamento di Unicoop Firenze saranno pagati stipendi per tre mensilità a ciascuno dei 316 soci lavoratori oltre alle rate arretrate dei contributi previdenziali. In questo modo, il consorzio tornerà in possesso di alcuni requisiti giuridici necessari a poter riprendere la sua attività lavorativa secondo il piano concordatario.

In altre parole potrà tornare pienamente operativo, partecipare alle gare di appalto, riaprire i cantieri, in primis quelli per i quali aveva già ottenuto le autorizzazioni in Toscana (ad esempio per la ristrutturazione del museo Pecci a Prato). Insomma nonostante il periodo estivo il piano di ristrutturazione proposto dal Consorzio Etruria ha fatto un ulteriore passo in avanti, grazie anche alla tempestività e solerzia con cui gli organi della procedura si sono attivati. Adesso è su questo fronte che si stanno concentrando tutti gli sforzi, affinché si concretizzino tutti i presupposti per riaprire alcuni cantieri e riattivare un circuito virtuoso che possa far riprendere il lavoro e quindi anche le attività dell'indotto.

«Per l'avvio di questa nuova fase - si legge in un comunicato del Consorzio Etruria - è stata determinante la solidarietà espressa nei confronti della nostra cooperativa dai soci di Unicoop Firenze, che hanno approvato l'erogazione di questo finanziamento, il proficuo confronto con le organizzazioni sindacali, il sacrificio dei nostri lavoratori tutt'oggi collocati in cassa integrazione guadagni straordinaria, che per alcuni mesi hanno dovuto affrontare i loro impegni economici senza il supporto di uno stipendio regolare o l'erogazione del trattamento di integrazione salariale, e il costante sostegno della Lega e dell'Associazione delle Cooperative della Toscana. L'atto compiuto da Unicoop Firenze nei confronti della cooperativa Consorzio Etruria testimonia, ancora una volta, che la solidarietà all'interno del Movimento Cooperativo non è una semplice dichiarazione di intenti, ma un tratto distintivo e caratteristico delle imprese cooperative».



25 agosto 2011

Luciano Menconi

Il Tirreno.it


Vedi anche:


13 agosto 2011

MAXI APPALTO PER IL GRUPPO ETRURIA. COSTRIURA' UNA CITTADELLA SANITARIA IN TURCHIA

Empoli Progetto della Inso per l'ospedale
Empoli Progetto della Inso per l'ospedale

L'opera sarà realizzata dalla controllata Inso spa. La società di progetto resterà inoltre impegnata per 25 anni nella gestione dei servizi, i cui ricavi ammontano a circa 2.000 milioni

Empoli, 13 agosto 2011 - DOPO tante notizie poco positive per il gruppo Etruria ne arriva una buona, anzi ottima. Inso spa, società interamente controllata dal Gruppo Consorzio Etruria, ha stipulato in Turchia il suo quinto contratto per la realizzazione del Campus Ospedaliero di Kayseri, città situata nel centro della Turchia, è stato sottoscritto tra il Ministero della Sanità e la Atm Saglik , la società di progetto con sede ad Ankara costituita tra Inso e il socio turco Yda.

Si tratta di un investimento di oltre 350 milioni di euro e prevede la progettazione e la realizzazione in tre anni di un ospedale da 1.538 posti letto, oltre alle aree di supporto, quali hotel, centro congressi, centro sportivo e centro commerciale. La società di progetto resterà inoltre impegnata per 25 anni nella gestione dei servizi, i cui ricavi ammontano a circa 2.000 milioni.

«La fase di definizione contrattuale – dichiara il Direttore Generale di Inso Fabrizio Pucciarelli, che assieme al Presidente di Yda Huseyin Arslan ha provveduto alla sottoscrizione dell’atto - è stata molto impegnativa, in quanto Kayseri è il primo dei grandi progetti di partnership pubblico privata promossi dal Governo turco per la riorganizzazione della rete sanitaria nazionale e servirà da apripista per tutti i progetti futuri. Questa firma rafforza ulteriormente la nostra posizione all’estero e conferma il positivo trend di sviluppo realizzato dalla società nell’ultimo decennio, portando il nostro portafoglio ordini a oltre 1600 milioni di euro».

Inso, specializzata in progetti ad elevato contenuto tecnologico rivolti prevalentemente al settore sanitario, realizza la maggior parte del proprio fatturato oltre i confini nazionali e oggi è presente in ben 9 mercati esteri: la Grecia, Malta, la Siria, l’Albania, Martinica e Guadalupe (Francia Dom-Tom), la Polonia, l’Algeria, Santa Lucia (Antille), oltre naturalmente alla Turchia.

Sempre Inso ha in essere contratti di concessione, dopo i quattro già in corso in Italia per gli ospedali di Vimercate, in provincia di Milano, del ‘San Giuseppe’ di Empoli, di Nuoro e anche di Careggi a Firenze.



13 agosto 2011

La Nazione.it



07 agosto 2011

CONCORDATO CONSORZIO ETRURIA: AI SOCI PRESTATORI ANDRA' SOLO IL 33% DEI DEPOSITI, ENTRO DUE ANNI

Concordato preventivo suddiviso in 6 classi. I soci prestatori prestatori finiscono, come avevamo paventato, in sesta con perdite impressionanti

Sarà restituito solo il 33% nell'arco di due anni.

La cfra complessiva del prestito sociale di Etruria si aggira intorno ai 3,5 milioni

Creditori chiamati dal tribunale a fine ottobre per l'udienza

MONTELUPO. Il Consorzio Etruria è stato ammesso alla procedura di concordato preventivo ed è stata fissata un'udienza, il 24 ottobre alle 10, per l'adunanza dei creditori tra cui ci sono centinaia di artigiani di zona. L'appuntamento si terrà dal giudice delegato Isabella Mariani, al tribunale di Firenze. Oltre al giudice sono stati nominati tre commissari giudiziali, l'avvocato Massimo Cesaroni, il dottor Sandro Quagliotti e il ragioniere Andrea Spignoli.

Il Consorzio ha proposto un concordato preventivo per classi. La prima è composta dai creditori privilegiati con ipotesi di pagamento integrale, la seconda classe è composta dai creditori prelatizi, con ipotesi di pagamento integrale. La terza è dei dipendenti per i trattamenti di fine rapporto con ipotesi di pagamento integrale. La classe quarta è invece composta dai creditori chirografari con ipotesi di pagamento nella misura del 35,9% oltre all'attribuzione del 40% degli utili netti che il Consorszio dovesse conseguire negli anni dal 2012 al 2016. Nella classe quinta sono stati messi i creditori intercompany, cioè i crediti vantati nei confronti del Consorzio da società da quest'ultimo controllate, con ipotesi di pagamento nella misura del 34,4%.

E infine la sesta classe è composta dai soci del consorzio per i libretti di risparmio con promessa vincolante di pagamento nella misura del 33% entro due anni dall'omologazione del concordato. Più il 10% degli utili netti che il Consorzio dovesse conseguire in futuro.

La proposta di concordato prevede l'attribuzione, subito dopo l'omologa del concordato, di gran parte dei beni del Consorzio e delle posizioni debitorie ad una società newco, una "compagnia nuova", la quale dovrebbe ricavare dalla liquidazione dei beni ad essa attribuiti una somma tale da consentire il pagamento dei creditori delle classi 1,2,4 e 5.

I beni dei quali non è prevista l'attribuzione alla newco sono quelli considerati strumentali al proseguimento dell'attività del consorzio che provvederà a soddisfare i creditori delle classi 3 e 6 e a destinare alla newco il 40% degli utili che dovesse conseguire tra il 2012 e il 2016 da attribuire ai creditori della classe 4. Ai creditori verrà inviata una comunicazione con l'indicazione del credito e della classe in cui è stato collocato dal consorzio con l'invito, in caso di difformità, di inviare una comunicazione.



28 luglio 2011


26 luglio 2011

UNA MAZZATA SUL CONSORZIO ETRURIA




Il sequestro di 167 appartamenti a Follonica rischia di far saltare il concordato








MONTELUPO.
Il sequestro dei 167 appartamenti all'ippodromo dei Pini a Follonica potrebbe far saltare il concordato preventivo presentato al tribunale di Firenze dal Consorzio Etruria.

Giovedì mattina, la guardia di finanza ha perquisito anche la sede del Consorzio Etruria a Follonica. Nella vicenda giudiziaria che sta travolgendo l'impianto di Follonica, i problemi non riguardano soltanto la società che gestisce l'ippodromo, Follonica Corse Cavalli, ma potrebbe trasformarsi in un boomerang anche per la società di costruzioni. Gli affari che legano Montelupo Fiorentino, dove il consorzio ha sede, con la Maremma sono tanti. E buona parte del dissesto finanziario è stato causato proprio dai progetti realizzati tra Follonica e Scarlino.

Gli avvisi di garanzia notificati dalla Procura fanno tremare ora i polsi anche al Consorzio, che ha presentato un concordato da circa 100 milioni di euro che dovrà essere approvato dall'assemblea dei creditori, prevista per il prossimo ottobre. Le opere realizzate all'ippodromo, quei 167 appartamenti sui quali pende la spada di Damocle della Procura che li ha sequestrati perchè ritenuti frutto di una lottizzazione abusiva, pesavano sul concordato per circa il 10%.

La cifra messa a garanzia per le foresterie dell'ippodromo dovrebbe infatti aggirarsi sui 10-12 milioni di euro. Soldi che, allo stato dell'arte, ora non ci sono. Perché quei beni sequestrati dalla Procura non sono più nelle disponibilità del Consorzio Etruria. Spetterà dunque all'assemblea dei creditori sciogliere il nodo del concordato, che per essere accettato dovrà avere la maggioranza dei voti. E non sarà facile far digerire a chi i soldi deve riscuoterli dal Consorzio, che all'appello manchino altri dieci milioni di euro, in una concordato che è stato presentato a una percentuale del 33,5%.

In Maremma, intanto, il mondo delle cooperative sta cercando di trovare una soluzione per gli oltre cento dipendenti del Consorzio. Una proposta arriva direttamente da Legacoop. «Giovedì ci riuniremo con le associazioni di categoria per fare il punto sulla crisi dell'edilizia - spiega il presidente Antonio Terribile - e in quell'occasione proporremo di assorbire i dipendenti del Consorzio per svolgere i lavori che sono già stati appaltati alle aziende del territorio».

La soluzione non sarà a portata di mano, visti i tempi bui che l'edilizia sta vivendo, ma un tentativo, almeno, sarà fatto per salvare l'occupazione. A salvare invece il Consorzio, dovranno invece essere i creditori della società.



24 luglio 2011

Francesca Gori

Il Tirreno


15 luglio 2011

CHI SI RICORDA DI ARMANDO VANNI?



La parabola discendente del
manager  Vanni Armando è davvero impressionante.




 

Il geometra di Piazza al Serchio dopo una carriera tutta interna al Consorzio Etruria che lo vede arrivare fino alla presidenza nel 1996, fa il grande balzo nel gennaio 2008 quando viene nominato Presidente del Consiglio di Gestione di Unicoop Firenze, Campaini rimane presidente a vita nel Consiglio di Sorveglianza che nomina quello di gestione. L'incarico dura poco, infatti Vanni viene silurato dallo stesso Campaini appena un anno dopo, ma tanto basta per farlo ricordare ai dipendenti dei magazzini Unicoop di Scandicci. Fu infatti il braccio armato di Campaini & co. nella vertenza passata alle cronache come i ladri di merendine che portò al licenziamento di 7 dipenti, poi reintegrati dal giudice.

Vanni si distinse insieme a Piero Forconi, allora capo del personale, per la sprezzante apparizione alla trasmissione tv Mi manda Rai Tre (consigliato l'ascolto dal minuto 21:40) dove, arrampicandosi sugli specchi, cercò di giustificare la linea indifendibile di Unicoop sui licenziamenti. Vanni in particolare rappresentò la figura dell'integrità assoluta, della quintessenza dell'onestà senza se e senza ma, che non tollera nessuna debolezza (ammesso che quella riguardante i colleghi ingiustamente accusati fosse stata tale), neanche la minima infrazione. Insomma, un uomo tutto di un pezzo.

Poi, dopo il suo allontanamento in fretta e furia da Unicoop, sul quale formulammo una nostra ipotesi, la strada si fa dura per il geometra garfagnino. Accetta la presidenza della disastrata BTP di Riccardo Fusi, accusato di corruzione nell’inchiesta fiorentina sull’appalto per la scuola marescialli dei carabinieri, filone toscano dell’indagine sui grandi eventi. Proprio una telefonata tra Vanni e Fusi ha corroborato un esposto che ha dato il via all'inchiesta fiorentina sulla bretella autostradale 'fantasma' Lastra a Signa-Prato.

Nell'intercettazione del novembre 2009 il moralizzatore Vanni dice: «Qui si tratta di lavori che per una storia o per l'altra non sono andati in gara. Perché se la bretella fosse andata in gara, ma figurati te, se non avremmo fatto un 20-30% già allora. C'abbiamo fatto tutte le varianti che c'é parso. Ora la stessa cosa vale anche per la linea 2" aggiunge riferendosi, probabilmente, alla tramvia fiorentina, "perché è un project, ci s'é lavorato, non abbiamo avuto concorrenti, per cui l'abbiamo presa a prezzo pieno»

Complimenti per la trasmissione, Armando.

*******************************************************************

Bretella per Prato, l'inchiesta sull'opera fantasma parte dall'intercettazione dell'ex presidente della BTP

Un esposto ha dato il via agli approfondimenti ed è stato corroborato da una telefonata di Riccardo Fusi con un imprenditore


E' partita da un esposto l'inchiesta fiorentina sulla bretella autostradale 'fantasma' Lastra a Signa-Prato. Lo spunto è stato poi corroborato dal contenuto di una telefonata fra l'allora presidente dell'impresa edile Btp, Riccardo Fusi, e un altro imprenditore. Il colloquio venne intercettato nell'indagine sulla cricca e i Grandi eventi. Il costo stimato nel 2006 per l'opera era di 243 milioni ma, secondo gli investigatori - l'inchiesta è coordinata dai pm Luca Turco e Giuseppina Mione, gli stessi di quella sui Grandi eventi - il progetto è stato più volte rivisto e le spese previste hanno toccato i 384 milioni.

Per ora, però, solo la Regione ha stanziato fondi: 29 milioni di euro che, secondo gli investigatori, sono nella disponibilità della società che si aggiudicò il projet financing, la 'Societa' infrastrutture toscane (Sit)', e di quella che avrebbe dovuto realizzare l'opera, la 'Bretella scarl'. La 'Sit' era composta da varie società, fra cui Btp e Consorzio Etruria. Di quest'ultimo è stato amministratore delegato Armando Vanni. Entrambe le aziende stanno affrontando problemi societari e finanziari.

Nell'intercettazione, del novembre 2009, parlando della bretella, Vanni spiega a Fusi: "Qui si tratta di lavori che per una storia o per l'altra non sono andati in gara. Perché se la bretella fosse andata in gara, ma figurati te, se non avremmo fatto un 20-30% già allora. C'abbiamo fatto tutte le varianti che c'é parso. Ora la stessa cosa vale anche per la linea 2" aggiunge riferendosi, probabilmente, alla tramvia fiorentina, "perché è un project, ci s'é lavorato, non abbiamo avuto concorrenti, per cui l'abbiamo presa a prezzo pieno".

La società consortile 'Bretella scarl' - annotavano i ros nelle carte dell'inchiesta Grandi eventi - è nata il 10 ottobre 2006 "per la progettazione e realizzazione della bretella a pedaggio Lastra a Signa - Prato", con un capitale sociale di 10.000 euro. Ne facevano parte: Btp spa (50%); Consorzio Etruria (17,5%); Cooperativa autotrasportatori fiorentini (0,1%); Ergon Engineering and Contracting Consorzio Stabile (25%); Cmsa società cooperativa muratori sterratori ed affini (7,4%). Nel presentare la firma della convenzione con Sit, il 17 luglio 2006, un comunicato della Regione spiegava che si sarebbe trattato della "prima autostrada regionale in Italia realizzata tramite project financing" e che il tratto sarebbe stato a pedaggio. I tempi previsti erano "un anno e mezzo per la progettazione, l'approvazione e la cantierizzazione. Tre anni per la realizzazione con previsione di conclusione entro il 2010", quando "i veicoli giornalieri che transitano sulla bretella saranno in media 41 mila".

"L'arteria .- veniva spiegato - si svilupperà tra Lastra a Signa (all'altezza dell'ingresso nella Sgc Firenze-Pisa-Livorno) e Prato, consentendo, tra l'altro di connettere la città di Prato con la stessa Fi-Pi-Li". Fra le opere previste lungo il tracciato, tre viadotti e quattro svincoli intermedi.



14 luglio 2011

gonews.it