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16 ottobre 2013

CAMPAINI LASCIA IL CDA DI MPS E PREPARA L'USCITA DI UNICOOP FIRENZE DALLA BANCA


Campaini con il presidente di Mps, Profumo

Campaini lascia il Cda di Mps ufficialmente per ragioni personali, ma forse siamo ad una svolta storica che comprende anche un graduale ma definitivo disimpegno della partecipazione azionaria nella banca senese fino ad un prossimo rinnovamento dei vertici apicali di Unicoop Firenze




Con le dimissioni dal Cda di Monte Paschi annunciate ieri 15 ottobre, nel giorno del 73esimo compleanno, quelle di Turiddo Campaini, presidente del consiglio di sorveglianza di Unicoop Firenze, paiono essere un gesto dalla portata molto più ampia. La partecipazione di Unicoop in Mps viene da lontano, è cresciuta nel tempo stabilizzandosi infine al 3,7%, passando per ben due aumenti di capitale e in attesa di un terzo. L'ultimo periodo è stato terribile, con la banca travolta da bufere giudiziarie, spolpata da anni di malagestione e operazioni truffaldine che ne hanno depauperato la patrimonializzazione e la capitalizzazione fino a scuoterne le fondamenta, segnando il definitivo ridimensionamento del principale azionista, la Fondazione Mps, così decisivo per la vita di Siena.

Le polemiche però sull'investimento strategico, locuzione con cui pappagalescamente la cooperativa toscana cercava di giustificare le robuste minusvalenze di Unicoop in Mps sono state molte, sia per le gigantesche perdite riportate (nei bilanci iscritte complessivamente per circa 400 milioni) sia per l'uso disinvolto del risparmio dei soci in operazioni di finanza, così teoricamente lontane dal mondo cooperativo, tanto che lo stesso Campaini afferma: Per quanto mi riguarda, sono del parere che la Borsa sia assolutamente incompatibile con la società cooperativa, sono due cose agli antipodi. Ormai la situazione dell'istituto senese sta assumendo una direzione che la porterà comunque ad uscire da Siena e via da quella senesità che fino a poco tempo fa il futuro sindaco della città, Valentini, rivendicava e che invece ora appare perduta, sotto i colpi di un piano industriale drasticamente inasprito dal commissario europeo per gli affari economici, Almunia, tanto che anche Valentini sta tendando di far metabolizzare la nuova realtà ai concittadini.
 
Alla vigilia dell'ennesimo onerosissimo aumento di capitale previsto per il prossimo anno per Mps, con il prestito sociale di Unicoop che è passato da 2,815 miliardi del 2010 a 2,352 miliardi del 2012 (-16,4%) si cerca probabilmente di liberarsi da questa emorragia senza fine con la duplice sconfitta per la cooperativa: ingenti perdite immolate sull'impossibilità di mantenere la banca vincolata al territorio. A Campaini, umiliato anche da una multa di bankitalia, non resta che lasciare. C'è la foglia di fico delle ragioni personali, ma si parla di rottura e di forti dissapori con il tandem Profumo-Viola e non potrebbe essere altrimenti per i motivi già esposti.

In quest'ottica le dimissioni di Campaini dal Cda di Mps sembrano indicare l'uscita definitiva dall'avventura nella banca (che fu) di Siena e forse preannunciare anche un cambiamento ai vertici della coop fiorentina, proprio alla vigilia della celebrazione dei 40 anni della nascita.




16 ottobre 2013


Lavoratori Unicoop


 

24 dicembre 2010

LA COOP TRA ETICA E NEWCO


La crisi che morde non lascia immuni le Coop della grande distribuzione

I segnali sono riscontrabili nelle difficili trattative per il rinnovo degli integrativi aziendali e nella diminuzione dei rendimenti sui libretti del prestito sociale



Che per le Coop della grande distribuzione sia un momento difficile non vi sono molti dubbi. Del resto la crisi che il Paese sta vivendo con una congiuntura economica delicata come poche volte in passato, non poteva lasciare immuni i colossi delle cooperative.

Come stanno reagendo le grandi Coop?
Da un lato si cerca di rilanciare l'immagine caratteristica, quella dei valori, dell'eticità, della solidarietà, ecc. In effetti ce n'era bisogno dopo che episodi piccoli e grandi avevano alquanto inzaccherato l'effigie.

Non è stata certo una gran bella pubblicità per Coop la vicenda delle intercettazioni verificatesi in Coop Lombardia, che l'inchiesta giornalistica denominata "grande fratello" ha portato alla luce.

Così come non ha fatto certo una bella figura Unicoop Firenze nel suo accanimento contro alcuni dipendenti dei magazzini "colpevoli" di aver utilizzato (come da usanza consolidata e nota alle gerarchie aziendali) alcuni oggetti privi di valore perché danneggiati durante la normale movimentazione e quindi esclusi dalla vendita e quasi certamente destinati al cassonetto dell'immondizia. La vicenda è passata agli annali come "I ladri di merende", cominciata con un licenziamento di 7 colleghi e conclusasi con la loro riassunzione decisa dal tribunale. In questo caso addirittura Unicoop bevve l'amaro calice dell'umiliazione, esponendosi ad una figuraccia televisiva senza precedenti.

Ma la più truce e rivoltante è stata quella che ha visto protagonista Coop Centro Italia del presidente Giorgio Raggi, con la vicenda della zona in località Sant'Antonio su cui doveva nascere l'Ipercoop, poi destinata dal comune de L'Aquila alla Protezione Civile in seguito al sisma dell'aprile 2009 e il successivo ricatto occupazionale della Coop di chiudere i tre supermercati presenti nella zona mettendo in mobilità 90 dipendenti, se non fosse stata concessa l'area per l'Ipercoop.

Insomma bisognava reagire. E allora ecco che, oltre ad iniziative minori, parte una campagna di sensibilizzazione sull'acqua con tanto di Littizzetto come testimonial. In buona sostanza la Coop dice che l'acqua del rubinetto è buona da bere. Peccato che la tempistica sia decisamente sfortunata. Pochi giorni dopo infatti, neanche a farlo apposta, arriva un'ordinanza dell'Unione Europea che nega al ministro della salute la deroga ai limiti di potabilità dell'acqua pubblica e ne vieta l'uso alimentare in 128 comuni per la presenza di sostanze come l'arsenico che considera dannoso per la salute se superiori ai 10 microgrammi di per litro, come nei casi presi in esame.

Ma allora questa è sfiga. Però c'era una cosa che mica tornava tanto. Chi è Coop per dichiarare senza dubbi che l'acqua del rubinetto è buona? E' forse un ente nazionale preposto alle analisi delle acque? Compie continue e costanti verifiche a tappeto sugli acquedotti e le tubature d'Italia? E inoltre, visto che nella campagna si parla esplicitamente di "acqua del rubinetto", come può Coop garantire anche per il tratto condominiale che porta l'acqua in casa?
Era un mezzo pastrocchio, ma hanno avuto sfortuna ad incappare in quegli anticomunisti della UE.

Poi c'è stata l'uscita del libro-intervista al presidente di Unicoop Firenze, Turiddo Campaini. Anche qui l'operazione, oltre che celebrare i 70 anni del Grande Capo, avrebbe nelle intenzioni lo stesso scopo: rilanciare il mondo valoriale della Coop. Il titolo promette bene "Un'altra vita è possibile", il sottotitolo meglio ancora: "Quando i valori dell'uomo condizionano le leggi del profitto". La copertina mostra una vecchia casa del popolo disegnata con dei commoventi e nostalgici colori pastello, niente rosso acceso che potrebbe far pensare chissà che. Pare proprio un'idea buona.

Macché. Sembrano le avventure di willy il coyote. Nonostante il massimo riserbo di Unicoop Firenze e sindacati, una voce dal sen fuggita informa i giornali che c'è una trattativa in corso per formare una newco che ingloberebbe inizialmente 17 negozi dei minimercati.
Grande disappunto (per usare un eufemismo) di azienda e sindacati che ci lavoravan sopra zitti zitti e che individuano ingiustificatamente questo blog quale responsabile di tutte le loro sciagure. Intanto il titolo del libro di Campaini diventa una barzelletta.

C'è da aggiungere che Campaini prova da qualche tempo a rimbellettare i valori della Cooperativa ed a ingraziarsi anche il consenso dei dipendenti con posizioni apparentemente audaci, come la sua crociata contro i negozi aperti la domenica e per le festività. Però, leggendo quello che dice, la morale del presidente non convince.
Allora, citando il noto testo di Lenin, domandiamo: "Che fare?"

Le Coop intanto fanno come tutte le aziende e come lo stato quando sono in difficoltà. Tagliano.
Le cooperative della grande distribuzione hanno due leve principali su cui agire per reagire alle difficoltà, e le hanno già messe in moto.

La prima è quella di ridurre i costi del personale.
Un segnale inequivocabile lo stanno dando le trattative di alcuni integrativi, come il tentativo di Coop Estense di introdurre un meccanismo individuale sul salario variabile (le cosiddette pagelle) che consentirebbe alla Coop emiliana un buon risparmio sui dipendenti.
Anche il progetto di Unicoop Firenze sulla Newco è riconducibile ad un abbattimento dei costi del personale.

La seconda leva su cui agire è quella delle remunerazioni ai soci prestatori.
In questo senso molte delle 9 grandi Coop si sono già portate avanti col lavoro, decurtando ulteriormente gli interessi corrisposti ai detentori dei libretti Coop. Di Unicoop Firenze abbiamo già scritto, quando due mesi fa, in assenza di movimenti generali sui tassi, la cooperativa ritenne di ridurli al 1,12% netto dal precedente 1,40%. Un segnale che spiega tutta la difficoltà del momento, se Unicoop è costretta ad un rendimento inferiore a quello del Bot ad un anno che ha un rendimento netto dell'1,5% circa e che costituisce per la Coop un vero e proprio riferimento con cui confrontarsi.
Non parliamo poi di altri esempi, come Coop Estense, che fino a 15.000 euro corrisponde un interesse miserrimo (0,40% netto).
Vedi i rendimenti sui libretti delle 9 Coop.

Nel frattempo le pulsioni di fusione tra le Coop, di cui il distretto nord-ovest pareva essere l'anticipatore, stanno rientrando. E' probabile che i bilanci in arrivo con la fine dell'anno non siano proprio di quelli da incorniciare e tutte le 9 grandi sorelle stanno guardandosi con qualche legittimo sospetto.


24 dicembre 2010


29 maggio 2010

UNICOOP FIRENZE: IL BILANCIO TORNA POSITIVO



Unicoop raddrizza il bilancio, dopo il profondo rosso del 2008.



Le vendite restano invariate, l'utile d'esercizio è di 29 milioni.

Si ampliano le perdite sulle azioni MPS detenute dalla cooperativa



Dopo il bilancio del 2008, il primo negativo della sua storia, Unicoop torna nel 2009 all'utile d'esercizio.

Dai dati molto scarni che vengono forniti ai soci, scorgiamo luci ed ombre.
Le immobilizzazioni finanziarie fanno registrare un -14%, viceversa, le attività finanziarie correnti fanno registrare un +47%, segno che Unicoop ha dato impulso ad investimenti di breve periodo. Più che dimezzate le disponibilità liquide (liquidità) -51%, diminuiscono anche le riserve indivisibili di un -11,5%.

Aumentano le giacenze dei soci prestatori a breve del 3,7%, dunque Unicoop continua a riscuote refiducia nella sua funzione di gestione del risparmio. Il prestito sociale complessivo tocca un nuovo record portandosi a 2 miliardi e 787mila euro (5.400 miliardi di vecchie lire).

Abbiamo dato risalto alle attività finanziarie perché la mole di denaro gestita da Unicoop Firenze è impressionante, tanto da far apparire risibili le voci che, nel conto economico, riportano i numeri dell'attività di vendita.
La differenza tra i valori e costi della produzione resta sostanzialmente invariata a 35 milioni. L'utile d'esercizio si attesta a 29 milioni.

Aumenta ancora la perdita sui titoli MPS, il famoso investimento strategico di Unicoop (parole di Campaini) che detiene il 3% circa delle azioni dell'istituto senese. I titoli della banca hanno perso nel 2009 un ulteriore -14%, portando la minusvalenza complessiva a -240 milioni circa (-51%).

Se poi prendiamo i corsi attuali del titolo c'è da piangere. L'azione ha chiuso venerdi scorso a 0,899 euro, portando la perdita complessiva di Unicoop Firenze a -300 milioni (-64%). Per tornare al valore di acquisto di Unicoop le azioni dovrebbero performare di un +180% circa.

Il bilancio di Unicoop Firenze 2009

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20 gennaio 2010

COOP: LA FINANZA LE MANDA IN ROSSO








La finanza fa precipitare i conti Coop. Le cooperative di consumo della Ancc-Coop (associazione che fa capo alla Legacoop) costituiscono il primo distributore alimentare nazionale per dimensioni, fatturato e dipendenti.

Ma i punti vendita, si legge in un articolo di MF, sono meno redditizi dei concorrenti, soprattutto se si confrontano gli indici di marginalita' con quelli dell'Esselunga di Bernardo Caprotti. Tuttavia nei bilanci 2008 delle nove principali cooperative, per la prima volta aggregati da R&S Mediobanca, c'e' una sostanziale novita': l'attivita' finanziaria, con cui Coop ha sempre sostenuto i bassi margini industriali, ha invertito rotta a causa della crisi e ha pesato negativamente sul conto economico in maniera significativa.

L'aggregato delle Coop ha chiuso il 2008 con una perdita di 184 mln, mentre nel 2007 aveva registrato 113 mln di utile. La brusca variazione dei conti, come rileva l'ufficio studi di Piazzetta Cuccia, si spiega con svalutazioni su titoli negoziabili per 106 mln e premi pagati su opzioni per 239 mln. Ancora piu' rilevante il peso delle svalutazioni nette di titoli immobilizzati, pari a 417 mln: in particolare, ha inciso l'impatto della rettifica da 189 mln relativa alla partecipazione di Unicoop Firenze in Montepaschi.

Il passivo 2008 sarebbe potuto essere piu' pesante. Alcune Coop hanno congelato la valutazione al fair value dei titoli di negoziazione al valore di fine 2007, come previsto dal decreto anticrisi del governo. Se le Coop non avessero usufruito dell'opzione, l'aggregato avrebbe registrato ulteriori perdite per circa 157 mln.

20 gennaio 2010

MF Dow Jones - News italia


Se il supermercato diventa banca

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19 gennaio 2010

UNICOOP FIRENZE: NEL 2009 IL FATTURATO SALE A 2,2 MILIARDI DI EURO



L'incremento sul 2008 è del 2,6%


Unicoop Firenze archivia il 2009 con un fatturato di 2,251 miliardi di euro, pari ad un incremento del 2,6% rispetto all'anno precedente. Si tratta di una performance quasi da record in un contesto nazionale in cui, secondo i dati Istat, le vendite della grande distribuzione hanno segnato una netta flessione in termini di valore: -02% progressivo ad Ottobre. Il dato appare ancora piu' significativo nel confronto a livello regionale. Secondo le elaborazioni dell'Osservatorio interno di Unicoop Firenze, le vendite degli altri Iper e super toscani nel 2009 hanno messo a segno un risultato complessivamente negativo: -0,4%.

L'aumento delle vendite di Unicoop Firenze appare ancora piu' significativo considerando che i prezzi interni hanno avuto nell'arco dell'anno una diminuzione pari a -0,8%, contro una media nazionale del +1,8% (dati Istat generi alimentari). La politica della convenienza di Unicoop Firenze insomma ha pagato in termini di incremento delle vendite. La grande campagna anticrisi partita a marzo 2009, con un taglio prezzi del 20% su 700 prodotti a marchio, ha determinato un aumento delle vendite di questi ultimi di oltre il 26% in termini di quantita' vendute. La campagna, nei dieci mesi del 2009, e' costata alla cooperativa circa 37 milioni di euro.

Secondo i calcoli dell'Osservatorio interno di Unicoop Firenze, una famiglia media di tre componenti, fedele a Coop, che ha comprato i prodotti a marchio, in quelle specifiche categorie di consumo ha risparmiato fino a 500 euro nell'arco dei dieci mesi. Un contributo non da poco per contrastare la caduta del potere d'acquisto. Importante il contributo della cooperativa anche in termini occupazionali: i dipendenti in un anno sono cresciuti di circa 200 unita' (+2,6%) grazie anche alle aperture di nuovi punti vendita. I soci Coop infine sono ormai ampiamente sopra quota un milione: 1.105.802, con un incremento del 2,8% rispetto al 2008.

19 gennaio 2009

Adnkronos/Libero-news.it

14 maggio 2009

UNICOOP FIRENZE: NEL 2008 BILANCIO NEGATIVO, IL PRIMO DELLA STORIA

Crescono, sia nel 2008 che nei primi mesi del 2009, le vendite di Unicoop Firenze che pero' licenzia il primo bilancio in negativo della sua storia, per effetto delle svalutazioni finanziarie, in primo luogo del titolo Mps, di cui la cooperativa di consumo detiene circa il 3%.

Il bilancio e' stato presentato oggi dal presidente del Consiglio di sorveglianza Turiddo Campaini e dal presidente del Consiglio di gestione Golfredo Biancalani. Il bilancio vede un risultato di esercizio negativo di circa 194 milioni di euro. In realta' la gestione delle attivita' correnti registra un utile di 9,2 milioni di euro, ma Unicoop ha effettuato svalutazioni finanziarie per 270 milioni di euro, di cui 67 milioni relative a trading (anche CCT) e 203 milioni per titoli immobilizzati, a partire da Mps (189 mln).

Allo stesso tempo e' stata effettuata una rivalutazione degli immobili (in misura prudenziale) che ha portato il patrimonio netto ad aumentare di 555 milioni a 1,5 miliardi. Nel 2008 le vendite hanno raggiunto quota 2,19 mld con un +4%, con una inflazione interna del 3,9% contro il 5,3% nazionale dei generi alimentari. Anche nel primo quadrimestre del 2009 le vendite sono cresciute del 3,9%. In crescita anche i soci (1,075 milioni) gli investimenti sono stati, nel 2008, 148 milioni, un livello confermato anche per il 2009.

Campaini ha ribadito la scelta del modello 'duale' voluto da Unicoop Firenze non escludendo, in futuro, il possibile ricorso a manager esterni e rilevando che, proprio per questo, il consiglio di gestione serve per ''non correre il rischio che un ricambio comporti un cambiamento del punto di vista sociale della cooperativa''.

Nessun commento da Campaini sull'uscita del presidente del consiglio di gestione Armando Vanni (''E' una parentesi chiusa'', ha detto), Campaini e' anche intervenuto sulle dimissioni della presidente di Legacoop Toscana Patrizia Vianello. ''Avrei preferito che continuasse - ha detto - ma sono cose che, quando si attua un cambiamento, ci stanno''. Comunque, ha precisato, ''il cambiamento va avanti'', pero' ''di rivoluzioni negli anni Duemila non ne parla nessuno mentre di cambiamento parlano tuti. E il cambiamento si fa con una impostazione politica seria, e la politica e' l'arte del possibile''.

13 maggio 2009

ASCA
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MPS: CAMPAINI, QUOTA UNICOOP FIRENZE STRATEGICA E STABILE





La partecipazione di Unicoop Firenze in Mps (circa il 3%) ha ''valore strategico e non speculativo'', ''siamo fortemente impegnati e non ci sono previsioni di modificazione di tale partecipazione''.

Lo ha detto Turiddo Campaini, presidente del consiglio di sorveglianza di Unicoop Firenze, nel corso della conferenza stampa di presentazione del bilancio 2008 della cooperativa.

''Continuiamo - ha detto Campaini - a vedere Unicoop Firenze e Mps come due punti molto importanti dell'economia regionale ed e' questa l'ottica con cui stiamo all'interno del Monte.

La partecipazione ha dunque una valenza strategica in un senso 'sociale'''.

Nel bilancio 2008 Unicoop Firenze ha svalutato di 189 milioni la quota detenuta in Mps, da 2,52 a 1,5 euro per azione. Una svalutazione, ha precisato Campaini, ''prudenziale''.

Il presidente di Unicoop Firenze ha ricordato le iniziative messe in campo con il Monte (la carta per i pagamenti e la sperimentazione dei corner bancari nei supermercati di Prato ed Empoli) non escludendo un ''paniere piu' vasto'' di servizi offerti in partnership, ma con la ''cautela a cui non possiamo rinunciare''.

A proposito della quota detenuta in Holmo (poco piu' dell'1%, che non e' stata svalutata), Campaini ha precisato che ''e' strategica'' perche' e' una cosa ''che abbiamo in comune con il resto del movimento cooperativo, poi tutto dipendera' dalle prospettive evolutive della compagnia di assicurazioni''.

13 maggio 2009

ASCA


afe/sam/alf


03 marzo 2009

UNICOOP FIRENZE: NON COLPITA DA CRISI








A GENNAIO
+6% FATTURATO

La crisi economica non colpisce Unicoop Firenze che anzi ha chiuso il 2008 con un fatturato in crescita del 3,8% e a gennaio 2009 fa segnare un +6%.

Lo ha reso noto Armando Vanni, presidente del Consiglio di Gestione della piu' grande cooperativa di consumo in Italia, nel corso della conferenza stampa convocata per presentare l'iniziativa anti-crisi con cui la cooperativa di consumo applichera' il 20% di sconto su 700 prodotti a marchio.

''Non abbiamo diminuito le vendite reali - ha detto Turiddo Campaini, presidente del Consiglio di sorveglianza di Unicoop Firenze - e abbiamo aumentato, anche se di poco, la nostra quota di mercato''.

''Nel 2008 - spiega Vanni - Unicoop ha chiuso con un fatturato in crescita del 3,8% a 2,2 miliardi di euro. Un trend confermato anche a inizio 2009: a gennaio il fatturato e' +6% rispetto allo stesso mese dell'anno precedente e anche il mese di febbraio, per il quale ancora non abbiamo i dati definitivi, e' in crescita''.

Fonte: ASCA

02 marzo 09


13 giugno 2008

UNICOOP FIRENZE: IN 2007 +2,6% FATTURATO






PREZZI IN CRESCITA DI 0,3%


Unicoop Firenze ha chiuso in positivo il 2007: il fatturato ha subito un incremento del 2,6% e i prezzi interni si sono mantenuti sostanzialmente stabili, appena lo 0,3% in piu' rispetto all'anno precedente.

L'incremento delle vendite di Unicoop Firenze e' di ben tre volte superiore alla media nazionale:
i dati Istat nel periodo gennaio-ottobre 2007 segnalano infatti una crescita della grande distribuzione specializzata in generi alimentari pari appena allo 0,9%. Ancora piu' marcata la forbice con il dato nazionale sul capitolo inflazione: nel comparto dei generi alimentari, secondo i dati Istat, a livello nazionale si e' registrata infatti un'inflazione del 2,9%, ossia quasi 10 volte tanto quella della cooperativa (+0,3%).

Anche il raffronto con i dati regionali indica l'ampio differenziale di prezzi a favore di Unicoop Firenze. La distanza con la seconda insegna piu' conveniente in Toscana mostra un gap addirittura del 6,7% sui prezzi dei generi alimentari, in ogni canale di vendita.

Grazie a questa politica di prezzo, si calcola che una famiglia media, cliente fedele di Unicoop Firenze, abbia ottenuto un risparmio annuo pari a 427 euro.

In crescita anche il numero dei soci che ha raggiunto quota un milione 49 mila unita', con un +2,9%.

afe/mcc/rob
(Asca) Firenze, 12 giugno 2008

28 gennaio 2008

UNICOOP FIRENZE: PRIMI DATI 2007


Unicoop fa più ricavi con prezzi stabili

Unicoop Firenze, leader nella grande distribuzione, ha avuto un incremento del fatturato nel 2007 del 2,6% mentre i prezzi si sono mantenuti sostanzialmente stabili, appena lo 0,3% in più rispetto all'anno precedente

Lo rende noto Unicoop Firenze in una nota spiegando che "l'incremento delle vendite di Unicoop Firenze è di ben tre volte superiore alla media nazionale: i dati Istat nel periodo gennaio-ottobre 2007 segnalano infatti una crescita della grande distribuzione specializzata in generi alimentari pari appena allo 0,9%".

Ancora più marcata - prosegue il comunicato - la forbice con il dato nazionale sul capitolo inflazione: nel comparto dei generi alimentari, secondo i dati Istat, a livello nazionale si é registrata infatti un'inflazione del 2,9%, ossia quasi 10 volte tanto quella della cooperativa (+0,3%)".

Anche i soci crescono di numero: il trend di aumento si è infatti mantenuto sostenuto anche nel 2007 raggiungendo quota 1.049.337 (+2,9%). Ottimo anche il risultato occupazionale, gli addetti sono pari a 7.813 il 2,8% in più dell'anno precedente.

(ANSA in collaborazione con intoscana.it).

24.01.20

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Nel 2007 il fatturato di Unicoop Firenze ha subito un incremento del 2,6% e i prezzi si sono mantenuti sostanzialmente stabili, appena lo 0,3% in più rispetto all'anno precedente. Lo rende noto Unicoop Firenze.

Anche i soci intanto crescono consistentemente: il trend di aumento si è infatti mantenuto sostenuto anche nel 2007 raggiungendo quota 1.049.337 (+2,9%).
Ottimo anche il risultato occupazionale, gli addetti sono pari a 7.813 il 2,8% in più dell'anno precedente.

(Toscana Radio News)

24.01.2008