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14 dicembre 2013

PRATO, SEI CAMIONISTI OCCUPANO LA CECCHI LOGISTICA

Sono stati licenziati.  Sotto accusa la Cecchi, la Driver ma anche la Cgil: «Siamo stati esclusi perché siamo iscritti al sindacato Cobas. Gli iscritti alla Cgil sono stati tutti riassunti».

La situazione di tensione viene da lontano e aveva già portato ad uno sciopero lo scorso luglio: «erano stanchi di lavorare per 4 euro l'ora senza garanzie»



PRATO. Quando sono arrivati in azienda, nel piazzale della Cecchi Logistica, in portineria, hanno trovato un elenco di nomi. Chi era compreso nell’elenco aveva una “richiesta” di togliere le proprie cose dai camion e restituire alla cooperativa Driver, di cui sono soci lavoratori, il materiale utile ai trasferimenti con i tir. Già nei giorni scorsi tutti i dipendenti della Driver avevano ricevuto una raccomandata con cui la cooperativa li informava che era stato interrotto il rapporto di lavoro con il cliente Corriere Cecchi e che di conseguenza i “soci” avrebbero perso i requisiti per rimanere all’interno della coop. In sintesi avevano ricevuto la lettera di licenziamento. Quelli della lista, sei camionisti, così come tutti gli altri dipendenti anche se con una differenza sostanziale. Mentre gli altri avevano già in mano la riassunzione nella nuova coop scelta dalla Cecchi, la “Work distribuzione” di Padova, i sei erano rimasti fuori dal passaggio.

Ecco quindi che gli esclusi non hanno avuto esitazioni ed hanno cominciato un presidio nel piazzale della Cecchi con la minaccia di rimanere lì finché non avessero chiarimenti. Sotto accusa la Cecchi, la Driver ma anche la Cgil: «Siamo stati esclusi perché siamo iscritti al sindacato Cobas. Gli iscritti alla Cgil sono stati tutti riassunti».

«Non abbiamo intenzione di andarcene - ha detto Shtenko Vadym, portavoce dei sei camionisti - finché non ci avranno chiarito perché non siamo passati nell’altra cooperativa come gli altri. Credo dipenda dal fatto che noi abbiamo criticato fortemente l’accordo firmato dal sindacato trasporti della Cgil di Prato e regionale con la nuova cooperativa di Padova».

Idee che la Federazione autisti operai del Cobas ha ribadito in un documento con cui si chiedeva l’assunzione dei sei senza costringerli a firmare l’accordo ritenuto “lesivo dei diritti dei lavoratori”.
Intanto dalle 11 di sabato 14 dicembre i lavoratori hanno bloccato i camion nel piazzale e si sono rifiutati di restituire il materiale di lavoro alla Work per un paio d’ore. Hanno resistito anche alla richiesta dei carabinieri di desistere dalla protesta tranne poi accettare di andarsene da lì quando sono stati avvertiti che sarebbero stati denunciati per violazione di proprietà privata se solo avessero messo un piede giù dal camion. «Lunedì (16 dicembre ndr) continueremo la nostra protesta», hanno messo in evidenza i sei lasciando il piazzale parcheggio della Cecchi.

Una storia vista più volte nel mondo delle cooperative dove nel passaggio degli appalti si lasciano fuori i dipendenti sgraditi tanto che l’avvocato della Cgil Sergio Lalli nelle scorse settimane aveva denunciato la situazione difficile che si vive in questo settore. In questo caso specifico del malcontento c’era già da tempo e una parte dei lavoratori (la metà in servizio alla Driver) aveva protestato “sequestrando” i camion giusto lo scorso luglio. Il motivo? La Cecchi aveva cambiato già quattro cooperative in un anno. Troppe per i dipendenti.

Dall’azienda di via Frediani (sabato 14, praticamente chiusa) non si è voluto rilasciare alcuna dichiarazione sull’argomento.Risponde invece alle accuse il segretario dei trasporti della Cgil di Prato Leandro Innocenti che a novembre aveva denunciato la giungla delle coop nel settore dei trasporti. «Con la nuova cooperativa a cui è stato affidato il lavoro - spiega - siamo riusciti a raggiungere un accordo che era sempre stato impossibile con le precedenti coop. Un accordo migliorativo per i dipendenti. Un accordo che coinvolge tutti coloro che lo sottoscrivono: non so cosa possa essere successo con i sei protagonisti della protesta di ieri dal momento che il nostro accordo non è solo per i nostri iscritti ma per tutti. Sono venuto a conoscenza della situazione dal Tirreno.it ma dubito si tratti di un persecuzione sindacale. Credo ci sia altro sotto».

Per contattare l'autrice dell'articolo scrivere a i.reali@iltirreno.it




14 dicembre 2013

Ilenia Reali

iltirreno.gelocal.it

23 febbraio 2013

COOP CENTRALE ADRIATICA DI ANZOLA: SCIOPERO CONTRO L'APPALTO AD UNA COOP

Centrale Adriatica, i Cobas protestano per la mancata assunzione di tre dipendenti e appoggia i picchetti dei lavoratori.





Aggiornamento:
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Monta di nuovo la protesta dei facchini della Centrale Adriatica di Anzola, il magazzino da cui vengono distribuite le merci ai supermercati Coop della regione e del Nord Italia. Una parte dei 170 lavoratori ha infatti incrociato le braccia da ieri mattina dopo che la cooperativa che ha vinto l’appalto per lavorare all’interno della struttura, la Aster Coop di Udine, non ha accettato come soci tre lavoratori al termine del periodo di formazione previsto di tre mesi, tra cui due ex delegati Cisl. Un mancato riconoscimento che equivale di fatto a un licenziamento.

Il sindacato di base Si Cobas ha dunque di nuovo chiamato alla protesta i lavoratori così come avvenne a metà novembre, quando la Centrale rimase bloccata per più giorni con ripercussioni sugli scaffali dei supermercati e tensione con le forze dell’ordine. Stavolta i camion sono stati prima bloccati e poi rallentati ma ora il carico e scarico procede nonostante lo sciopero continui sotto il controllo delle forze dell’ordine. Mentre l’azienda rivela: «Alcuni lavoratori sono stati minacciati e spintonati perché volevano andare a lavorare. Discutiamo pure, ma in modo sereno», dice Livio Nanino, presidente di Aster Coop. Fatti smentiti dal Cobas, che proprio in queste ore sta incontrando i rappresentanti della cooperativa.

«Devono assumere tutti i dipendenti, cancellare questo periodo di prova e riconoscerci come sindacato», chiede Fulvio Di Giorgio dei Cobas, gli stessi che hanno protestato all’Ikea di Piacenza. «Mi hanno lasciato a casa ieri mattina senza nemmeno spiegarmi il motivo, dopo 11 anni di lavoro – lamenta Rosa, una dei lavoratori che non hanno passato il periodo di formazione – Impugnerò il lincenziamento». «I problemi riguardano solo quei tre lavoratori, che si sono dimostrati poco collaborativi. Non ce ne saranno altri né tantomeno altri periodi di formazione», precisa Nanino di Aster Coop, che apre comunque a nuovi confronti per cercare una soluzione.

Lo sciopero, cui partecipa una parte dei 170 dipendenti, che sono per la maggioranza stranieri, è andato avanti per tutto il giorno ieri e oggi, mentre gli altri sindacati (Cgil, Cisl, Uil e Ugl) hanno incontrato e firmato un verbale d’accordo con Aster Coop e l’azienda ha acconsentito a incontrare nuovamente i sindacati per discuterne. «Abbiamo giudicato negativamente la mancata assunzione dei tre, però bisogna riconoscere ad Aster Coop il fatto che col suo arrivo non ci sono più subappalti e gli assunti a tempo indeterminato sono aumentati da 127 a 140», commenta Lorenzo Mastro della Cgil. Si stanno svolgendo ancora incontri tra Aster Coop e i Cobas.



22 Febbraio 2013

Marco Bettazzi


http://bologna.repubblica.it/


Vedi anche:




21 dicembre 2012

LAVORATORI DI UNICOOP TIRRENO IN SCIOPERO PER L'ULTIMO DELL'ANNO

La mobilitazione decisa da Cgil, Cisl e Uil riguarderà tutti i negozi nel territorio della provincia di Livorno e la sede centrale della cooperativa a Vignale.



La motivazione seconfo i sindacati è determinata dal mancato rispetto dell'accordo sulle stabilizzazioni del personale stagionale e sull’accrescimento delle ore per i part-time


VIGNALE. Natale in stato d’agitazione e ultimo dell’anno in sciopero. Questa la mobilitazione proclamata dall’attivo unitario delle Rsu-Rsa e dalle componenti di settore di Cgil, Cisl e Uil contro la direzione aziendale di Unicoop Tirreno, dopo quello che i sindacati definiscono il mancato rispetto dell’accordo sulle stabilizzazioni del personale stagionale e sull’accrescimento delle ore per i part-time. Il tutto aggravato dal «sostanziale rifiuto del confronto» e dall’«unilaterale dichiarazione di 137 eccedenze nel territorio di Unicoop Tirreno».

La mobilitazione riguarderà tutti i negozi Coop nel territorio della provincia di Livorno e la sede centrale della cooperativa a Vignale. Il pacchetto della protesta prevede il blocco del lavoro straordinario e supplementare, delle mobilità di reparto e delle flessibilità di orario, compresa la sede, a partire da domani (20 dicembre); presidi dei delegati sindacali e di lavoratori con volantinaggio sia alla sede di Vignale che a Livorno, e soprattutto lo sciopero per l’intera giornata del 31 dicembre.

Tali iniziative, come spiegano i sindacati, sono state decise dall’attivo dei delegati e dalle organizzazioni sindacali provinciali sulla base del mandato avuto dalle assemblee di negozio e sono «finalizzate a un ripensamento delle posizioni aziendali».

«Le motivazioni della mobilitazione dei lavoratori – spiega una nota congiunta di Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Uiltucs Uil – sono da ricondursi al mancato rispetto di accordi che andavano dall’ottobre 2011 al marzo 2012 e che prevedevano 47 assunzioni di stagionali con oltre 36 ore di stagionalità e l’aumento del monte ore di lavoro per i part-time, monitorate con verifiche periodiche e comunque entro il 31 dicembre 2012. La direzione aziendale – prosegue la nota dei sindacati – ha disatteso in tutti questi mesi gli impegni sottoscritti dichiarando solo alla fine del percorso la volontà di non rispettare gli impegni».

Un atteggiamento, quello della direzione di Unicoop Tirreno, che i sindacati non esitano a definire di stampo padronale e del tutto sconcertante visto che la cooperativa «ha sempre fatto della difesa e dello sviluppo dell’occupazione un proprio vanto». I sindacati riconoscono che con la crisi globale in atto vi sia un’oggettiva difficoltà di mercato, ma imputano a Unicoop Tirreno di rispondere appunto «in modo padronale con taglio dei costi, del personale e del servizio».
 
 
 
19 dicembre 2012

19 dicembre 2012

SCIOPERO A CARREFOUR IL 22 DICEMBRE SULLA DISDETTA INTEGRATIVO

Sabato 22 dicembre agitazione per il contratto integrativo aziendale

Il comunicato stampa di Fisascat, Filcams, Uiltucs.




IN SCIOPERO LE LAVORATRICI e I LAVORATORI di CARREFOUR


una mobilitazione per il lavoro, la stabilità occupazionale e il contratto integrativo aziendale. Le Strutture Nazionali di FILCAMS CGIL, FISASCAT CISL e UILTUCS UIL e le delegate e i delegati del Gruppo Carrefour riuniti a Bologna il 15 dicembre a seguito della trattativa conseguente alla disdetta del Contratto Integrativo aziendale che prevede dal 1 gennaio 2013 la disapplicazione di tutte le condizioni economiche e normative (pause, malattia, retribuzione per lavoro domenicale, etc) e il permanere delle preoccupazioni sul futuro occupazionale del Gruppo in Italia esprimono insoddisfazione e preoccupazione per i contenuti emersi nell’ultimo incontro di trattativa del 13 dicembre e proclamano 12 ore di sciopero da effettuare con le seguenti articolazioni.

SCIOPERO NAZIONALE per l’INTERO TURNO di LAVORO (8 ORE) SABATO 22 DICEMBRE 2012

Ulteriori 4 ore di SCIOPERO con gestione e organizzazione demandata ai livelli territoriali da effettuare entro dicembre 2012.



• PER IL CONTRATTO INTEGRATIVO AZIENDALE

• PER AVERE CERTEZZE SUL FUTURO DELL’AZIENDA IN ITALIA

• PER UNA POLITICA DI REALE INVESTIMENTO A SALVAGUARDIA DEL LAVORO E DELL'OCCUPAZIONE



18 dicembre 2012

CISL Milano
 



 

07 dicembre 2012

IPERCOOP CAMPANIA NEL CAOS


Adesione altissima allo sciopero dei lavoratori di Unicoop Tirreno.

Chiusi ancora una volta i tre ipermercati di Afragola, Quarto e Avellino.

Messo a segno anche un blocco stradale.

Lo spettro dello smantellamento produttivo e occupazionale.



La paura dei licenziamenti acuisce la vertenza Ipercoop. Ieri lo sciopero dei lavoratori ha avuto come conseguenza la serrata contemporanea dei tre ipermercati di Afragola, Quarto e Avellino. E’ la seconda volta negli ultimi dieci giorni che la tensione tra gli addetti provoca la chiusura forzata degli impianti campani della grande distribuzione di Unicoop Tirreno.

Una protesta di questa portata non si era mai vista nell’intero sistema cooperativistico nazionale. Allo sciopero di Ipercoop Campania ha aderito la maggioranza dei 662 addetti della cooperativa toscana e dell’indotto collegato (sono circa 300). Lo sciopero di ieri ha visto la partecipazione degli addetti dei tre ipermercati regionali e dei due supermercati di Napoli-Arenaccia e di Santa Maria Capua Vetere. L’epicentro della protesta è stato l’ipermercato di Afragola, dove c’è la sede legale di Ipercoop Campania. Qui i lavoratori e le lavoratrici hanno prima piazzato un presidio all’ingresso della grande struttura commerciale, intorno alle 8 di mattino.

Quando poi, alle 10, i manifestanti sono stati raggiunti dalla notizia che gli ipermercati sono stati costretti a chiudere a causa dell'ormai incontrollabile carenza di personale, hanno deciso di dirigersi in corteo verso i vicini svincoli autostradali e superstradali. All’altezza di via Benevento, cioè a circa cinquecento metri dal centro commerciale, gli scioperanti hanno messo a segno un blocco stradale. Gli addetti Ipercoop, per lo più donne, hanno formato un girotondo che ha praticamente impedito l’accesso all’asse mediano, sia verso Napoli che in direzione Pomigliano, nonché il collegamento viario principale tra le città di Casalnuovo e Acerra. “Coop: vendesi a prezzo equosolidale”, “in Italia la Coop sei tu ma in Campania non c’è più”, alcune delle frasi polemiche scritte sugli striscioni stesi davanti alle auto, rimaste incastrate nel traffico paralizzato.

“Stiamo facendo passare le ambulanze, le donne incinte e gli anziani”, hanno però tenuto a chiarire i manifestanti. “Siamo molto preoccupati perché la situazione è poco chiara e non vogliono informarci – spiega Assunta Chiarolanza, rsa dell’Ipercoop di Quarto – noi stiamo manifestando per far capire questo: vogliamo restare in coop”. Anche se non c’è stata alcuna ufficializzazione da parte di Unicoop, Cgil, Cisl, Uil e Usb sostengono che “è in corso una trattativa di cessione di personale, mezzi e merci a un privato del Casertano”. “Cosa – aggiungono tutte le organizzazioni in lotta – che è in totale contrasto con lo stesso spirito cooperativistico”. Il blocco stradale è stato di quelli particolarmente lunghi.

I manifestanti hanno deciso di smobilitare soltanto poco prima di mezzogiorno, quando cioè il prefetto di Napoli, Francesco Musolino, ha comunicato, attraverso il vicequestore Vincenzo Gioia, responsabile del commissariato di Acerra, la convocazione urgente a palazzo di governo. A mezzogiorno i lavoratori si sono adunati nella galleria commerciale dell’Ipercoop di Afragola, davanti alle serrande abbassate dell’ipermercato. “Abbiamo ottenuto una prima vittoria ma non dobbiamo mollare”, ha gridato dal megafono Paola Guadagno, un’addetta alle vendite della struttura. Tra loro anche Carolina Conte, la manifestante più anziana.

“Il 19 dicembre andrò in pensione ma io sto lottando per loro: sono le mie figlie”, ha dichiarato la signora Conte tra le lacrime. “Questa cessione non è limpida: perché non varare al suo posto un piano di risanamento? Lo avremmo accettato di buon grado”, la posizione di Luana Di Tuoro, della segreteria Filcams-Cgil.



7 dicembre 2012

Pino Neri

il Mediano.it

06 dicembre 2012

8 DICEMBRE, SCIOPERO PER I LAVORATORI CAMPANI DI UNICOOP TIRRENO

L’otto dicembre i lavoratori della Campania saranno in sciopero per sventare la vendita dei cinque negozi della loro regione da Unicoop Tirreno al gruppo Catone, presidieranno il centro di Napoli.




Martedì, 4 dicembre 2012, Unicoop Tirreno ha incontrato le organizzazioni sindacali ed ha praticamente confermato quanto sostenuto da USB Lavoro Privato in solitudine, emerso poi durante la partecipatissima conferenza stampa, trasformatasi in assemblea, di lunedì 19 novembre 2012 indetta dall'USB Lavoro Privato a Napoli che ha fatto emergere le intenzioni di abbandono del territorio campano.

La Coop in Campania non ha mai esercitato quella funzione sociale così fortemente declamata nelle pubblicità… Anzi, al pari di altri marchi, è andata solo ad occupare un territorio per ragioni puramente speculative. Qui sta il fallimento del progetto, qui sta la ragione della macelleria sociale già vista in analoghe situazioni sul territorio, in una terra in cui la crisi si è sommata alle già disastrose condizioni strutturali ed in cui l’occupazione e' l'unico antidoto alle attività illecite.

Sono anni che si perde il fatturato in Campania e nel Lazio, offrendo un servizio pessimo a soci e clienti, senza avere un progetto capace di invertire la tendenza, ora la cooperativa vorrebbe scaricare le colpe di una classe dirigente inadeguata sui lavoratori, una riproposizione del malgoverno del paese che scarica i suoi errori su milioni di cittadini, mantenendo i privilegi della casta e aggredendo i salari, le pensioni, il diritto di cura, del reddito, dell’abitare e aumentando le tariffe alle famiglie sempre più in crisi, un modello che noi non accettiamo e rispediamo al mittente, un modello che non ha nulla a che vedere con lo spirito cooperativo, un modello che oltretutto non ottiene alcun beneficio a livello commerciale.

L’8 dicembre un gruppo di lavoratrici Coop accompagnate dai loro familiari saranno in strada per raccontare la loro condizione di lavoro. Non potranno mostrare il volto per evitare le rappresaglie dell’azienda, ma sono disposte a parlare e a denunciare il clima, le condizioni salariali e le diverse forme di discriminazione che subiscono.

L’otto dicembre è una giornata particolare per la Coop, i lavoratori della Campania saranno in sciopero per sventare la vendita dei cinque negozi della loro regione da Unicoop Tirreno al gruppo Catone e presidieranno il centro di Napoli.

L’appuntamento sarà occasione per illustrare i rischi dell’abbandono della cooperazione dai territori campani e laziali, l’8 dicembre saranno i lavoratori a licenziare la dirigenza della Cooperativa.


 

Roma, 05 dicembre 2012


USB Lavoro Privato


25 novembre 2012

UNICOOP TIRRENO CAMPANIA: IPER E SUPERMERCATI CHIUSI PER LO SCIOPERO

Ipercoop di Afragola
Non era mai successo in Campania: ieri l'astensione proclamata da Cgil, Cisl e Uil ha messo in ginocchio i cinque Ipercoop

Motivo: cessione in vista a un imprenditore sotto inchiesta e paura di licenziamenti e chiusure.



Ipermercati e supermercati, Ipercoop e Coop, costretti a chiudere contemporaneamente, per tutta la giornata di ieri: carrelli vuoti e clienti costretti a fare dietrofront. Non era mai successo. Chiusi gli ipermercati di Afragola, Quarto e Avellino e i supermercati di Napoli-Arenaccia e di S.M. Capua Vetere per lo sciopero dei 662 lavoratori campani della Unicoop Tirreno e dei circa 300 addetti dell’indotto. Già a partire dalle nove del mattino le cinque strutture della grande distribuzione avevano le saracinesche abbassate. Striscioni più che significativi: “La Coop sei tu ma ora non c’è più ”, la scritta parafrasata da una pubblicità resa celebre da Luciana Littizzetto. I sindacati confederali e i lavoratori temono licenziamenti, chiusure.

L’addio di Unicoop alla Campania e la cessione di addetti, mezzi e merci a un’azienda di dimensioni medio piccole, di proprietà di un imprenditore casertano arrestato l’anno scorso per bancarotta fraudolenta, è per il momento solo un’ipotesi non confermata dal colosso cooperativistico di Vignale Riotorto, provincia di Livorno.“ Il problema – replica Peppe Metitiero, segretario regionale della Filcams- Cgil – è che Unicoop non ha mai smentito: è del tutto silente ”. Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltucs-Uil stanno chiedendo invano un incontro con Unicoop. Ieri i lavoratori di Avellino (161) sono stati ricevuti dal prefetto Umberto Guidato. Gli addetti di Quarto (180) e di Afragola (210) hanno presidiato fino alle nove di sera le aree delle gallerie commerciali antistanti le barriere casse. “ I clienti hanno fraternizzato con noi ”, racconta una delegata di Quarto.

“ Perché Auchan ha creduto nella Campania mentre Unicoop no? ”, si chiede Vincenzo Patrizio, rsa Filcams. E Giuseppe Pezzella, rsa Uiltucs: “ La coop è di tutti a parole ma nei fatti è un’azienda che si comporta male ”. L’obiettivo è sventare qualsiasi forma di cessione a privati. “ Verrebbe meno lo spirito della cooperativa – conclude Vincenzo Panico, rsa Fisascat – ci devono dire che resteremo in Coop ”. Anche il sindacato Usb, che aveva già proclamato, a inizio settimana, uno sciopero per l’8 dicembre, festa dell’Immacolata, ha aderito all’astensione.



25 novembre 2012

Pino Neri



Vedi anche:

Quarto, dipendenti contro il piano-vendita, sciopero all'ipercoop




31 ottobre 2012

DISDETTATO IL CONTRATTO INTEGRATIVO ANCHE ALLA COOP RENO. OGGI SCIOPERO

Dopo Coop Estense e Coop Nordest, le Coop emiliane della distribuzione tornano a farsi notare in negativo ribadendo la tendenza a disdire il Contratto Integrativo. Ora è la volta di una coop minore, la Coop Reno


Dopo Coop Estense la protesta sbarca anche nei supermercati di Coop Reno. Cgil e Uil hanno proclamato per oggi uno sciopero per protestare contro la decisione dell’azienda di disdire il contratto integrativo a partire dal 1° novembre. Una manovra dettata dalla volontà di recuperare un milione di euro, spiegano i sindacati, realizzata chiedendo tre ore di lavoro in più alla settimana per ogni dipendente che di conseguenza significa, più o meno, circa 3mila euro in meno di stipendio all’anno visto che quelle ore non verranno più pagate come stroardinario.

«E' una decisione unilaterale inaccettabile, che cerca di fare efficienza sui lavoratori più deboli, in aperto contrasto ai valori fondanti del movimento cooperativo», attaccano i sindacati. La Coop Reno in provincia di Bologna ha 24 punti vendita dove lavorano circa 600 dipendenti, e la disdetta replica in piccolo quello che già alla Coop Estense è costato giorni di sciopero e accuse reciproche, mai sentite prima nell’ambito delle cooperative.

«Nonostante i bilanci aziendali non evidenzino risultati allarmanti», sottolineano i sindacati, la dirigenza cerca di affrontare la crisi «cancellando i diritti dei lavoratori» chiedendo a ciascuno di loro di lavorare circa 3 ore in più alla settimana, 144 all’anno, «con la stessa paga, quindi gratis» dicono Cgil e Uil. E questo significa «una riduzione in busta paga di 3mila euro tra contributi e stipendio», con ricadute ancora tutte da verificare nei confronti dei contratti a termine.

«Lo slogan che la dirigenza ci ha sempre proposto è fare efficienza per fare sviluppo – dice Stefania Pisani della Filcams Cgil di Bologna –. Dato che nessun piano di sviluppo aziendale è mai stato presentato ai tavoli di confronto, siamo a sottolineare che ‘l’efficienza’ si è deciso di farla esclusivamente sui lavoratori più deboli, in aperto contrasto ai valori fondanti il movimento cooperativo. Contestiamo sia il modo in cui ha agito l’azienda, che si sostanzia nel presupposto che i lavoratori e le loro rappresentanze non hanno voce in capitolo, ma anche il merito delle soluzioni avanzate».

Ferma la risposta del presidente di Coop Reno, Mario Cifiello. «Il contratto da 34 ore e mezzo come avevamo fino ad oggi non è più attuale, basta guardarci attorno - sottolinea -. Noi abbiamo chiesto di fare 38 ore restando tra l'altro sotto a quello che da gennaio prevede il contratto nazionale della cooperazione, che fissa l'orario a 40 ore». I vantaggi per Coop Reno con questa operazione sarebbero di circa 950mila euro, «di cui però secondo la nostra proposta il 60% sarebbe tornato ai lavoratori con un fondo da 340mila euro per il welfare, sostegno per le rette dei nidi e aiuti finanziari ai dipendenti indebitati - continua Cifiello -. Poi i sindacati sono liberi di fare sciopero, noi restiamo disponibili a trattare».

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30 ottobre 2012
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Marco Bettazzi 
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26 ottobre 2012

CARREFOUR, SCIOPERO CONTRO LA DISDETTA DELL'INTEGRATIVO

La società ha disdetto l’accordo integrativo su domeniche e malattie

Le organizzazioni sindacali preannunciano un pacchetto di dodici ore di sciopero (quattro saranno entro la fine della prossima settimana)




La società dei supermercati «Carrefour» disdice il contratto integrativo e le organizzazioni sindacali preannunciano un pacchetto di dodici ore di sciopero (quattro saranno entro la fine della prossima settimana).

Uno dei marchi più importanti della grande distribuzione organizzata in provincia di Novara, con più di 20 mila lavoratori in Italia e oltre trecento addetti sul territorio provinciale, ha comunicato alle organizzazioni sindacali di categoria, Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil, la disdetta dell’integrativo aziendale siglato il 9 febbraio 2011 ed in scadenza il prossimo 31 dicembre.

«A meno di tre mesi dalla scadenza naturale l'azienda ha deciso unilateralmente di interrompere un accordo, frutto di una lunga e difficile trattativa» sottolineano in una nota i sindacati. Oltre a registrare la forte preoccupazione sul futuro dell'azienda e sulla tenuta occupazionale», esprimono contrarietà alla linea adottata dall'azienda «fondata esclusivamente sul contenimento del costo del lavoro agendo negativamente sul salario e le condizioni di lavoro».

«In gioco - dice Attilio Fasulo della Cgil - ci sono soprattutto i benefici che i lavoratori avevano ottenuto per il lavoro domenicale e durante le festività. Si trattava del “gettoni di presenza” importanti, del riconoscimento delle assenze per malattia pagate al 100 per cento e della retribuzione della pausa. Erano state ottenute condizioni soddisfacenti per i lavoratori che oggi Carrefour ritiene di dovere ridiscutere. Il problema è tanto più importante se si pensa a come negli ultimi mesi, grazie anche alle nuove normative che noi abbiamo sempre criticato, si sia esteso il lavoro domenicale».

Contestano i sindacati: «Carrefour, come anche gli altri marchi, ha creduto che bastasse aprire anche le domeniche per superare la crisi, ma così non è. E’ tutto il settore della grande distribuzione che adesso è investito da una forte riduzione delle vendite».
 
 
 
26 ottobre 2012
 
Marcello Giordani
 
 
 

23 settembre 2012

MODENA, LA PROTESTA DEI LAVORATORI DI COOP ESTENSE






"Viviamo in condizioni di vero e proprio ricatto"






 Nella mattinata di ieri i 150 lavoratori della Coop Estense hanno invaso le vie del Centro richiedendo migliori condizioni di lavoro. La manifestazione è stata guidata dal Segretario Filcams Cgil Marzio Govoni.

Una dei lavoratrici della Coop Estense ha detto ad un quotidiano locale: "La qualità del lavoro è degenerata, abbiamo iniziato con diritti e valori, oggi ci troviamo disgregati, maltrattati e viviamo spesso condizioni di vero e proprio ricatto, oggi, invece, non esistono più questi valori. Chiediamo a Coop Estense di non comportarsi da finanziaria, di non fare investimenti milionari in non si sa che cosa, di non ignorare le famiglie. Io non riesco ad andare a lavorare alle 6 del mattino perché non so a chi lasciare mio figlio. Ma la risposta della Coop è 'Questo non è un problema mio'".

Un altro lavoratore ha sottolineato: "In questo ultimo periodo si è decisamente passato il segno. Lavorare così nel 2012 significa non riconoscere più la mia cooperativa, sono costretta a pagare 15 euro all'ora la baby sitter la domenica quando io, invece, ne percepisco 8. È inutile che loro mi dicano di non avere in vendita palloni cuciti dai bambini o di impegnarsi in iniziative ambientaliste, poco ci importa. Bisogna cominciare a lavorare sul territorio e rispettare le persone in quanto tali".

Dalla sua parte il segretario Filcams Cgil Marzio Govoni, ha segnalato: "Sono passati 144 giorni da quando è stato didsdettato il contratto aziendale Coop Estense. Avremmo voluto che si trattasse di uno sciopero normale per Coop Estense, ma abbiamo registrato tentativi di non fare scioperare le persone con argomenti incommentabili".
Govoni, ha aggiunto: “C'è sempre maggiore disorganizzazione portata dalla scelta unilaterale di procedere ad aperture illimitate di negozi e ipermercati che ha portato ad un aggravio per le vite delle persone: l'80% del personale Coop Estense è formato da donne part time che hanno avuto la vita sconvolta dalle aperture domenicali, aperture che hanno reso impossibile la conciliazione tra lavoro e vita personale. Chiediamo non ci siano arretramenti economici, chiediamo si riduca un precariato in azienda oggi forte come non mai"
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Per concludere, il rappresentante sindacale ha sottolineato: “Se fossero cose serie, i gruppi dirigenti le pagherebbero con le loro consistenti retribuzioni. Tutto questo, tra l'altro, avviene in un momento in cui non siamo riusciti con Coop Estense a rispondere alle esigenze dei lavoratori coinvolti dal terremoto in modo adeguato: Coop, infatti, non ha riconosciuto i ratei di 13esima e 14esima sulle casse integrazioni della Bassa. Penso che il costo sarebbe stato molto inferiore rispetto a queste paginate e tutti avremmo fatto una figura migliore".


23 settembre 2012

 MO24.IT
  

COOP NORDEST, ARRIVA LO SCIOPERO "FLESSIBILE"

Cgil e Cisl hanno proclamato due giorni di sciopero (sabato e domenica) per l'intero turno all'ipercoop Ariosto, e per i prossimi sabato e domenica anche negli altri 21 punti vendita del territorio. Starà ai lavoratori scegliere se astenersi da una sola delle due giornate, o da entrambe.


REGGIO EMILIA – Un annuncio in bacheca, nella tarda serata di ieri. E poi, un tam tam costante via Facebook. Non è certo uno sciopero come gli altri, quello che hanno sperimentato Filcams Cgil e Fisascat Cisl per protestare “contro la disapplicazione di parte del contratto integrativo aziendale da parte di Coop Consumatori Nordest – spiegano - e l’indisponibilità a trattare l’organizzazione del lavoro dopo l’introduzione della normativa che prevede l’aumento delle aperture domenicali e festive".

L’astensione dal lavoro ha modalità flessibili: le due organizzazioni sindacali, infatti, hanno proclamato due giorni di sciopero (oggi e domani) per l'intero turno all'ipercoop Ariosto, e per i prossimi sabato e domenica anche negli altri 21 punti vendita del territorio. Starà ai lavoratori scegliere se astenersi da una sola delle due giornate, o da entrambe.

“La dirigenza di Coop Consumatori Nordest – ribadiscono le segreterie provinciali dei sindacati – ha condotto una trattativa autoritaria senza lasciare alcun margine alla mediazione, mettendo le organizzazioni sindacali davanti a ‘prendere o lasciare’, senza fornire alcun dato sull’andamento effettivo delle vendite a fronte delle liberalizzazioni. La posizione dei sindacati è sempre stata netta: la trattativa si può sbloccare solo in virtù di una disponibilità della Cooperativa a mediare su maggiorazioni dignitose, ad aprire un confronto sull’organizzazione del lavoro e dare risposte occupazionali vere, a fronte di un maggior utilizzo degli impianti, determinato dalla liberalizzazione degli orari commerciali”.

Si riapre anche la polemica con Paolo Cattabiani, presidente di Legacoop: “Dovrebbe riflettere – dicono le organizzazioni sindacali - sulle motivazioni che hanno innescato una forte conflittualità con la cooperazione. Disdettare un contratto integrativo in Coop Estense il 1° Maggio ed applicare un regolamento è sinonimo di concertazione?  Disdettare, a seconda dell’andamento legislativo italiano, una parte del contratto integrativo di Coop Consumatori Nordest è un valore aggiunto della istintività cooperativa? L’invito che facciamo al presidente di Legacoop è di verificare che tipo di strategia commerciale hanno in testa le grandi cooperative di consumo del Distretto Adriatico che, ultimamente, preferiscono i giochini finanziari rispetto alla gestione caratteristica commerciale (vedi alla voce Unipol Fonsai)”.

I sindacati ammettono che la modalità scelta per lo sciopero sia stata inusuale, ma si sarebbe trattato di un modo per difendersi: “Fino ad oggi – spiega all’agenzia Dire il segretario della Filcams Cgil Luca Marchesini - i rapporti con l'azienda sono stati corretti, ma abbiamo deciso di iniziare a difenderci”. Con scioperi annunciati una settimana prima infatti, prosegue il segretario, “l'azienda si è tutelata chiamando personale da altri territori o impiegando come commessi capi reparto o impiegato. È giusto, ma anche il sindacato ha il diritto di garantire l'efficacia delle proprie iniziative”.
Secondo i sindacalisti, all’apertura dei negozi questa mattina erano presenti, al netto degli impiegati, una ventina di dipendenti più circa cinque unità di personale da fuori Reggio Emilia.

La replica di Coop Consumatori Nordest: “Questo sciopero danneggia la cooperativa”“Una forma di agitazione estrema, comunicata senza preavviso allo scopo di interrompere il servizio di vendita ad ogni costo. Uno sciopero che non amplia i diritti, ma danneggia la cooperativa e la sua capacità di offrire occupazione”. Così Coop Consumatori Nordest bolla lo sciopero indetto dai sindacati, e va all’attacco: “E’ falso affermare che la cooperativa ha disapplicato parte del contratto aziendale – spiegano i vertici Coop - La presidenza della cooperativa ritiene che l’utilizzo di una forma estrema di mobilitazione in una fase così critica per l’economia e i consumi ostacoli un accordo forte fra lavoratori ed impresa danneggiando per primo chi lavora in Coop”.

Marco Pedroni
Secondo Marco Pedroni, presidente di Coop Consumatori Nordest, “l’84% dei dipendenti dell’Ariosto afferma di essere consapevole delle migliori condizioni di lavoro applicate da Coop rispetto alla concorrenza. Laddove vi sono migliori condizioni di lavoro, migliori trattamenti economici rispetto alla concorrenza, registriamo la più alta conflittualità. Perché picchetti all’Ariosto e non in altre insegne dove le condizioni di lavoro sono meno favorevoli?”. E ancora: “Il paese è a un bivio, sindacati e imprese sono ad un bivio: o si investe – conclude - e si aumenta la produttività anche rinunciando a condizioni precedenti alla crisi, oppure il lavoro svanisce con le imprese”.
La cooperativa, dunque, si appella alla responsabilità dei sindacati, che “sappiano tradurre le condizioni di mercato attuali in proposte sostenibili, e non solo in protesta – conclude l’azienda - Noi crediamo che un posto di lavoro valga oggi di più di ieri ed è necessario rispondere positivamente alle mutate regole di apertura dei negozi nei giorni festivi”.




22 settembre 2012

Daniele Paletta


21 settembre 2012

COOP ESTENSE E CGIL, VELENI E ACCUSE PRIMA DELLO SCIOPERO

 

L’azienda: «Pronti a trattare ma il sindacato non vuole» La Filcams denuncia «pressioni indebite sui lavoratori»







 La vertenza per il contratto integrativo di Coop Estense si sta invelenendo ogni ora di più, soprattutto dopo l’annuncio dello sciopero proclamato per tutta la giornata di domani dal sindacato Filcams-Cgil nei punti vendita di Modena e Ferrara. Ieri l’azienda ha voluto precisare la propria posizione e al tempo stesso il sindacato ha rilanciato con nuove accuse di pressioni sui lavoratori.

«La Filcams Cgil di Modena - ha dichiarato ieri Coop Estense - ha avviato una pesante campagna denigratoria nei confronti di Coop Estense, culminata nella dichiarazione di uno sciopero. La proclamazione dello sciopero è avvenuta nello stesso momento in cui era in corso a Roma un incontro sindacale durante il quale la cooperativa ha ribadito alle segreterie nazionali la propria disponibilità e volontà a riprendere immediatamente le trattative per il rinnovo del contratto integrativo aziendale. Questo atteggiamento e questo disinteresse per la ripresa della trattativa induce quasi a pensare che per il sindacato sia più importante lo sciopero in sé, che non il rinnovo del contratto. È anche per questo motivo che abbiamo deciso di acquistare pagine pubblicitarie con cui divulgare messaggi per noi fondamentali. 

Deve essere chiaro che Coop Estense non ha dato disdetta del contratto integrativo aziendale. Vero è che Cgil, assieme alle altre organizzazioni sindacali, ha sottoscritto un accordo che stabiliva la decadenza del contratto integrativo aziendale al 30 aprile scorso. Coop Estense, sedendo al tavolo delle trattative per tre anni e tre mesi, ha presentato proprie proposte complessive per giungere ad un’intesa sul contratto integrativo. Proposte sempre respinte dal sindacato, che non ne ha mai avanzate di sue. Il Cda di Coop Estense ha deliberato di mantenere in vigore le condizioni retributive e di orario di lavoro che erano previste dal Contratto Integrativo aziendale. L’esempio portato dal sindacato sull’intesa raggiunta con un’altra cooperativa, non dice che hanno concordato il passaggio a tempo pieno di 250 lavoratori. La proposta di Coop Estense, invece, riguardava il passaggio a tempo pieno per 400 persone, oltre a una crescita di lavoro e di reddito per altre 600, lavoro stabile per 300 precari, forti investimenti in formazione professionale e maggiori retribuzioni per 2.000 lavoratori intermedi e dei banchi serviti. Inoltre le aperture festive e domenicali hanno portato 50 assunzioni a tempo indeterminato di lavoratori precari».

Di contro Filcams-Cgil denuncia pressioni dopo la proclamazione dello sciopero.
In particolare il sindacato parla di «volantini strappati dalle bacheche sindacali, pressanti inviti ad allontanarsi rivolti a lavoratori e sindacalisti che consegnavano stamane un volantino ai lavoratori. Ma anche cambiamenti di orari di lavoro, con turni proposti che arrivano sino alla mezzanotte di venerdì o che si trasferiscono alla domenica. E poi è partita la ricerca in diverse agenzie di tutte le cassiere interinali possibili, con promesse di orari fino a 12 ore nella giornata di sabato. Incredibile poi che domani siano convocate le assemblee dell'azienda in orario di lavoro. È anche giunta la segnalazione che, in orario di lavoro, qualche iscritto al sindacato “spontaneamente” raccoglie firme in calce ad una lettera di protesta contro il sindacato stesso, con l'invito a non scioperare. Coop acquisterà pagine sui giornali per spiegare la propria posizione. È superfluo chiedersi chi pagherà: certamente i soci Coop».
Un clima rovente che al momento non sembra prospettare sbocchi immediati.



21 settembre 2012 




19 settembre 2012

IN COOP ESTENSE SCIOPERANO CONTRO IL MANCATO RINNOVO DELL'INTEGRATIVO

Stavolta pare proprio che scioperino per davvero. La vertenza dell'integrativo di Coop Estense è lunga e tortuosa, lo sciopero è stato minacciato più volte ma mai concretizzato.


Chi vuole può trovare il riepilogo della vertenza nel nostro recente articolo.

E' logico pensare che l'integrativo firmato in Unicoop Firenze, tra polemiche di ogni genere sia nel metodo che nel merito, abbia fatto da scintilla anche per la situazione in Coop Estense.

Seguiremo la vertenza e auguriamo ai colleghi di Coop Estense un gran bel sabato contro l'arroganza della Coop Modenese.



Sabato prossimo, 22 settembre, i lavoratori di Coop Estense incrociano le braccia per protestare contro il mancato rinnovo del contratto integrativo aziendale, e «il progressivo peggioramento delle condizioni di lavoro». Lo annuncia il segretario della Filcams-Cgil, Marzio Govoni, comunicando che il sindacato non intende arretrare di un passo nella vertenza Coop Estense, nonostante l’invito a moderare i toni del presidente regionale di Legacoop, Paolo Cattabiani. La mobilitazione è prevista per tutta la giornata di sabato e riguarderà i punti vendita delle province di Modena e Ferrara, dove lavorano in 4.000. A promuovere la mobilitazione, per adesso, è soltanto la Cgil. «Attendiamo risposte da «Cisl e Uil», fa sapere Govoni.



19 settembre 2012

Gazzetta di Modena



18 agosto 2012

FILCAMS CONTRO COOP ESTENSE: SI ARRIVERA' ALLO SCIOPERO?

Coop Estense e la disdetta dell'integrativo. Si va finalmente verso lo sciopero?

La vicenda del CIA della Coop modenese ha aspetti paradossali, si pensi solo che il contratto integrativo che la Coop ha disdetto il 1° maggio scorso, era scaduto nell'aprile del 2007

Abbiamo ricostruito dettagliatamente la lunga vertenza.


Il punto di domanda del titolo è d'obbligo, e di auspicio toglierlo, dato che Filcams in Coop Estense (ma non solo in quella Coop, anzi) ha minacciato più volte lo sciopero sul Contratto Integrativo Aziendale per poi non farne di nulla. Il contratto è scaduto dall'aprile del 2007.

L'organizzazione sindacale lo strombazzò fin dall'inizio di questa lunghissima vertenza, da effettuarsi addirittura sotto le feste natalizie del 2010, il principale casus belli era (ed è) la questione delle cosiddette pagelline, un metodo valutativo individuale che la Coop modenese voleva introdurre e assai discutibile.

L'aria che si respirava era che Coop Estense (e chissà se qualche altra Coop) non avesse una gran voglia di rinnovare l'integrativo aziendale. Fummo infatti facili profeti. In seguito lo sciopero natalizio fu sospeso e si giunse ad un compromesso: l'accordo ponte, un patto transitorio che pareva proprio una pezza messa lì per prender tempo in attesa della firma del Contratto Nazionale della Distribuzione Cooperativa. L'accordo non fu esente da critiche interne alla Filcams-Cgil. E siamo nel gennaio 2011.

Intanto la situazione della Coop non è tutta rose e fiori e i problemi cominciano ad affiorare, tanto che alcuni mesi dopo la Coop chiede un misterioso prestito per 25 milioni. E arriviamo al luglio 2011 e al primo storico sciopero nazionale nelle Coop della GDO sul CCNL. In quella circostanza ne vengono fuori delle belle, in Filcams. Nel fiorentino lo sciopero viene in parte boicottato dalla stessa organizzazione sindacale, mentre apprendiamo che in Coop Estense c'è apprensione nello scioperare, segnalando così un clima assai teso all'interno della Coop presieduta da Mario Zucchelli.

Arriviamo a tempi più recenti. Il 1° maggio scorso (non notare la data risulta impossibile) la Coop emiliana ha deciso di disdire unilateralmente l'integrativo aziendale sostituendolo con un regolamento interno. Beh, ci siamo detti, stavolta lo sciopero se lo beccano di sicuro in Coop Estense. Infatti l'immediata reazione sindacale annunciò lo stato di agitazione con un pacchetto di otto ore di sciopero con modalità da definire. La polemica intanto si inasprisce, ma la tragedia del terremoto segna un'inevitabile tregua.

Coop Estense però continua a beccarsi tegole e beghe. La fusione di Unipol con Fonsai costringe la Coop a esborsi per la ricapitalizzazione dell'azionista Finsoe, dalla quale ne esce ridimensionata tramite la partecipazione in Holmo Spa e come se non bastasse l'antitrust multa la Coop modenese per abuso di posizione dominante per 4 milioni e 600mila euro.

E ora? Pare si ricominci. Come potrete leggere nell'articolo che segue, Filcams ripropone dopo la pausa estiva le otto ore di sciopero, con data da stabilirsi, ma con l'impegno del segretario nazionale Filcams-Cgil, Franco Martini. Diceva l'attore Nino Manfredi in un datato tormentone televisivo: Fusse che fusse la vorta bbona.


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E si prepara un altro round con Coop Estense

Oltre alla questione Metro, per i sindacati si riaprirà, a breve, anche lo scontro con Coop Estense. «Nelle prossime settimane riprenderà lo stato di mobilitazione interrotto col terremoto», fa sapere Marzio Govoni, segretario Filcams/Cgil.

A dire il vero di vera tregua tra le sigle e il colosso della distribuzione cooperativa è da un po' che non se ne vede, visto che l'annosa questione del rinnovo del contratto di secondo livello è un tavolo che va avanti ormai da anni.

Dal 1° maggio, inoltre, di un vero e proprio integrativo non c'è più traccia: Coop Estense, infatti, lo ha disdetto sostituendolo con l'applicazione di un regolamento interno. I rappresentanti dei lavoratori avevano subito reagito proclamando «lo stato di agitazione». Poi ci sono state le scosse del 20 e del 29 maggio è l'agitazione è stata sospesa.

Già a luglio, però, a distanza di un solo mese, la Filcams, l'organizzazione cigiellina del settore, ha riunito in un attivo i delegati di Coop Estense di Ferrara e Modena, alla presenza del segretario nazionale Franco Martini e di quello regionale Veronica Tagliati. In quella sede la Cgil ha annunciato 8 ore di sciopero che arriveranno dopo la pausa estiva e che l'organizzazione tradurrà in data certa a breve.

Proprio l'emergenza terremoto sembrava avere delineato una tregua di massima sull'annosa questione 'integrativo sì, integrativo no'. Stando alla versione della Filcams l'accordo di massima con Coop Estense prevedeva la proroga (e la riattivazione) temporanea del vecchio contratto aziendale.

Un quadro collaborativo che, però, stando alle ultime vicissitudini sembra definitivamente accantonato.



17 agosto 2012

Modena Qui




08 agosto 2012

BOLLATE (MI), TRE LICENZIATI. SCIOPERO ALLA "COOP ALA"









Ancora sciopero e presidio di protesta alla coopertiva Ala di Ospiate, che dal 2007 si occupa dell’imballaggio di prodotti per la cosmetica. «Tre licenziamenti non fermeranno la lotta». I lavoratori denunciano: «Lavoro nero per sei mesi, misure di sicurezza inesistenti, 240 ore lavorate 120 pagate, assunti al terzo livello pagati come sesto livello con 4.000 euro annui di differenza, casa in comodato gratuito ma pagata con detrazione in busta paga». E ancora, «dispositivi individuali di protezione nulli, zero informazione-formazione dei lavoratori al rischio, areazione del fabbricato inesistente con 40 gradi medi d’estate, timbratore per il controllo delle ore assente, il locale mensa vicino ai cessi». Non è il primo sciopero.


Bollate, 8 agosto 2012 - Ancora sciopero e presidio di protesta alla coopertiva Ala di Ospiate, che dal 2007 si occupa dell’imballaggio di prodotti per la cosmetica. «Tre licenziamenti non fermeranno la lotta», urlano i lavoratori che da ieri sono tornati a incrociare le braccia davanti ai capannoni di via Trento 59. «Questi licenziamenti sono la risposta che i vertici della coop danno ai lavoratori che si erano resi protagonisti nei giorni scorsi di una lotta per la dignità, contro lo sfruttamento subito tutti i giorni in fabbrica», dichiarano le rappresentanze sindacali dello SiCobas.

I lavoratori denunciano: «Lavoro nero per sei mesi, misure di sicurezza inesistenti, 240 ore lavorate 120 pagate, assunti al terzo livello pagati come sesto livello con 4.000 euro annui di differenza, casa in comodato gratuito ma pagata con detrazione in busta paga». E ancora, «dispositivi individuali di protezione nulli, zero informazione-formazione dei lavoratori al rischio, areazione del fabbricato inesistente con 40 gradi medi d’estate, timbratore per il controllo delle ore assente, il locale mensa vicino ai cessi». Non è il primo sciopero.

La battaglia è iniziata a giugno, proseguita a luglio, ripresa in questi giorni. «La nostra risposta unitaria sarà sempre la lotta, per questo oggi (ieri, per chi legge, ndr) senza alcuna defezione i 17 lavoratori che chiedevano diritti sono ancora fuori dai cancelli e lo saranno ancora nei prossimi giorni. La solidarietà e l’unità che questi lavoratori hanno già dimostrato per Kokilan, licenziato il mese scorso per avere alzato la testa, non verrà certo meno». Fra loro e vertici della coop è uno scambio di accuse.

«Nessuno sfruttamento, non abbiamo mai saltato uno stipendio, svolgiamo un lavoro regolare. Il nostro obiettivo era formare una squadra di lavoro stabile ma in queste condizioni non è possibile», dichiara Anna Zanotti Fragonara, la titolare della società. Un incontro fra le parti c’è già stato. «Dicono che non abbiamo rispettato l’accordo del 9 luglio ma questo non è vero. Di fronte alle assenze ingiustificate di due lavoratori ci siamo trovati costretti a contestare formalmente e prendere dei provvedimenti disciplinari - aggiunge Fragonara -. È vero anche che abbiamo licenziato tre operai, ma questo dopo tre richiami e altrettanti provvedimenti non rispettati. Noi abbiamo tentato ogni via di dialogo, continuare sulla strada della protesta nuoce soprattutto a loro dato che le ore di sciopero non vengono pagate, inoltre, non è questa la strada per sedersi attorno ad un tavolo».



8 agosto 2012

Monica Guerci

Il Giorno




23 giugno 2012

ALTA ADESIONE ALLO SCIOPERO USB NEI MAGAZZINI UNICOOP FIRENZE

Riceviamo dai colleghi del coordinamento USB in Unicoop Firenze e volentieri pubblichiamo i dati dell'adesione allo sciopero di ieri 22 giugno

La RSA di USB fa notare il preoccupante ritardo, sempre meno giustificabile, per il rinnovo delle RSU, il cui mandato è scaduto già nel marzo 2010

Intanto in questo senso si muovono altre iniziative
, sulle quali chiediamo ai colleghi di partecipare




Grazie!
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A TUTTI I LAVORATORI CHE HANNO ADERITO ALLO SCIOPERO DEL 22 GIUGNO ALL'INTERNO DEI MAGAZZINI UNICOOP FIRENZE DI SCANDICCI

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ALTA E' STATA L'ADESIONE CON PUNTE CHE HANNO SFIORATO IL 100% NEI REPARTI SCARICO MERCI GENEREI VARI, RIORDINO/TRASPORTI

.

BENE ANCHE IL REPARTO VUOTI/IMBALLAGGI, L'ORTOFRUTTA, GLI AUTISTI ED IL MAGAZZINO MEACCI DI SESTO FIORENTINO

.

UN RINGRAZIAMENTO VA ANCHE A TUTTI QUEI LAVORATORI CHE PUR NON SCIOPERANDO HANNO SVOLTO ATTIVITA' LAVORATIVA NEI SOLI REPARTI DI APPARTENENZA IN SEGNO DI

.

RISPETTO

.

ABBIAMO DECISO DI NON COMMENTARE QUEI LAVORATORI, ORAMAI RIMASTI IN POCHI, CHE HANNO LASCIATO IL REPARTO DI APPARTENENZA PER ANDARE A SOSTITUIRE I COLLEGHI CHE STAVANO SCIOPERANDO


GRAZIE ED AVANTI COSI

UNITI SI PUO'!

UNITI SI DEVE!



COORDINAMENTO USB PER L'UNICOOP FIRENZE

14 giugno 2012

USB: IL 22 GIUGNO IN UNICOOP FIRENZE E' SCIOPERO ANCHE CONTRO INTEGRATIVO E RINNOVO RSU

Sciopero in Unicoop Firenze per il 22 giugno
USB dice no alla trattativa sul CIA e chiede a gran voce le elezioni delle RSU, scadute da tempo



In concomitanza con lo sciopero generale organizzato dal sindacato USB, in Unicoop Firenze lo stesso sindacato organizza per la prima volta uno sciopero contro la ripresa della trattativa sull'integrativo e per un rapido rinnovo delle RSU



SCIOPERO !!!

PER IL 22 GIUGNO

Unitamente allo sciopero nazionale gia indetto

USB indice uno sciopero all'interno di Unicoop Firenze

MAGAZZINI UFFICI E PUNTI DI VENDITA


Contro la ripresa della trattativa sull'integrativo da parte di

CGIL-CISL-UIL


-No alla modifica del divisore convenzionale,per non lasciare in azienda una parte dello straordinario.


-No ad un salario variabile legato alle presenze, perchè la malattia non costituisca una ulteriore penalizzazione sul salario del lavoratore.


-No alla vestizione pagata dai lavoratori. Una recente sentenza dei lavoratori del negozio del Neto conferma che questa,se imposta dall'azienda,deve rientrare nell'orario di lavoro.


-No al lavoro domenicale obbligatorio,ma solo facoltativo,per non far diventare la domenica un giorno come gli altri e non perdere la maggiorazione straordinaria.



PER QUESTI MOTIVI E MOLTI ALTRI DICIAMO

NO ALL'INTEGRATIVO DI UNICOOP FIRENZE

INOLTRE CHIEDIAMO A GRAN VOCE

NUOVE ELEZIONI RSU

Ormai scadute da oltre 2 anni


UNITI SI PUO!!!!

UNITI SI DEVE!!!!



COORDINAMENTO USB PER L'UNICOOP FIRENZE