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28 aprile 2012

COOP ESTENSE, SCATTA LO SCIOPERO PER L'INTEGRATIVO

Dopo tre anni di negoziato sul contratto i sindacati annunciano lo stato di agitazione e lo stop del lavoro per otto ore, dopo che Coop Estense ha formalmente comunicato ai sindacati che dal 1° maggio prossimo non avranno più vigenza le norme contrattuali.



E’ fallita la lunga trattativa per il rinnovo del contratto integrativo dei lavoratori di Coop Estense. Il termine è il 1 maggio e ora i sindacati hanno proclamato lo stato di agitazione e uno sciopero di otto ore per i lavoratori di Coop Estense. "Dopo più di tre anni di negoziato per il rinnovo del contratto integrativo Coop Estense scaduto nell'aprile del 2007 – spiegano i sindacalisti di Fisascat Cisl, Filcams Cgil e Uiltucs Uil – la cooperativa di consumo ha formalmente comunicato che dal 1 maggio prossimo non avranno più vigenza le norme contrattuali e che alcuni istituti in esse previsti continueranno ad essere esclusivamente applicati in virtù di una decisione unilaterale dell'azienda che nel frattempo ha provveduto a predisporre un regolamento interno".

La protesta riguarderà i lavoratori di Coop Estense e quelli di Apulia Supermercati (la società di proprietà della cooperativa presente in Basilicata e in Puglia) e le otto ore di sciopero saranno disposte a livello territoriale. Intanto nei prossimi giorni, nei luoghi di lavoro, si svolgeranno assemblee informative sullo stallo della trattativa. "Nella delicatissima fase che il negoziato sta attraversando, è necessario che tutte le parti coinvolte dimostrino il massimo senso di responsabilità.

Per quanto legittime, talune posizioni sono riconducibili a pregiudiziali immotivate ed irrazionali – ha detto il segretario nazionale della Fisascat Vincenzo Dell'Orefice – è per lo più inutile perseguire strade avventuriste e drammatizzare una situazione che può essere ricondotta ad un proficuo confronto di merito. Auspichiamo che il tavolo negoziale torni a riunirsi il prima possibile e a concentrarsi sulla ricerca di soluzioni tecniche che sino a questo punto non sono state neanche minimamente affrontate".

Immediata la replica di Coop Estense che esprime "il proprio rammarico per il mancato accordo" per il fatto che, tra le organizzazioni sindacali, è prevalsa "la decisione di rigettare le proposte che la cooperativa ha presentato nell'intento di concludere il confronto". La decisione, spiega ancora la cooperativa, “è ancor più amara e preoccupante se si considera che il suo immediato effetto è il decadere del contratto integrativo per tutti i dipendenti di Coop Estense”. Per questa ragione la scelta dei sindacati è ritenuta "incomprensibile" e prova "rigidità e chiusura di un interlocutore che, in una trattativa protrattasi troppo a lungo, mai ha accompagnato i continui rifiuti e vincoli posti alle idee della cooperativa, con proposte concrete tese a confermare l'interesse e la volontà di rinnovare il contratto". È un peccato, conclude la cooperativa, "che non si sia voluto cogliere il valore di un nuovo contratto che avrebbe visto un complessivo miglioramento delle condizioni di lavoro dei dipendenti, compresa la possibilità per tutti di guadagnare di più, oltre all'incremento di orario per mille lavoratori part time, e 300 nuove assunzioni a tempo indeterminato".



28 aprile 2012

Modenaonline




27 aprile 2012

COOP ESTENSE, INTEGRATIVO IN STALLO. L'AZIENDA: «NON HANNO PIU' VIGENZA LE NORME CONTRATTUALI»

Seguiamo con interesse l'intricato percorso del rinnovo del Contratto Integrativo Aziendale in Coop Estense le cui trattative si sono nuovamente interrotte e ricordano, almeno per le difficoltà, quelle che si svolgono in Unicoop Firenze

Dopo più di tre anni di negoziato per il rinnovo del contratto integrativo Coop Estense scaduto nell’aprile del 2007, la cooperativa di consumo ha formalmente comunicato ai sindacati che dal 1° maggio prossimo non avranno più vigenza le norme contrattuali

Dopo più di tre anni di negoziato per il rinnovo del contratto integrativo Coop Estense scaduto nell’aprile del 2007, la cooperativa di consumo ha formalmente comunicato ai sindacati che dal 1° maggio prossimo non avranno più vigenza le norme contrattuali e che alcuni istituti in esse previsti continueranno ad essere esclusivamente applicati in virtù di una decisione unilaterale dell’azienda che nel frattempo ha provveduto a predisporre un regolamento interno. I sindacati Fisascat Cisl, Filcams Cgil e Uiltucs UIl hanno dichiarato lo stato di agitazione dei lavoratori di Coop Estense e di Apulia Supermercati - la società di proprietà della cooperativa presente in Basilicata e in Puglia - con la previsione di un pacchetto di 8 ore di sciopero ore da stabilirsi nelle modalità operative a livello territoriale.

Nella delicatissima fase che il negoziato sta attraversando è necessario che tutte le parti coinvolte dimostrino il massimo senso di responsabilità. Per quanto legittime talune posizioni sono riconducibili a pregiudiziali immotivate ed irrazionali – ha dichiarato il segretario nazionale della Fisascat Vincenzo Dell’Orefice – E’ per lo più inutile perseguire strade avventuriste e drammatizzare una situazione che può essere ricondotta ad un proficuo confronto di merito. Auspichiamo che il tavolo negoziale torni a riunirsi il prima possibile e a concentrarsi sulla ricerca di soluzioni tecniche che sino a questo punto non sono state neanche minimamente affrontate”.

“La Fisascat – ha sottolineato Dell’Orefice - è da sempre disponibile a ricercare le utili soluzioni mediane pur di garantire il nuovo contratto ai lavoratori che favorirebbe anche un importante consolidamento in termini occupazionali e l’aumento delle ore di lavoro dei part-time attualmente in servizio”.

Nei prossimi giorni si svolgeranno nei luoghi di lavoro le assemblee informative sulle motivazioni delle fase di stallo della trattativa.



27 aprile 2012

Veronica Raineri

Riviera24.it


06 aprile 2012

INTEGRATIVO UNICOOP FIRENZE: 13 APRILE, PRENDERE O LASCIARE

Il 13 aprile si svolgerà presumibilmente l'atto conclusivo del contratto integrativo di Unicoop Firenze.

Un contratto ottimo per Unicoop, ma pesantissimo per i lavoratori


E' dunque fissata per la data del 13 aprile la ripresa della trattativa per il rinnovo del CIA di Unicoop Firenze, dopo la sospensione decisa al termine di una lunga sessione di confronto lo scorso 30 marzo che ha visto anche momenti di tensione all'interno della stessa commissione trattante.

Tensioni che paiono dovute al modo di portare avanti le fasi stringenti del confronto, troppo spesso di solo appannaggio dei segretari regionali e poi anche di una rappresentanza al tavolo non propriamente rispecchiante i pesi specifici delle singole organizzazioni. Beghe sul metodo insomma, più che sul merito delle questioni.
E la cooperativa che era sul punto di rompere il confronto. Ohibò!

Poi la nuova chance; praticamente una disperata richiesta da parte delle OO.SS.
Rimane il fatto che sabato 13 appare una "data ultima" nella quale ci si troverà di fronte ad una scelta molto difficile: firmare un' ipotesi di accordo che è palesemente lontana anni luce dalla piattaforma rivendicativa originaria oppure andare incontro ad una rottura definitiva ed iniziare un percorso di conflitto che può portare su una strada irta di incognite?

Certo che il prezzo per avere un contratto integrativo, il primo dopo la firma del CCNL (e perciò farà presumibilmente da rompighiaccio per i rinnovi delle altre coop, ricordiamo ad esempio che anche Coop Estense è da oltre un anno in attesa di rinnovo), sembra essere davvero alto, in nome di una crisi economica e di uno stallo dei consumi che Unicoop Firenze non perde occasione per usare come vero ariete da sfondamento.

La parola d'ordine è recuperare soldi e ridurre costi. Come? In tutti i modi consetitegli, basta che a rimetterci alla fine siano i lavoratori alle sue dipendenze! Non certo il gruppo dirigente.

  • Si risparmierà sulla catena minimercati (ma ci potrebbero star dentro anche alcuni incoop e chissà poi cos'altro..), con diverso orario di lavoro, più flessibilità, minor salario variabile.
  • Si faranno contratti di avvio per nuove aperture (anche ristrutturazioni?) che vedranno maturare il premio aziendale solo dal 36° mese.
  • Si aumenterà il divisore convenzionale da 156 a 165, risparmiando notevolmente sulle ore di straordinario. Notevolmente.
  • Indennità e livelli manco a parlarne o giù di lì.
  • Non un euro in più a fronte delle nuove esigenze insorte sulle aperture domenicali previste dal decreto liberalizzazioni. Anzi, alla fine si andrà ad una probabile obbligatorietà, seppur limitata...
  • Il 4 Novembre? Picche! Sarebbe intenzione della cooperativa "armonizzare" la situazione, che significa toglierlo anche agli Ipermercati che adesso se lo vedono retribuito! Noi saremmo per la vertenza, ma alla sola parola alle OO.SS. si accappona la pelle. Eppure lo studio legale consulente di Filcams-Cgil ha anche espresso un parere piuttosto chiaro in proposito.
  • Del Salario Variabile ancora non si capisce bene il meccanismo, ma si sa che una parte sarà in buoni spesa (bravini sì..) e una parte legato alla presenza, che però è una parola vaga....
  • Ci pare che siamo lontani dai buoni propositi di diminuzione della forbice di erogazione dai quali partimmo e, non vorremmo essere profeti di sventure, ma rischia di essere mediamente inferiore agli anni passati. Vedremo.
  • E poi c'è la mensa. Anche qui ci sono vincoli sulle ore di stacco e per noi dei magazzini che facciamo turni secchi ma disagiati non sappiamo se sarà confermato il servizio. Tra parentesi una trentina di dipendenti del magazzino di Sesto F.no questo servizio se lo sono visto togliere senza apparente motivo ormai da alcuni anni e tutti zitti FilcamsUiltucs e compagnia bella! Altro risparmio, dunque!
  • Che dire della vestizione che Unicoop vorrebbe inclusa nell'orario di lavoro? Su questo ci siamo già espressi, ma dovrebbe essere superfluo farlo. Il solo accettare che una questione di questo tipo, che cozza con tutti i precedenti giuridici, venga posta sul tavolo è già sintomo dell'aria che tira su questa trattativa. Pensate al ritorno economico che potrebbe avere un accordo su questo tema... moltiplicate i pochi minuti a vostra dispozione per cambiarvi due volte al giorno per circa 8000 (i dipendenti) e per i giorni lavorativi annui e traducete in euro. Una enormità. E per sempre, perchè nessuna vertenza futura sarebbe più possibile in presenza di un accordo sindacale!
  • Finiamo in bellezza: le assunzioni a 40 ore previste dal nuovo CCNL e già prontamente messe in opera da Unicoop Firenze! Una questione scivolosa che appare un po' politica, un po' interpretativa di un articolo non proprio scritto con chiarezza e un po' che ci capiamo poco anche noi. Ma temiamo di sapere come andrà a finire: Unicoop adotterà questa questa nuova disciplina di orario lavorativo come e dove riterrà opportuno farlo.
Tutte queste misure tese a ridurre il costo del lavoro produrranno un forte risparmio per Unicoop Firenze. Questa cospicua cifra sarà secondo voi redistribuita in qualche forma, anche di welfare, ai dipendenti? Non ci risulta. Neanche un euro, a dire il vero. Non c'è un solo punto della trattativa che produca un miglioramento retributivo od anche normativo per i dipendenti, vecchi e nuovi, di Unicoop Firenze!

Unicoop è in perdita? E' in crisi? Non ci risulta. Non commercialmente parlando, almeno.
Finanziariamente han fatto mosse un po' avventate, secondo noi, ma quelle son perdite (anche cospicue) il cui conto non può essere certo presentato a noi dipendenti! Anzi.. Dunque? Nonostante tutto ciò, la firma viene caldeggiata da più parti. Perchè è sempre meglio di niente, si dice. Bah!?

E poi ci sono gli interessi di campanile. Le prossime (???) elezioni Rsu necessiteranno di un nuovo apposito accordo che ridisegnerà equilibri tra confederazioni. E distacchi, organismi, agibilità... tante ore aggiuntive rispetto a quanto garantito dagli accordi nazionali.
Dipendenti Unicoop che invece di marcare il cartellino faranno il mestiere del sindacalista, in sostanza. Se almeno lo facessero con nostro profitto, invece visto i risultati.....

Sottinteso che se non si firma l'Integrativo pure l'accordo RSU va a puttane, perciò fatevi due conti e azzardate una previsione!!


Ah, dimenticavamo. Buona Pasqua.



6 aprile 2012

Lavoratori Unicoop


24 marzo 2012

COOP NORDEST DISPOSTA A TRATTARE, MA LA DOMENICA E' LAVORO ORDINARIO

La direzione aziendale della Cooperativa di Consumo di Coop Nordest ha dichiarato la disponibilità a trattare anche sulla delicata partita della maggiorazione economica da riconoscere ai lavoratori impiegati la domenica e nelle giornate festive, ma con la previsione che tali prestazioni vengano considerate come lavoro ordinario.

Nelle scorse settimane Coop Nordest aveva comunicato di non ritenere più applicabili le norme del vigente contratto integrativo sul lavoro in deroga domenicale e festivo prevedendo per tali prestazioni la sola maggiorazione del 35% e del 135% per il lavoro effettuato nel periodo natalizio.

Su questo punto la Fisascat ha espressamente richiesto di mantenere l'attuale griglia delle maggiorazioni previste dal vigente contratto integrativo aziendale. La trattativa è aggiornata al 30 marzo prossimo.


16 marzo 2012

Fisascat-Cisl

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19 dicembre 2011

TRATTATIVA RINNOVO CCNL COMMERCIO, LA POSIZIONE DI USB



Il sindacato di base USB: «Nella triste gara a chi perde di meno, noi stiamo dalla parte dei lavoratori»





Giovedì 22 dicembre è in programma l’ennesimo incontro per il rinnovo del Ccnl della Distribuzione cooperativa. Una trattativa iniziata nel luglio del 2010 ma che dopo un anno e mezzo non ha ancora prodotto alcun risultato, tanto che siamo ormai vicini a compiere un anno dalla scadenza del precedente Ccnl (31 dicembre 2010).

Il ruolo di USB fino ad oggi è stato quello di osservatore interessato.

Osservatore perché non siamo presenti al tavolo di trattativa, quindi possiamo limitarci, appunto, ad osservare, giudicare, commentare. Interessato per i lavoratori della cooperazione che rappresentiamo e che intendiamo informare su questa contrattazione che li riguarda da vicino, attraverso un’analisi di ciò che sta accadendo.

Nel nostro comunicato di luglio esponemmo tutte le preoccupazioni per i termini che stava assumendo la trattativa, in particolare sull’attacco al diritto alla malattia, sull’orario di lavoro per i nuovi full-time, sulle maggiorazioni festive notturne e straordinarie, sui doppi regimi di trattamento fra vecchi e nuovi assunti e fra i diversi canali di vendita, sulla riduzione del ruolo del secondo livello di contrattazione, sugli aumenti salariali inadeguati. Questa volta vogliamo aggiungere un commento sulla situazione che si sta creando in conseguenza delle diverse posizioni che le parti in causa stanno assumendo.

Negli ultimi mesi abbiamo infatti dovuto assistere a diversi scambi di accuse tra Cisl-Uil da una parte e Cgil dall’altra, con le prime due che spingono per accettare le richieste datoriali, andando quindi a firmare un contratto a perdere con pesanti arretramenti per i lavoratori sulle materie che abbiamo descritto sommariamente sopra, e la Cgil che viene accusata dalle altre sigle addirittura di volere il fallimento della trattativa per far confluire i lavoratori della cooperazione dentro il Ccnl del Commercio (già peggiore di quello della cooperazione e già comprendente, fra le altre cose, la nuova regolamentazione della malattia), con buona pace della tanto sbandierata “distintività” cooperativa.

In pratica sembra che in questa situazione l’alternativa sia tra accettare un nuovo Ccnl della Cooperazione assolutamente a perdere per i lavoratori, oppure rassegnarsi a confluire in un Ccnl pessimo, avanguardia e laboratorio delle peggiori condizioni per chi lavora. E’ su questi termini purtroppo che si sta svolgendo la discussione. E sono termini che suonano come una domanda inquietante: dov’è che ci perdiamo di meno?

In questa gara inaccettabile USB sta da un’altra parte. Né quindi con chi vuole firmare un Ccnl della Cooperazione peggiorativo per i lavoratori, né con chi vorrebbe far confluire le decine di migliaia di dipendenti della distribuzione cooperativa nel pessimo Ccnl del Commercio.

E questo perché riteniamo che un sindacato abbia il dovere di perseguire l’interesse dei lavoratori, senza svendere i loro diritti fondamentali e senza accettare soluzioni truffa che li penalizzino ulteriormente in questo momento già molto difficile.

La ragione per la quale stiamo viaggiando verso una di queste due pessime opzioni è strettamente legata all’esigenza di portare ai lavoratori gli aumenti salariali propri di ogni rinnovo contrattuale. Ma ci chiediamo, vale la pena svendere i diritti al prezzo di cifre che sono assolutamente inadeguate? In altre parole, ha un senso accettare di perdere, tra le altre cose, il diritto pieno alla malattia retribuita a fronte di un’elemosina che non copre assolutamente il progressivo aumento del costo della vita (ricordiamo che si parla di 86 euro lordi per i full-time, a regime solo nel 2013)? E’ giusto chiederci di lavorare sempre di più (vedi ultima riforma del governo sulle pensioni) e allo stesso tempo pretendere che non ci ammaleremo man mano che la nostra età aumenterà?

IN ATTESA CHE I LAVORATORI RAFFORZINO ANCORA DI PIU’ USB, PREMIANDO LA NOSTRA COERENZA E AUMENTANDO QUINDI IL PESO DEL SINDACATO DI BASE IN COOP E NEL COMMERCIO, CONTINUEREMO A SEGUIRE DA VICINO GLI SVILUPPI DI QUESTO RINNOVO, INFORMANDO I LAVORATORI SU CIO’ CHE LI ASPETTA.


Lunedì 19 dicembre 2011

USB Lavoro Privato


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10 dicembre 2011

CONTRATTO DELLE COOP, LA TRATTATIVA RIPARTE IL 22 DICEMBRE

La Cgil si ammorbidisce: l'obiettivo sarà chiudere in giornata
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Il dialogo si era interrotto a inizio estate. Dopo la firma si riparlerà degli integrativi



Chiusura e firma in giornata? Sembra questa la strenna natalizia in arrivo per i circa 80mila lavoratori della distribuzione cooperativa.
E a gioire sarebbero anche i dipendenti di Coop Estense in vista della stipula (in un secondo momento) del nuovo accordo integrativo.

La novità, in breve, è che è fissata per giovedì 22 a Roma la riapertura del tavolo di trattative per il tanto agognato rinnovo del contratto nazionale di settore scaduto ormai quasi un anno fa, i131 dicembre 2010. Il confronto tra le parti si era bruscamente interrotto a inizio estate; ma ora sembrano aver finalmente trovato una convergenzache le tre sigle sindacali che dovranno riaprire la partita: Cisl-Fisascat, Uil-Uiltucs e Filcams- Cgil.

Le prime due, in particolare, hanno fatto il punto della situazione martedì scorso a Firenze, in vista di un rush finale che dovrebbe concretizzarsi il prossimo giovedì.
«Il negoziato», ha dichiarato durante la riunione toscana il segretario nazionale della Fisascat Vincenzo Dell'Orefice, «ha evidenziato in maniera efficace quali sono gli argomenti condivisibili».

Segnali di fiducia anche da Marzio Govoni, segretario per la provincia di Modena della Filcams:
«Il 22 riprenderà la trattativa e tutte le sigle sindacali si siederanno al tavolo sperando, finalmente, di chiudere questo accordo». Proprio la ritrovata intesa tra i sindacati sembra la grande novità che fa ben sperare i lavoratori del settore.

Alla base dello stop estivo sul confronto c'era stata la denuncia della Cgil, che vedeva nella proposta contrattuale delle cooperative la riproposizione delle condizioni contenute nell'accordo sottoscritto per il commercio privato. Accordo firmato però
solo da Cisl e Uil.


Sono tanti i punti sul tavolo del confronto: dagli aumenti alle rivendite di montagna

Il rinnovo del contratto nazionale del commercio cooperativo interessa oltre 80mila addetti degli iper, dei discount e dei supermercati tradizionali: in buona parte, si tratta delle Coop con. la C maiuscola, che i consumatori sono abituati a considerare come un'unica società, mentre al contrario dietro lo stesso;marchio esistono dwerse aziende territoriali, ad esempio Coop Estense e Coop Adriatica.

Sono poi diversi i punti in discussione: spiccano la riorganizzazione complessiva delle relazioni
sindacali, i diritti d'informazione, la salvaguardia occupazionale per il Mezzogiorno e le procedure di rinnovo dei contratti medesimi.

Ma il 22 dicembre saranno soprattutto tre i temi sul tavolo.

Il primo: riconoscere nel contratto del commercio cooperativo gli aumenti pattuiti nel
terziario distribuzione servizi (ovvero l'accordo sul commercio privato sottoscritto da Cisl e Tifi, ma non dalla Cgil). Si tratterà di 68 curo in più a regime per il livello, da riparametrare in proporzione per i livelli inferiori.

Come secondo nodo ci sarà la discussione di una normativa speciale per le coop minori che, spesso, si trovano ad operare in zone difficili I dal punto di vista economico, ad esempio in montagna.

L'altro punto sul tavolo (che fu tra i motivi dello stop alla trattativa da parte della Cgil) sarà la riformulazione della normativa sull'orario dei neo-assuntì. In questo caso si valuterà l'ipotesi di applicare maggiore flessibilità per chi è al primo contratto, prevedendo un orario settimanale di 40 ore per poi rimodularlo sulle normali 38 dopo i primi 4 anni lavoro.

Sarà la giornata campale del 22 a rivelare quante di proposte saranno inserite o meno nel nuovo contratto nazionale per il commercio cooperativo. Quello che è certo è che i sindacati saranno costretti (vista anche di chiudere l'accordo) a trovare un punto d'incontro su condizioni che, nei mesi passati, sono state motivo di scontro.



10 dicembre 2011

Qui Modena




14 ottobre 2011

TRATTATIVA CCNL COOP: LE COOP BLUFFANO E AIUTANO CGIL IN AFFANNO

Il contratto nazionale delle Coop della distribuzione entra in una fase delicata, con le Coop che si dicono pronte a traghettare verso il contratto del commercio, siglato senza la firma Cgil
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La mossa ha tutta l'aria di un bluff per dare la possibilità a Filcams-Cgil di uscire dall'angolo in cui è compressa, tra l'impossibilità di accettare un contratto simile a quello del commercio e l'esigenza delle Coop di avere invece garanzie simili


Che questo contratto nazionale fosse un parto difficile era chiaro a tutti. La firma separata nel contratto di riferimento, quello del terziario, ha condizionato fin dall’inizio la discussione. Le cooperative hanno insistito su alcuni punti, come quello di ridurre i costi in maniera significativa e, sulla falsariga del contratto del terziario, intervenire sul pagamento della malattia garantendo solo sei eventi pagati al 100%, i tre giorni successivi rimborsati solo al 50%, mentre dal nono giorno in poi più nulla. Questo ha portato la Filcams-Cgil allo sciopero del 9 luglio scorso, senza però che si interrompesse la trattativa, ripresa tranquillamente il giorno successivo. In questo contesto non ha certo aiutato l’accordo interconfederale firmato il 28 giugno, firmato anche da Cgil, che svuota la contrattazione nazionale potenziando quella aziendale.


Dopo un rinvio prolungato, le parti si sono di nuovo incontrate il 10 ottobre, come dalla nota di Filcams, che già dal titolo mette le mani avanti: «Trattativa Cooperazione, un percorso difficile».


Da quello che si legge, le cooperative escludono un contratto separato e propongono al sindacato una pausa di riflessione, che va letta come un invito ad andare incontro ad esigenze specifiche della cooperativa. Pare evidente che la posizione più difficile sia quella di Filcams-Cgil, la quale non può certo accettare condizioni che ha rifiutato nel contratto del Terziario, tanto più che adesso la Uil dichiara conclusa la trattativa e concorda con Coop sui punti principali (vedi documento). Le Cooperative, dopo aver escluso un contratto separato, aggiungono però che «se questo ulteriore tentativo dovesse fallire, però, le cooperative hanno già preso in considerazione la possibilità mettere fine al contratto dell’Imprese Cooperative confluendo nel contratto nazionale di Confcommercio.»


Insomma, prima escludono che si arrivi ad un contratto separato, poi minacciano di confluire nel contratto del Terziario che però è avvenuto a firme separate! Singolare modo di ragionare.


La sensazione è che sia un bluff per sbloccare la situazione e dare un pretesto a Filcams-Cgil per firmare qualcosa altrimenti assai indigesta, dandole però la possibilità di passare per salvatrice dei lavoratori essendo riuscita ad evitare il rischio rappresentato dall'abbandono del contratto Coop.


Le Associazioni Cooperative sanno benissimo che se facessero qualcosa del genere metterebbero a repentaglio quelle differenze, quegli elementi distintivi (reali o fittizi) che le caratterizzano e che gli danno quei vantaggi ed agevolazioni rispetto alle aziende concorrenti firmatarie del contratto del Terziario. Quelle differenze che appunto hanno reso ragionevole l'esistenza di un contratto nazionale diverso per le Coop della distribuzione.



13 luglio 2011

CCNL COOP DISTRIBUZIONE: FILCAMS NAZIONALE INFORMA SULLO STATO DELLE TRATTATIVE


Comunicato sindacale Filcams Cgil Nazionale sull’andamento della trattativa del CCNL Coop della distribuzione








COMUNICATO SINDACALE

Care/i compagne/i

innanzitutto la Filcams CGIL Nazionale esprime grande soddisfazione per la riuscita delle 8 ore di sciopero che nella maggior parte dei territori sono state effettuate il 9 luglio, facendo diventare quella giornata un grande unico sciopero nazionale dei lavoratori della distribuzione cooperativa. L'adesione è stata oltre le aspettative, dimostrando che le istanze della Filcams Cgil non sono strumentali ma trovano l'ampia condivisione dei lavoratori

Nei giorni 11 e 12 Luglio 2011 il tavolo è ripreso e abbiamo quindi proposto alle cooperative di riprendere la trattativa cambiando il terreno su cui lavorare che quindi non può continuare ad essere quello finora proposto.


Di contro ci è stato risposto che nulla è ritirato dal tavolo, compreso la malattia, finché la Filcams CGIL non sarà in grado di fare proposte che recuperino tutto il differenziale di costo del lavoro di cui le cooperative dichiarano di aver bisogno per competere sul mercato con le aziende private.

Ci sono stati proposti dei nuovi testi sull’orario di lavoro che sostanzialmente ancora una volta recepiscono la loro volontà di depotenziare il ruolo delle rappresentanze sindacali nei luoghi di lavoro ma soprattutto riconfermano la volontà di fare un doppio regime sugli orari per i nuovi assunti.

La trattativa si sta dunque avvicinando ad una fase decisiva in cui si verificherà se le cooperative hanno intensione di fare un contratto dignitoso per i lavoratori.

La trattativa riprenderà il giorno 14 Luglio 2011 alle ore 13,00 ma la delegazione trattante Filcams è convocata alle 11,30 presso l’Hotel Metropole a Roma.

Buon Lavoro



Roma, 13 luglio 2011


p.la Filcams Cgil Nazionale Carlini/Sgargi/Di Labio


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