24 giugno 2008

LO SCIOPERO DEL 28 GIUGNO E' RINVIATO



Proviamo a mettere un pò di ordine nel caos del momento.
Sapevamo da lunga data di uno sciopero relativo al nostro contratto nazionale per il 28 giugno.

Negli ultimi giorni cominciavano a girare insistenti voci di un rinvio.
Abbiamo trovato una notizia che confermava queste voci.

Lo sciopero per il rinnovo del ccnl Terziario confcommercio, deciso per il 27/28 giugno, è rinviato e, siccome il nostro contratto segue da sempre pedissequamente il contratto del “commercio privato”, la notizia ci sembrava più che fondata, tanto è vero che in un primo momento l’abbiam pubblicata.

Successive comunicazioni da fonte sindacale smentivano il rinvio dello sciopero per il contratto della cooperazione. Nel dubbio, abbiamo tolto il post.

Adesso apprendiamo, sempre da inequivocabile fonte sindacale, che lo sciopero del 28 giugno è rinviato. Evidentemente le voci, confermate dalle notizie, avevano un suo fondamento e una logica stringente, una dinamica contrattuale ormai collaudata.

Non risparmiamo critiche al sindacato e chi segue il Blog lo sa.
Crediamo che questo momento sia particolarmente; sia per la parte relativa al nostro CCNL, sia per la parte più generale che riguarda la riforma del modello contrattuale di lavoro e le esitazioni, i rinvii, i traccheggiamenti, ci fanno capire quanto debole e confuso sia chi ci rappresenta.

Auspichiamo che questo rinvio abbia fondati motivi e che preluda alla chiusura della trattativa, altrimenti il rischio di un boomerang per uno sciopero che slitterebbe in pieno luglio, un periodo di ferie, sarebbe altamente probabile.

Ecco la notizia che anticipava, con logica evidente, quello che è stato confermato stasera:

Lo sciopero previsto per il 27 e 28 giugno indetto dalle OO.SS per il rinnovo del ccnl Terziario Confcommercio viene rinviato al 18 e 19 luglio p.v. (non si esclude il rinvio dello sciopero anche della cooperazione).

La giornata del 03 Luglio viene individuata come data incontro per il prosequio della trattativa. Molto probabilmente nella data del 28 p.v. verra' indetto un presido da parte delle OO.SS presso la Confcommercio di Milano.

Relativamente a quanto affermato precedentemente sulle eventuali soluzioni per sbloccare la trattativa nazionale che si era arenata sulla questione domenicale, conclusione era quella di considerare una apertura da parte delle OO.SS. relativamente al lavoro domenicale e festivo individuando un numero definito praticabile (sembra che qualcuno abbia citato un numero minimo superiore a 10 ad un numero massimo inferiore a 25), fermo restando la straordinarieta' dell' evento e comunque da concordare e completare nel II° livello di contrattazione. Sembrerebbe comunque che questa idea sia gia all'ordine del giorno nei tavoli di trattativa.

23 giugno 2008

Fonte: http://metedipasco0.blogspot.com/

RINVIATA L’ASSEMBLEA DI GIOVEDI 26 GIUGNO

ASSEMBLEA DEL 26 GIUGNO E SCIOPERO DEL 28 GIUGNO RINVIATI







Dato il proseguimento delle trattative per il CCNL, lo sciopero del 28 giugno E' RINVIATO






L'ASSEMBLEA DEL 26 GIUGNO E' STATA RINVIATA A DATA DA DESTINARSI




20 giugno 2008

CAMPAINI CANDIDATO SINDACO? "GRAZIE, RESTO ALLA COOP"


Il Pd prende contatti con il manager della Coop Turiddo Campaini.
Ne sonda la disponibilità e la voglia per l' avventura più avvincente di Firenze, quella del candidato sindaco.
Ma Campaini, oggi presidente del consiglio di sorveglianza della Unicoop Firenze, l' organo di controllo che rappresenta gli azionisti, ringrazia e declina.

Le primarie sono ancora lontane. Potrebbero tenersi a febbraio.
E nel frattempo il Pd che alle ultime elezioni ha conquistato il voto di un fiorentino su due studia così le mosse possibili per la primavera del 2009, quando Firenze tornerà a votare per scegliere il sindaco.

Non è la prima volta che salta fuori il nome di Campaini: nel Pd l' uomo Coop può contare da sempre su un nutrito gruppo di ammiratori, a cominciare dall' assessore comunale Graziano Cioni, che con Campaini condivide i natali in terra empolese. Prima coop italiana per numero di soci, la catena di distribuzione alimentare guidata per circa 35 anni da Campaini vanta in questa regione oltre un milione di soci. Un toscano su tre. E quando il manager empolese si schiera nettamente contro l' operazione Unipol-Bnl voluta da Consorte, molta della sinistra fiorentina guarda a Campaini come l' esponente di una cooperazione che vuole essere di successo ma che non dimentica la rappresentanza della base sociale.

E' da questo terreno che nasce l' idea di contattare il presidente del consiglio di sorveglianza sul Cda della Coop, nella consapevolezza che quella della prossima primavera potrebbe rivelarsi una battaglia difficile, ora che a Roma si è insediato il governo Berlusconi.
L' idea nasce, cresce, aggrega consenso e alla fine spinge il Pd metropolitano a fare un passo avanti e a chiedere un incontro col manager.

Campaini si è sentito lusingato, ha ringraziato per aver pensato a lui. Ma ha fatto presente che non intende lasciare il movimento cooperativo e la Coop. Proprio ieri, il presidente del consiglio di sorveglianza è stato avvistato a pranzo alla Taverna del Bronzino con il segretario regionale del Pd Andrea Manciulli. Non risulta che il segretario abbia chiesto a Campaini un coinvolgimento diretto nella futura gara fiorentina del sindaco di Palazzo Vecchio. Il pranzo sarebbe stato dedicato piuttosto a temi riguardanti l' economia cittadina e toscana. Ma non è affatto detto che la «caccia» ai possibili candidati del Pd si esaurisca con il «no grazie» pronunciato in questi giorni da Campaini.

Mentre in città rimbalzano le domande telefoniche dei sondaggi con i nomi più disparati, di possibili candidati in campo per il Pd se ne contano già tre. C' è l' assessore comunale all' istruzione Daniela Lastri, la ex diessina che nella corsa elettorale delle preferenze per il consiglio comunale è sempre arrivata seconda per un soffio dopo l' assessore Cioni e che sarebbe la prima candidata sindaco donna del principale partito.

C' è il presidente della Provincia Matteo Renzi, l' ex Margherita che nelle ultime settimane si è fatto paladino dello sviluppo senza limiti dell' aeroporto incrociando il consenso di alcuni imprenditori. E c' è il parlamentare e responsabile esteri del Pd Lapo Pistelli, anche lui ex Margherita, meno visibile sulla scena politica cittadina ma pur sempre presente. Tre nomi per tre possibili candidati sindaci. Ma la «caccia» del Pd non sembra ancora finita.

MASSIMO VANNI

Repubblica — FIRENZE

19 giugno 2008

18 giugno 2008

SULLE COOP L'OFFENSIVA UE


Dopo oltre sei mesi di analisi, è partita da Bruxelles la lettera dei servizi del commissario europeo alla Concorrenza, Neelie Kroes, che chiede formalmente dettagliate delucidazioni sui vantaggi fiscali di cui beneficiano le cooperative in Italia, in campo bancario e della grande distribuzione.
L'intervento dell'Antitrust comunitario solleva in particolare dubbi sulla compatibilità degli sgravi di cui beneficiano le grandi coop e le cooperative non mutualistiche (tra le quali Bruxelles intende includere anche le banche popolari). Nel mirino pure le riduzioni fiscali sul prestito sociale, di cui possono beneficiare i membri di una coop per depositi a breve termine.

Procedura soft
In ogni caso, la Kroes ha per il momento scelto di intraprendere la procedura soft di cooperazione su aiuti esistenti (che pertanto non saranno comunque soggetti a richiesta di restituzione retroattiva) e di non aprire un'inchiesta formale per aiuti di Stato o una procedura d'infrazione. Una scelta che indica la volontà di intavolare un negoziato con il Governo italiano su un tema complesso e delicato, che si sa potrebbe poi avere ampie ricadute anche in altri Paesi. D'altro canto, le denunce arrivate a Bruxelles da Federconsorzi contro gli sgravi ottenuti dalle nove cooperative di consumo di CoopItalia e altri esposti riguardanti banche popolari e di credito cooperativo imponevano alla Commissione di agire.

La risposta in un mese
A termini di regolamento, Roma dovrebbe rispondere entro un mese, ma data la portata del dossier a Bruxelles non ci si intende formalizzare sulla scadenza. «In particolare, il nostro scopo è di tutelare le riduzioni fiscali a vantaggio delle cooperative mutualistiche o che si giustificano in vista del perseguimento di obiettivi sociali nell'interesse comune – ha spiegato la Kroes, che ha illustrato i contenuti della lettera ieri agli altri commissari – mentre intendiamo escludere le agevolazioni fiscali ingiustificate a vantaggio delle imprese commerciali tradizionali. Sono fiduciosa che continuando a cooperare in modo proficuo con le autorità italiane risolveremo la questione in tempi brevi».

La compatibilità
Nel valutare la compatibilità degli sgravi fiscali con le regole comunitarie, l'analisi preliminare di Bruxelles si è basata su due elementi discriminanti: come anticipato fin dallo scorso dicembre (si veda «Il Sole 24 Ore» del 19 dicembre 2007) un fattore decisivo viene considerato l'appartenenza o meno della coop alla categoria delle Pmi, ovvero alle imprese che impiegano meno di 250 persone e che abbiano un fatturato annuale non oltre i 50 milioni di euro; l'altro elemento decisivo è se si tratti o meno di cooperative mutualistiche pure, che realizzino reddito solo con i propri membri. Per le Pmi con fini prevalentemente mutualistici le maglie del giudizio si allargano.

Le contestazioni
La Commissione Ue ritiene che la deduzione dal reddito imponibile degli utili accantonati alle riserve indivisibili (la misura che potrebbe riguardare anche le banche popolari) sia da considerarsi aiuto di Stato. E che questa divenga misura compatibile con le regole comunitarie solo quando riguardi riserve indivisibili obbligatorie o di una Pmi. Non viene ritenuto invece compatibile con le regole Ue il prestito sociale, ovvero la riduzione fiscale sugli interessi versati ai membri per depositi a breve termine. Non pare, invece, costituire aiuto, secondo gli uomini della Kroes, la deduzione dal reddito imponibile dei ristorni distribuiti dalla coop, essendo generati dagli scambi tra i membri.

Le reazioni
«È positivo il riconoscimento della Commissione che il regime fiscale per le società cooperative italiane non costituisca, in via di principio, aiuto di Stato e laddove lo costituisca sia ritenuto compatibile – ha commentato Luigi Marino presidente di Confcooperativa – tuttavia preoccupano i riflettori rivolti sulle grandi cooperative di consumo: l'unico bersaglio effettivo dell'indagine». Marino ha chiesto al Governo di rappresentare al meglio ora gli interessi del mondo cooperativo italiano e ha giudicato sbagliato distinguere le coop in base alle dimensioni, ma giusto farlo in base alla loro autenticità.

Enrico Brivio
ILSOLE24ORE.COM > Norme e Tributi
18 giugno 2008

16 giugno 2008

COSTRUZIONE NEGOZI UNICOOP FIRENZE: PREOCCUPAZIONE SULLA SICUREZZA

Dopo alcuni gravissimi incidenti, i rappresentanti dei lavoratori alla sicurezza di Unicoop Firenze sollecitano maggiori controlli da parte dell'azienda:




Questo è il loro documento:


Il primo doveroso pensiero dei Rappresentanti dei Lavoratori alla Sicurezza della UNICOOP FIRENZE, riuniti nella sede R.S.U. di Scandicci- Firenze, è rivolto alle vicende delle morti sul lavoro di questi giorni.


Particolare solidarietà è rivolta alla famiglia del giovane operaio di 32 anni deceduto nell'incidente sul lavoro avvenuto nel cantiere Unicoop Firenze/ Consorzio Etruria a Prato.


I Rappresentanti dei Lavoratori alla Sicurezza UNICOOP FIRENZE sono preoccupati dei gravi infortuni che si sono verificati negli appalti e subappalti avvenuti negli ultimi anni nella costruzione di negozi della Unicoop Firenze e con senso di responsabilità richiedono all'azienda le dovute informazioni sull'accaduto e maggiori garanzie in materia di sicurezza.

La morte di un lavoratore nel cantiere per la costruzione dell' IPERCOOP di Sesto Fiorentino il gravissimo infortunio invalidante avvenuto nella costruzione dell'Ipercoop di Lastra a Signa e la giovane vita spezzata in queste ore nella costruzione del Centro Commerciale di Prato ci impone una urgente riflessione su questo tipo di incidenti che non possono essere attribuiti solo a fatalità o sfortuna.

Alla magistratura e alla ASL il compito di accertare le responsabilità sull'applicazione delle norme sulla sicurezza.


Come R.L.S. UNICOOP FIRENZE richiediamo alla nostra azienda una maggiore attenzione agli aspetti legati alla sicurezza sul lavoro e non accettiamo che al proprio interno si manifestino questi drammatici incidenti che oltre ad uccidere addolorano terribilmente i familiari della vittima sommando dolore a dolore.

Richiediamo una maggiore partecipazione dei Rappresentanti dei Lavoratori alla Sicurezza, con la condivisione di strategie per migliorare la sicurezza nei luoghi di lavoro ed invitiamo l'azienda, a interfacciare il suo DVR (documento valutazione dei rischi) con le aziende in appalto che operano all'interno dei negozi.

L'UNICOOP FIRENZE, come proprietaria non può sfuggire alle responsabilità etiche e sociali e sollecitiamo che nel futuro deve accertarsi di controllare sempre più scrupolosamente e costantemente i processi di sviluppo innescati, anche coerentemente con la propria missione sociale.


L'UNICOOP FIRENZE deve farsi carico di un supplemento di controllo sugli appalti concessi e conseguentemente sui subappalti, con ispezioni fatte direttamente dal proprio servizio di prevenzione e protezione avvalendosi della collaborazione dei R.L.S. in un contesto integrato di sito produttivo. Questo analogamente a quanto sta facendo con i controlli di filiera, che riguardano i prodotti, convinti che una vita umana sia molto più importante delle merci messe in vendita .


Richiediamo la convocazione di una riunione periodica straordinaria in base all'art. 35 del D.L. 81/08 con la presenza di tutti i Procuratori alla Sicurezza sul Lavoro Unicoop Firenze per ricevere una prima informazioni dettagliata sull'accaduto, ricordando che l'esatto metodo è quello di un confronto preventivo rispetto ai cambiamenti organizzativi e gestionali, da analizzare per capitoli e temi specifici.


I RLS richiedono formalmente i verbali delle riunioni periodiche di tutti i settori (magazzini -uffici- negozi- centri commerciali- ipermercati) avvenute negli anni passati, strumento indispensabile per mettere in condizione i R.L.S. UNICOOP FIRENZE di poter lavorare e svolgere la propria funzione in relazione a quanto

stabilito nei documenti .


Richiediamo più formazione e informazione per i lavoratori che deve essere certificata dagli stessi RLS, così come la formazione prevista dal decreto legislativo 81/08 per gli stessi.

I R.L.S denunciano gravi carenze legate alle agibilità e mezzi, anche in deroga al testo unico che causano l'impossibilità di agire per lo svolgimento del proprio ruolo.


Confidiamo che la COOPERATIVA si attivi per dissipare dubbi ed incertezze sulla materia della sicurezza sul lavoro a qualsiasi obbiettivo economico.


R.L.S.


13 giugno 2008

UNICOOP FIRENZE: IN 2007 +2,6% FATTURATO






PREZZI IN CRESCITA DI 0,3%


Unicoop Firenze ha chiuso in positivo il 2007: il fatturato ha subito un incremento del 2,6% e i prezzi interni si sono mantenuti sostanzialmente stabili, appena lo 0,3% in piu' rispetto all'anno precedente.

L'incremento delle vendite di Unicoop Firenze e' di ben tre volte superiore alla media nazionale:
i dati Istat nel periodo gennaio-ottobre 2007 segnalano infatti una crescita della grande distribuzione specializzata in generi alimentari pari appena allo 0,9%. Ancora piu' marcata la forbice con il dato nazionale sul capitolo inflazione: nel comparto dei generi alimentari, secondo i dati Istat, a livello nazionale si e' registrata infatti un'inflazione del 2,9%, ossia quasi 10 volte tanto quella della cooperativa (+0,3%).

Anche il raffronto con i dati regionali indica l'ampio differenziale di prezzi a favore di Unicoop Firenze. La distanza con la seconda insegna piu' conveniente in Toscana mostra un gap addirittura del 6,7% sui prezzi dei generi alimentari, in ogni canale di vendita.

Grazie a questa politica di prezzo, si calcola che una famiglia media, cliente fedele di Unicoop Firenze, abbia ottenuto un risparmio annuo pari a 427 euro.

In crescita anche il numero dei soci che ha raggiunto quota un milione 49 mila unita', con un +2,9%.

afe/mcc/rob
(Asca) Firenze, 12 giugno 2008

IPERCOOP LIVORNO: SCIOPERO CONTRO LAVORO PRECARIO





La Rsu SdL Intercategoriale dell'Ipercoop di Livorno ha dichiarato (ieri in tarda serata in forma immediata) sciopero per l'intera giornata di oggi.
E' quanto si legge in una dichiarazione di Franco Lovascio, della segreteria nazionale SdL Intercategoriale.

Lo sciopero - tuttora in corso e che ha visto l'adesione totale dei dipendenti, tanto che il centro commerciale e' chiuso da questa mattina con all'interno solamente il direttore e gli addetti al centralino - e' stato proclamato per chiedere l'immediata interruzione delle procedure avviate con le agenzie interinali ed una corretta applicazione delle norme relative al diritto di informazione e di confronto con la Rsu.

Le lavoratrici e i lavoratori dell'ipermercato hanno incrociato le braccia contro l'arroganza dell'azienda che impone da un giorno all'altro agli stagionali (che da anni attendono una stabilizzazione) un'alternativa inconcepibile: "o interinali o fuori dalla Coop", perpetuando cosi' uno stato di precarieta' che inevitabilmente rendera' piu' difficile per tutti i dipendenti (anche dunque per quelli a tempo indeterminato) ottenere un miglioramento delle condizioni di lavoro.

Da questa mattina le lavoratrici ed i lavoratori in sciopero sono presenti all'ingresso del centro commerciale distribuendo migliaia di volantini ai clienti per spiegare le ragioni della protesta e, a seguito del blocco totale, per questa sera e' stata convocata un'Assemblea straordinaria dei soci Coop. Inoltre per le 19:00 di questa sera e' annunciata un'assemblea dei dipendenti, per valutare insieme quanto accaduto oggi e decidere come proseguire.

(AGI) - Firenze, 12 giugno 2008

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11 giugno 2008

PRECARI COOP: UNA VERGOGNA AZIENDALE




Il
protocollo welfare si rivela un boomerang per i lavoratori precari che avrebbero avuto diritto ad un contratto a tempo indeterminato.
Il sindacato tace colpevolente.
Unicoop cinicamente ne approfitta.




Riceviamo e pubblichiamo una email di una nostra collega a cui non è stato rinnovato il contratto dopo anni di lavoro a tempo determinato, come accaduto (leggi la loro lettera di denuncia) per le colleghe dell’Iper di Montevarchi :

A CASA DOPO 4 ANNI
"Anche io dopo 4 anni di onorato lavoro presso un IPER LA GRANDE I sono stata lasciata con un arrivederci e grazie. Vi è sembrata giusta questa legge? Almeno avessero vietato nuove assunzioni, invece via noi per non passarci a tempo indeterminato. Arrivano nuovi addetti. Non era meglio prima? Cosa posso fare? La filcams non ha saputo darmi risposte. Ci sono novità in arrivo?"

In realtà, nelle intenzioni del protocollo sul Welfare in materia di contratti a tempo determinato, si intendeva responsabilizzare le aziende ad assumere definitivamente il dipendente dopo 36 mesi di proroghe contrattuali. In particolare per il contratto a tempo determinato si stabilisce il limite di 36 mesi alla possibilità di reiterare i contratti (comprensivi di proroghe e rinnovi), dopo il quale nuovi contratti a termine possono essere stipulati solo davanti alle Direzioni provinciali del lavoro e con l’assistenza sindacale.

E’ evidente che si tratta di una scelta di Unicoop quella di NON rinnovare il contratto a chi aveva ottenuto queste caratteristiche.
E’ evidente anche che, questa grande cooperativa ha il cuore che si scoglie a comando, secondo le proprie convenienze.
Come risulta chiaro che, l’utilizzo prolungato di personale a tempo determinato, non è giustificabile con esigenze di lavoro momentanee (come sarebbe nella natura del contratto), ma che è strutturale all’organico del punto vendita e come tale dovrebbe essere assunto con forma definitiva.

Purtroppo, le valutazioni positive che furono date da molti autorevoli esponenti della sinistra all’intesa del protocollo, si sono rivelate errate e la voce dei contrari, minoritaria.
Ci chiediamo se l’intesa sarebbe stata raggiunta ugualmente con l’attuale governo.

La strategia usata da Unicoop Firenze è utilizzata anche in altre realtà cooperative.
Si legga la lettera dei DIPENDENTI PRECARI IPERCOOP FONTI DEL CORALLO, di Unicoop Tirreno.
Per quanto riguarda le novità sul fronte sindacale non ce ne sono, dopo il no del sindacato alla proposta aziendale, come riportiamo nell’articolo di seguito:

Apertura dell'azienda: utilizzo nei periodi utili, secco no dei sindacati.

PRECARI COOP, PROPOSTO PART-TIME ANNUALE.

Dopo un intenso periodo di trattative, agitazioni e incontri, Unicoop Firenze lancia la sua proposta per stabilizzare i posti di lavoro e offrire un'opportunità ai sette lavoratori precari, ai quali, da inizio gennaio, la SpA non ha rinnovato il contratto. La soluzione?
Trasformare le assunzioni a tempo determinato in contratti a tempo determinato con la formula del part-time annuale: ovvero da utilizzare nei momenti in cui la richiesta di personale si impenna.

La proposta presentata dalla Direzione dell'Ipercoop al tavolo di trattative con le RSU, non è piaciuta ai sindacati che l'hanno bocciata senza appello."
Il part time annuale è una formula prevista dal contratto collettivo di lavoro che consente di concentrare le prestazioni lavorative in determinati periodi dell'anno", spiega la società, precisando: "L'obiettivo di Unicoop Firenze è di estendere anche ad altri punti vendita, in modo da attenuare il problema dei contratti a tempo determinato.

In alcuni periodi dell'anno (da giugno a settembre ma non solo) infatti si rende necessario colmare il deficit di risorse lavorative dovuto a ferie ed altro, per garantire la continuità delle vendite. Nell'attuale congiuntura, per l'Azienda è il massimo sforzo possibile, non esistono spazi per lo sviluppo dell'organico, nè per nuovi posti di lavoro".
Dietro questa scelta la crisi strisciante, che sembra aver colpito duro sopratutto il non-food, che costringe la società a mettere in atto nuove strategie organizzative: "La crisi di vendite imporrà, anche a Montevarchi, una parte di mobilità interna verso i reparti alimentari che stanno registrando andamenti positivi".

Il no dei sindacati non scoraggia la proprietà: "Le proposte di assunzione saranno rivolte direttamente ai lavoratori interessati".


27 maggio 2008

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La Nazione

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05 giugno 2008

UNICOOP FIRENZE E SOCI SALGONO IN MONTE PASCHI MA IL TITOLO SCENDE









Il Monte dei Paschi, in seguito all’acquisizione di Banca Antonveneta, ha chiuso l’aumento di capitale.
I maggiori soci, tra cui Unicoop Firenze, hanno aderito e aumentato la loro quota.

Adesso Unicoop Firenze detiene complessivamente il 3,2% del capitale.

L’operazione Antonveneta è stata molto criticata per l’impegnativo costo (9 miliardi pagati agli spagnoli di Banco Santander, che hanno così ottenuto una plusvalenza di 2,36 miliardi).

Una lettera all'informatore Coop esprime preoccupazione per l’investimento di Unicoop.

Anche la borsa non ha dimostrato nessuna fiducia sul titolo Monte Paschi negli ultimi 12 mesi.


04 giugno 2008

COOP ACCHIAPPATUTTO, RESTA IL DUBBIO DEL VINGONE


GRANDE DISTRIBUZIONE
AN RICORRE AL GARANTE SULLA CONCORRENZA


Un esposto all’Autorità garante della concorrenza e del mercato sarà presentato dalla capogruppo di An, Erica Franchi, “ Al garante – ha detto la Franchi – chiederemo di verificare se, in tutto ciò che è accaduto e che sta accadendo, siano state rispettate le regole a tutela dell’interesse proprio dei cittadini e degli operatori”.

La decisione arriva all’indomani della notizia dell’acquisto di Unicoop Firenze del capannone Matec.
“Una scoperta di oggi – ha detto ancora Erica Franchi – visto che né il Consiglio Comunale era stato informato, né i membri della commissione urbanistica”.

E ANCORA: “L’ultima area che rimane destinata alla grande distribuzione è quella del Vingone. Sarà interessante capire chi si aggiudica quest’ultima area”. Per la Franchi c’è una proposta: “sotto il cartello stradale del comune di Scandicci, anziché area denuclearizzata, potremmo apporre la scritta area coopizzata”.

L’azzeramento della concorrenza, della varietà, della diversità, che così si realizza, annulla la possibilità di scelta degli abitanti di Scandicci e dintorni non solo in quanto consumatori, ma anche in quanto cittadini. Il problema è molto serio dal punto di vista commerciale, sul piano della libera concorrenza, della sopravvivenza dei piccoli esercizi di quartiere, che tengono vive le aree urbane. In tutto questo sarebbe interessante sapere per chi tifa il comune: monopolio o libera concorrenza?

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1 giugno 2008

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La Nazione – Provincia

29 maggio 2008

L'EX MATEC NEL CARRELLO DELLA COOP


Shopping da venticinque milioni di euro.
Le contropartite alla città



Cadono tutti dalle nuvole. Eppure un affare da 25 milioni di euro, che porta a Scandicci un nuovo magazzino di stoccaggio unicoop non poteva passare inosservato all’amministrazione comunale.

Certo, con sette lavoratori licenziati e relazioni sindacali ai minimi storici tra la cooperativa e i dipendenti, non avrebbe certo portato consenso mettere il cappello su questa operazione, tutta interna al movimento cooperativo, che porta Unicoop ad acquistare i capannoni Matec.

Che dovevano invece diventare la base logistica del consorzio Etruria per la realizzazione della bretella Stagno-Gonfienti. Ci finiranno invece le carni e il fresco, che non trovano posto nell’area di via dei Pratoni. Anche qui l’operazione del comune è stata brillante: ha permesso la realizzazione di un capannone industriale e di ampliamenti successivi, ottenendo in cambio la ristrutturazione dell’antica residenza del Ghiberti (ancora da completare dopo quasi dieci anni dalla convenzione) e la creazione di un parco (gran parte degli alberi messi a dimora sono seccati e attendono ancora di essere sostituiti).

Certo con l’acquisto del capannone Matec, il risultato è che Scandicci diventa comune “cooppizzato”. Accanto ai supermercati di vicinato nei vari quartieri e quello confinante del Ponte a Greve (che serve per buona parte i residenti di Scandicci) in arrivo c’è il più grande ipermercato della Toscana, nell’area di 25mila metri quadri del Pontignale.
E gli uffici che si trovano negli spazi vicini ai magazzini dei Pratoni dove lavorano in 600.

Adesso nell’area di 28mila mq vicino allo svincolo tra Fi-Pi-Li e A1, dovrebbe arrivare tutto il comparto del freddo. Lo sorso anno, era stata data per fatto l’arrivo del Consorzio Etruria, ma l’operazione è saltata e ora l’altro colosso del movimento cooperativo dovrebbe provvedere ai lavori di adeguamento della nuova struttura. Il capannone ex Matec è stato per anni il centro produttivo del Gruppo Lonati, leader nella produzione di macchine circolari per calzetteria.

Ma dopo l’ultima battaglia sindacale che ha portato allo smantellamento della fabbrica e al licenziamento degli oltre 200 lavoratori, la struttura è rimasta vuota e si è aperta la necessità di trovare una nuova collocazione. Chiusa la partita se ne apre subito un’altra per la sistemazione dell’area di via Masaccio al Vingone, dove dovrebbe arrivare un altro supermercato.
Scommettiamo?

29 maggio 2008

La Nazione – Provincia – Metropoli – Scandicci

Fabrizio Morviducci

20 maggio 2008

SCIOPERO CONTRO I LICENZIAMENTI


MERCOLEDI 21 MAGGIO 2008

SCIOPERO

DI TUTTI I LAVORATORI DEL MAGAZZINO DI SCANDICCI E SESTO F.NO DI UNICOOP FIRENZE CON ASSEMBLEA DI 2 ORE PRESSO LA SALETTA RSU DI SCANDICCI, VIALE EUROPA, 72.

ORARIO 10.30 -12.30

PER I LAVORATORI DEGLI ALTRI TURNI LO SCIOPERO SARA' LE ULTIME 2 ORE DEL PROPRIO ORARIO.

VISTO LA GRAVITA' DEI FATTI E' IMPORTANTE LA PRESENZA DI TUTTI.

RSU MAGAZZINI UNICOOP FIRENZE

Rassegna stampa


LICENZIAMENTI ALLA UNICOOP DI FIRENZE


Ci limitiamo a dare la notizia. Prossimamente renderemo note le forme di lotta che verranno decise in una prossima assemblea contro questa barbarie aziendale.

E' terminata con sette licenziamenti, 10 sospensioni da 3 a 9 giorni e in un caso, nessuna sanzione perche' non e' stata rilevata alcuna responsabilita', la procedura prevista dal Contratto nazionale di lavoro per le contestazioni disciplinari avviata da Unicoop Firenze il 4 marzo contro 18 dipendenti del magazzino di Scandicci in seguito alla vicenda degli ammanchi di merci nel magazzino. A queste conclusioni, informa una nota, la cooperativa e' giunta dopo un'attenta valutazione, durata oltre due mesi, delle informazioni a disposizione, e giungono dopo aver dato la possibilita' a tutti i 18 dipendenti di esporre le ragioni a loro difesa.

In particolare, le responsabilita' individuali sono state valutate e graduate secondo tre criteri guida: la reiterazione dell'atto; l'occultamento di merci; le responsabilita' nella scala gerarchica. La vicenda risale al maggio 2006 quando Unicoop Firenze sporse denuncia contro ignoti a seguito di ammanchi di merci nel magazzino. Le indagini sono state condotte dai carabinieri di Scandicci e nel febbraio 2007, la magistratura dispose l'installazione per due mesi di quattro telecamere nei locali del magazzino e l'inchiesta si e' conclusa con l'emissione di 24 avvisi di garanzia per furto e appropriazione indebita.

(fonte ANSA)

10 maggio 2008

LO STRANO CASO DEL LICENZIAMENTO ALLA COOP DI SAN CASCIANO



Che il clima in Unicoop sia molto pesante per i dipendenti, lo diciamo da tempo.
Negli ultimi mesi abbiamo assistito ad un'escalation di situazioni che per la loro gravità non hanno precedenti, come dimostrano il licenziamento e gli avvisi di garanzia dei magazzini di Scandicci.
Annoveriamo anche questo fatto che coinvolge una dipendente della Coop di San Casciano e che sicuramente è da collocare nel clima esasperato di caccia alle streghe che Unicoop ha generato.
Così riporta l'episodio LA NAZIONE:

San Casciano – La donna licenziata perché chiedeva più sorveglianza

La Coop: “ PRONTI A RIASSUMERLA

L’azienda: “La Pagliai potrà scegliere un altro punto vendita in cui lavorare

Il legale: “Stiamo aspettando la nota ufficiale. Poi decideremo se accettare o meno”

La Coop sei tu e sarà (di nuovo) anche di Stefania Pagliai, la dipendente caporeparto del supermercato di San Casciano, di 44 anni, dei quali 25 orgogliosamente trascorsi con indosso la divisa Unicoop, avvisata di licenziamento dopo aver semplicemente chiesto una vigilanza la sera, quando era da sola: era stata minacciata da persone senza fissa dimora (e per questo aveva fatto anche una denuncia alle forze dell’ordine).

La richiesta aveva innescato, secondo quanto si apprende dal fascicolo che ora è tenuto dall’avvocato Marcello Pecchioli, una serie di episodi che erano culminati nell’intimidazione di licenziamento (non esecutivo perché la donna è adesso in malattia).

CLIENTI E SOCI Coop di San Casciano si erano ribellati aprendo una sottoscrizione indirizzata ad unicoop firenze. La quale, già nella serata di mercoledì, mettendosi in contatto col giornale aveva detto: “Siamo alla ricerca di una soluzione: vogliamo reintegrare Stefania, in un punto di vendita vicino a San Casciano, sino a quando non saranno ripristinate le condizioni necessarie di serenità. Alcuni provvedimenti che erano stati adottati servivano a non farle operare la chiusura serale da sola. Comunque ora stefania potrà scegliere il punto di vendita che riterrà più opportuno, e valuteremo la situazione".

C’E’ QUINDI la volontà di far rientrare Stefania Pagliai in Unicoop. San Casciano è circondata da punti vendita abbastanza vicini, da Bagno a Ripoli a Scandicci, da Impruneta a Montelupo sino ad esempio a Poggibonsi. Si vedrà.
Anche il legale della donna, Marcello Pecchioli, resta in attesa. Ieri verso le 13,30 l’avvocato ha detto: “Che ci sia questa intenzione di reintegrare da parte di unicoop lo sappiamo al momento solo dai cronisti. Sarà Unicoop a dovercelo comunicare ufficialmente, e dovremo trovarci per valutare la situazione”.
Che se non si sblocca, andrà davanti alla Commissione del Lavoro, essendo stata avanzata l’illegittimità del licenziamento (che, va ribadito, non è scattato essendo in presenza di malattia).

L’altro aspetto di questa vicenda è la petizione popolare, per cui Stefania Pagliai ha ringraziato i sancascianesi: “Stefania Pagliai – afferma la lettera – per 25 anni ha prestato le proprie mansioni al servizio della Coop sempre attenta alle esigenze dei clienti, del negozio e dei soci. Il licenziamento è dovuto solo ad una richiesta, lecita ed inoffensiva, di essere tutelata alla chiusura del negozio".

9 Maggio 2008

LA NAZIONE

Andrea Ciappi

07 maggio 2008

ULTIMO PRIMO MAGGIO FESTIVO IN COOP ?


L'aria che tira nel mondo del lavoro è davvero brutta. Sempre meno tutele, sempre più flessibilità con salari sempre più bassi.
E' il mercato, bellezza... e la Coop si adegua, anzi anticipa spesso queste tendenze, forte del fatto che l'opposizione sindacale nel mondo cooperativo è di fatto inesistente, latitante, connivente.

Le dichiarazioni di alcuni dirigenti del mondo cooperativo rilasciate a Il Sole 24 ore (articolo che pubblichiamo di seguito) fanno presumere che questo Primo Maggio, sia l'ultimo festivo, che diventi insomma, un giorno come gli altri.
Dietro queste intenzioni più o meno esplicite, si sente forte la voglia becera e un pò vile, di liberarsi di tutto quello che è ritenuto dai manager di sinistra un inutile fardello legato a valori che stanno scomparendo rapidamente, grazie anche loro pesante contributo.

Il giorno in cui i lavoratori, il sindacato, la gente comune, i partiti di sinistra, smetteranno di considerare le Coop come un mondo sensibile ai valori storici di riferimento della sinistra, ma ritenerle aziende (almeno) come tutte le altre, sarà una grande conquista per tutti quelli che hanno un'anima di sinistra.
Un giorno di festa, quasi come l'ormai defunto Primo Maggio.

Negozi, è polemica

«Le aperture dei negozi nei giorni festivi devono essere liberalizzate – afferma Paolo Barberini, presidente di Federdistribuzione – per questo motivo terremo i negozi aperti il più possibile il 1° maggio, così come abbiamo fatto il 25 aprile, laddove le normative locali lo consentono».
E così almeno il 30% dei punti vendita della grande distribuzione aprirà i battenti nella festa dei lavoratori. Ma la cosa più significativa è che il 1° maggio non è più un tabù neppure per Coop, leader nella grande distribuzione e nella Legacoop, l'organizzazione delle "coop rosse".

«Le cooperative si regolano sul territorio secondo i rapporti di concorrenza e danno un servizio ai consumatori» commenta Aldo Soldi, presidente di Ancc-Coop, all'annuncio che alcuni Ipercoop resteranno aperti in Piemonte per la fsta dei lavoratori. «Certo bisognerebbe mettere ordine nelle aperture festive – aggiunge – che vanno sempre contrattate con i lavoratori. C'è anche il diritto al riposo, sono contrario a una deregulation selvaggia». «È opportuno tenere aperto se il mercato lo richiede» aggiunge Vincenzo Tassinari, presidente di Coop Italia.
«Ci saranno tre Ipercoop aperti in Piemonte il 1° maggio – sottolinea Ernesto Dalle Rive, presidente di Novacoop – d'intesa con i lavoratori. Dobbiamo tenere il passo con la concorrenza che nell'area è dura».

Non la pensa così il sindacato. «Il problema si è posto anche il 25 aprile – rileva Giovanni Ciarlo, segretario regionale Filcams-Cgil – e non siamo d'accordo, per questo motivo non faremo mancare la nostra protesta». «Certo la Coop questa mossa poteva risparmiarsela – aggiunge Marinella Meschieri, della segreteria nazionale Filcams-Cgil –. Però capisco anche i lavoratori che accettano perchè sono alle strette, devono pagare le rate del mutuo, oppure confrontarsi con un contratto nazionale bloccato da molti mesi».

Il fronte della grande distribuzione appare comunque determinato ad aprire i battenti. L'Esselunga fa sapere che il 1° maggio saranno aperti 12 grandi magazzini tra Lombardia e Piemonte, di cui almeno due nel cuore di Milano. Il Conad – fanno sapere dal quartier generale di Bologna del secondo gruppo italiano, anch'esso nell'orbita di Legacoop – aprirà il 10% almeno dei sui 2.900 punti vendita. Saracinesche sollevate dove possibile anche per Bennet e Pam. Il gigante francese Carrefour aprirà 8 centri commerciali e una cinquantina di supermercati. Saracinesche chiuse invece nell'altro colosso transalpino, Auchan.

«Le festività sono una grande opportunità», commenta Riccardo Francioni, top manager del gruppo Selex, anch'esso orientato all'apertura ove possibile. «L'Antitrust ha rilanciato sul tema della liberalizazione delle domeniche e dei festivi – conclude Barberini –. Chiederemo impegni alle Regioni, dobbiamo liberalizzare e varare norme trasparenti. C'è una babele di norme che disorienta operatori e consumatori».

29 aprile 2008

ILSOLE24ORE.COM

Vincenzo Chierchia

01 maggio 2008

ALL'IPERCOOP IL PRIMO MAGGIO SI LAVORA



In Piemonte protesta dei sindacati e invito allo sciopero della spesa



All'ingresso dell'Ipercoop di Cuorgnè, provincia di Torino, campeggia un cartello che avverte che giovedì il supermercato rimarrà aperto dalle 9 alle 21

Niente di strano se non fosse che il giovedì a cui ci si riferisce è quello del primo maggio, la Festa dei lavoratori, data molto sentita nel nostro Paese, in cui tutto si ferma, per celebrare la conquista storica del limite delle 8 ore di lavoro.
Ma invece quest'anno, per la prima volta negli ipermercati della Lega Coop, le cooperative di sinistra (e quindi il fatto è ancor più strano), si lavorerà. La Novacoop, la cooperativa che gestisce gli Iper della Lega Coop in Piemonte, sottolinea che la scelta dei dipendenti di lavorare il Primo Maggio è facoltativa e dall'azienda non verrà effettuato nessun tipo di coercizione.

Ma i sindacati non ci stanno e hanno iniziato un volantinaggio all'ingresso dell'Ipercoop di Cuorgnè, chiedendo anche alla popolazione di non recarsi a fare acquisti giovedì. La Filcams-Cgil attacca l'azienda, «del Primo Maggio lavorativo l'abbiamo saputo dai lavoratori» e su quanto riguarda la libera scelta dei lavoratori sottolinea: «Il 70% dei 180 dipendenti dell'Iper di Courgnè ha contratti part-time. Lavorare il primo maggio significa mettersi in tasca 50 euro in più».

Insomma, il ricatto da parte dei datori di lavoro è semplice quando un dipendente part-time, con contratto a termine o a progetto, deve scegliere fra la celebrazione di una data storica nella lotta per i diritti dei lavoratori, o pagare l'affitto a fine mese.

(28.4.08)

06 aprile 2008

PRECARIATO IN UNICOOP: DOPO 5 ANNI DI LAVORO L'IPERCOOP DI MONTEVARCHI NON RINNOVA IL CONTRATTO A 7 PRECARIE



Lettera per chi ha voglia di dire una sola parola per noi

A gennaio 2008 all’interno dell’ Ipercoop di Montevarchi si è verificata una grave situazione sette precarie con cinque anni di onorato lavoro si sono viste chiudere in faccia le porte dell’ ipermercato.

L’ Azienda ha attribuito alla legge Welfare tutte le responsabilità questo è un atteggiamento inaccettabile e incoerente con quello che mi hanno detto e promesso in tutti questi anni : che sono una lavoratrice meritevole ,che l’ assunzione sarebbe scattata quanto prima e tanti bei discorsi di comodo e circostanza . Cari signori un grazie e arrivederci non mi va proprio bene perché giocare su un posto di lavoro e sulla dignità delle persone è vergognoso .

Dire che in questi anni ho dato l’ anima è poco, perché con il miraggio di un assunzione,
il precario di fatto deve dire sempre SI.

SI agli straordinari, SI agli orari peggiori, SI a tutto quello che l’ Azienda chiede.
Considerato che l’ Ipercoop di Montevarchi è sott’organico e continuamente deve fare uso di personale avventizio preso con l’ intermediazione delle agenzie interinali mi chiedo perché non sia al mio posto di lavoro. In questa vicenda sono venuti meno i capisaldi di cui UNICOOP FIRENZE dice di farsi garante. Capisaldi che sono alle fondamenta di tutte le cooperative: LA SOLIDARIETA LA MUTUALITA LA DEMOCRAZIA senza fini di lucro.

A questo punto dopo avere effettuato alcune proteste e soprattutto chiesto aiuto a Istituzioni, Azienda, Soci e sezioni politiche ho ottenuto solo giudizi che mi rimproverano perché MI SONO ESPOSTA TROPPO, non è PIACIUTO LO SLOGAN: ADOTTA UN PRECARIO A DISTANZA e che mi sono COMPORTATA MALE quando ho perso la calma dicendomi che sono una maleducata. Intendo ringraziare LA SINISTRA ARCOBALENO di MONTEVARCHI e LA SEZIONE DEL PD di CAVRIGLIA.
A tutti gli altri SIGNORI che invece di aiutarmi mi hanno solo giudicata FACCIO LE MIE SCUSE

SCUSATE
Se non capisco: c’ è una legge che dice che ho diritto al lavoro fisso ma sono a casa perché UNICOOP FIRENZE ha deciso di usarmi come arma di ricatto per ottenere i suoi interessi contro lavoratori fissi e sindacalisti;

SCUSATE
Se mi è stato detto di stare tranquilla buona a aspettare non so cosa e non l’ ho fatto.Ma quando ho saputo che nei comuni vicini UNICOOP FIRENZE ha assunto e quindi stabilizzato lavoratori con i miei stessi diritti mi sono chiesta il perché;

SCUSATE
Se sono un ITALIANA che non ha mai chiesto niente e che non avrebbe mai immaginato di salire le scale di un municipio per chiedere aiuto alle persone per cui ha votato per 20 anni e dopo due mesi non avere ancora una risposta;

SCUSATE
Se mi sono presentata a un consiglio comunale chiuso, ma quando ho capito che avrei dovuto aspettare perché il protocollo non prevede la parola per tutti EDUCATAMENTE ho aspettato;

SCUSATE
Se dopo TRE ORE di ALBERI FINTI, FIORERE, PANCHINE, PICCIONI e ZANZARE ci sono voluti altri TRE QUARTI D’ ORA per dirmi che non avrei parlato e a quel punto mi sono arrabbiata e ho detto parole offensive;

SCUSATE
Se mi sono sentita male nel capire che chi non mi voleva fare parlare era proprio il PD o PDS e i suoi consiglieri;

SCUSATE
Se sono rimasta STUPITA nel sentire che le parole che avrei voluto dicesse il PD o PDS le stava urlando l’ opposizione mi hanno congedato con un documento nel quale non si aveva il coraggio di nominare e condannare UNICOOP FIRENZE per la sua posizione.Per merito della SINISTRA ARCOBALENO e FORZA ITALIA hanno nominato nel documento l’ ipermercato di Montevarchi;

SCUSATE
Se dopo avere saputo che il SINDACO di MONTEVARCHI si è offeso e che ci voleva denunciare ho deciso di fare queste scuse a tutti.

A QUESTO PUNTO VORREI SAPERE CHI CHIEDE SCUSA A ME.

SCUSA per avere chiesto il MIO posto di lavoro;

SCUSA perché dopo avere visto cosa è la politica mi domando come un SINDACO che è li grazie a me e al mio voto, invece di attivarsi perde tempo a OFFENDERSI senza dare risposte;

SCUSA per avere lavorato quattro anni facendo sempre il mio dovere e non perché ero una precaria ma perché so quanto è importante il lavoro.
Lavorato per UNICOOP FIRENZE una cooperativa con VALORI IMPORTANTI a cui nonostante tutto io credo e spero che anche LEI creda ANCORA.

GRAZIE A TUTTI

SABATO 05 APRILE 2008 17:21
Le SETTE PRECARIE DI IPERCOOP MONTEVARCHI

Fonte: www.arezzonotizie.it

Comunicato stampa Sinistra Arcobaleno

29 marzo 2008

LICENZIAMENTI COOP: LUCI ED OMBRE SULLA VICENDA

Molti di voi ricorderanno la vicenda che nel febbraio scorso vide come protagonista la Coop e alcuni suoi dipendenti accusati di furto nel magazzino generale di Scandicci. Sono arrivate alla nostra redazione delle lamentele, per il trattamento a detta loro scorretto nei loro confronti. Ma ricapitoliamo i fatti principali. Dopo aver fatto una denuncia contro ignoti per dei furti nel magazzino, la Coop, a febbraio 2007, ebbe il permesso da parte della magistratura di mettere per 60 giorni delle telecamere nei magazzini di Scandicci per controllare il comportamento dei dipendenti.
Dopo questo periodo di controllo la magistratura invia alla Coop il materiale dei filmati e invia a 18 dipendenti Unicoop e a 3 dipendenti della ditta di pulizie, degli avvisi di garanzia per furto e furto aggravato. La Coop dal canto suo, preso atto di questo materiale inviatole, ha spedito la scorsa settimana ai 18 dipendenti un avviso in cui si legge che saranno presi dei provvedimenti disciplinari sulla base dei fatti e dei filmati. Il tutto è in mano ai Carabinieri di Badia a Settimo.


Le segnalazioni che ci sono arrivate enunciano: “Nei filmati che loro hanno in mano si vede sì qualcuno che mangia qualcosa dal magazzino, ma anche gente che non tocca niente. Il prendere qualcosa dal magazzino tra la roba deteriorata o tra quella che veniva poi gettata via, era un po’ una ‘consuetudine’. Poteva capitare di mangiare un biscotto, più che una mela. Ma è come un barista che durante il turno di lavoro si fa’ un caffè. Potevano benissimo mandare un avviso in cui chiedevano che questa ‘consuetudine’ finisse e che punissero chi avesse continuato. Inoltre, il reparto ‘incriminato’ era un reparto con persone con limitazioni fisiche o con contenziosi con l’azienda, era l’occasione per fare piazza pulita. Per queste denuncie c’è gente all’ospedale, padri di famiglia, persone che hanno sulle spalle un mutuo. Il lavoro finché l’azienda non decide un provvedimento disciplinare continua ma non è certo facile lavorare così. Non accetteremo nessuna decisione, ci appelleremo al giudice del lavoro. Il nostro terrore? Che possano trattenere il nostro libretto di lavoro senza poi darci la possibilità di lavorare da un’altra parte. Inoltre la CGIL che doveva tutelarci, non ha preso parte in questa vicenda perché il più della volte Coop e CGIL si finanziano a vicenda”.
Queste dichiarazioni ci sono state rilasciate da un dipendente.



Alla luce di queste parole abbiamo deciso di andare a sentire la controparte, per riuscire ad avere una visione completa di questa delicatissima vicenda. L’Ufficio Relazioni Esterne della Coop è stato chiaro: “La magistratura ci ha fornito una documentazione con delle prove attraverso questi filmati. Sulla base di quello che verrà visionato, la Coop, tenendo conto delle regole del contratto nazionale di lavoro, prenderà dei provvedimenti disciplinari per queste persone, che varieranno in base alle immagini viste e alle dichiarazioni degli stessi dipendenti. Il nostro e quello della magistratura sono due percorsi diversi. Se i dipendenti, una volta comunicato il provvedimento, non lo accettano, possono recarsi dal giudice del lavoro che deciderà cosa fare. Il nostro non è un atteggiamento cattivo, ma dentro un certo regolamento che va rispettato. I dipendenti hanno parlato di ‘consuetudine’ ma dipende come viene fatta e certo non è un’attenuante ma in un certo senso un’ammissione di colpa, non è una giustificazione. Se ci si comporta correttamente, non si teme nessuno. Noi siamo 7000 dipendenti con 92 punti vendita, un regolamento ci deve essere e deve essere rispettato. Ascolteremo i dipendenti cosa hanno da dirci ed entro un paio di mesi manderemo i provvedimenti disciplinari. Magari queste cose non succedessero, sarebbe stato meglio per noi e per i dipendenti. Noi però abbiamo dei clienti e dei soci da tutelare e alla lunga se questi furti e altri avvenimenti connessi fossero ignorati, andrebbero ad incidere sullo scontrino e sul prezzo della merce. Noi non vogliamo criminalizzare nessuno, ma non è giusto che sia concesso tutto. Per quanto riguarda in nostro rapporto con la CGIL credo che il sindacato sia stato più volte dalla parte dei dipendenti con scioperi che portavano le tre sigle sindacali e quindi anche quella della CGIL. Il nostro è un rapporto assolutamente dialettico. All’interno della Coop stessa, è stato un argomento molto sentito quello dei furti, c’è stata molta attenzione. Ognuno si dovrà prendere le proprie responsabilità, perché sì si devono rispettare ai diritti delle persone ma non bisogna nemmeno mai tralasciare i propri doveri”.


Queste le due facce della medaglia di questa spinosa e delicata vicenda, sulla quale prontamente torneremo a parlare appena ci saranno nuove segnalazioni e sviluppi.

Martina Bazzini

Fonte: 055news.it


19 marzo 2008

VENERDI 21 MARZO: E' SCIOPERO PER IL CONTRATTO NAZIONALE















VENERDI 21 MARZO 2008


SCIOPERO INTERA GIORNATA DI TUTTI I LAVORATORI DELLA DISTRIBUZIONE COOPERATIVA.

Vedi volantino OO.SS.

E finalmente sciopero fu. I segnali che giungevano dal tavolo della trattativa erano preoccupanti e una conclusione avrebbe lasciato molte perplessità.

Non dimentichiamo la questione più importante: il licenziamento ingiusto di un nostro collega e le vergognose denunce di Unicoop nei confronti di lavoratori dei magazzini.

Di fronte a questioni così essenziali per la dignità di chi lavora, non c'è nessun problema equivalente, neanche il contratto nazionale.

Lascia forti dubbi l'idea di manifestare nell'area Ikea, Metro, zona Osmannoro, ben decentrata e lontana da qualsiasi visibilità. Ben lontana anche dalla sede di Unicoop, nel centro della città.

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07 marzo 2008

UNICOOP: E' LORA DEGLI AVVOLTOI







DOPO L'INGIUSTO LICENZIAMENTO ANCHE LA DIFFAMAZIONE










Il comportamento di Unicoop Firenze assume contorni sempre più disgustosi.
Dopo l'ingiusto licenziamento di un nostro collega per motivi irrisori e la caccia alle streghe scatenata nei magazzini di Scandicci che ha portato a 24 avvisi di garanzia per episodi che sfiorano il ridicolo, Unicoop mette la ciliegina sulla torta.

L'iniquità del licenziamento del nostro collega deve essere apparsa tale anche ad alcuni dirigenti visto che si sono affannati a diffamarlo fornendo informazioni false, per aggravare la sua posizione.
Riportiamo di seguito il comunicato delle Organizzazioni Sindacali in risposta alle spudorate dichiarazioni diffamatorie:

Firenze, 6 marzo 2008

Alla Direzione del Personale
UNICOOP FIRENZE

Le scriventi OO.SS. sono a denunciare l’atteggiamento diffamatorio di alcuni Responsabili e Dirigenti di Unicoop Firenze, in merito alla vertenza sindacale sorta dall’ingiusto licenziamento di un lavoratore, colpevole, dopo 10 ore di lavoro senza mensa, di aver aperto dei panettoni; e dei 24 avvisi di garanzia, verso altrettanti lavoratori, per essersi impossessati di bottiglie di acqua minerale, merendine ecc. non destinate alla vendita, ma depositate nel magazzino dei "rotti".

Nello specifico, ci riferiamo alle affermazioni fatte da parte di responsabili e dirigenti aziendali che, distorcendo i fatti, peraltro accertati dalla magistratura, affermano che nell’armadietto del lavoratore licenziato sarebbero stati trovati panettoni e che alcuni, dei 24 indagati, si sarebbero impossessati di oggetti di valore.

Diffidiamo, perciò l’Azienda, a speculare su argomenti privi di riscontri oggettivi, tesi solo a gettare discredito sui lavoratori coinvolti, al fine di minare la solidarietà, fino ad ora espressa, da tutti i dipendenti Unicoop Firenze.

Altresì riteniamo, che atteggiamenti di questa fattispecie, niente abbiano a che vedere con corrette relazioni sindacali.

In caso contrario saremo costretti ad attivarci, in tutte le sedi, non esclusa quella legale, per la tutela ed onorabilitàdei suddetti lavoratori.



FILCAMS-CGIL FISASCAT-CISL UILTuCS-UIL


04 marzo 2008

SCIOPERO E MANIFESTAZIONE DAVANTI AI MAGAZZINI UNICOOPS GIOVEDI 6 MARZO






























Scandicci, 3 Marzo 2008


Filcams-CGIL, Uiltucs-UIL e Fisascat-CISL Provinciali, unitamente alle RSU del Ce.Di. e delle Sedi di Unicoop Firenze, indicono un pacchetto di otto ore di sciopero, da effettuarsi al Magazzino del Ce.Di. di Scandicci e Sesto Fiorentino, così articolato:

2 ore giornaliere per ciascun reparto a partire da lunedì 3 Marzo, 2 ore per le giornate di giovedì, venerdi e sabato, altresì confermando lo sciopero delle prestazioni straordinarie.

Le motivazioni che hanno portato alla proclamazione del suddetto sciopero sono:

· lo spropositato e ingiusto licenziamento di un Lavoratore del Magazzino di Scandicci,

· la grave decisione di Unicoop Firenze di denunciare legalmente 24 Lavoratori, senza nessun tipo di interlocuzione sindacale,

· la mancanza di corrette relazioni sindacali che la Direzione persegue ormai da molto tempo.

Invitiamo tutti i Lavoratori di Unicoop Firenze ad esprimere piena solidarietà attraverso una numerosa e attiva partecipazione alla manifestazione prevista per giovedì mattina alle ore 9 presso il Centro Distribuzione Merci di Unicoop Firenze a Scandicci in viale Europa.

Siete inoltre invitati a convocare Assemblee in ogni luogo di lavoro per fornire una corretta informazione riguardo a quanto accaduto.

Le OO.SS.



02 marzo 2008

SCIOPERO AI MAGAZZINI E UFFICI UNICOOP











LUNEDI
3 MARZO SCIOPERO DEI DIPENDENTI UNICOOP DEI MAGAZZINI ED UFFICI CON ASSEMBLEA PERMANENTE
PRESSO LA SALA RSU VIALE EUROPA, 72 - SCANDICCI
ORE 10.52 ALLE ORE 14.52

COMUNICATO DELLO SCIOPERO

Scandicci, 29 Febbraio 2008

La RSU del Ce.Di. e delle Sedi di Unicoop Firenze, unitamente alla Filcams-CGIL, Uiltucs-UIL e Fisascat-CISL Provinciali, indicono un pacchetto di otto ore di sciopero.

Tale sciopero sarà articolato in 2 ore giornaliere per ciascun reparto a partire da lunedì 3 Marzo, altresì confermando lo sciopero delle prestazioni straordinarie.

Le motivazioni che hanno portato alla proclamazione del suddetto sciopero sono:
- lo spropositato e ingiusto licenziamento di un Lavoratore del Magazzino di Scandicci,
- la grave decisione di Unicoop Firenze di denunciare legalmente 24 Lavoratori, senza nessun tipo di interlocuzione sindacale,
- la mancanza di corrette relazioni sindacali che la Direzione persegue ormai da molto tempo.


La RSU


27 febbraio 2008

AVVISI SI GARANZIA ED UN LICENZIAMENTO AI MAGAZZINI UNICOOP FIRENZE



Quella di cui rendiamo conto è un’iniziativa aziendale senza precedenti e ha dell’incredibile.





Qualche giorno fa 24 persone (tra cui alcuni capi reparto) che lavorano all’interno dei magazzini Unicoop di Scandicci sono stati raggiunti da avvisi di garanzia emessi dalla procura.
L’accusa sembra essere di appropriazione indebita e furto.

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Da quello che si può capire, a seguito di una denuncia da parte di Unicoop Firenze contro ignoti per gravi ammanchi, i carabinieri hanno installato 4 videocamere in una particolare zona del magazzino e hanno ripreso per due mesi quello che succedeva.
Questo posto è una vera e propria gabbia al cui interno campeggia la scritta Merce non destinata alla vendita nella quale viene depositata tutta quella merce che si danneggia nella normale movimentazione e che non può essere inviata al negozio.

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E’ sempre stata consuetudine poter usufruire di alcuni prodotti la cui confezione era ormai compromessa. Era normale per un autista prendere uno spruzzatore detergente per pulire il camion, come era normale bere da una bottiglia d’acqua o consumare una merendina qualora gli appositi distributori ne fossero stati sprovvisti, o prendere dello Scottex, quando la carta asciugamano dei bagni era finita.
Insomma, era una usanza consolidata e fatta alla luce del sole, tutti lo sapevano e tutti lo facevano, responsabili compresi.

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Da ciò che fin qui è emerso, sembra che le 24 persone indagate abbiano commesso questo tipo di reato. Nonostante che da i due mesi di filmati non sia emerso niente che giustificasse i gravi ammanchi di merce di valore come denunciato da Unicoop, l’azienda ha ritenuto comunque di procedere legalmente nei confronti degli indagati.

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A questo si è aggiunto un altro episodio sconcertante.

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Nel periodo natalizio, un capo reparto del settore trasporti, dopo numerose ore di straordinario e dopo che non aveva potuto recarsi in mensa per la cena, ha creduto lecito aprire un panettone e metterlo a disposizione di chi, come lui, non aveva cenato.
Il responsabile del settore trasporti, avvisato telefonicamente dell’accaduto, si è precipitato in piena notte al magazzino e vedendo la carta del panettone ha chiesto chi lo avesse aperto e mangiato. Candidamente il capo reparto ha ammesso di essere stato lui, senza voler coinvolgere nessun altro collega.

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Ebbene, qualche giorno fa è stato licenziato senza termine di preavviso (licenziamento in tronco).
Inoltre l’azienda gli ha contestato di essersi trattenuto oltre il proprio orario senza nessuna indicazione in tal senso da parte di un responsabile.
La contestazione risulta particolarmente incomprensibile se si pensa che le ore straordinarie in questione gli sono state regolarmente retribuite. Al collega, oltre ad una doverosa solidarietà umana, sarà destinata una somma raccolta tra i dipendenti del magazzino, con lo scopo di aiutarlo nelle spese legali.

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Che il clima nei magazzini sia teso lo scriviamo da tempo, ma adesso ci chiediamo davvero che azienda sia diventata questa. Che cosa hanno in testa questi irresponsabili responsabili.
I lavoratori si sono riuniti in assemblea lunedi 25 febbraio (leggi il verbale).
Si leggeva nelle loro facce, sconcerto, incredulità e tanta, tanta rabbia. Negli interventi sono volate parole grosse.
Auspichiamo, nonostante la gravità senza precedenti dell’azione di Unicoop, che i toni rimangano nell’alveo della giusta e forte protesta.

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A questa azienda che ci disprezza e non vede l’ora di licenziare chi la mattina si alza col canto del gallo e svolge un lavoro faticoso e scarsamente remunerato, non abbiamo più nulla da dire ormai.
Ci spieghiamo quello che sta accadendo in due modi: o i valori che ispirano il nuovo corso di Unicoop sono del tutto antitetici rispetto a quelli su cui l’azienda si è fondata; o siamo di fronte a un corpo separato e impazzito della dirigenza, nel qual caso qualcuno dovrebbe intervenire su queste persone. E rapidamente.

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Per domani 28 febbraio è indetta una nuova assemblea generale al fine di fare il punto della situazione e decidere quali iniziative di lotta intraprendere.

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