18 novembre 2011

ESSELUNGA, TENSIONE AL PRESIDIO DI PIOLTELLO










Da un mese i lavoratori delle cooperative Safra protestano fuori dai magazzini per chiedere il reintegro delle persone licenziate e l'alleggerimento dei ritmi di carico e scarico.


Mercoledì le forze dell'ordine sono intervenute per impedire il blocco dei tir. Due feriti. Il sindaco Pd Concas: "L'azienda si faccia carico del problema"


La lotta va avanti. I lavoratori delle cooperative Safra protestano ancora fuori dai magazzini Esselunga di Pioltello. E mercoledì sera, nel polo alle porte di Milano, le forze dell’ordine sono intervenute per impedire il blocco dei tir. Non è la prima volta che il livello di tensione si alza, in un mese di presidio. Che per ora non ha ottenuto il reintegro delle 15 persone licenziate. Né l’alleggerimento dei ritmi massacranti con cui vengono caricati e scaricati gli scatoloni. Mentre il gruppo di Bernardo Caprotti continua a tenersi fuori dalla partita, ora scende in campo il sindaco del Pd, Antonio Concas: “Anche Esselunga si faccia carico del problema”.

Tra le cause che hanno scatenato la rabbia dei lavoratori, per il primo cittadino, ci sono le “vessazioni di cui sono responsabili alcuni aguzzini, delinquenti che facevano i caporali”. Una situazione complicata, che si trascina da tempo. Con i suoi 350 lavoratori, soprattutto immigrati, il Consorzio Safra gestisce alcune delle cooperative che lavorano nel centro logistico. Dopo lo sciopero dello scorso 7 novembre sono partite le prime sospensioni. Poi ci sono stati 15 licenziamenti. Fino al muro contro muro.

Il presidio va avanti senza sosta, con momenti in cui il nervosismo porta allo scontro. Come mercoledì sera, quando davanti al cancello protestavano una cinquantina di operai della Safra, appoggiati dal sindacato Si Cobas e dal centro sociale Vittoria di Milano. A loro si sono aggiunti anche studenti, lavoratori dell’azienda di componenti elettronici Jabil, realtà di Pioltello in grave crisi, e – dicono le forze dell’ordine – esponenti del mondo antagonista. In tutto circa 150 persone. Che a un certo punto hanno bloccato i camion. Gli agenti sono subito intervenuti e, per qualche istante, sono volati spintoni. Bilancio finale: due feriti medicati sul posto.

Secondo il sindaco è ora di risolvere una questione che ha anche conseguenze sull’ordine pubblico. Agli operai vanno poi garantite condizioni umane di lavoro. Ed è giusto che Esselunga dia il proprio contributo: “Chiedo che anche loro si facciano carico della soluzione del problema”, dice Concas. Il suo appello si aggiunge a quello lanciato, attraverso ilfattoquotidiano.it, dal suo predecessore sulla poltrona di primo cittadino, Mario De Gaspari. Il sindaco ha anche chiesto un incontro con Caprotti. Ma il gruppo della grande distribuzione, per ora, non cambia posizione: “Il caso riguarda esclusivamente i rapporti tra Safra e i suoi lavoratori”, è il mantra ripetuto ormai da un mese.

Il problema è più ampio per Ettore Montagna, della segreteria regionale della Filt-Cgil: “Ci sono 15 ostaggi – dice – a fronte di un migliaio di prigionieri del sistema delle false cooperative che hanno in appalto le attività di facchinaggio nei magazzini di Pioltello”. Ora, nelle trattative tra operai e Safra, sono coinvolte anche Cgil, Cisl e Uil. “Un risultato importante – dice il sindaco -. Perché la vicenda riguarda un settore difficile come quello della logistica, spesso interessato dalle infiltrazioni della criminalità organizzata”.



18 novembre 2011

Luigi Franco

Il Fatto Quotidiano


17 novembre 2011

RSU UNICOOP FIRENZE: FINE DELLE TRASMISSIONI?

Domani, venerdi 18 novembre, si svolgerà l'assemblea dei lavoratori degli uffici di Unicoop Firenze della sede di Scandicci che fa seguito a quella svoltasi nella sede di via Santa Reparata il 26 ottobre

Dopo che la Responsabile Relazioni Risorse Umane ha spedito una lettera ai delegati sindacali nella quale si attesta che le RSU da gennaio non saranno più riconosciute dalla Cooperativa, affiora il concreto rischio di restare senza rappresentanza sindacale a partire da gennaio prossimo in tutto il gruppo Unicoop Firenze

Nonostante questo la Filcams-Cgil pare contraria al sacrosanto svolgimento delle elezioni avocando alla segreteria le competenze delle Rsu, in un momento assai delicato, come quello attuale con il rinnovo in corso del contratto integrativo aziendale che sta per entrare nella sua fase cruciale

Ecco come riporta puntualmente la vicenda, presentando l'assemblea di domani, il blog Rsu Uffici:



Venerdì 18 si svolgerà presso la sede di Scandicci la seconda delle assemblee programmate nel corso dell'incontro sindacale avuto con i Lavoratori il 19 ottobre scorso. In quell'occasione l'Assemblea chiese esplicitamente il coinvolgimento dei segretari delle Organizzazioni sindacali (OOSS) affinché chiarissero ufficialmente ai Lavoratori lo stato di avanzamento della trattativa per il rinnovo del Contratto Integrativo Aziendale (CIA). Infatti, dopo il tentativo dei primi di luglio da parte delle OOSS e della Direzione aziendale di chiudere una volta per tutte la trattativa stessa, a distanza di quattro mesi non era stata ancora diffusa alcuna informativa.


A diffondere un clima d'incertezza e sfiducia aveva contribuito l'affissione nelle bacheche sindacali di comunicati separati delle OOSS, in particolare di Filcams-CGIL (vedi volantino dell'11 ottobre) e di Uiltucs-UIL (volantino dei primi di ottobre), che riportavano contenuti contrastanti riguardo a presunti affidamenti (impegni verbali dei segretari delle OOSS con la Direzione aziendale) dati nel corso di quei giorni di trattativa. In aggiunta, le notizie per niente rassicuranti riguardanti il tavolo per il rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale del Lavoro (CCNL) della distribuzione cooperativa, ormai fermo da tempo, lasciavano intendere che la stessa fase di stallo si stesse concretizzando anche sul tavolo aziendale di Unicoop Firenze.


A rendere ancora più confuso un quadro già di per sé piuttosto complicato, aveva contribuito un commento apparso in internet che, benché anonimo, appariva piuttosto dettagliato nello specificare quali fossero gli affidamenti dati; affidamenti che per di più si discostavano in maniera importante dalla piattaforma rivendicativa approvata e votata dai Lavoratori.

Insomma, un'assemblea chiarificatrice (una Scandicci e una a Santa Reparata) appariva quanto meno necessaria.


Così è stato e il primo di quei due incontri si è svolto il 26 ottobre presso la sede di Santa Reparata (vedi verbale) con quest' ordine del giorno: CIA e rinnovo RSU.

Il protocollo prevedeva che l'o.d.g. dell'Assemblea del prossimo venerdì fosse lo stesso del 26 ottobre, ma due importanti novità (la prima emersa nel corso dell'ultima Assemblea e la seconda occorsa il 10 novembre), hanno determinato un piccolo cambio di scaletta.

Ma procediamo con ordine.


1) Novità emerse nell'Assemblea del 26 ottobre.

Prima di tutto richiamiamo brevemente alcune delle notizie apprese il 26 ottobre e già evidenziate nel verbale.


Prima di tutto abbiamo saputo che la situazione di stallo della trattativa del CCNL si era concretizzata anche nella trattativa del CIA. Purtroppo questo brusco stop non sembra una situazione di facile soluzione: l'acceso tono dei volantini cui facevamo riferimento prima e, soprattutto, l'inascoltato intervento del Presidente Biancalani lo conferma. Infatti, a giugno il Presidente del Consiglio di Gestione aveva incontrato una nutrita rappresentanza delle OOSS, cercando di richiamare tutti a un doveroso senso di responsabilità per concludere in tempi strettissimi la trattativa. Tuttavia gli incontri che sono seguiti a luglio non hanno portato a niente.


Una seconda novità che vorremmo richiamare riguarda invece la piattaforma rivendicativa. Ebbene, abbiamo preso atto che anche su questo tema le posizioni di Filcams e Uiltucs sono piuttosto distanti: mentre per Filcams la piattaforma è superata e c'è la massima disponibilità ad accantonarla, per la Uiltucs quel documento rappresenta ancora la stella polare.


Infine, si è appreso che quel commento anonimo comparso su alcuni blog era un estratto di un promemoria di 16 punti oggetto della trattativa che aspettava di essere diffuso ai Lavoratori. Da quanto si è capito quel promemoria doveva rimanere riservato (parlava degli affidamenti dati dai segretari), ma presumibilmente qualcosa è andato storto e una sua parte è stata fatta circolare prima del tempo. Il motivo del ritardo nella diffusione è adesso chiaro: gli affidamenti cui si riferiva non erano condivisi dagli stessi segretari e ciò ha provocato la rottura del tavolo aziendale. Del resto la delicatezza degli argomenti rende difficile la convergenza di posizioni.


Purtroppo manca ancora un promemoria ufficiale per comprenderli nel merito, ma in semplice elencazione gli argomenti oggetto del contendere sono: superamento della volontarietà del lavoro domenicale, salario variabile legato alla presenza, aumento del divisore, aumento a 38 ore per i dipendenti di alcuni negozi del canale minimercati e temporanea sospensione delle garanzie previste dai precedenti accordi integrativi, superamento del nastro orario, ecc…


2) Novità del 10 novembre.

Veniamo adesso all'accadimento di giovedì scorso, fatto che sembra destinato a scatenare un'accelerazione alla trattazione degli argomenti nell' agenda sindacale di Unicoop Firenze.

La Responsabile Relazioni Risorse Umane della Cooperativa ha indirizzato una lettera personale a ciascun delegato informandolo che, essendo le RSU scadute ormai da tempo (marzo 2010), i permessi sindacali non saranno più riconosciuti dal gennaio 2012. Per la verità da marzo 2010 ad aprile 2011, ciascun delegato ha potuto continuare a usufruire dei permessi sindacali in forza di una proroga. Tuttavia questa proroga ad aprile non è stata rinnovata e da allora a oggi l'agibilità sindacale è stata possibile grazie ad una concessione aziendale.


In sostanza quella missiva attesta che le RSU da gennaio non saranno più riconosciute dalla Cooperativa, lasciando i Lavoratori senza rappresentanze sindacali unitarie.

Venendo a conoscenza di quella lettera, il primo pensiero sarebbe quello di aspettarsi una imminente consultazione elettorale per rinnovare le RSU. Del resto quella sarebbe, a nostro avviso, la strada più giusta da percorrere.


Tuttavia da quello che abbiamo appreso nell'Assemblea del 26 ottobre, la possibilità che si facciano subito le elezioni non sembra essere la posizione della Filcams. Inoltre resta ancora da capire quali siano le posizioni di Uiltucs e Fisascat. Non ci sarebbe da meravigliarsi infatti che l'impostazione di almeno una delle due sigle sia diversa, generando così un inutile prolungarsi dell'attuale situazione di stallo, già di per sé piuttosto pesante.

In questa situazione di veti incrociati però, sembra che la voce e l'opinione dei Lavoratori non interessi a nessuno. Per noi non è così: le opinioni dei Lavoratori devono essere alla base delle decisioni di un'organizzazione sindacale.


Per questo invitiamo tutti i dipendenti della sede di Scandicci all'Assemblea di venerdì: per partecipare attivamente e in maniera consapevole a una discussione che li riguarda in prima persona, per partecipare ad un dibattito che faccia comprendere una volta per tutte qual è la loro posizione riguardo alla possibilità di vedere le proprie RSU rinnovate e, così, nuovamente legittimate. 16 novembre 2011

VENERDI 18 NOVEMBRE

SEDE DI SCANDICCI, SALA BLU

Dalle 09:15 alle 11:30




16 novembre 2011

RSU Uffici Unicoop Firenze




16 novembre 2011

IL TEMPO PER INDOSSARE GLI INDUMENTI DI LAVORO E IL CASO ALL'IPER DI CREMA


L'episodio accaduto alla collega di Coop Lombardia riporta alla luce un argomento molto sentito dai lavoratori della GDO e di Coop: quello del tempo tuta, ricordiamo ai colleghi, fa parte dell'attività lavorativa.

Segnaliamo inoltre che
USB ha aperto una vertenza in merito in Unicoop Tirreno.

La questione non è sfuggita ad Unicoop FI, azienda sempre attenta ad iniziative di solidarietà, un pò meno accorta verso i diritti dei propri dipendenti. Uno dei punti del nuovo contratto aziendale, le cui trattative procedono a singhiozzo in attesa che si chiuda il CCNL, riguarderebbe proprio il tempo di vestizione/svestizione del lavoratore che Unicoop vorrebbe tenere per norma fuori dall'orario di lavoro (quindi nel tempo libero del lavoratore), nonostante varie sentenze della Cassazione stabiliscano il contrario.


Alla lavoratrice Ramona Guerini, addetta al Reparto Pescheria Ipercoop di
Crema gli vengono contestati dall’azienda addebiti disciplinari per non essersi presentata al lavoro all’ora stabilita e di aver abbandonato il lavoro prima dell’ora stabilita.

L’azienda le contesta: “Con la presente Le contestiamo ad ogni conseguente effetto di legge e di contratto quanto segue: in data odierna non si trovava sul posto di lavoro nel Reparto Pescheria all’ora stabilita per l’inizio delle attività, e cioè alle ore 7.00, ma arrivava alle ore 7.10 dopo 10 minuti. Sempre in data odierna, Ella abbandonava il posto di lavoro alle ore 11.53, sette minuti prima dell’ora stabilita per la cessazione delle sue attività, e cioè alle ore 12.00. Le contestiamo quindi la violazione dell’art. 191-1° comma – del vigente Ccnl. e regolamento aziendale in vigore”.

Semplicemente Ramona inizia regolarmente l’attività lavorativa come da disposizioni alle ore 7.00 timbrando con il badge. Termina l’attività lavorativa alle ore 12.00 timbrando con il badge l’uscita. Alle ore 7.00 dopo la timbratura si reca negli spogliatoi aziendali per indossare la divisa/tuta da lavoro specifica per la mansione in cui è impiegata, di addetta alla vendita e preparazione al Reparto Pescheria. Indossa all’uopo pantaloni, camice, scarpe antinfortunistiche, pettorina e cuffia, così come da disposizioni aziendali, idonee alla mansione specifica e alle procedure di sicurezza e igiene HCCP e da quanto previsto da legge. Raggiunge successivamente il Reparto Pescheria, svolgendo la mansione assegnata con diligenza e cura. Al termine del suo orario di lavoro si reca negli spogliatoi per eseguire la svestizione della divisa/tuta, riponendola con cura nell’armadietto e timbra l’uscita alle ore 12.00.

Il cambio della tuta è orario di lavoro. Indossare la tuta da lavoro in azienda, seguendo le modalità impartite dal datore, è una attività che rientra a tutti gli effetti nel tempo lavorativo che il dipendente mette a disposizione: pertanto deve essere pagato a tutti gli operai che indossano
la 'divisa' cambiandosi negli spogliatoi aziendali.

Innanzitutto, per analizzare al meglio la questione, occorre partire dal D. Lgs. n. 66 del 2003 concernenti taluni aspetti dell’organizzazione dell’orario di lavoro.

In particolare l’art 2 lettera a) stabilisce che “orario di lavoro è qualsiasi periodo in cui il lavoratore sia al lavoro, a disposizione del datore di lavoro, nell’esercizio della sua attività o delle sue funzioni”.

A tal proposito si ritiene, senza dubbio, che anche il tempo impiegato dal lavoratore per indossare e togliere la divisa rientri nell’ambito nel periodo in cui il lavoratore sia a disposizione del datore di lavoro, in quanto, tempo dedicato ad una determinata attività preparatoria richiestagli espressamente dal datore di lavoro e quindi retribuibile.

A sostegno di questo assunto in più occasioni si è espressa anche la giurisprudenza, che ha dichiarato che “il tempo necessario al lavoratore per raggiungere, una volta cambiato, il reparto dove, timbrato l’orologio marcatempo, inizia a svolgere di fatto la prestazione lavorativa, deve
essere retribuito poiché parte del lavoro effettivo, allorquando il dipendente sia tenuto a un tempo di percorrenza funzionale soltanto alle esigenze organizzative dell’azienda e sia assoggettato al potere direttivo, organizzativo e disciplinare della medesima.

INOLTRE, IL DATORE DI LAVORO NON PUÒ SICURAMENTE PRETENDERE CHE IL LAVORATORE INDOSSI E SI TOLGA LA DIVISA AL DI FUORI DELL’ORARIO DI LAVORO, INFATTI AL DI FUORI DI ESSO IL PRESTATORE DI LAVORO NON SOGGIACE A PROVVEDIMENTO ALCUNO DEL DATORE DI LAVORO.

La Coop Lombardia come ritorsione e con scopo intimidatorio, ha comminato alla lavoratrice, un biasimo scritto e una multa di due ore di retribuzione, dopo che, assistita dal SI COBAS, aveva motivato inoppugnabilmente le contestazioni disciplinari. Fin troppo evidente lo scopo di farla recedere e rinunciare a un diritto addirittura legalmente riconosciuto!!!

La Coop Lombardia è preoccupata che, i lavoratori inizino ad alzare la testa, a non delegare più ai pompieri confederali l’esercizio del diritto. La Coop Lombardia ha il timore, così come riferito da un loro responsabile, che questa questione si allarghi a tutte le filiali Coop Lombardia con evidente messa in discussione dei loro profitti.

Portiamo solidarietà a Ramona, iniziando tutti ad indossare gli indumenti da lavoro, in azienda e in orario di lavoro, oppure chiediamo che il tempo impiegato per indossare gli indumenti da lavoro sia retribuito come orario di lavoro. Iniziamo a chiedere ed esercitare i diritti anche attraverso il diritto di sciopero.

AIUTA TE MENTRE CI AIUTI: PRATICA LA SOLIDARIETÀ

AUTORGANIZZIAMOCI




16 novembre 2011

S.I. COBAS Coop Lombardia – Crema
  

13 novembre 2011

NASCE LA RSA DI USB ALLA COOP DI PISA-CISANELLO


Si rafforza la presenza di USB nella distribuzione cooperativa

La nuova RSA nasce nel negozio Unicoop Firenze di Pisa- Cisanello




Anche il Supermercato Coop di Pisa - Cisanello sceglie l'Unione Sindacale di Base. Questo è il segnale tangibile che i lavoratori accolgono con favore una proposta sindacale che viene dal basso e che li rende protagonisti delle proprie lotte.
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In buona parte dei lavoratori si avverte l'esigenza di una nuova rappresentanza che si contrapponga all'arroganza aziendale con decisione e senza il solito atteggiamento compiacente e schiacciato sugli interessi padronali.
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In attesa che finalmente si dia corso ad una nuova legge sulla rappresentanza, che stabilisca realmente “CHI RAPPRESENTA CHI” nei luoghi di lavoro, la nomina della nuova RSA USB è comunque una grande iniezione di energia per tutti noi e ci impegna a lavorare con sempre maggiore impegno per rendere concreti i molti obiettivi che ci siamo proposti.
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Oggi è soltanto l'inizio di un percorso fatto di momenti di formazione per la neoeletta RSA e di crescita di coscienza dei lavoratori dell’unità produttiva, attraverso un'informazione capillare e un confronto costante.
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Il primo appuntamento per l’ RSA è già programmato per venerdì 2 dicembre 2011, data dello indetto Sciopero generale di tutte le categorie pubbliche e private indetto da USB, SLAI COBAS, CIB-UNICOBAS e SNATER.
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Nei prossimi giorni USB Lavoro Privato comunicherà ad Unicoop Firenze la costituzione della Rappresentanza Sindacale Aziendale (RSA), del Supermercato Coop di Pisa - Cisanello
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Ai no
stri delegati i migliori auguri di buon lavoro.

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Roma, 13 novembre 2011

USB Lavoro privato

12 novembre 2011

PER CAMPAINI (UNICOOP FIRENZE) L'USCITA DA MPS DIVENTA POSSIBILE


Unicoop Firenze e Monte dei Paschi: si avvicina il divorzio?

Il momento drammatico della banca senese potrebbe riflettersi sulle decisioni della Coop presieduta da Turiddo Campaini




Il pezzo che segue è un estratto dell'intervista che Turiddo Campaini, presidente del consiglio di sorveglianza di Unicoop Firenze, ha rilasciato a Marcello Mancini de La Nazione.

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I passaggi che riportiamo sono particolarmente significativi per capire quelle che potrebbero essere le scelte future di Unicoop rispetto alla quota di capitale attualmente detenuta in Monte dei Paschi (3%). Vedi l'attuale composizione azionaria di Mps.
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Un tempo fu l'«investimento strategico». Campaini ha sempre sostenuto che la presenza di Unicoop nel capitale dell'istituto senese, non era un investimento qualsiasi, ma strategico, quindi funzionale a vincolare la banca al territorio, concetto che ribadisce anche nell'intervista che segue. Peccato che le sciagure che si sono abbattute su MPS negli ultimi anni, hanno visto una costante discesa del valore del titolo e hanno provocato una gigantesca perdita per Unicoop. Nel bilancio 2008, il primo bilancio in netto rosso della Coop guidata da Campaini, venne svalutata di 189 milioni la quota detenuta in Mps (da 2,52 a 1,5 euro per azione).
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Se consideriamo i corsi attuali del titolo (0,293 euro) la perdita di Unicoop su azioni MPS assume proporzioni gigantesche. Finalmente a Campaini suona l'allarme rosso, ma probabilmente non tanto per il quasi azzeramento dell'investimento in MPS, ma per lo scenario possibile che si presenta. La banca versa in condizioni difficilissime, aggravate ulteriormente dalla tempesta sui titoli di stato italiani e si paventa la possibilità di una riduzione della quota di controllo della Fondazione con l'arrivo di un
cavaliere bianco che entri significativamente nel capitale dello sfiancato istituto senese, allontanando però la banca da Siena e dal territorio.
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Di fronte a questo possibile contesto, l'investimento strategico di Unicoop non avrebbe più senso e in questa direzione vanno interpretate le parole di Campaini quando dice: "Se questi obiettivi dovessero diventare impraticabili («contribuire a mantenere le radici di Mps a Siena, estendendole alla Toscana» nota blog), il dottore non ci ha ordinato di restare nel capitale di Mps e non ha prescritto a Campaini di sedere nel Cda" e aggiunge inoltre "e credo proprio che i tempi per arrivare a sciogliere i nodi siano abbastanza vicini".
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Via da Siena, quindi? Campaini parla poco, ma ha almeno il pregio della chiarezza. L'ingresso di un nuovo socio in MPS (o il consolidamento di Axa che adesso ha una quota marginale nel capitale) salverebbe la banca, ma ne cambierebbe definitivamente la natura territoriale.

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Turiddo Campaini è una specie di "Enrico Cuccia de noantri". Silenzioso, riservato, sfuggente, uomo di grande potere come l'ex presidente di Mediobanca. Da 37 anni a capo dell'impero Unicoop, si è lasciato andare due o tre volte appena, pronunciando qualche parola che - tanto per dire - nel 2005 ha seppellito la scalata di Unipol a Bnl prima che lo facessero i magistrati. [...]

- Lei è conosciuto come "tessitore della finanza rossa", da quando disse no a Giovanni Consorte che voleva coinvolgere Unicoop nella scalata di Unipol alla Bnl. Visto ciò che è successo (Consorte condannato a tre anni, proprio una settimana fa), sentì puzza di bruciato o - come spiegò all'epoca - "una cooperativa non può essere né una banca né una società finanziaria?"

- Mi guidò una frase della mia cara maestra di scuola, "dimmi con chi vai e ti dirò chi sei"; ebbene, quella compagnia non mi piaceva e non era animata dai principi della nostra cooperativa".

- Ma i principi non le impedirono di entrare nel cda del Monte dei Paschi.

- Siamo entrati nel capitale del Monte con obiettivi precisi: contribuire a mantenere le radici di Mps a Siena, estendendole alla Toscana, e poi cercare di tirar fuori elementi sinergici su questioni che potevano servire ai nostri soci. La Toscana aveva già perso Fondiaria, le casse di risparmio di Pisa, Livorno e Lucca, la Cassa di Firenze era prevedibile che partisse, se fosse andata via anche Mps, non sarebbe rimasto un riferimento forte dal punto di vista finanziario. E sappiamo bene che dove ci sono banche, ci sono realtà economicamente più forti".

- Per il futuro?

- "Se questi obiettivi dovessero diventare impraticabili, il dottore non ci ha ordinato di restare nel capitale di Mps e non ha prescritto a Campaini di sedere nel Cda. E credo proprio che i tempi per arrivare a sciogliere i nodi siano abbastanza vicini".

- Tre anni fa lei rifiutò la candidatura a sindaco di Firenze: che effetto le fa oggi vedere Matteo Renzi, eletto dal centrosinistra, dar ragione a Marchionne invece che agli operai della Cgil?

- "Non amo le esasperazioni, credo che il meglio sia sempre nella sintesi. E comunque non ho mai visto un rottamatore che diventa costruttore di automobili. Capisco le intemperanze giovanili, però bisogna non correre il rischio di mettere l'immagine al primo posto: c'è il rischio della meteora e l'esperienza nella cooperativa mi insegna che la gente preferisce i contenuti".

- Se le chiedessero di candidarsi alle prossime elezioni?

- "Qui ha ragione Renzi: sono da rottamare".



11 novembre 2011

Marcello Mancini

La Nazione


11 novembre 2011

IL DIFFICILE RINNOVO DELLE RSU IN UNICOOP FIRENZE

Elezioni Rsu Unicoop Firenze: a quando?

In Coop Estense, che come Unicoop deve rinnovare l'integrativo, niente ha impedito alla scadenza naturale dei tre anni di rinnovare le Rsu. In Unicoop Firenze, nonostante una proroga di 20 mesi dalla scadenza, ancora non si vota. Ma forse si intravede una svolta.


Apprendiamo che in Coop Estense si sono appena svolte le elezioni per il rinnovo RSU, nei tempi previsti (scadenza dei tre anni) e senza intoppo alcuno (vedi articolo che segue). In Unicoop Firenze, al contrario, le cose funzionano diversamente.
Come di abitudine i ritardi e le proroghe concordate con i più fantasiosi espedienti, arrivano al parossismo. Stavolta siamo vicini ai 20 (venti) mesi di ritardo nella indizione delle sacrosante elezioni Rsu ! (e in passato abbiam visto di peggio...).

Questo mese, però, i delegati Unicoop si son visti consegnare una letterina in cui gli si comunica che nessun altra proroga o concessione sarà prevista oltre il 31 dicembre 2011. A consegnarla è proprio Unicoop Firenze, a firma della responsabile relazioni risorse umane, e suona come un ultimatum.

Come sappiamo l'integrativo è in fase di stallo ed Unicoop si è stancata di questa situazione inconcludente, perciò gioca l'asso nella manica. Sarà difficile trovare un nuovo accordo Rsu migliorativo rispetto a ciò che prevede il Contratto nazionale con questi presupposti (migliorativo solo per alcuni "unti dal signore", s'intende) perciò non rimane che la strada dell'applicazione del CCNL.
Questo significa che agli "unti" di cui sopra (distacchi, membri di organismi interni, coordinatori e via così..) abituati ad ampie agibilità (tradotto: MOLTISSIME ore di permesso) potrebbe palesarsi la temuta possibilità di un inatteso ritorno costante sul luogo di lavoro (spesso dimenticato, tanto lontano nel tempo).
Siamo certi che alcuni di loro staranno già sudando freddo con la letterina fra le mani!
Noi auspichiamo che ciò accada. E che si ripristini in Unicoop Firenze una democrazia sindacale vera e una rappresentanza volenterosa e sincera, senza servi e lacchè.

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Rinnovo Rsu Coop Estense


Alla scadenza naturale, cioè dopo 3 anni di mandato, tra il 12 ottobre ed il 5 novembre 2011 si sono svolte le elezioni per il rinnovo delle Rappresentanze Sindacali Unitarie (RSU) in Coop Estense, che con i suoi 2.500 dipendenti è tra le prime aziende della nostra provincia per numero di addetti.

Ha partecipato al voto oltre il 77% dei 1.900 lavoratori presenti al lavoro nelle varie giornate di votazione distribuiti in 21 unità produttive (tra cui i 4 Ipermercati, la sede e 16 dei 25 negozi della provincia).

Sono stati eletti 56 delegati sindacali, 24 dei quali alla prima esperienza sindacale, 8 di loro hanno un’età al di sotto dei 30 anni, 35 sono donne, di cui 2 di origine immigrata.

A queste elezioni, come nelle ultime di 3 anni fa, ha presentato propri candidati solo il sindacato FILCAMS CGIL di Modena, in quanto di gran lunga maggiormente rappresentativo in termini di iscritti, ma anche perché le altre sigle sindacali preferiscono ricorrere alla nomina dei propri rappresentanti (RSA). Quindi i 56 delegati sindacali Filcams/Cgil sono stati tutti eletti direttamente dai lavoratori.

“E’ un risultato che ci soddisfa ampiamente – commentano Rosa Dammicco e Greco Golinelli della Filcams Cgil di Modena – perché riteniamo queste votazioni un grande momento di democrazia e di verifica della rappresentatività vera per la nostra Organizzazione in questa importante realtà della grande distribuzione”.

“E’ sempre importante e significativo verificare la volontà dei lavoratori di eleggere i propri rappresentanti e diventa un momento di crescita per tutti coloro che hanno manifestato la decisione di impegnarsi in questa esperienza sindacale” continuano i sindacalisti.

“Il nostro ringraziamento – dicono i sindacalisti – va a tutti coloro che hanno votato e anche a quei lavoratori e lavoratrici delle varie commissioni elettorali che hanno permesso la realizzazione delle votazioni garantendone trasparenza e massima regolarità. Auguriamo un buon lavoro a tutti i 56 nuovi delegati”.

(FILCAMS CGIL Modena)


9 novembre 2011

Bologna 2000


08 novembre 2011

SCANDALO SPIONAGGIO ALLA COOP LOMBARDIA ANCHE IL VICEPRESIDENTE NEI GUAI


L’azienda ha sempre detto di essere all’oscuro del piano. Il pm non la pensa così

Per gli impianti la HiTech Security presenta una fattura da 345mila euro alla Coop





Non solo un ex dipendente infedele. Nell’inchiesta sullo spionaggio ai danni dei dipendenti Coop finisce anche il vicepresidente Lombardia, Daniele Ferrè. Nei giorni scorsi, il pm Francesca Celle, infatti, ha notificato al manager un «avviso di conclusione indagine», l’anticamera della richiesta di rinvio a giudizio. A Ferrè vengono contestati i reati di «interferenza illecita nella vita privata» e «cognizione illecita di conversazioni telefoniche». Reati non proprio bazzecole, prevedono fino a 4 anni di carcere, e sarebbero stati commessi fino al giugno 2009, in concorso con altri due indagati: l’ex responsabile della sicurezza Coop, Massimo Carnevali e il responsabile di una società di tecnologie investigative, Alberto Rancarani.

Lo scandalo è scoppiato nel gennaio del 2010, quando sul quotidiano Libero (un giornalista è indagato oltre che di diffamazione anche di aver diffuso materiale coperto dalla privacy), compaiono una serie di conversazioni strettamente private, effettuate al telefono dell’ufficio del direttore della Coop di Vigevano. I nastri, hanno scoperto le indagini, erano stati intercettati all’interno di un progetto partito nel 2004. «L’idea iniziale», ha svelato a verbale un indagato, «era di intervenire su una cinquantina di punti vendita». In realtà il progetto illegale è iniziato solo a Vigevano. Attraverso un meccanismo informatizzato, i vertici lombardi di Coop, secondo l’ipotesi della procura, avrebbero ascoltato le telefonate dei propri dipendenti. Un lavoro che ha portato l’agenzia di Rancarani, nel 2009, a emettere una fattura da 345 mila euro a Coop, che però non è stata mai saldata.

Fino a oggi, i vertici del colosso cooperativo, hanno più volte dichiarato di essere all’oscuro del piano. Il pm Celle, con il coinvolgimento di Ferrè, non sembra pensarla allo stesso modo. Nel fascicolo è allegato anche un altro atto che rivela un precedente. Nel gennaio 2010, il Ministero del Lavoro ha inviato un rapporto in cui si denuncia il presidente della Coop Lombardia, per violazione della privacy. Durante un controllo nella sede di via Quarenghi, gli ispettori si sono accorti che era presente un sistema di videosorveglianza interno che violava i patti sindacali. Per il numero uno Coop Lombardia, la disavventura, si è chiusa con il pagamento di una sanzione amministrativa.



8 novembre 2011

Emilio Randacio

La Repubblica.it


06 novembre 2011

UNICOOP A PONTIGNALE NESSUNA CERTEZZA

Ancora incertezze di Unicoop sulla realizzazione di quello che inizialmente doveva essere un mega centro commerciale di proporzioni simili a quello de "I Gigli"

La linea di ridimensionare gli iper, come Unicoop sta facendo, non poteva non passare anche sull'enorme struttura di Pontignale che mostra ancora una volta un'azienda dalla visione strategica non molto lungimirante e assai incerta


Nessuna anticipazione da parte di Unicoop sul progetto che delineerà la composizione e le dimensioni della nuova struttura che a Pontignale si attende ormai da molti armi. Quello che è
certo, al momento, è che i tecnici sono al lavoro per mettere insieme tutte le istanze di un mercato e di una clientela che da quindici anni a questa parte sono profondamente cambiati.

“Le previsioni iniziali risalgono ormai a molti anni fa, quando gli orizzonti e le condizioni del mercato e della concorrenza erano assai diverse”, spiega Claudio Vanni, responsabile Relazione esterne di Unicoop. “Ci stiamo confrontando con l'amministrazione comunale per capire quale tipo di investimento potrebbe rivelarsi più appropriato per quell'area, che noi abbiamo sempre considerato e continuiamo a considerare strategica”.
Inevitabili secondo Vanni ipotizzati cambiamenti rispetto al progetto originario di 10 mila metri quadrati da superficie commerciale dedicata all'alimentare e di 15 mila di non alimentare. “La tipologia di struttura che Unicoop aveva immaginato anni orsono”, continua, “non risulta più attuale alla luce delle mutate condizioni generali. Cambiamenti che non si possono certo definire di poco conto e che vanno valutati in tutte le loro implicazioni”.

Nessun'altra informazione arriva da Vanni, neanche sull’eventuale scelta di partner commerciale per la gestione della parte adibita a non alimentare. Il riserbo, a riguardo, è totale. “Al momento non possiamo dire di più, ma la Cooperativa sta lavorando attivamente all’elaborazione del progetto definitivo”.

Niente trapela quindi da Unicoop su quello che i residenti e tutti i cittadini di Scandicci debbano aspettarsi per il prossimo futuro. "Dobbiamo vagliare attentamentele diverse soluzioni”, conclude Vanni. “E scegliere la soluzione che risponda al meglio alle richieste del mercato”.

La speranza dei cittadini, che da anni ormai vedono quell’area recintata senza che alcun segnale dia concretezza a un qualsiasi progetto, è che l’attesa duri ancora poco.


4 novembre 2011

Beatrice Paci

Il Nuovo Corriere di Firenze

UNICOOP FIRENZE: ASSEMBLEA SEDE SANTA REPARATA

Si è svolta il 26 ottobre l'assemblea dei colleghi della sede di Via Santa Reparata (foto) sullo stato delle trattative del contratto integrativo e nazionale e il rinnovo delle RSU

Ecco un sunto redatto dalle rsu degli uffici



Data Assemblea: 26 ottobre 2011

ODG: Contratto Integrativo Aziendale, rinnovo RSU, v.e.

Presenti: Per la Filcams-CGIL Barbara Orlandi, per la Uiltucs-UIL La Bruna Massimiliano, Bagagli Alberto, Galdi Vincenzo, Giacomelli Sandra, Parrini Luca, lavoratori intervenuti.


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Sono stati introdotti gli invitati (purtroppo registriamo la mancanza della Fisascat-CISL) ed è stato fatto un veloce richiamo a quanto emerso nella precedente assemblea del 19 ottobre per permettere agli invitati di intervenire


Intervento Barbara Orlandi (Segretaria Filcams-CGIL Firenze)


Per quanto riguarda il CCNL:

- è stata confermata l’esistenza dell’attuale situazione di divisione tra le sigle sindacali;

- è stato definito come inaccettabile il CCNL del commercio firmato a febbraio 2011 da CISL e UIL, in particolare per quanto riguarda derogabilità e malattia.

Più in generale è stata evidenziata la necessità di non scardinare istituti che dopo il superamento dell’attuale crisi economico-finanziaria non esisterebbero più;

- è stato evidenziato che le difficoltà della trattativa del CCNL del commercio si sono manifestate anche al tavolo del CCNL della cooperazione e che, nel caso non si superasse l’attuale situazione di stallo, ci sarebbero dubbi sulla futura esistenza di un contratto nazionale della cooperazione.


Per quanto riguarda il CIA:

- è stata valutata la piattaforma rivendicativa come superata ed è stata manifestata disponibilità ad accantonare quel documento;

- è stato riferito che a Luglio sono stati dati degli affidamenti[1] (impegni verbali presi dai segretari delle OOSS con la direzione aziendale), ma che adesso anche al tavolo del CIA si è manifestata la situazione di stallo del nazionale. E’ stato ritenuto come necessario riaprire il tavolo aziendale superando le divisioni esistenti;

Intervento La Bruna Massimiliano (membro Esecutivo Unitario, componente Uiltucs-UIL)


Per quanto riguarda CCNL:

- è stata confermata l’attuale divisione tra le sigle sindacali, che non è iniziata nel febbraio del 2011, ma nel 2008 (data in cui per la prima volta fu firmato separatamente il CCNL del commercio).

Secondo la Uiltucs, la Filcams non ha firmato il contratto del commercio per motivazioni politiche (la CGIL non ha aderito alla riforma del nuovo modello contrattuale) piuttosto che per evitare la creazione di doppi binari[2];

- è stato evidenziato che il contratto del commercio e della cooperazione hanno specificità diverse (es. maggior concentrazione aziendale nel settore della cooperazione rispetto a quella del commercio), pertanto istituti che sono contrattati a un tavolo non necessariamente devono essere gestiti nella stessa maniera in un altro (es. nuova regolamentazione malattia dovuta a oggettiva presenza di assenteismo nel settore del commercio).


Per quanto riguarda il CIA:

- è stato riferito che fino al 16 marzo 2011 la trattativa era proseguita relativamente bene, con il coinvolgimento diretto dell’Esecutivo all’interno di un’apposita commissione tecnica che stava approfondendo in maniera piuttosto dettagliata gli argomenti della piattaforma rivendicativa. Da quel punto la trattativa aziendale si è interrotta fino a quando, con la riattivazione del tavolo nazionale, sono improvvisamente comparsi all’interno del CIA argomenti già oggetto di trattativa sul tavolo nazionale[3];

- è stato riferito che gli affidamenti “sono una favola” e che quindi non esistono;

- è stato riferito che a oggi non sono ancora stati affrontati temi riguardanti Uffici e Ce.Di.;

- è stata valutata come non superata la piattaforma rivendicativa.


Intervento di Alberto Bagagli

- ha manifestato il proprio impegno a chiedere al Presidente Campaini d’invitare (senza diritto di voto) le Organizzazioni Sindacali ai lavori del Consiglio di Sorveglianza, per dare forma e sostanza alla sua intervista riportata dal Corriere di Firenze in data 15 aprile 2010. Questo perché l’attuale crisi economica impone un capovolgimento di ruoli che finora potevano anche restare divisi.


Interventi della platea

È stata criticata l’impostazione tenuta a livello nazionale dalla Uiltucs, ritenuta non coerente.

È stato criticato che per la Filcams la piattaforma rivendicativa possa essere superata in quanto, quel documento, è stato votato dai lavoratori, intendendo con ciò che non è stato conferito alcun mandato per trattare argomenti che stravolgano la piattaforma stessa.

È stato richiesto che le RSU siano rinnovate dal momento che sono scadute.

Le Organizzazioni Sindacali sono state vivamente invitate:

- ad assumere impostazione unitaria al fine di non indebolire la posizione contrattuale dei Lavoratori;

- a informare costantemente (soprattutto con documentazione ufficiale e verbali d’ incontro) i lavoratori per mezzo della propria RSU poiché questa ha il completo sostegno dei Lavoratori;

- a fornire maggiori dettagli sul Contratto Integrativo, mettendo a disposizione dell’Assemblea un testo contenente segnalazioni anonime comparse in rete e sui blog[4].


Risposte di Barbara Orlandi

È stato riferito che la segnalazione anonima di cui al punto precedente, fa’ riferimento ad argomenti elencati in un promemoria di una trattativa di Luglio in cui erano presenti i tre segretari. Quel promemoria, che doveva rimanere riservato, è composto di 16 punti[5].

È stato convenuto che sarebbe stato meglio aver verbalizzato quell’incontro di Luglio.

È stato preso l’impegno a fornire maggiori informazioni non appena le segreterie saranno in grado di fornire il promemoria.

Per quanto riguarda il rinnovo delle RSU è stato affermato che, per la Filcams, è opportuno attendere ancora, in quanto chi ha avviato un lavoro deve avere la possibilità di portarlo a compimento. Tuttavia si registrano già motivi d’insofferenza[6] per il ritardo nelle votazioni per il rinnovo delle RSU.


Interventi della platea

Sono stati valutati come irricevibili argomenti quali salario variabile legato alla presenza e innalzamento del divisore.

Purtroppo non è stato possibile registrare le posizioni della Uiltucs per quanto riguarda l'eventualità del rinnovo delle RSU a causa della sopravvenuta conclusione dell'Assemblea.




[1] Alcuni esempi: sospensione CIA e aumento a 38 h settimanali per i lavoratori di alcuni negozi del canale minimercati (comunque già a conoscenza della situazione); innalzamento del divisore (operazione che non equivale necessariamente a diminuzione salariale in quanto, se così fosse, significherebbe che in Unicoop Firenze sono necessari consolidamenti di orario)

[2] Il fatto, a detta della Uiltucs, sarebbe confermato dall’esistenza anche nella stessa Unicoop Firenze di doppi binari (vedi modello Ipermercati in fase di nuova apertura; 38 ore con graduale rientro a 36 ore) grazie al quale è stato possibile il consolidamento dell’occupazione e la crescita negli anni trascorsi. Altro esempio di doppi binari è la differenza esistente per le ore di permesso individuali

[3] Il riferimento è ad esempio al tema del divisore

[4] Il riferimento è ad un commento anonimo comparso su alcuni blog

[5] Tra i quali troviamo, oltre ai due punti precedentemente elencati nella nota 1, anche il salario variabile legato alla presenza

[6] Il riferimento è probabilmente ad una raccolta firme di 180 lavoratori del Ce.Di. che hanno richiesto ufficialmente alle OOSS di rinnovare le RSU


3 novembre 2011

RSU Uffici Unicoop Firenze


04 novembre 2011

ESSELUNGA, LAVORATORI DELLE COOPERATIVE IN SCIOPERO: «CONDIZIONI DISUMANE»



I dipendenti della Safra, azienda che lavora per il marchio di Caprotti nel polo logistico di Pioltello incrociano le braccia contro le condizioni di lavoro. Denunciano vessazioni e intimidazioni. L'azienda ribatte: "Siamo gli unici ad applicare il contratto di categoria, offeso il nostro orgoglio professionale"


Spostare 1.400 scatole in sei ore vuol dire avere 15 secondi per ognuna. Basta una pausa in bagno più lunga del solito e manchi l’obiettivo. Il capo ti punisce. “Domani non presentarti al lavoro”, ordina. E quel giorno rimani senza paga. Questo raccontano gli operai della Safra, un consorzio di cooperative che lavora nel polo logistico Esselunga di Pioltello. Capannoni immensi nella periferia est di Milano. Fuori, schierati, i rimorchi gialli pronti per essere caricati. E poi via, verso i supermercati del Nord Italia. Ogni capannone ha i suoi prodotti. Fuori dal settore drogheria i lavoratori Safra scioperano da domenica scorsa, quando hanno pure bloccato i tir.

Del turno che finisce a mezzanotte, ieri sera, sono entrati solo in tre o quattro. Così dicono. Così si fanno forza. Perché qualcuno racconta gli avvertimenti: “Se continui a scioperare, non farti più vedere”. Ma loro sono lì, una cinquantina. Ci sono quelli che passano il giorno a prendere le scatole dai bancali. E quelli che i bancali li spostano: lavorano otto ore, due in più degli altri. Tutto il giorno sul muletto. Più veloce che puoi: “Devi spostare 18 bancali in un’ora”, raccontano. Vuol dire filare via da una parte all’altra. E se sbagli, magari fai male a qualcuno. Un po’ di tempo fa – dicono – un rumeno ha investito un egiziano. Era di un’altra cooperativa, l’egiziano. Gli si è spezzata una gamba. “Non deve più succedere”. Anche per questo protestano. Pachistani, peruviani, filippini, bengalesi. C’è il mondo fuori dai capannoni Esselunga. E anche un italiano. Un tempo gli italiani erano di più, ora sono rimasti in pochi. “E’ più facile sfruttare chi non conosce la lingua. Chi è arrivato da poco”, dice un ragazzo con le treccine.

Il primo sciopero è stato il 7 ottobre scorso. Poi 12 delegati sindacali del Si Cobas e altri tre lavoratori sono stati messi in ferie forzate. E alla fine sospesi. “Devono essere tutti reintegrati – la voce esce dal megafono -. Sennò non ce ne andiamo”. Un’altra serata in presidio. Di fianco alla tenda e al gazebo. Ora il megafono è in mano ad Hamed: 23 anni, viene dal Pakistan. Anche lui è stato sospeso. Scandisce i nomi di due capi. “Via”, fanno gli altri in coro. E poi: “Mafia”. “Via”. La notizia che duecento metri più in là, nel capannone dei prodotti ortofrutticoli dove lavora un’altra cooperativa, sono stati trovati 25 chili di cocaina tra le banane della Colombia è arrivata a tutti. E’ successo a fine settembre. Le indagini vanno avanti, nulla è trapelato finora.

Questa volta gli operai non vogliono bloccare nessun tir. Inizia a cadere qualche goccia. Loro rimangono. Qualcuno apre un ombrello, qualcuno si infila il cappuccio. Anche i poliziotti e i carabinieri rimangono. Una cinquantina pure loro, davanti al cancello. Gli scudi appoggiati per terra. E’ una serata tranquilla, finora. Ogni tanto qualcuno sorride.

“Quando ti ammali ti chiamano a casa. ‘Non me ne frega un cazzo se ha la febbre, fallo venire’, dicono a tua moglie”. Lo racconta più d’uno. Vicino uno striscione con scritto: “Esselunga e consorzio Safra sfruttano i lavoratori”. La pioggia aumenta. I ragazzi del turno di mezzanotte arrivano prima, si fanno vedere alle 11 e 20. Ora c’è tensione. Le forze dell’ordine chiedono di lasciare entrare chi vuole entrare. Ancora tensione. Qualcuno vorrebbe lavorare. Chi sciopera gli si mette davanti, gli parla. Lo convince a stare fuori. “Sciopero, sciopero, sciopero”, parte di nuovo il coro.

“La devono smettere di raccontare fandonie – dice Onorio Longo, presidente di Safra - noi siamo gli unici che applicano il contratto della logistica. Mi sento offeso nel mio orgoglio professionale”. Negli uffici di Safra qualcuno sospetta pure che dietro chi sciopera ci siano le cooperative concorrenti, che vogliono prendersi l’appalto. Esselunga fa sapere che grazie a un monitoraggio continuo su chi gestisce i magazzini di Pioltello è verificata la regolarità dei contratti e dei versamenti contributivi. “Ma il caso specifico riguarda esclusivamente i rapporti tra Safra e i suoi lavoratori”. Nel sito del gruppo di Bernardo Caprotti una sezione è dedicata alla responsabilità sociale: “Crediamo – c’è scritto – che equità sociale, crescita economica e rispetto ambientale possano progredire di pari passo. Questo è lo sviluppo sostenibile, e noi ci impegniamo a realizzarlo”.



4 novembre 2011

Luigi Franco, video di Franz Baraggino

Il Fatto Quotidiano

02 novembre 2011

APPALTO MAGAZZINI ESSELUNGA DI PIOLTELLO: TERZO SCIOPERO DI OTTOBRE


Lo sciopero è stato promosso da una quindicina di delegati
e attivisti del SI.Cobas messi fuori dal consorzio SAFRA dopo
lo sciopero del 7 ottobre.

Il blocco è cominciato alle 24,00 di stanotte ed ha visto
una notevole adesione sia interna (nei due turni finora interessati
dallo sciopero c'è stata un'adesione del 90%) che esterna
(CSA Vittoria, Circolo Malabrocca, CSA Baraonda, Comitato
antirazzista, Combat ed altri militanti solidali, che si sono affiancati
ai diversi Cobas delle cooperative sopraggiunti dalla
Fiege-Borruso, Ortofin,Ceva, TnT, Otil, Sgt, AF).

Tutto questo, per un totale di circa 200 persone, ha determinato
il blocco dei cancelli e quindi delle merci in entrata e in uscita
costringendo i vertici di SAFRA a convocare un tavolo di trattativa
per questa mattina alle 8,30. Sul tappeto, oltre alla vertenza
sindacale su cui si è prodotto lo sciopero del 7 ottobre
(irregolarità delle buste paga, carichi di lavoro insostenibili,
totale arbitrio dei capi sulla turnistica) c'è in primo la questione
del reintegro dei lavoratori estromessi dall'azienda.

L'incontro, come prevedibile, si svolge all'insegna della
disponibilità a portare l'insieme delle richieste all'interno del CdA
di Safra che si riunirà d'urgenza, con tutta probabilità,
mercoledì matina.

Per le 17 è stata convocata un'assemblea organizzativa,
per decidere i prossimi passi ma è certo che gli operai in
lotta hanno deciso di proseguire a oltranza, per lo meno
fino al reintegro degli operai estromessi.

Invitiamo tutte le strutture solidali a passare dal presidio
permanente in via Giambologna 1 a Pioltello - MI)
o comunque a prendere contatti per coordinare gli sforzi
pratici necessari (in particolare per affrontare le
notti) a dare pieno sostegno a questa fondamentale
battaglia che vede contrapposti in maniera netta ed
inequivocabile gli interessi e la dignità degli operai (tutti)
da una parte, e la voracità padronale che tende a
produrre modelli neo-schiavistici dall'altra.



31 ottobre 2011

S.I. Cobas - Coordinamento Provinciale di Cremona