15 giugno 2013

SUL LICENZIAMENTO DEL SINDACALISTA IN OBI, L'ONOREVOLE DEL PD CHIEDA ANCHE AD UNICOOP FIRENZE

L'onorevole del PD, Baruffi, presenta in parlamento un'interrogazione sul licenziamento del sindacalista avvenuto all'OBI di Modena

Ci si domanda perché, visti anche gli storici legami, l'apprezzabile iniziativa del Baruffi non passi anche per Unicoop Firenze che risulta essere il principale azionista di Obi Italia



L'onorevole del PD, Davide Baruffi, ha depositato un’interrogazione al ministro del Lavoro Giovannini sul caso del licenziamento di Corrado Di Stefano, rappresentante aziendale all’Obi di Modena Ovest.
La vicenda si inserisce nello scontro tra lavoratori e azienda sulle aperture domenicali e festive: l’Obi ha scelto di sottrarsi al codice comportamentale del Comune di Modena che esclude, tra l’altro, le aperture nelle principali festività civili e religiose.

Fermo restando che l'iniziativa di Baruffi è apprezzabile e condivisibile, l'onorevole non ritiene che sia il caso di coinvolgere, con la stessa motivazione con cui investe il Parlamento, anche Unicoop Firenze che risulterebbe controllare Obi Italia attraverso la società BBC (Brico Business Cooperation) della quale detiene il 70% delle quote? Magari proprio attraverso la figura del suo storico ed ascoltato Presidente, Turiddo Campaini, il quale peraltro, pur con sfumature diverse, non pare essere insensibile al tema delle aperture domenicali e festive.
La stessa domanda andrebbe girata a Filcams-Cgil, organizzazione in cui svolge attività il sindacalista licenziato, con un'aggiunta. Come mai codesta organizzazione sindacale, a quanto risulta, non ha intrapreso verso l'azienda la naturale ed ovvia procedura propria dell'art. 28/300 per condotta antisindacale visto che dichiara che il delegato sindacale non ha fatto altro che esercitare i diritti sindacali all’interno del luogo di lavoro a sostegno del confronto sugli orari e le aperture festive/domenicali. La strategia aziendale di Obi punta a sostituire il confronto con le organizzazioni sindacali e la normale dialettica sindacale con azioni inevitabilmente intimidatorie.
Per il PD non dovrebbe essere difficile interloquire direttamente con le Coop e, per dirla tutta, neanche per la Cgil.

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Licenziamento Obi, l'on. Baruffi porta il caso in Parlamento

Il parlamentare Pd interroga il Governo sul licenziamento di un rappresentante sindacale.

Il deputato modenese Pd Davide Baruffi ha portato in Parlamento il caso del licenziamento di un rappresentante sindacale del negozio Obi a Modena Ovest. Baruffi, con una interrogazione, chiede l’intervento del ministro del Lavoro Giovannini. “Questa vicenda – conferma il deputato Pd – merita di essere evidenziata non solo per la gravità del fatto, ma anche perché emblematica di uno stato di cose che deve essere corretto”.

Questa mattina il deputato modenese Pd Davide Baruffi ha depositato un’interrogazione al ministro del Lavoro Giovannini sul caso del licenziamento di Corrado Di Stefano, rappresentante aziendale all’Obi di Modena Ovest. La vicenda si inserisce nello scontro tra lavoratori e azienda sulle aperture domenicali e festive: l’Obi ha scelto di sottrarsi al codice comportamentale del Comune di Modena che esclude, tra l’altro, le aperture nelle principali festività civili e religiose. Il fatto risale a due settimane fa quando, dopo formale lettera di contestazione, il signor Corrado Di Stefano si è visto licenziato in tronco dalla nota catena commerciale. Obi ha optato per un’apertura indiscriminata in tutte le domeniche e le festività, 25 aprile, 1 maggio e 2 giugno compresi: proprio in concomitanza di queste aperture a dir poco inusuali sono stati proclamati alcuni scioperi. Ebbene, tra le contestazioni mosse dall’azienda a Di Stefano spiccano proprio le pressioni che il rappresentante sindacale avrebbe esercitato sui colleghi per convincerli a partecipare allo sciopero. Con questa interrogazione il parlamentare Pd intende non solo richiamare l’attenzione su un fatto a dir poco sconcertante, ma anche evidenziare come più in generale, nel nuovo regime che disciplina le aperture del commercio, manchi qualsiasi forma di tutela del lavoro, di quello autonomo (i piccoli esercenti sono oggettivamente svantaggiati rispetto alla grande distribuzione) e di quello dipendente che, complice anche la crisi dei consumi e il calo generalizzato nel settore, rischia di vedersi stritolato da una contrazione sistematica dei propri diritti. “La normativa è oggettivamente carente – sostiene l’on. Baruffi – e per di più, essendo arrivata nel pieno della crisi, anche intempestiva. Non solo ha privato Regioni e Comuni delle proprie competenze regolamentari e programmatorie, ma ha totalmente trascurato il fattore lavoro, scaricando sulla parte più debole il prezzo della riorganizzazione”. In questo senso Baruffi torna a chiedere al Governo se non sia giunto il tempo di ripensare la legge, in particolare di introdurre contrappesi adeguati a tutela dei lavoratori. “Nella grande distribuzione – prosegue il parlamentare Pd – una quota importante di lavoratori sono giovani e donne: i primi ricattabili perché spesso precari, le seconde più vulnerabili perché madri di famiglia o comunque oberate anche dal lavoro di cura. La situazione non è affatto in equilibrio e provvedimenti quale quello di Modena (il codice di comportamento promosso dal Comune insieme alle rappresentanze del settore, proprio per tutelare maggiormente i lavoratori e il rispetto delle festività civili e religiose) pur meritori, rischiano di non incidere più di tanto, senza una copertura di legge che li renda vincolanti”. “Questa vicenda – conclude Baruffi – merita di essere evidenziata non solo per la gravità del fatto, ma proprio perché emblematica di uno stato delle cose che proprio non va e, in quanto tale, deve essere corretto”.


6 giugno 2013


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