07 agosto 2008

E' IL CASO DI DISCUTERNE...


Nonostante il periodo vacanziero, le domande ed i dubbi dopo la firma dell'ipotesi del nostro CCNL, preceduta dalla firma disgiunta sul contratto del commercio, si fanno pressanti.
Riceviamo commenti interessanti e link per approfondimenti.

Vogliamo dare spazio a tutti, com'è nello spirito del blog, quindi ringraziamo tutti, sia i singoli lavoratori, sia chi rappresenta un'organizzazione sindacale.

Nei prossimi giorni pubblicheremo un post con i vari link di discussione che ci avete segnalato e che ci auguriamo continuiate a segnalarci per approfondire la discussione.

16 commenti:

Anonimo ha detto...

Se l'accordo separato nel commercio non è stato certo un bel segnale ne di unità sindacale ne per cosa si è ottenuto,devo dire che,da quello che se ne sa, neanche quello delle coop,dove io lavoro,mi lascia tranquilla.
Mi paiono troppe la questioni importanti rimandate alla discussione integrativa o aziendale.
Si potrebbero manifestare situazioni molto diverse fra loro e questo sarebbe male. Intendo anche a livello di punto vendita.
Non è che poi si rischia di fare peggio che nel commercio non coop?
Se dico stupidaggini correggetemi.
Un saluto al blog.

Anonimo ha detto...

Mi sa che hai centrato la questione.
Penso proprio che ad oggi l' esecutivo sindacale aziendale prima e e le rsu dei punti vendita poi, non abbiamo potere e forza di riuscire a stipulare un accordo sulle domeniche con tutti quei paletti che cisl e uil nel triste accordo del commercio sono riuscite ad ottenere.
basta leggere gli accordi sulle domeniche che gia esistono in alcuni punti vendita della cooperativa.

Anonimo ha detto...

Sono già state effettuate le prime assemblee di informazione-consultazione per il nuovo CCNL presso gli Iper.
Pare ci siano state già polemiche tra sigle sindacali.
Se il buongiorno si vede dal mattino.....

Massimiliano ha detto...

E'STATO CONSEGNATO IL NUOVO REGOLAMENTO AZIENDALE UNICOOP!
COME SAREBBE CHE INDOSSARE GLI ABITI DA LAVORO LE SCARPE ANTINFORTUNISTICHE E DOTARSI DI MULETTI O DI ALTRI MEZZI DI LAVORO NON RIENTRA NELL'ORARIO DELLA PRESTAZIONE?
LO DICONO LORO....!?
A ME NON RISULTA.
GRADIREI CONOSCERE COSA NE PENSA IL SINDACATO.
GRAZIE.

Anonimo ha detto...

Ma cosa vuoi gradire,.... chiedilo al sindacato !!!

F.L.A.I.C.A. Uniti CUB ha detto...

Vai sul sito www.flaica-roma.it e puoi vedere che ne pensa un sindacato...
Il tempo per indossare la divisa va retribuito. Ennesima sentenza della Suprema Corte che avvalora quello che abbiamo sempre sostenuto come Flaica CUB. Il lavoro in uniforme rimette in discussione la busta paga. Infatti, il tempo che occorre ai dipendenti per indossare le divise obbligatorie sul posto di lavoro rientra nell'orario lavorativo e, come tale, deve essere retribuito dall'azienda. Sul sito puoi trovare altre sentenze della Suprema Corte...

Anonimo ha detto...

Ma si possono scrivere sul regolamento norme contrarie a leggi o ad articoli del contratto nazionale?
Se lo leggete BENE troverete altre porcherie anche peggiori....

Anonimo ha detto...

Siamo piu' precisi, diciamo che cosa ne pensa la cassazione non il sindacato, il sindacato puo' solo condividere.
comunque la sentenza a giro su internet c'e.

Anonimo ha detto...

che fine hanno fatto gli arretrati di un anno di vacanza contrattuale?
non possono ammontare a 121 euro!
ci avevano detto che ci spettava un unatantum come le altre volte!
non è che ci siamo fatti truffare?

ER MONNEZZA ha detto...

IL REGOLAMENTO AZIENDALE NON PUO' ESSERE IN CONTRASTO CON LA COSTITUZIONE,LE NORME ELEMENTARI DI DIRITTO,ED IL CCNL.
DETTO QUESTO VEDETE VOI A COSA PUO' SERVIRE.

Anonimo ha detto...

Di seguito presentiamo i reali termini del rinnovo del nostro CCNL dal punto di vista dell’incremento salariale e dell’una tantum. Siamo in presenza dell’ennesimo attacco alle tasche dei lavoratori. Con questo semplice ragionamento, spieghiamo perché.



Partiamo con una breve spiegazione di cos’è l’una tantum.

Si tratta di una cifra che viene erogata in maniera forfettaria in occasione delle firme dei contratti per risarcire in parte i lavoratori dei mancati aumenti dovuti al ritardo del rinnovo. In sostanza è già di per sé una cosa penalizzante per le tasche dei lavoratori. In questo caso assume addirittura caratteri paradossali.



Se guardiamo il rinnovo precedente a quello oggi in esame, possiamo vedere che, a fronte di un aumento salariale di 72 euro per il biennio 2003/2004, e di un periodo di vacanza contrattuale (lasso di tempo in cui il CCNL è scaduto) di 18 mesi (il contratto fu rinnovato infatti nel luglio del 2004), ricevemmo una indennità di 400 euro, in due tranches rispettivamente di 250 e 150 euro.

Quindi, se confrontiamo la cifra che ci sarebbe spettata (72 euro x 18 mesi=1296 euro) e i 400 euro che abbiamo ricevuto, deduciamo che nelle nostre tasche finì una indennità del 30,86%.

Se analizziamo il rinnovo attuale invece, troviamo che riscuotiamo una indennità di 121,84 euro (in realtà già erogata nel corso del 2007), a fronte di una cifra spettante di 1094 euro: 76 euro (di aumento ottenuto per il biennio 2007/2008) x 12 mesi del 2007 + 26 euro x 7 mesi del 2008 (questo perché dal 1 gennaio 2008 abbiamo percepito un anticipo di 50 euro e perché il nostro contratto è stato rinnovato con 19 mesi di ritardo). Si ottiene una indennità del 11,14%. Circa un terzo dunque di quella presa quattro anni fa!



Ed è proprio su questi 50 euro che emerge la presa in giro. Come si suol dire: oltre al danno, la beffa.



La Filcams infatti nel suo comunicato dice testualmente che non c’è ulteriore una tantum in più ai 121 euro del 2007 perché “l’azienda ha già erogato 50 euro dal 01.01.2008”. Parla in pratica di un aumento di 150 euro a regime infilandoci dentro i 50 euro elargiti da gennaio, e allo stesso tempo li considera come un’integrazione alla una tantum del 2007! Si, avete capito bene, li contano due volte: come incremento e come una tantum (che sono due cose ben distinte!).



Non solo dunque ottengono un’elemosina rispetto all’aumento del costo della vita che viaggia a ritmi forsennati, ma prendono anche in giro i lavoratori facendo loro credere che l’aumento effettivo sarà di 150 euro per i prossimi quattro anni, quando in realtà saranno dilazionati in piccoli aumenti mensili di 20 euro medi a distanza di sei mesi l’uno dall’altro, il cui ultimo addirittura a soli tre mesi dalla scadenza del contratto stesso (nel settembre 2010)!



N.B. Tutte le cifre sopra riportate sono lorde e riferite a un full-time quarto livello (un part-time potrà fare i propri calcoli riparametrando il tutto con le corrette proporzioni). Nei calcoli non abbiamo considerato le tredicesime e quattordicesime mensilità.



Analizzeremo nei prossimi giorni l’intera ipotesi di contratto, comprendente anche la pessima parte normativa che recepisce in toto la nuova legislazione del Governo tutta contraria alle esigenze dei lavoratori (soprattutto con riferimento alla parte sui contratti a termine). Intanto ci fermiamo qui, ritenendo già significativi questi numeri per far capire ai dipendenti della nostra unità produttiva la portata di questo ennesimo accordo a perdere.



In attesa di riprendere il nostro percorso relativo al documento programmatico rivendicativo già presentato ai lavoratori, invitiamo a dire NO a questa ipotesi di CCNL, che ci impoverisce e precarizza ancora di più.

RSU SDL INTERCATEGORIALE
http://sdlipercooplivorno.spazioblog

Anonimo ha detto...

Si, ci siamo fatti truffare e prendere in giro come al solito dalla premiata ditta Coop-Cgil.

Anonimo ha detto...

Con l'inflazione di oggi l'aumento ottenuto in trance per quattro anni è ridicolo!

Anonimo ha detto...

VOTATE NO ALL'IPOTESI di ACCORDO CCNL COOPERAZIONE!!!!

DANI ha detto...

Sono delusa dai risultati ottenuti nel nuovo ccnl coop e non condivido il nuovo modello contrattuale che rinvia tutto o quasi al secondo livello.
Voterò NO ma temo che sarà una consultazione pilotata.
saluti a tutti i colleghi.

Anonimo ha detto...

Non si è capito se le assemblee di consultazione sul nuovo contratto verranno tenute in forma unitaria o se la cgil le fa per conto suo...
In questo caso l'unità sindacale si potrebbe dire finita, almeno per quanto riguarda il settore del commercio?
Sarebbe il momento di dare una scossa vera a questo sindacato!