03 ottobre 2011

ESSELUNGA, CAPROTTI ANNUNCIA LE SUE DIMISSIONI DOPO LA SENTENZA PRO COOP


Dopo la lettera al Corriere della Sera con cui Caprotti commentava la sentenza, ora annuncia le sue dimissioni da presidente, pur mantenendo il ruolo di consigliere e praticamente tutte le deleghe operative


Mantiene le deleghe operative, ma lascia simbolicamente la carica di presidente il numero uno di Esselunga Bernardo Caprotti. L'annuncio è stato dato dallo stesso fondatore della catena di supermercati, nel corso della presentazione del film «Il mago di Esselunga» di Giuseppe Tornatore. «Soprattutto dopo la sentenza che fa di me praticamente un ladro - ha detto Caprotti - le mie dimissioni dalla presidenza saranno sul tavolo tra sette giorni. Ma questo non vuol dire che mi ritirerò da quello che faccio». Caprotti, che ha spiegato che manterrà il ruolo di consigliere e praticamente tutte le deleghe operative, non ha però voluto rivelare chi sarà il prossimo presidente di Esselunga.

Due settimane fa il Tribunale di Milano ha condannato Caprotti per la pubblicazione del libro «Falce e carrello», con cui accusava le «coop rosse» di utilizzare i legami con la politica locale per tagliare fuori i concorrenti e di approfittare del loro monopolio per tenere alti i prezzi a danno dei consumatori. Per i giudici, Caprotti attraverso quella pubblicazione ha commesso «un'illecita concorrenza per denigrazione ai danni di Coop Italia». La sentenza impone il pagamento di una multa di 300mila euro, unitamente all'obbligo di ritirare il phamplet dal mercato con divieto di futura ristampa.

Dal primo supermarket alla Esselunga raccontata da Tornatore


La mala burocrazia

Caprotti ha poi parlato della mala burocrazia: «I rapporti con le amministrazioni locali diventano sempre più difficili. Aprire un negozio di 4mila metri quadri può richiedere anche 12 anni di tempo, perchè in Italia tutto è normato, siamo il Paese con il maggior numero di regole al mondo». Secondo Caprotti «fare ancora dei distinguo fra sinistra e destra è una grande stupidaggine perchè a destra c'è chi non ci vuole, stando con i commercianti o gli ambulanti, mentre alcune amministrazioni di sinistra sono molto amiche. Poi ci sono realtà come Modena e Livorno che invece sono completamente chiuse». Commentando poi la decisione di un giudice di ritirare dal commercio tutte le coppie di Falce e carrello distribuite da Esselunga, «tutto è in mano agli avvocati - spiega Caprotti - che ci diranno cosa fare».

Il corto con Tornatore
Caprotti si è poi soffermato sul cortometraggio di Tornatore che in 16 minuti è risucito a raccontare la storia di una famiglia alle prese con la spesa quotidiana in un supermercato Esselunga, dove il piccolo Sandrino viene preso per mano da un vero e proprio 'Mago che gli fa scoprire tutto ciò che avviene dietro le quinte del supermercato. «Con i nostri colleghi stranieri -spiega Caprotti all'anteprima del film, al Manzoni di Milano - spesso ci incontriamo e ci confrontiamo. È stato al termine di uno di questi incontri che mi sono chiesto: perchè non far vedere ai nostri clienti cosa c'è dietro al nostro lavoro? Ho avuto la fortuna di incontrare Tornatore - sottolinea Caprotti - al quale ho chiesto di realizzare non un documentario, sarebbe stato troppo banale, ma una storia. Una storia vera che nessuno meglio di lui avrebbe saputo raccontare». «Ho visto il film almeno una trentina di volte, assieme ai miei nipotini - racconta Caprotti - e ce ne siamo innamorati tutti. È una storia bellissima che ritengo abbia anche una sua valenza divulgativa, non politica, di come si possa fare questo lavoro».


3 ottobre 2011

Il Sole 24 Ore


Nessun commento: