10 marzo 2009

MANGIO' UN PANETTONE, SARA' RIASSUNTO

E' passato un anno: l'azienda dovrà pagargli tutte le mensilità arretrate








Ma valeva la pena licenziare in tronco un ragazzo di 34 anni con un figlio di un mese? Valeva la pena buttarlo fuori per aver aperto un panettone e averlo diviso con alcuni colleghi (a mensa chiusa) affamati dopo ore di straordinario? Valeva la pena il rigore invece del buon senso?

Il giudice del lavoro ha ritenuto che tutte queste cose non valevano la pena; e ha ordinato ad Unicoop di reintegrare Riccardo, il capo reparto licenziato nel febbraio del 2008 proprio per aver aperto tre pacchi soci durante il turno di lavoro.

A rendere nota la cosa, la RSU dei magazzini di Scandicci. Il giovane, difeso dall'avvocato Fabio Rusconi, è stato reintegrato al lavoro col pagamento di tutti gli stipendi arretrati, aggiornati degli interessi, come stabilito dallo Statuto dei Lavoratori.
Il giovane aveva raccontato il fatto proprio al nostro giornale, durante uno degli scioperi relativi all'inchiesta sulle merendine della gabbia dei rotti.

Quel giorno aveva cominciato il turno iniziato alle 13 e l'avrebbe terminato alle 23.30, straordinari compresi. Riccardo, assunto nel 1996, lavorava e tornerà a lavorare nei magazzini di Scandicci.
In dodici anni era sempre stato additato ad esempio, tanto che era stato nominato capoturno.
I suoi problemi cominciarono il 7 dicembre del 2007.

"La mensa non era disponibile - ha raccontato il giovane al nostro giornale - e quando la fame ha avuto il sopravvento abbiamo preso tre pacchi da un pancale perso, ossia uno di quelli che non era destinato ad alcun negozio e non aveva alcun destinatario.
La mattina dopo sono stato chiamato dal responsabile del magazzino che mi ha chiesto conto della carta da imballo del panettone trovata in un cestino. Io mi sono preso la responsabilità della cosa, un fatto normale, già successo altre volte. Non pensavo ci fossero problemi. Poi mi è stato detto che mi dovevano fare rapporto. Io ho risposto alle lettere, fino a che mi è arrivata la lettera di licenziamento in tronco". A 34 anni e con un figlio di un mese. Era il febbraio 2008.

Al giovane è andata la solidarietà dei colleghi di lavoro. Gli operai dei magazzini aprirono una sottoscrizione per contribuire alle spese legali che avrebbe dovuto affrontare per riconquistare il posto di lavoro. Per i colleghi si trattava di un lavoratore che "dopo numerose ore di straordinario e dopo che non aveva potuto recarsi alla mensa per la cena, ha creduto lecito aprire un panettone e metterlo a disposizione di chi, come lui, non aveva cenato".
Per Unicoop invece, il licenziamento rientrava nell'applicazione delle regole aziendali.
Alla fine, a un anno esatto da quei fatti, Riccardo ha vinto la sua battaglia. Tornerà a lavorare con lo scrupolo e la coscienza che, a detta dei colleghi, aveva sempre messo nella sua attività.

" Visto l'esito del giudizio - dicono i sindacati, le RSU dei magazzini Unicoop Firenze - desideriamo porre all'attenzione del Consiglio di Sorveglianza e di tutti i soci Unicoop, di come questa vicenda sia esempio di quanto i rapporti tra dirigenza e dipendenti, e di conseguenza relazioni sindacali, siano andati deteriorandosi negli ultimi anni".

6 marzo 2009

La Nazione

Fabrizio Morviducci

7 commenti:

Anonimo ha detto...

Siamo felici di riaverti fra noi.

Anonimo ha detto...

Quei vigliacchi dirigenti che avevano a cuor leggero deciso il tuo licenziamento dovrebbero ora guardare lo specchio e sputarci contro!

max ha detto...

mercoledì 25 marzo nuova udienza al Tribunale Civile di Firenze per i 7 licenziati del magazzino Unicoop di Scandicci.

Anonimo ha detto...

il 25 un processo, sei sicuro? Ma i colleghi non erano già stati riassunti regolarmente?
A me risulta che stanno lavorano da diversi mesi

Marco C. ha detto...

La Unicoop caparbiamente ha deciso di perseguire nell'iter processuale.
I dipendenti sono stati riammessi al lavoro avvalendosi dell'art. ex 700 con procedimento d'urgenza, adesso i giudici del lavoro si devono esprimere nel merito della vicenda eventualmente ascoltando testimoni pro e contro ecc.ecc.
Anche se per la verità i giudici chiamati al giudizio di merito credo proprio siano gli stessi che si sono già espressi finora in favore dei dipendenti licenziati perciò.....ma non aggiungo altro per scaramanzia.

Simone P. ha detto...

Sentenza di nuovo rinviata,pare a giugno, perchè la coop non vuole accettare il giudizio d uno dei giudici di Firenze....si attaccano ai cavilli ma così non fanno che dimostrare la pochezza dei loro argomenti.

Anonimo ha detto...

avoglia di allungare il brodo....tanto la lingua prima o poi se la scottano!
Anzi pure peggio!!!