01 agosto 2011

CLAUDIO PIERINI: L'ESPOSTO-DENUNCIA DELLA FAMIGLIA

Esposto-denuncia degli avvocati che tutelano la famiglia di Claudio

L'esposto evidenzia particolari dell'incidente messi in luce dai periti della famiglia


Firenze, 1 agosto 2011 - Il muletto non si ribalto' ma slitto' su una patina di olio versato sul pavimento del magazzino e, andato cosi' fuori controllo, sbatte' contro gli scaffali del magazzino causando la morte del conducente, Claudio Pierini, 52 anni, nella centrale di smistamento merci per i supermercati Unicoop a Scandicci (Firenze) il 21 luglio scorso. Questa la ricostruzione di un esposto-denuncia che verra' depositato domani mattina alla procura della Repubblica di Firenze dai legali della famiglia, avvocati Mattia Alfano e Guido Ferradini, per accertare le responsabilita' dell'infortunio mortale.

Quella mattina, si evidenzia nella denuncia, una partita di lattine di olio si era rotta e il contenuto si era riversato sul pavimento. ''Un problema che non venne adeguatamente risolto'', fanno osservare i legali della famiglia di Claudio Pierini, ''e in piu' la nuova pavimentazione del magazzino, stesa da una decina di giorni, aveva reso la superficie ancora piu' scivolosa''. Di conseguenza, il muletto era inguidabile: anche per questo, si afferma, Pierini ando' a scontrarsi contro gli scaffali del deposito, morendo schiacciato tra le lamiere.

Non solo: l'esposto evidenzia altri particolari messi in luce dai periti della famiglia. "Il muletto - si scrive - era privo di sistemi di sicurezza frontale, cioe' protezioni passive idonee a tutelare il conducente in caso di urto, inoltre le
ruote del mezzo non avrebbero garantito un attrito adeguato."

Sempre secondo quanto riportato nell'esposto, i familiari presenteranno anche la certificazione medica con cui nel maggio scorso fu attestato che, a causa di un problema fisico, Claudio Pierini non era piu' idoneo a manovrare
muletti, pur trattandosi di una mansione che aveva svolto per circa 30 anni. Per i legali della famiglia Pierini ''una prescrizione completamente disattesa''.


1 agosto 2011

La Nazione.it

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