18 luglio 2008

REINTEGRATI I LAVORATORI LICENZIATI

Scandicci - Disposto l'immediato ritorno al lavoro e il pagamento degli arretrati. Intanto prosegue l'inchiesta sugli ammanchi.

Cacciati per i furti di merendine, il giudice ordina il dietro front a Unicoop.


Immediato reintegro dei lavoratori licenziati e pagamento degli stipendi relativi al periodo di allontanamento dal lavoro.

E' quanto stabilisce la sentenza emessa mercoledì dal giudice del lavoro Lococo sulla vicenda dei dipendenti Unicoop licenziati per gli ammanchi nei magazzini dei Pratoni.
Una sentenza che arriva dopo il ricorso presentato da Filcams-Cgil per cinque lavoratori (altri due hanno deciso di ricorrere da soli) facendo appello all'articolo 700 del codice di procedura civile, per chiedere un provvedimento d'urgenza contro un licenziamento ritenuto non solo sproporzionato rispetto alle azioni commesse, ma anche ingiusto e discriminatorio nella decisione di colpire alcuni lavoratori con il licenziamento, altri con una sospensione, mentre uno solo non ha ricevuto sanzioni.

"Da parte nostra c'è piena soddisfazione per aver visto riconosciute dal tribunale le nostre argomentazioni e per aver compiuto un primo passo verso l'annullamento di un'ingiustizia - dice Luca Saponaro, responsabile di Filcams-Cgil per Scandicci - Questo ci rende anche più fiduciosi nell'esito della vicenda giudiziaria che, ci auguriamo, riconoscerà le stesse motivazioni che hanno guidato la decisione del giudice del lavoro".

Nella sentenza vengono riconosciute in particolare la buona fede dei dipendenti, la non accertabilità del danno economico che tali azioni avrebbero prodotto all'azienda, la sproporzione del licenziamento e l'illegittimità dei criteri in base ai quali l'azienda avrebbe inflitto le sanzioni disciplinari ai diversi lavoratori.

Si chiude così una prima, importante fase di una vicenda che ha lasciato sbalordito l'intero personale di Unicoop Firenze, sceso in sciopero a più riprese a sostegno dei 24 colleghi coinvolti nell'indagine. Indagine partita proprio da una denuncia di ammanchi sporta da Unicoop nel febbraio 2007 ai carabinieri di Scandicci. alla denuncia avevano fatto seguito l'installazione di alcune telecamere che avrebbero permesso di identificare gli autori di ripetute sottrazioni di merce dalla cosiddetta gabbia, ovvero la zona del magazzino che raccoglie i prodotti per vario motivo ritirati dalla vendita e destinati al macero o alla beneficenza.

L'inchiesta si era conclusa con l'emissione di avvisi di garanzia per furto e appropriazione indebita nei confronti di 18 dipendenti, tre ex dipendenti e tre dipendenti dell'impresa di pulizie esterna.

Ora la magistratura proseguirà l'inchiesta per accertare le reali responsabilità. Intanto, mentre tutti aspettano con ansia di andare in vacanza, per i 7 lavoratori Unicoop non ci sarà sollievo più grande di tornare a varcare, tra qualche giorno, i cancelli del posto di lavoro.

18 luglio 2008
Il Corriere di Firenze
Eva Esposito

La vicenda 1

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32 commenti:

Anonimo ha detto...

Tutto ok per i 24 dipendenti della Coop ma nessuno si ricorda piu' del Capo reparto licenziato a Febbraio per un panettone (vedi articoli di Febbraio 2008) che ancora e' a casa?

Anonimo ha detto...

grande ragazzi! ennesima figura di m....a di Unicoop!!!
E tutti i soldi spesi in indagini, processi, avvocati ecc.ecc. e gli indennizzi dovuti ai dipendenti ingiustamente licenziati chi li paga?
Il fedele e ottuso socio COOP che ancora crede di essere un "privilegiato": paga socio,paga.

Anonimo ha detto...

Che i licenziamenti fossero una misura sproporzionata a ciò che era stato commesso, lo avevano sostenuto i colleghi e isindacati fin da subito. Si erano detti disposti ad accettare delle sospensioni misurate, ma niente.
La COOP aveva già deciso per una epurazione arbitraria e illogica.
E ora? Rifletteranno questi pseudo-dirigenti (loro sì impuniti e impunibili) o continueranno nella loro ossessiva dimostrazione di arroganza padronale?
Firmato: SON CONTENTO

ZANARDI ha detto...

Gli tocca a riassumere anche il caporeparto dei panettoni!!
Così fanno bingo!
Metteteci anche la vicenda della dipendente di S.Casciano,anche lei riassunta con "scuse" ed avrete un'idea del quoziente intellettivo di chi firma i licenziamenti in Unicoop.
P.S. Una vaga idea, la realtà è anche peggiore!

Anonimo ha detto...

ORA CI PENSA TREMONTI A LEVARGLI I BRUCIORI A QUESTI PEZZENTI !!!!!!!

Anonimo ha detto...

LA COOP NON E' ME, E IO NON VOGLIO ESSERE LA COOP!
Queste cooperative stan tirando fuori il peggio del mondo del lavoro, altrochè!

BASTIANCONTRARIO ha detto...

Il caporeparto licenziato nel febbraio di ques'anno vedrà discussa la propria posizione solo nel mese di ottobre, avendo scelto un percorso processuale differente.
Da tutti noi colleghi un augurio di seguire, nella loro riammissione al lavoro, i 7 lavoratori del magazzino.
Tieni duro, Ricca!

Anonimo ha detto...

Che Soddisfazione!!
Come lavoratore, come dipendente Unicoop, come iscritto alla Filcams...voglio dirlo!!!
Ero anche socio...

Anonimo ha detto...

Bene!!!!!sono contentissima...non dimentichiamoci che c'e' ancora un dipendente che sta aspettando la sentenza...vorrei far provare ai dirigenti coop che hanno firmato tutti i licenziamenti,come si sta a casa senza lavoro...questa e' l'italia !!!!!firmato una non socia coop

Anonimo ha detto...

Secondo me la legge non e' stata uguale per tutti!!!!!
O tutti colpevoli, o tutti innocenti!!!!!
Uno in particolare, invece del cervello, ha un acquario pieno di pesci!!!!!!! A VOI INDOVINARE!!!!! CIAO!

Anonimo ha detto...

Siamo vostre colleghe dell'iper ed esprimiamo soddisfazione per come sono andate le cose per voi.
Sappiamo che se le telecamere fossero state nel nostro negozio,saremmo state al vostro posto,perciò ancora auguri!!!
CIAO.

IL FACHIRO ha detto...

IL PESCE INIZIA A PUZZARE DALLA TESTA. MEDITATE SOCI E DIPENDENTI.
QUESTA AZIENDA HA DIRIGENTI NON ALL'ALTEZZA DEI LORO COMPITI CHE INVECE DI CREARE COLLABORAZIONE INTORNO A SE' FANNO DI TUTTO PER RENDERSI ODIOSI, E COSI' FACENDO FANNO DISINNAMORARE DEL PROPRIO LAVORO GLI ADDETTI.
E' QUESTO IL PROBLEMA CHE STA AFFLIGGENDO UNICOOP FIRENZE DA QUALCHE ANNO A QUESTA PARTE...
SAREBBE L'ORA DI AVERE IL CORAGGIO DI CAMBIARE PRIMA CHE VADA TUTTO A PUTTANE.

Anonimo ha detto...

Pensate che sia finita qui? Magari...Siamo tutti felici che i nostri colleghi siano rientrati. Ma a chi si riferisce quello che nell'intervento ha detto che c'è uno che c'ha un acquario al posto del cervello?...Il solito spaccone, o come si dice...il solito "Bravone"?

C.A.I. ha detto...

Se si va a vedere i cervelli si potrebbe pensare di essere all'acquario di Genova!
L'importante è che Unicoop riconosca di aver fatto valutazioni errate e si decida ad avere rapporti corretti con i dipendenti e con i sindacati, altrimenti NO che non è finita qui!!!!!!!!!!

COLAS ha detto...

MI SENTO COLPITO DAL VEDERE QUANTI COMMENTI ABBIA SUSCITATO QUESTA LIETA NOTIZIA CHE RESTITUISCE DIGNITA' AI LAVORATORI E METTE IN LUCE QUALI TRISTI PREROGATIVE CONTRADDISTINGUONO UNICOOP FIRENZE E LA SUA CLASSE DIRIGENTE.
POSSO TESTIMONIARE CHE I 7 LICENZIAMENTI SONO STATI CONTRFIRMATI,OLTRE CHE DA FORCONI PIERO DIRETTORE DEL PERSONALE,ANCHE DA CLAUDIO VANNI IN PERSONA.
PENSA IN CHE MANI TURIDDO CI HA MESSO.....

Anonimo ha detto...

Si dice tanto di Esselunga. Ricordatevi, che se quel che ha fatto Unicoop l'avesse fatto Esselunga sarebbe successo il finimondo. Ed invece, il giornale "La Nazione" ha pubblicato solo un trafiletto, ma non erano loro quelli cha pubblicarono una foto a tutta pagina quando seppero dell'indagine? Quella con il carabiniere che sequestra la droga...per intenderci.
Dovrebbero informare i soci...visto che anche loro erano felicissimi. "La Coop ha tolto di mezzo i ladri...hanno rubato telecamere,televisori,macchine fotografiche...". Ecco le cose infamanti che circolavano.
Brava gente, si...

Anonimo ha detto...

Anche il 7° lavoratore del magazzino licenziato, F.D.,capoturno in formazione, è stato riammesso al lavoro dal giudice del lavoro!!!!!
Dunque 7 a 0 e palla al centro.
Qui i veri impuniti sono questi pseudo-dirigenti da strapazzo e semi-analfabeti che stanno rapidamente portando i rapporti con i dipendenti e con i sindacati ai minimi storici, raggiunti in precedenza, con fatica, solo dai concorrenti di esselunga.
Bel modo di farsi concorrenza!!!!!
VERGOGNATEVI!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

Anonimo ha detto...

Cari colleghi illusi, la dirigenza non molla, infatti ha fatto ricorso contro la sentenza di riassunzione. Prossimo round 17 settembre 2008, e si potrebbe andare avanti fino alla Corte di Cassazione...Colleghi Creduloni...

Anonimo ha detto...

Caro collega saccente, che in Italia ci sono 3 gradi di giudizio, lo sanno anche le piante. Era scontato che l'azienda facesse ricorso. E non significa che lo vinca. Per adesso vale la sentenza di primo grado: Riassunzione e pagamento degli arretrati.

ZANARDI ha detto...

Al "collega" che evidentemente tifa Azienda in questa vertenza voglio dare questa primizia:
il reintegro "fisico" dei 7 lavoratori è previsto con ogni probabilità nell'arco della prossima settimana.
Stesse mansioni e stessi ruoli.
Chissà che tu non ci rimetta qualcosa in questo,eh?

PIETRO NOVELLI ha detto...

A dire il vero il "collega saccente" o "collega che tifa per l' azienda" o come lo volete chiamare ha posto una riflessione che non puo' essere bollata come "riflessione infedele o filo aziendale", rispetto all'aspettativa che tutti ci auguravamo che fosse e che poi e'stata ovvero il reintegro fisico dei ns colleghi al loro legittimo posto di lavoro.
Il fatto e' che se( l'azienda sia o non sia ben consigliata dal pool di avvocati che presentano mese per mese salate parcelle di consulenza)tira a diritto fino in cassazione su questa questione, ha tutte le risorse per farlo, non gli mancano i soldi e i fondi, viceversa per i 7 bisogna vedere quanto riescono a raccimolare per pagarsi gli avvocati colette o fondi di solidarieta' inclusi.
Poi non tutti i giudici si chiamano Lococo.
Poi l'azienda se decide di tirare a diritto nel corso d'opera cerchera di fare offerte per aumentare la cifra d'incentivo all'esodo in modo da trovare soluzione in sede giuduziale o stragiudiziale.
Poi oltre alla vertenza relativa al lavoro c'e' la denuncia penale.
Io onestamente sono abbastanza preoccupato e non giocherei tutte le mie carte sulla sentnza e sull'umore di un giudice o di un avvocato, spero di essere smentito.

Anonimo ha detto...

Caro Zanardi, mi duole constatare che la riflessione non è di queste parti. Visto, il tono con cui mi ribatti, ti informo che la mia era una constatazione e che non tifo assolutamente per l'azienda. Il tono maleducato con cui termini l'intervento traspare arroganza e ristrettezza di vedute. Io mi riferisco al fatto che l'azienda tira l'acqua al suo mulino e i colleghi devono stare in guardia.
Mi brucia constatare che il clima nei magazzini di Scandicci è lo stesso clima improduttivo di sempre. Bisognerebbe affilare la mente piuttosto che tirare fuori le bandiere, ma non mi riferisco certo ai qui presenti che sono imparziali. Quindi, caro collega Zanardi, ti rispedisco indetro le tue insulse accuse. Il tuo motto "Tutti o nessuno" mi trova d'accordo, ma a me pare che l'azienda faccia passare ciò che vuole e quando vuole. Questo scempio che ha mandato a casa 7 persone e ne ha rovinate altre ne è l'esempio. Tu non immagini quanto sia vicino ai miei amici che sono stato fatti oggetto di giochini propagandistici, ma a differenza di qualcun'altro cerco di stargli vicino fattivamente, senza quella rabbia e frustrata che leggo in questi attacchi. Quindi, detto questo, che i gradi id giudizio sono 3 lo so, ho studiato e preso la maturità a scuola, ma se fai un calcolo di quanto è costato a queste persone tutto ciò, puoi arrivare a sapere perchè ho detto "non è finita qui". Non parlo solo in termini economici, non solo, ma anche in termini morali e familiari.
Mi ripugna vedere tanto giudizio superficiale, e un po' mi delude.
Ti saluto, collega Zanardi. Spero che questo commento me lo pubblichino, che non vuole essere l'attacco a personale piuttosto una precisazione.

ZANARDI ha detto...

Mi fa piacere scoprire che tu sia vicino a questi colleghi,primo.
Rileggiti il tuo commento:
dai a tutti di creduloni e di illusi!
Qui nessuno si illude che sia finita qui, per primi gli interessati che sono perfettamente al corrente dell'iter giudiziario che li può attendere.
Ma permetterai, caro diplomato, che si possa intanto gioire di un primo giudizio positivo oltre le aspettative, e del reintegro "fisico" dei licenziati.
Tu non mi pare lo abbi fatto.
Tanti Saluti

Anonimo ha detto...

E' fuor di dubbio che i disagi finanziari e morali causati da questa spiacevole situazione siano ricaduti sui 7 colleghi e sulle loro famiglie in modo devastante.
Che il loro calvario non sia concluso è purtroppo verosimile,anche se tutti ci auguriamo il contrario.
Ma la domanda è: avevano e hanno un'alternativa?
Una volta subito il licenziamento se avevano interesse al reintegro quella seguita era la prassi normale e mi pare sia stata seguita nel migliore dei modi.
Detto questo non mi pare sia il caso di farsi illusioni,anche perchè la Coop pur di non ammettere il proprio errore farà di tutto!Ma il primo round è meglio vincerlo che non!!!
Come diceva Catalano.....

Anonimo ha detto...

Carissimo Zanardi, non ho dato di creduloni o illusi in senso offensivo, la mia era una semplice affermazione volta a far si che non si abbassi la guardia. Riguardo al tuo tono, è triste vedere un collega che prende in giro un altro. Il mio diploma non c'entra nulla, così come non c'entra niente l'educazione con la cultura. Per cui si può non avere il diploma e non essere maleducati ne arroganti. Bisogna ricordarsi, tutti, anzi biosognrebbe ricordarsi quel che ci da tanta noia nei nostri dirigenti, ovvero, l'arroganza. Ecco, sarebbe ideale cominciare ad esserlo meno noi, arroganti. Riflettendo, forse quella mia iniziale battuta in cui scrivevo "Illusi" avrebbe dovuto essere meglio spiegata, ma non credevo di passare per un "filo aziendale", pensavo fosse scontata l'onestà. Ne farò tesoro per la prossima volta.
Lavoro da 20 anni al magazzino, quindi, ho un po' d'esprienza riguardo al modo istrionico di comportarsi dei dirigenti. Sono d'accordo nel gioire, ma questi colleghi hanno già sofferto tanto, per cui la vittoria vera a mio parere è la vittoria finale. Non ho dubbi rispetto all'esito, anche se dovesse andare tutto in Cassazione, i nostri colleghi vinceranno. Solo che, volevo ricordare che il processo penale che ci sarà ad ottobre (e ci sarà nonostante le voci di corridoio) costerà una cifra che va dai 5.000 mila a 15.000 euro, a secondo della durata del procedimento.
Sommato ai 2.000 che hanno speso per ora, cui dovranno essere aggiunti quelli del ricorso...capirete perchè non mi viene da cantare vittoria fino alla fine.
Detto questo, vorrei mettere una pietra sopra alle inutili ripicche tra di noi. Non sempre è facile, ma è meglio dialogare che parlare. Perchè parlare, si parla da soli, dialogare si dialoga in due.

ZANARDI ha detto...

Accolgo le tue precisazioni e condivido le tue perplessità sulle spese procedurali,perciò se hai delle idee praticabili in merito saranno benvenute(parlane alle rsu.magari).
In quanto al tuo primo commento,dovrai convenire che la buona fede non trapelava da ciò che hai scritto e che quando si scrive non si ha ne un tono di voce ne un'espressione,perciò suonavano canzonatorie e inopportune le tue parole.Così io penso,almeno. Chiuso qui.saluti e buone ferie.

Anonimo ha detto...

Accolgo i tuoi spunti per una riflessione dovuta. In ogni caso, il tono non voleva essere canzonatorio. Ma devo riconoscere che le cattive abitudini del magazzini, in termini di rapporti interpersonali, vanno cambiate.
Le mie proposte sono quelle di sostenere i colleghi, affichè ricevano un indennizzo totale dall'azienda. Ho la sensazione che andranno avanti fino alla Cassazione, dimostrando la grettezza e mancanza di scrupoli di sempre.Una volta terminato l'iter procedurale, i signori soci che sono stati chiamati in causa dalla proprietà dell'Unicoop (tanto è bene chiamarla con il suo nome), quando si parlava di incredibili ruberie...quindi il passa-parola è un'ottima cosa.
Buone ferie a tutti, insomma a chi ci va.

stefano torti ha detto...

buonasera, vi siete mai chiesti da cosa nasce la arroganza dei vertici della nostra azienda? è scontato che prima dell'emissione degli avvisi di garanzia, chi di dovere aveva fatto una accurata cernita del personale interessato alla vicenda, che ricordiamo sfiorava numeri ben più alti che 24 dipendenti.Bisogna avere pazienza e aspettare fiduciosi quello che sembra e ripeto sembra scontato. La Unicoop perderà questa causa e alla fine dovrà pagare il conto della spesa. Bisogna capire se il conto lo pagheranno i sig.ri: Campaini-Vanni-Forconi-Covelli-Brachi-Pinto.
come si vede sono andato a calare perchè anche l'ultima era in tribunale a testimoniare contro i lavoratori.se perderanno saremo noi a chiedere qualcosa a loro. Oppure come sempre pagheranno i soci. sta a noi informarli. personalmente di questa azienda piena di criminali non me ne frega più niente e questo me ne dispiace, ma nella vita ci sono tragedie ben più grandi. un saluto a tutti. stefano torti

Un Collega ha detto...

QUESTI CHE HAI NOMINATO NON PAGANO NEPPURE IL CONTO DEL RISTORANTE, CARO STEFANO.
E SE MAI QUALCUNO DI LORO DOVESSE RIMETTERCI QUALCOSA,QUESTO AVVERRA' IN TEMPI MENO SOSPETTI.
FRA CANI NON CI SI MORDE!
SALUTI.

razdegan ha detto...

presto lavoratori cft,piloti alitalia!!!

Anonimo ha detto...

Per favore, interpellate i sindacati (anche autonomi) per attivarsi al fine di imporre all'azienda di rendere pubblica la voce di relativa alle spese legali e diffondetela ai soci.

Anonimo ha detto...

ma via che la voelte lasciare in pace "permanente di cartongesso" !?!!

Che ora inizia a piovere e gli si gonfia la struttura che c'ha su i capo!!

Vidi Oh mare

Quant'è BBello!!!

Mare Mare Mare Chiaro!!