28 febbraio 2011

TRATTATIVA CONTRATTO NAZIONALE DELLE COOPERATIVE

Momento molto importante per i dipendenti delle Coop di consumo, in particolare per quelli di Unicoop Firenze. Sono in corso le trattative per il rinnovo del CCNL e del contratto integrativo aziendale.

La nostra storia ci insegna che i punti del contratto di riferimento che precede il nostro, quello del Terziario, vengono ripresi abbastanza fedelmente e riportati nel Contratto Nazionale delle Cooperative di Consumo.

Sappiamo che il CCNL del Terziario è stato firmato sabato scorso e sappiamo che esso introduce degli elementi molto negativi, fino ad intaccare diritti veri e propri come quello del periodo di malattia retribuita. Il contratto è stato firmato dalle confederazioni filogovernative (Cisl, Uil, Ugl) ormai interessate solo a isolare la Cgil la quale non poteva firmare e non ha firmato questo contratto dopo aver appoggiato ob torto collo la battaglia della Fiom a Mirafiori.

Ora tocca al contratto della Distribuzione Cooperativa. La posizione storicamente amichevole di Filcams-Cgil rispetto alle Coop mette senz'altro questa organizzazione in difficoltà. D'altra parte Coop pretende di avere un contratto che la metta sullo stesso piano dei competitor che hanno appena firmato il contratto del Terziario e in questo troverà buona sponda nei sindacati filogovernativi.

La nostra nota:

Il 21 e 22 febbraio scorso si è tenuto il confronto fra Ancc-LegaCoop, Federconsumo-Confcooperative, Agci e Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltucs-Uil finalizzato a ricercare un’intesa per il rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro per i dipendenti da imprese della distribuzione cooperativa scaduto il 31 dicembre dell’anno scorso.
Ecco come ne da conto una fonte Cisl.

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Nel corso delle due giornate di negoziato sono stati affrontati temi quali l’orario di lavoro, il part-time ed il differenziale di costo fra il contratto collettivo nazionale di lavoro della distribuzione cooperativa e quello del terziario, distribuzione e servizi.

In relazione all’orario di lavoro, le associazioni nazionali delle imprese cooperative hanno illustrato un progetto di profonda modificazione dell’attuale articolato contrattuale; nello specifico, in relazione all’articolo 101 del vigente CCNL, recante regole in tema di distribuzione dell’orario, hanno proposto di cancellare il riferimento al confronto finalizzato ad intesa con le RSU/RSA per stabilire i criteri di attuazione della stessa distribuzione oraria, in quanto la procedura formalizzata nell’articolo, a giudizio delle nostre controparti, “ingesserebbe le ordinarie modalità gestionali” e si configurerebbe come “una sorta di incondizionata possibilità per i delegati sindacali di esercitare un diritto di veto perenne”.

Analoga proposta, volta ad ottenere il superamento del “confronto finalizzato ad intese”, le associazioni ci hanno rivolto per l’articolo 102 in tema di flessibilità d’orario, per l’identica motivazione suesposta in riferimento alla distribuzione dell’orario: l’eccesso di macchinosità della procedura, “troppo spesso utilizzata al solo fine di non decidere”.

In riferimento all’articolo 103, dedicato agli accordi aziendali sui regimi flessibili di orario, la volontà datoriale di “sgravarsi da precetti ritenuti anacronistici” si è spinta sino alla richiesta di cancellare l’indicazione dei vincoli attualmente previsti sull’orario massimo di lavoro; nello specifico, l’attuale testo dell’articolo, al comma 1, prevede che “Nell’ambito del secondo livello di contrattazione, per far fronte alle variazioni dell’intensità lavorativa, le parti potranno realizzare accordi sul seguente regime di orario con il limite di seguito previsto: superamento dell’orario contrattuale in particolari periodi dell’anno sino al limite di 44 ore settimanali per un massimo di 24 settimane”. Praticamente, la richiesta delle associazioni datoriali è di non avere alcun limite massimo, né in relazione all’orario settimanale lavorabile, né rispetto all’indicazione delle settimane nelle quali é possibile superare l’orario contrattuale.

In argomento di banca delle ore, prevista dall'articolo 105, le nostre controparti hanno definito lo strumento pressoché "inutile, poiché del tutto inutilizzato dalla sua introduzione, non corrispondente al gradimento di imprese e lavoratori...", quindi da cassare definitivamente.

Il riposo giornaliero (articolo 115), sempre a detta delle associazioni datoriali, dovrebbe essere "ritoccato", prevedendo una deroga allo stacco minimo di 11 ore consecutive previste dal decreto-legislativo 66/2003, oltre che per l'ipotesi di cambio turno, già contemplata dal vigente CCNL, anche per necessità connesse ad esigenze particolari di servizio quali inventario, picchi di vendita, ecc.

Anche rispetto al contratto di lavoro a tempo parziale (articolo 89 e seguenti) le richieste datoriali sono state diverse e volte a realizzare una semplificazione dell'utilizzo della forma contrattuale da parte delle imprese.

In particolare, in relazione all'articolo 92, in tema di forme e contenuto del rapporto di lavoro part-time, ci é stato, di fatto, proposto di generalizzare la possibilità di fare ricorso all'instaurazione di rapporti di lavoro di 16 ore settimanali (attualmente previsti unicamente per i giovani studenti e i lavoratori occupati a tempo parziale con altri datori di lavoro, in occasione di giornate festive e precedenti l'e festività).

Di contro, la richiesta di aumentare le ore per il part-time, presente in tutte e tre le piattaforme rivendicative delle OO.SS., é stata liquidata con una generica disponibilità ad affrontare il tema, senza offrire elemento alcuno di merito da approfondire e valutare.

Le differenze di costo, infine, sono state trattate – da parte delle nostre controparti - unicamente elencando gli istituti contrattuali per i quali si evidenzierebbe una netta diversità fra i due CCNL, allo scopo di far emergere il preteso svantaggio competitivo (in termini di maggior costo del lavoro sopportato) che affliggerebbe le cooperative rispetto alle concorrenti operanti nell'ambito della grande distribuzione organizzata.

Nell'elencazione delle richieste delle nostre controparti, l'auspicato (dalle associazioni) superamento del confronto finalizzato ad intese é stato, come già scritto, l'argomento ricorrente e l'oggetto delle "lamentazioni" ripetutamente spese e, in un certo senso, enfatizzate.

Per parte nostra, abbiamo manifestato una riserva in ordine al troppo lamentato scompenso competitivo che le coop sconterebbero per effetto di un costo del lavoro eccessivamente oneroso rispetto ad altri soggetti imprenditoriali; al fine di compiere una ricognizione fedele ed affidabile circa il costo del lavoro, occorrerebbe, a nostro modesto avviso, tenere in debito conto anche l'incidenza dei contributi: questo abbiamo sostenuto in trattativa, risultandoci inferiore di più di due punti percentuali il carico contributivo gravante sulle coop rispetto al (grosso della ) concorrenza.

In ordine al part-time, abbiamo manifestato perplessità in ordine alla generalizzazione del rapporto di lavoro a 16 ore settimanali, per l'indubbio impatto, in termini negativi, che lo stesso giocherebbe sulla previsione in materia di durata minima (20 ore settimanali) del contratto di lavoro a tempo parziale; ci siamo dichiarati disponibili a valutare la possibilità di introdurre forme sperimentali di orario parziale per accrescere, nei periodi di più intensa attività, la durata media dell'orario di lavoro, soprattutto dei lavoratori con 20 ore settimanali; abbiamo esternato la nostra richiesta, infine, per far sì che l'anzidetta sperimentazione non si traduca in una penalizzazione delle garanzie, soprattutto in termini di trattamento retributivo, assicurate dalle clausole elastiche.

Relativamente all’orario, come Fisascat-Cisl, abbiamo ribadito che qualsivoglia riforma dell’articolato contrattuale dovrà prevedere termini chiari rispetto alla durata massima giornaliera, settimanale e mensile dell’orario di lavoro, nonché le forme e le procedure per condividere, al ricorrere di prestabilite circostanze, specifiche deroghe alle norme generali.

Infine, le associazioni datoriali hanno manifestato la volontà di sottoporci, in occasione dei prossimi incontri negoziali, una riformulazione delle previsioni contrattuali in materia di trattamento economico per i periodi di malattia sulla base di quanto sarà pattuito nel rinnovo del CCN Confcommercio.

Il tavolo é stato aggiornato per i giorni 21 (dalle ore 15:00) e 22 marzo p.v.; un'ulteriore occasione di confronto negoziale é stata, infine, prevista per i giorni 28 (sempre dalle ore 15:00) e 29 marzo.


28 febbraio 2010

Fonte Cisl

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