30 settembre 2009

METEDIPASCO: UN POST CHE NON CI E' PIACIUTO




Ancora fastidiose ambiguità
su una vicenda ormai chiusa

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C'è un sito che molti dipendenti della grande distribuzione, sindacalisti e addetti ai lavori consultano, per la ricchezza di informazioni, gli approfondimenti, le novità contrattuali che riporta, per i numerosi links che permettono di entrare in contatto con le tante realtà del settore. E' un sito ben fatto, che svolge un lavoro prezioso e più che apprezzabile: Metedipasco.

Questa volta però qualcuno dello staff, ha preso un granchio clamoroso. Vi si riporta una notizia, tra l'altro vecchia di un anno, accostandola maliziosamente e in maniera del tutto errata, alla vicenda dei lavoratori dei magazzini di Unicoop, licenziati (e poi riassunti con sentenza del giudice del lavoro) con l'accusa di essersi appropriati di merce all'interno del magazzino Unicoop di Scandicci.

E' evidente, a nostro parere, che si alluda alla nota vicenda passata alle cronache proprio come "I ladri di merende", di cui si occupò anche la trasmissione Mi manda Rai tre e nella quale i lavoratori accusati da Unicoop vennero virtualmente riabilitati, mentre la dirigenza aziendale fece la figura della persecutrice, come chi ha visto il filmato ricorderà bene.
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L'accostamento tra titolo ed articolo fatto da Metedipasco, ci colpisce particolarmente perché è volutamente forzato e fuori luogo, tanto da paragonare fatti TOTALMENTE diversi tra loro, per modalità, situazioni e circostanze, in modo tale da gettare una luce ambigua su chi ha pubblicato l'articolo de "La Repubblica" del 28 settembre 2008 (notare la data!) per il titolo del post (titolo non de "la Repubblica", ovviamente, ma di Metedipasco):


LADRI DI MERENDE SUCCEDEVA (ANCHE) UN ANNO FA ALLA COOP ADRIATICA

Come si vede, più che di un titolo si tratta di un commento che chi ha pubblicato il post ha ritenuto di fare, rievocando per la bisogna una vicenda che la stampa riportava addirittura un anno fa. Quindi non c'è neanche l'attenuante del nesso temporale, che sarebbe stata comunque insufficiente a giustificare questo tipo di titolazione (e sottotitolazione!).
Un'operazione che lasci davvero molto perplessi.

Leggendo l'articolo riportato, vi renderete conto immediatamente che, al contrario delle vicende del magazzino di Scandicci, nel caso di Coop Adriatica si parla di veri e propri furti di merce destinata alla vendita, compiuti da alcuni dipendenti per un valore stimato in 450mila euro.

Nella vicenda che riguarda i dipendenti del magazzino Unicoop di Scandicci, si parla di merce NON destinata alla vendita, che si rompe normalmente durante la normale movimentazione delle merci e che viene depositata nella cosiddetta gabbia dei rotti, sulla cui grata è affisso bene in vista il cartello con la scritta "MERCE ROTTA NON IN VENDITA".
Questi prodotti infatti, finiscono in gran parte nei rifiuti perché, appunto, invendibili. Solo una piccola parte viene recuperata e destinata in beneficenza.

Si è trattato di oggetti di così infimo valore commerciale (un pacchetto di fazzoletti di carta, una bottiglia di varechina per pulire il cassone del camion - di proprietà della Cooperativa, tra l'altro - di una bottiglietta d'acqua, di una merendina), che la magistratura, nonostante la richiesta di Unicoop di procedere penalmente per furto, ha ritenuto di archiviare, proprio perché il valore della merce non era neppure quantificabile.

Questi nostri colleghi innocenti, sono stati riabilitati ampiamente dalla magistratura e dalla stampa, nonché dall'evidenza stessa dell'inconsistenza dei fatti.
Sono persone e famiglie che hanno sofferto di accuse ingiuste, che hanno perso il sonno, hanno avuto problemi di salute a causa di questa storia.

Ma tagliamo la testa al toro. I giudici del lavoro hanno reintegrato TUTTI i lavoratori licenziati e, come già detto, la magistratura ordinaria non ha neppure ritenuto che fosse il caso di procedere penalmente.

Questo mette una PAROLA DEFINITIVA su tutta la faccenda e qualsiasi accostamento a situazioni o fatti in cui si sono verificati veri e propri furti è, non solo sbagliato, non solo scorretto, ma alimenta un equivoco che non ha più ragione di persistere.

Di tutto ciò, chi scrive e pubblica di questi fatti, deve tenerne doverosamente conto.


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28 settembre 2009

INCONTRO PER IL RINNOVO DEL C.I.A.





Il prossimo incontro avrà luogo
giovedì 15 ottobre





Mercoledì 23 Settembre si è svolto il secondo incontro tra la commissione trattante (composta dal Consiglio di Gestione) e le Organizzazioni Sindacali di Unicoop Firenze per il rinnovo del Contratto Integrativo Aziendale.

Le parti si sono date appuntamento il 15 di Ottobre quando si entrerà nel merito delle questioni.

Link di approfondimento:

UNICOOP FIRENZE... inizia la trattativa

Secondo incontro per il rinnovo del Contratto Integrativo Aziendale in Unicoop Firenze

UNICOOP FIRENZE: RINNOVO CIA, ESITO INCONTRO DEL 23 U.S.

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25 settembre 2009

SCANDICCI - COOP PIGLIATUTTO, ANCHE IN VIA MASACCIO

Assegnata l'area del nuovo supermercato del Vingone

Battuto Il Consorzio Etruria


Giù la vecchia chiesa: ci passerà una strada




A Scandicci il supermercato è Unicoop. A parte Una Pam e un punto vendita Conad, in città ci sono e ci saranno solo punti vendita del colosso cooperativo.
Unicoop Firenze infatti vince anche quando si tratta di presentare buste numerate nell'asta pubblica per la trasformazione urbanistica nell'area di via Masaccio al Vingone, dove sorgerà l'ultimo supermarket (di piccole dimensioni) di Scandicci.

Si trattava di una gara pubblica al rialzo. E Unicoop ha presentato un'offerta di 1.551.000 euro, a fronte di una partenza da 800mila. Le offerte pervenute al comune sono state due, l'altra del Consorzio Etruria. Il progetto prevede 24 mila mq di verde pubblico, una passerella sul torrente Vingone che collegherà il nuovo intervento con l'area Socet, parcheggi pubblici su un'area di 1600 metri quadri, piste ciclabili, una nuova rotatoria per il traffico, aree per interesse collettivo, un centro commerciale di 1000 mq e residenze per un massimo di 400 mq.

"Il comune ha concluso il proprio iter - ha detto il vicesindaco Alessandro Baglioni - adesso sarà il privato a concretizzare l'intervento in base a quanto previsto dal Regolamento urbanistico per quell'area di trasformazione. Si tratta di un progetto molto importante per il quartiere di Vingone, con una quota preponderante di opere pubbliche".

Nell'intervento c'è anche una novità: Il Comune procederà all'esproprio dell'area tra piazza Brunelleschi e via Roma, dove si trova il vecchio edificio che ospitava la Chiesa, per creare una strada di accesso alla piazza, che permetterà di migliorare la viabilità della zona.
La vecchia chiesa di San Luca, dove negli anni '70 si era costituito un forte nucleo sociale di accoglienza e di tutela dei lavoratori grazie all'impegno di don Fabio Masi.
Un piccolo pezzo di storia cittadina (ora è una chiesa evangelica), in anni di immigrazione dal sud Italia e di grandi difficoltà sociali, che diventerà una strada.
Leggi anche:
Così a Scandicci l'alternativa alle Coop, in futuro, sarà l'Ipercoop di Pontignale (25mila mq), atteso da anni. A completare l'occupazione, i magazzini Coop dei Pratoni e quelli nuovi della ex Matec.

25 settembre 2009

La Nazione - Provincia

Fabrizio Morviducci


Leggi anche: AN RICORRE AL GARANTE SULLA CONCORRENZA

22 settembre 2009

ALIMENTARISTI, FIRMATO IL CONTRATTO TRIENNALE






Firmato rinnovo triennale, ci sta anche la Cgil ma la frattura con Cisl e Uil non è superata.



Le trattative si erano aperte quattro mesi fa, ma c’è voluta un’ultima maratona di 24 ore e 16 ore di sciopero svolte nel mese di agosto in tutti i posti di lavoro perché Fai-Cisl, Flai-Cgil, Uila-Uil e Federalimentare raggiungessero l’accordo per il rinnovo del contratto nazionale di lavoro (triennale) dell’industria alimentare. Un settore che verrà erogato in quattro tranches con decorrenza dal 1 giugno 2009, la prima delle quali pari al 32% dell’incremento complessivo.

Un rinnovo in linea con la piattaforma unitaria approvata dal 90% dei lavoratori, che non presenta deroghe contrattuali e punta allo sviluppo e alla tutela dei diritti individuali e collettivi dei lavoratori grazie al rafforzamento di quella parte della normativa che riguarda la sicurezza sul lavoro, la formazione e le pari opportunità. L’accordo siglato oggi prevede inoltre un fondo sanitario integrativo del valore di 10 euro per lavoratore che sarà a totale carico del datore di lavoro.

Un risultato definito “straordinario” dal Segretario generale della Flai-Cgil, Stefania Crogi , “perché abbiamo consegnato ai lavoratori dell’industria alimentare un aumento salariale” a quattro mesi dall’avvio delle trattative L’accordo verrà da lunedì prossimo illustrato alle assemblee dei lavoratori e sottoposto al vaglio del voto certificato dei lavoratori medesimi. Ma nonostante tutto la Cgil non sembra avere particolari motivi di soddisfazione, visto che l’accordo è giunto dopo la firma separata del 23 gennaio scorso dell’accordo interconfederale sulle norme per il rinnovo dei contratti.

Norme sottoscritte da Cisl e Uil ma avversate dalla Cgil che apparentemente teme che il rafforzamento della contrattualistica di secondo livello possa portare ad un eccessivo indebolimento della contrattazione in sede nazionale. Tanto che se oggi Raffaele Bonanni, Segretario nazionale Cisl, si dice “molto soddisfatto perché l’accordo interconfederale è stato recepito nella sua totalità nel contratto degli alimentaristi con anche la firma della Cgil”, proprio la Crogi cerca di mantenere una posizione distinta.

Ribadendo che i sindacati sono riusciti “a raggiungere questa importante intesa in modo unitario”, sottolineando tuttavia che non si tratta della prima applicazione dell’accordo separato di gennaio. “Abbiamo rinnovato il contratto utilizzando un indice negoziale”, ha sottolineato Stefania Crogi. Dunque un indice concordato tra le parti e non quello previsto dall’accordo interconfederale che avrebbe altrimenti limitato l’incremento salariale a poco più di 100 euro.

Insomma, al di là delle dichiarazioni ufficiali e dell’ottimismo di facciata la posizione di Guglielmo Epifani resta delicata, visto che da un lato deve fronteggiare la sinistra interna che chiede di mantenere nelle trattative una posizione più intransigente di quella adottata da Cisl e Uil, dall’altra rischia di apparire in ritardo ed appiattito alle decisioni delle altre due confederazioni se dopo aver confermato la non contrarietà “ideologica” al secondo livello e la disponibilità a sedersi a tutti i tavoli negoziali, dovesse semplicemente avallare le intese raggiunte dopo lo “strappo”.

Anche perché nella prossima primavera si apriranno i giochi per il prossimo Segretario nazionale, che erediterà verosimilmente una situazione economica in miglioramento ma ancora non di piena ripresa, dove dunque il tema dei rinnovi contrattuali manterrà la sua centralità tanto per i sindacati quanto per le imprese. Non potendosi permettere di rimanere più a lungo “sull’Aventino”, Epifani sta dunque tentando un riavvicinamento prudente a Cisl e Uil, senza però rischiare una lotta in famiglia coi metalmeccanici di Gianni Rinaldini.

22.09.2009

Affaritaliani.it

Luca Spoldi

13 settembre 2009

LAVORATORI EX COOP, E' PROTESTA

“Astio, astio e solo astio è quanto ci hanno riservato la Unicoop Tirreno dopo anni di lavoro”. A parlare sono i dipendenti di quella che una volta era la Coop di Solofra. Il supermercato alle porte della cittadina conciaria è stato dismesso. La Unicoop Tirreno lo ha “affidato” alla Immobiliaremare srl. A seguire la sorte della struttura di Solofra anche altre tre strutture della Campania. I lavoratori sono stati collocati in mobilità oppure licenziati.

De Maio Lucia era delegata sindacale presso la Coop di Solofra. Non ha accettato l’atteggiamento della Coop, non ha accettato di veder vanificata l’esperienza accumulata in anni di lavoro ed ha quindi impugnato il suo licenziamento.
Ha presentato ricorso al tribunale di Avellino che si è espresso in favore della lavoratrice solofrana. Il ricorso al contratto di cessione d’azienda per quanto formalmente corretto è stato giudicato con perplessità dal giudice che nella sentenza ha ritenuto di dover scrivere che “nella sostanza il ricorso alla cessione del ramo d’azienda è diretto ad aggirare le norme a protezione dei lavoratori”.

E qualche dubbio rispetto alla solidità dell’acquirente viene se si mette mano alle visure camerali risulta che alla voce valorizzazione e promozione immobiliare il bilancio 2003 della Immobiliaremare srl fa registrare una perdita di esercizio 155 euro senza nessuna operazione. Il bilancio 2004 una perdita di 11.185 euro, acquisto immobili spesi: unmilione ed ottocentomila euro. 2005 perdite per 16mila euro. nessuna operazione fatta. Nel 2006/07 la società non presenta bilanci. L’acquirente dei cinque supermercati “liquidati” dalla Coop appare poco solido.

Il giudice si esprime in favore della lavoratrice e ne ordina il reintegro nel posto di lavoro. La Unicoop Tirreno dal canto suo non si perde d’animo e presenta ricorso contro la sentenza del tribunale di Avellino. Non solo. La Coop scrive alla signora Lucia e le dice in maniera molto schietta che non solo non esiste possibilità di reintegro nelle sue funzioni originali ma nemmeno esiste la possibilità di assegnarla altrove. E quindi arriva un nuovo licenziamento.

“Insomma, spiega la signora Lucia, a prescindere da quello che sarà l’esito del nuovo giudizio non riavrò il posto di lavoro. E questo da parte della Unicoop Tirreno mi sembra un atteggiamento a dir poco intimidatorio”. Ieri davanti a quello che una volta erano i locali della Coop c’erano anche i lavoratori venuti da Nocera. “Anche noi, spiegano, siamo stati costretti ad adire le vie legali anche se la nostra situazione forse è un po’ diversa perché se non altro noi lavoriamo a differenza dei colleghi di Solofra. Il fatto è che, spiega il signor Antonio Tortora dal ’92 dipendente Coop, con il passaggio a questa nuova società le nostre condizioni di lavoro sono nettamente peggiorate. Ci sono colleghi che ogni mattina vengono da Succivo in provincia di Napoli a Nocera per lavorare per circa mille e cento euro al mese senza che gli venga riconosciuta la trasferta. Viene mortificata la nostra professionalità. Su di me, sulla mia formazione come responsabile del reparto freschi la Coop aveva investito ora io come altri ex colleghi della Coop ci troviamo a dover operare in un contesto dove l’esperienza maturata non viene valorizzata”. Alfonso Ruggiero ex dipendente Coop ora assegnato a Nocera aveva usufruito di un congedo per grave disabilità di un componente della sua famiglia. Nonostante ora sia al lavoro non ha ancora potuto vedere corrisposto il trattamento dovuto a causa delle inadempienze della nuova società dalla quale dipende.

“Per quanto riguarda Solofra, rilancia la signora Lucia De maio, la Coop è stata una conquista dell’intera città. Negli anni settanta i lavoratori si autotassarono per dare vita a questa realtà che avrebbe dovuto tutelare il loro potere d’acquisto. Diedero vita ad una cooperativa nella consapevolezza che si trattava di un soggetto che avrebbe avuto innanzitutto al centro il benessere delle persone. Oggi quel sacrificio è stato vanificato, la Coop è chiusa ed è il territorio di Solofra che si è impoverito”. Ed ancora, “Per difendere la nostra storia di lavoratori abbiamo avanzate numerose proposte arrivando addirittura a proporre di utilizzare le nostre liquidazioni per acquistare il supermercato. L’Unicoop Tirreno si è dimostrata sorda ed ha preferito andare avanti nonostante tutto e tutti”.


12 settembre 2009

Solofra News


Link documenti :
La Coop sei tu ?


25 agosto 2009

CRISI: COOP NORD EST CHIUDE 2008 CON SVALUTAZIONI DI 135 MILIONI E ADOTTA STRESS TEST


Nonostante un patrimonio di 800 mln euro e un fatturato pari a 1 mld euro, la Cooperativa Nordest, a gennaio 2008, aveva il 25% del proprio portafoglio esposto in titoli di rischio e un altro 5% in fondi, proprio in un periodo in cui i mercati stavano vacillando.

Cosi', spiega MF, il Cda della Coop e' stato costretto ad abbassare sotto il 2% la propria quota azionaria, liquidando le partecipazioni nei fondi. Un'operazione che ha comportato una svalutazione per 135 mln euro, e la rinuncia a crediti per 91 mln nei confronti di Omega, la finanziaria che ha dovuto ristrutturare i suoi investimenti.

Non solo, la Coop Nordest ha deciso infatti di sottoporsi volontariamente a uno stress test utilizzando i criteri stabiliti dalla Banca d'Italia. Una decisione, quest'ultima, che segna uno spartiacque nel sistema Coop, sempre piu' banche che supermercati.

Nel 2008, infatti, il loro fatturato complessivo e' stato di 12,4 mld, ma nel contempo sono stati gestiti 11,5 mld di risparmio raccolto persso i soci. I depositanti, quasi 1,2 mln, hanno mediamente conti di deposito per 10 mila euro ciascuno.

Gli interessi corrisposti ai soci sono stati, complessivamente, di 249 mln, con un rendimento lordo del 2,15%. Il sistema Coop, tuttavia, ha chiuso lo scorso anno finanziario con una perdita di 149 mln euro, dopo anni di maxi utili, per colpa "della svalutazione, a seguito della crisi finanziaria, degli asset patrimoniali derivanti da pertacipazioni finanziarie detenuti dalle cooperative".

24 agosto 2009

Dow Jones Newswires

Copyright (c) 2009 MF-Dow Jones News Srl.


21 agosto 2009

TRE DOMANDE AL PRESIDENTE CAMPAINI

Segue l'intervista rilasciata dal Presidente di Unicoop Firenze, Turiddo Campaini, al giornale La Nazione, pubblicata il 20 agosto 2009.

In appendice, ci siamo sentiti costretti a rivolgere al Presidente almeno 3 domande.


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CAMPAINI: "PASSIAMO AL MARKETING ETICO"

Turiddo Campaini, che rapporto c'è tra crisi economica e crisi finanziaria?
"La crisi economica è figlia di quella finanziaria ed entrambe nascono da una crisi di valori. Ma è sbagliato e pericoloso affidarsi all'improbabile potere salvifico di qualcuno. E' più giusto e utile coinvolgere l'intera società".

Come si fa a venirne fuori?
"Con la partecipazione di tutte le forze sane, dobbiamo rivedere il mercato senza regole e senza controlli, che consente di vendere fumo con messaggi pubblicitari o comunque mediatici".

E di quale mercato abbiamo bisogno?
"Di un mercato che considera adeguatamente il valore dell'essere umano e quindi dell'economia reale che si basa sull'opera dell'essere umano, che sottomette la finanza all'interesse delle imprese, delle famiglie e della collettività. Abbiamo scimmiottato acriticamente un sistema di vita fondato su consumi sfrenati, alimentati da un complesso sistema del quale facevano parte anche società di consulenza aziendale, società di rating e grandi banche.
Ora per ripagare l'immenso debito accumulato, dovremo rivedere i nostri stili di vita".

Unicoop Firenze che scelte ha adottato?
"Cito tre iniziative. Nel 2007 decidemmo di rinunciare a 20 milioni di utile per aiutare soci e consumatori nella difficile situazione inflazionistica. A metà ottobre 2008 un forte iniziativa per andare incontro ai consumatori, con un costo di 9 milioni in meno di 3 mesi. Ora, lo sconto del 20% su 700 prodotti Coop fino al 31.12.2009, che ci costerà 30-35 milioni.
Nel 2008 abbiamo ridotto di ben 5 milioni di pezzi il consumo di borse in plastica non biodegradabile. E ora è stato deciso di eliminare del tutto le borse in plastica biodegradabile".

Quanto pesa per voi l'economia locale?
"Nel 2008, 426 milioni di euro (+ 1,9%) di acquisti sono stati effettuati presso centinaia di imprese toscane. E al capitolo della economia locale e all'attenzione al territorio è ascrivibile anche l'investimento in MPS, strategico, con la finalità principale di aiutare a preservare l'autonomia ed estendere le radici sul territorio, da parte dell'unico importante centro decisionale finanziario rimasto in toscana".

Begli intenti, ma anche voi restate un'azienda che deve vendere. Anzi catturare clienti.
"Vero. Tuttavia, i cambiamenti di stili di vita stanno investendo la stessa concezione del marketing. Lo sosteniamo da anni, ci conforta oggi quanto scrive Giampaolo Fabris: 'Orientamento al consumo significa superamento del marketing tendente a sedurre il consumatore che diviene preda, non soggetto di relazione'.
E' il concetto di marketing etico che, cito ancora Fabris, implica introdurre una dimensione etica nelle strategie e nella cultura dell'impresa".

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Complimenti al giornalista che ha evitato scomode domande, come ad esempio un chiarimento sui motivi che hanno determinato l'allontanamento del presidente del Comitato di Gestione Armando Vanni, insediatosi da appena un anno e del conseguente siluramento della Vianello, dopo appena pochi mesi, sostituita prontamente con un uomo di fiducia (Bani di CFT) alla presidenza della Legacoop Toscana.

Una domanduccia sull'investimento "strategico" in MPS, che ha portato il primo bilancio in rosso nella storia di Unicoop Firenze, il Nostro la poteva tentare, dato che Campaini ne ha accennato spontaneamente.

Ma, visto che il nostro Presidente ha parlato di comportamento etico, sebbene con riferimento alla sola sfera del marketing, pensiamo che questo concetto debba essere esteso anche ai rapporti con dipendenti e, tra le tante domande, gli chiediamo:

Signor Presidente, secondo Lei è etico questo ?:

Questo ?

E questo ?

Ci fermiamo qui, come Lei ben sa, potremmo proseguire a lungo.

20 agosto 2009

IPERCOOP MOLFETTA C'E' LA TERZA MULTA


L' Ipercoop di Molfetta domenica è rimasto aperto e i vigili urbani hanno notificato una sanzione amministrativa di 5000 euro, la terza nel giro di un mese.

Adesso potrebbe scattare il provvedimento di sospensione della licenza e la conseguente chiusura dell' esercizio ma dalla Coop fanno sapere che faranno ricorso contro un' eventuale decisione.
L' Ipercoop di Molfetta rimarrà aperto anche domenica 17 agosto.

12 agosto 2008
La Repubblica

pagina 4

sezione: BARI


Commento su Metedipasco

24 luglio 2009

DISTRETTO TIRRENICO: QUANDO TOSCANA NON FA RIMA CON CAMPANIA

Al fine di garantire un coordinamento puntuale fra le cooperative e una maggiore forza contrattuale d'acquisto e quindi tutelare meglio il reddito dei soci e consumatori, è stata costituita la Centrale acquisti distretto tirrenico, che si occupa anche delle promozioni e della fidelizzazione dei soci.

La Centrale è operativa dal 2006 e ha sede a Lastra a Signa.
Questo e' quello che c'era scritto e che c'e' ancora scritto nel web (leggi qui).


Il vero obbiettivo operativo
del Distretto Tirrenico era quello correlato al progetto d'investimento al sud.
Il progetto era stato sugellato con l' Accordo per lo sviluppo e le nuove relazioni sindacali sottoscritto da ANCC e Filcams Cgil - Fisascat Cisl - Uiltucs Uil (vedi qui).
Tale Accordo prevedeva una pianificazone d' investimenti e di Aperture nel sud Italia da parte delle 9 grandi cooperative che per l'occasione si raggruppavano in 3 distretti. Le Coop a dire il vero fino ad oggi avevano coltivato investimenti in Campania ed in Puglia (Unicoop Tirreno e Coop Estense) ma per l'occasione la zona d'interesse si era ed e' tuttora allargata alla Sicilia.
Quindi 4 grandi cooperative del nord (Coop Liguria, Coop adriatica, Coop Lombardia, Coop Nord Est)
erano partite alla volta della Sicilia creando ex novo una nuova societa' finalizzata al radicamento nel territorio siciliano ( Ipercoop Sicilia), e tutt' oggi l'investimento procede e va avanti.

Altra zona d' interesse era la Puglia, fra l'altro territorio non nuovo per la cooperazione al consumo, Coop Estense era gia presente con diversi Ipermercati, con risultati di radicamento soddisfacenti ma pur sempre altalenanti. E' notizia recente il colpo di mano di Coop Estense che ha annunciato l'acquisizione degli Iper Carrefour presenti in Puglia, che gia' da un anno erano stati messi in vendita dalla multinazionale francese (leggi qui). Tale "Blitzkrieg" se cosi lo possiamo definire conferma comunque l' intento che si erano poste le 9 grandi con la sottoscrizione del protocollo sullo sviluppo al sud.

Insomma creazione di distretti che oltre ad avere la funzione di centrali d'acquisto, erano "trampolino di lancio" per future aperture alla conquista del sud della penisola Italiana.
Tutte le 9 grandi all' atto della creazione dei distretti (che gia c'erano , ma con finalita' differenti e con obbiettivi operativi non come questi ultimi riportati nel protocollo), proprio per sugellare l'importanza dell'evento (ma assolutamente non solo per questo) dettero personalita' giuridica a queste "nuove" strutture.
La personalita' giuridica si e' tradotta in Sicilia con la creazione di Ipercoop Sicilia, quindi una societa' a tutti gli effetti controllata dalle coop del nord e che comunque supera la concezione vera e propria del distretto (leggi qui)
In Puglia con l'acquisizione dei 4 Iper carrefour da parte di Coop estense molto probabilmente non e' escludere la gestione di di quest' ultimi da parte di societa' terza rispetto a Coop Estense e Ipercoop (leggi qui).

L' Unica "anomalia" rispetto a questo piano strategico l'aveva manifestata fin dall' inizio il Distretto Tirrenico che gia' all' atto della sua costituzione operativa, a detta delle voci autorevoli dei dirigenti delle tre cooperative che lo componevano, non si sarebbe costitutito in societa' per il piano di espansione a sud.
Di fatto si sarebbero create struttura, uffici, sistemi con coesione di risorse e con sviluppo di iniziative comuni, ma comunque ogni persona impiegata nel progetto , dal primo dei dirigenti all'ultimo dei lavoratori e viceversa, sarebbe rimasto dipendente dell' azienda di origine (si parla naturalmente dei 50 dipendenti oggi in forza).

Il Distretto Tirrenico avrebbe dovuto investire al sud ( in Campania per l'esattezza) la somma di € 154 milioni, l'assunzione di 1500 lavoratrici e lavoratori programmando l'apertura di 4 ipermercati nelle province di Salerno, Napoli, e Benevento (leggi qui).
La scelta di far rimanere il personale logistico impiegato come dipendente ognuno delle proprie cooperative di origine, secondo alcune voci di corridoio era legato al tiepido entusiasmo nel progetto, da parte della "cooperativa traino" del Distretto Tirrenico , cioe' Unicoop Firenze, e ad una facile smobilitizzazione di quest' ultimo se venivano a mancare le condizioni, evitando cosi' ricadute sull' occupazione.

Sembrerebbe che Unicoop Firenze abbia sempre mostrato perplessita sull' area d' investimento in cui avrebbe dovuto operare insieme a Unicoop Tirreno e Coop Centro Italia e non per futili motivi .
Ad esempio la Campania rispetto alla Puglia e alla Sicilia aveva ed ha condizioni ambientali nel suo complesso alla fine di gran lunga meno affidabili rispetto alle altre 2 regioni (il pantano campano) e le notizie degli ultimi tempi in parte confermano tale perplessita'.
Per non parlare della capitolazione di Unicoop Tirreno con la vendita e la chiusura di supermercati e ipermercati proprio in Campania (leggi qui).
E in conclusione le difficolta' Coop Centro Italia in Abruzzo dopo la nefasta vicenda del terremoto (leggi qui).

Insomma chi glielo fa fare ad Unicoop Firenze, di accolarsi gli oneri delle altre 2 cooperative ?
Che gia storicamente sono sempre state in difficolta' anche per la coriandolizzazione della dislocazione territoriale dei punti vendita alquanto innefficente e rarefatta.
Unicoop Firenze gia per statuto destina una parte degli utili di bilancio alle cooperative in difficolta' .
E poi ricordiamoci dell' Ipercoop di Livorno, secondo alcuni un regalo alla proletaria di Piombino da parte della consorella Fiorentina.
Cooperazione significa patto generazionale con tutte le sue coraggiose virtu' non necessariamente covo di assistenti sociali con tutti i vizi e le prodigalita' inerenti.
E questo non a scapito delle lavoratrici e dei lavoratori .
Unicoop Firenze strutturalmente si articola nell'asse strategico Toscano - valdarno superiore valdarno inferiore ( le province di Arezzo, Firenze, Prato, Pisa) abbracciando lateralmente attraverso arterie di comunicazione sufficentemente efficenti la provincia di Siena, Pistoia e Lucca (vedi qui) .

La logica di Unicoop Firenze sembrerebbe che sia, oltre che per l'oggettivita' del caso, anche logica di autonomia rispetto alla Legacoop nazionale e all' ANCC sia dal punto di vista "sociale", "politico" che "ideale".
Lo scorso anno il progetto era stato congelato, oggi....... e' meglio attendere tempi migliori.
(notizia non ufficiale, non confermata)

24 luglio 2009

Metedipasco

22 luglio 2009

SE NE VA L'AVVOCATO GIORGIO BELLOTTI, "IL DIFENSORE DEI LAVORATORI"


Un grave lutto ha colpito la città di San Miniato. È infatti scomparso stanotte al'ospedale 'San Giuseppe' all’età di 73 anni l’avvocato Giorgio Bellotti, stroncato da una malattia che lo stava perseguitando da mesi.




Figura particolarmente conosciuta e stimata, aveva seguito e gestito in prima linea con il suo studio di via Gioberti tantissime vertenze legali a favore dei lavoratori. Ancora da decidere la data dei funerali, che si terranno in forma strettamente privata.

La RSU Sammontana, che ha sempre mantenuto con lui un particolare rapporto di massima stima e collaborazione reciproca, esprime il più sincero e profondo cordoglio alla signora Giulia, al figlio e a tutti i suoi parenti a nome di tutte le lavoratrici e di tutti i lavoratori.

“E’ questo un momento veramente triste per i lavoratori - scrive la Rsu Sammontana - l’avvocato Bellotti lascia un segno ed ricordo indimenticabile in tutti coloro che lo hanno conosciuto nella difesa dei diritti di chi lavora. Ci ha insegnato il significato vero della parola dignità, era un vero luminare della giurisprudenza, valoroso e determinato nelle battaglie giudiziarie, dotato indiscutibilmente di un’alta preparazione e di grande caratura, unita però allo stesso tempo ad una altrettanto lodevole carica umana di sensibilità, quella che si potrebbe definire come la classica, semplice e genuina umiltà dei grandi. Il profondo dolore che in questo momento sentiamo ci fa pensare che nella vita terrena ci sono tante cose che passano e di tante altre che invece rimarranno per sempre: l’avvocato Bellotti, per tutto quello che ha fatto e, diremmo soprattutto, per tutto quello che ha saputo fare, è destinato a rimanere vivo e incancellabile nella memoria e nei ricordi di tutti noi".

20 luglio 2009

gonews.it

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Un doveroso omaggio a questo serio professionista, la cui professionalità ed impegno hanno permesso di ottenere significativi riconoscimenti ai lavoratori nei tribunali. Ci fa piacere ricordarlo a fianco di molti dipendenti Unicoop, in particolare nel difendere alcuni di loro per la nota vicenda del magazzino di Scandicci dei cosiddetti ladri di merende. Partecipò anche alla trasmissione di Mi manda rai tre che si occupò della vicenda.

02 luglio 2009

ANCHE LA COOP ABBANDONA I TERREMOTATI, 90 DIPENDENTI IN MOBILITA'



Chiudono i 3 punti vendita dell'Aquila





All'articolo che riportiamo di seguito, che a nostro avviso segnala una situazione davvero sgradevole per l'immagine delle Coop nella sua globalità, suggeriamo ai nostri lettori di non trascurare i commenti postati, davvero interessanti.

Sollecitiamo tutti i colleghi ad intervenire su questa triste vicenda. La Coop dimostri con i fatti la solidarietà alla popolazione aquilana così duramente colpita !

La Coop Centro Italia lascerà' L'Aquila. L'azienda, presente da 11 anni in citta' con tre punti vendita, a Pettino, a Campo di Pile e al Torrione, ha deciso di aprire la procedura di mobilita' per 90 dipendenti. Secondo quanto comunicato ufficialmente ieri alle Rappresentanze sindacali unitarie dai vertici della Coop "la societa' e' intenzionata a non riaprire i punti vendita aquilani a causa dell'esproprio, da parte del Comune e della Protezione civile, del terreno in localita' Sant'Antonio, dove era prevista la realizzazione di un Ipermercato Coop, che avrebbe dato lavoro ad altri 200 dipendenti".

"Una decisione sconcertante e inammissibile' - afferma il segretario provinciale della Cisl, Gianfranco Giorgi - che fara' perdere alla nostra citta' altri posti di lavoro, in un momento di enorme crisi e di difficolta' per il territorio dopo il sisma del 6 aprile. Non e' giustificabile l'atteggiamento assunto dalla Coop Centro Italia che, in risposta all'esproprio dell'area di Sant'Antonio, ha deciso di "tagliare' con un solo colpo quasi cento posti di lavoro".

Le Rsu sono state informate dell'avvio della procedura di mobilita' tramite raccomandata. E' previsto per il 2 luglio, alle 10, all'Ipercoop di Avezzano, un incontro chiarificatore con i sindacati, pronti a mobilitarsi per scongiurare la chiusura di ben tre supermercati.

"Oltre al problema occupazionale - prosegue Giorgi - si pone un problema sociale: L'Aquila continua a perdere pezzi e, in tale situazione, sara' davvero difficile ripartire. L'eticita', la cooperazione e la solidarieta', che per anni hanno rappresentato la bandiera della Coop, non si identificano affatto in quella che appare come una penalizzazione ai danni non tanto del Comune dell'Aquila, quanto dei cittadini. Dove sono finiti - si chiede Giorgi - gli ideali che hanno ispirato la nascita della Coop?"

Intanto, le Rsu e la Cisl sono pronti a dare battaglia, con il supporto dei 25mila soci della Coop. Tanti sono, infatti, gli aquilani che hanno acquistato nel tempo la carta socio. Scenderemo in piazza per contestare tale decisione, evidenziano i lavoratori, "stiamo organizzando una manifestazione di protesta che segnera' l'inizio della mobilitazione generale. Rivolgiamo un appello agli aquilani affinche' la nostra non rimanga una battaglia isolata". Tra le iniziative lo sciopero ad oltranza per bloccare l'attivita' nell'unico punto vendita aperto, quello del Torrione.

30 giugno 2009

Abruzzo 24 ore


30 giugno 2009

LA FILCAMS CGIL FIRMA IL CCNL DEL TERZIARIO DI CISL E UIL.


E' stato firmato in questi giorni anche da Filcams-Cgil il CCNL del terziario.





Ricorderete le polemiche seguite alla firma del contratto da parte di Fisascat-Cisl e Uiltucs-Uil
, nonché il polemico dissenso della Filcams-Cgil, che dopo un anno da quegli eventi sembra essersi dissolto.

Tra i vari articoli e approfondimenti che potete trovare in rete, pubblichiamo questo tratto dal blog Metedipasco
che ci pare riassumere efficacemente la vicenda, arricchendola di ulteriori circostanze, senza rinunciare a qualche naturale e doverosa punta polemica.

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È stata raggiunta ieri (23 giugno) un’intesa tra le segreterie nazionali di Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil e la Confcommercio per la difesa dell’occupazione nel settore terziario, distribuzione e servizi. Le tre sigle, si legge sul sito Filcams, “prendono atto con soddisfazione che l’intesa, offrendo una interpretazione condivisa dei punti oggetto dell’accordo separato del 18 luglio 2008 per il rinnovo del ccnl, consente una ricomposizione dei rapporti unitari e la definizione della stesura del testo contrattuale”.» Insomma un testo formulato ad hoc per far rientrare i "compagni di merende" nel "recinto dell'unitarieta'".


Dopo un anno di insulti, vessazioni e dileggiamenti vari da parte delle "milizie" dure e pure che trovano la loro massima espressione nei delegati aziendali marchiati con il "quadratino rosso " (o e' un venditore della Rowenta o un miliziano della Cgil), il sindacato che dagli anni ' 50 rivendica la "vocazione maggioritaria" e la presunzione di rappresentare tutti i lavoratori ha recepito "de iure" e "de facto" il ccnl del terziario " firmato un annetto fa da cisl e uil, ovvero da Fisascat e Uiltucs per l'esattezza.

E' sorprendente tale virata, insomma manovra tipica da " contrordine compagni". Cislini e Uillini si sono mostrati pazienti e lungimiranti (come sempre) a fronte anche di insulti pesanti, perfino paragonati a dei suini ,tipico atteggiamento (paragone) di idiota giustizialismo miscelato con integralismo "islamico/sovietico".
La vecchia cinghia di trasmissione pare abbia mal funzionato, e pare che non abbia mal funzionato neanche al contrario, insomma non ha funzionato per niente.
Il sindacato a vocazione maggioritaria che negli ultimi tempi si era perfino ritrovato a svolgere mansioni di partito dopo i vari "schiaffi elettorali " ha visto bene di tornare all' ovile e cislini e uillini rispettando gli impegni presi - "siamo stati gli ultimi a mollarvi saremo i primi a cercarvi" (Bonanni docet) - hanno ripreso i compagni all' ovile (La parabola del figliol prodigo de noiattri") facendogli rientrare con un documento ad hoc che valorizza contrattazione di secondo livello, bilateralita', il tutto come parte integrante del ccnl del luglio del 2008 (domeniche e apprendisti compresi).

Al di la' della polemica i vertici delle categorie confederali erano da Gennaio del 2009 che cercavano in qualche modo di recuperare, gia a fine Gennaio Martini il neo segretario generale era disponibile a firmare il ccnl del terziario e segnali di distensione erano arrivati da qualche territorio vedi l'integrativo di II° livello firmato nella provincia di Bolzano da Cisl Uil e da Cgil nella persona del suo segretario generale territoriale. Altri segnali di distensione erano arrivati dalle iniziative territoriali unitarie promosse da filcams fisascat uiltucs sulla contrattazione e bilateralita' vedi l'iniziativa di Firenze, per non parlare dell' integrativo di arezzo.

Insomma oggi la cgil si muove fra Ossimori, paradossi e contraddizioni, comunque ben tornati compagnucci !!

IL TESTO DELL'ACCORDO IN PDF

Pubblichiamo inoltre le riflessioni del segretario della Filcams Cgil di trento (e commento da parte di una lavoratrice) a proposito del "Patto per il terziario" nella riflessione si nota " l' attapiramento" del funzionario che dopo un anno di propaganda e' costretto a rimangiarsi tutto (c'aveva speso la faccia con i lavoaratori !!).
Interessante anche l'esito del direttivo nazionale della filcams tutti d'accordo meno tre astenuti, pensate neanche un contrario. Ecco la riflesione:

Pubblicato da filcamstrento su 17 Giugno 2009

Oggi, il Direttivo della Filcams Nazionale ha approvato, con soli 3 voti di astensione, l’ipotesi di accordo unitaria sottoscritta con Confcommercio dominata “patto per il lavoro nel terziario” dando mandato alla segreteria di sottoscrivere l’accordo il prossimo 23 giugno 2009.

Quanto definito appare come un passaggio delicato, e con dei risvolti negativi, che sicuramente peserà nella lotta intrapresa dai lavoratori per rivendicare un contratto nazionale dignitoso e condiviso. Infatti, questo documento unitario, lascia irrisolte le questioni delle regole e della democrazia, del lavoro domenicale, la ferita pesante sull’apprendistato e sui riposi settimanali che erano alla base delle nostre iniziative di lotta. Nella sostanza abbiamo lasciato sul terreno le questioni di fondo che hanno generato la rottura e sulle quali abbiamo chiamato alla lotta i lavoratori del settore.

Inoltre, a mio avviso questa intesa, non tiene conto del cambio di marcia che l’accelerazione che la rottura sindacale ha assunto in questi mesi a seguito delle politiche filo governative della Cisl e della Uil. Si rischia di ricucire sul terziario e si rompe sulle piattaforme del turismo e della vigilanza. un comportamento difficile da spiegare.
E’ un passo indietro rispetto anche a quanto definito nel contratto della cooperazione che almeno formalmente ha salvaguardato la contrattazione sulle domeniche e sull’organizzazione del lavoro e non interviene sui diritti degli apprendisti.

Un documento che non risana la ferita provocata dallo strappo del CCNL del Terziario, in quanto si limita ad esprimere importanti intendimenti sul versante della “relazioni sindacali” in materia di accesso agli ammortizzatori sociali e sul versante dell’occupazione, sulle possibili soluzioni per fronteggiare la crisi che attraversa il settore e sulla contrattazione di secondo livello.
Sul versante delle regole e del rapporto con i lavoratori restano insoluti i problemi sia sul versante delle regole fra organizzazioni ma sopratutto non affronta e non risolve la questione dirimente sul diritto democratico della validazione degli accordi da parte dei lavoratori e delle lavoratrici.
Un documento che fa riferimento alla contrattazione di secondo livello ma non affronta la questione del recepimento dell’accordo del 22 gennaio 2009 sulle regole contrattuali e quindi gli elementi di nuove rotture rimangono tutte.

Non trovo corretto che per una ricomposizione formale si sacrifichino i più deboli, gli apprendisti, e si accetti che la contrattazione nazionale, ma anche quella locale, può continuare sulla china della restituzione dei diritti come è avvenuto con il contratto separato sull’apprendistato.
In ultima la consultazione dei lavoratori. Non è un caso che Fisascat e Uiltucs non vogliono fare la consultazione ma solo il ribadire la scelta che i lavoratori non sono portatori di diritti e quindi non hanno diritto di parola sulle scelte del sindacato, e se non hanno diritto di parola sulle scelte del sindacato come si può pensare che ne abbiano su quelle delle aziende?

Come Filcams Cgil del Trentino siamo impegnati a fare la consultazione e a far votare i lavoratori su questo accordo andando a presentare i punti forza e i punti deboli di quest’intesa. Non possiamo far finta di ignorare che in questi mesi la realtà è cambiata sia per l’acuirsi della crisi sia per le divergenze strategiche emerse fra le tre organizzazioni sindacali che non possono essere esorcizzate ma vanno combattute chiedendo ai lavoratori ed alle lavoratrici di essere parte attiva di questa battaglia.

Ezio Casagranda

Trento, 17 giugno 2009



Una Risposta a “Un patto per il lavoro nel terziario”

fiorenza detto 18 giugno 2009 a 10.23

Soprattutto non si può ignorare di aver chiamato in piazza le lavoratrici ed i lavoratori, che hanno aderito a scioperi e manifestazioni, lasciando più di 16 ore di salario sul campo, che per questo ora sono continuo oggetto di vessazioni e ritorsioni da parte delle aziende, anche in Coop, per aver “preteso” di difendere diritti, che devono essere universali, costati anche ad altre generazioni di lavoratrici e lavoratori, sudore lacrime e sangue. Il quadro descritto da Ezio ci consegna una linea sindacale in piena contraddizione rispetto alle dichiarazioni precedenti dei segretari generali sia Filcams che Cgil. Come sempre i costi maggiori se li accollano le donne che troveranno sempre più ostacoli sia nell’esercizio del diritto al lavoro che nella possibilità di una partecipazione attiva alla democrazia. Molto incazzata Fiorenza.

23 giugno 2009

Metedipasco



21 giugno 2009

FIGLINE: COOP, SIGLATO L'ACCORDO




Lavoro domenicale
volontario e nuovi assunti


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Accordo fatto fra l'Unicoop e i lavoratori del supermercato di Figline, un'intesa sofferta che alla fine ha soddisfatto entrambe le parti dando inizio alla sperimentazione di una nuova forma di organizzazione del lavoro, che prevede anche l'assunzione di quel personale che era stata all'origine della rottura delle trattative nelle settimane, oltre al rifiuto dell'obbligo al lavoro domenicale che deve restare, e resterà, a livello volontario.
"Un ringraziamento particolare lo dobbiamo al sindaco Riccardo Nocentini - hanno commentato i lavoratori figlinesi - perché si è mosso concretamente per l'avvicinamento delle parti".

Alla base dell'accordo c'è la necessità di rispondere più adeguatamente alle esigenze del mercato, dei soci clienti e contemporaneamente, nel rispetto delle normative e degli accordi sindacali in atto, al miglioramento di vita e del lavoro dei dipendenti, garantendo loro corrette condizioni e ritmi operativi adeguati.

Nel supermercato Coop di Figline sono occupate 109 persone e la direzione del punto vendita - come recita l'accordo - definirà, confrontandosi preventivamente con le Rsu e sulla base del calendario delle aperture domenicali e festive, una pianificazione annuale dell'organizzazione del lavoro con l'indicazione delle necessità di presenza domenicale nei vari reparti del punto vendita.
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"La pianificazione annuale - precisa il documento firmato da Unicoop, Rsu e sindacati - sarà poi completata attraverso una pianificazione trimestrale delle presenze domenicali e festive, che definirà la partecipazione del lavoro tenendo conto di una quota aggiuntiva, rispetto alle effettive esigenze, a cui accedere nel caso di lavoratori che per motivi di forza maggiore dovessero recedere dall'impegno assunto. La partecipazione dei lavoratori al turno domenicale e festivo - specifica il documento - secondo la pianificazione trimestrale avverrà su base volontaria, con l'impegno da parte dei lavoratori a garantire le presenze necessarie alla copertura dell'organico".

21 giugno 2009

La Nazione

Paolo Fabiani

29 maggio 2009

UNICOOP NEGLI IMMOBILI DI MPS














(Rocca Salimbeni)

Spuntano i nomi di Francesco Gaetano Caltagirone e Unicoop Firenze nella lista dei soci del consorzio che rileverà gli immobili di Mps.
Si tratta di due soggetti che controllano già il 3,9% e il 2,4% della banca senese, ma nel caso di Unicoop l'adesione al consorzio è una novità rivelata stamane dal quotidiano MF.

Il patrimonio immobiliare di Mps ammonta a 2,2 miliardi di euro e sarà integralmente conferito al consorzio con un'operazione di sale and leaseback che non coinvolge soltanto la storica sede di Rocca Salimbeni.

I soci metteranno 100-120 milioni circa e il resto verrà da un bond da 1,7-1,8 miliardi di euro lanciato dal consolrzio e garantito da Mps. L'operazione è finalizzata alla ripatrimonializzazione della banca.

28 maggio 2009

(GD)

Fta online News


22 maggio 2009

TOSCANA: LEGACOOP, VERSO CONGRESSO OTTOBRE PER NUOVI VERTICI


Con ogni probabilita' sara' un congresso straordinario convocato nella prima meta' di ottobre a decidere i nuovi vertici di Legacoop Toscana, dopo le dimissioni della presidente Patrizia Vianello.

Il percorso e' stato delineato da Giulio Bani, vice presidente vicario di Legacoop, che ha risposto alle domande dei giornalisti nel corso di una conferenza stampa.

''Il 19 maggio - ha spiegato - e' convocata una direzione.

L'intenzione e' quella di avviare le procedure per un congresso da tenersi nella prima quindicina di ottobre.

Quella sara' anche la sede per fare un'analisi complessiva sugli obiettivi, il modello, il sistema di governance, la politica associativa di Legacoop''.

Patrizia Vianello ha lasciato l'incarico lo scorso 10 aprile dopo pochi mesi dalla sua elezioni, avvenuta nell'ottobre 2008. ''Avrei preferito che continuasse - ha detto pochi giorni fa Turiddo Campaini, presidente di Unicoop Firenze - ma sono cose che, quando si attua un cambiamento, ci stanno''.

Comunque, ha precisato, ''il cambiamento va avanti'', pero' ''di rivoluzioni negli anni Duemila non ne parla nessuno mentre di cambiamento parlano tuti. E il cambiamento si fa con una impostazione politica seria, e la politica e' l'arte del possibile''.

Oggi Legacoop Toscana ha anche presentato un'indagine condotta tra 120 cooperative regionali (su un totale di 1.024) rappresentative del 90% dei volumi di fatturato realizzati e dei livelli di occupazione.

Dalle risposte emerge che il 69,2% del campione non rileva problemi di accesso al credito, ma il 37,1% prevede per il 2009 un fatturato in calo (il 39,2% stabile) e il 35,2% stima una diminuzione degli investimenti. Scarso pero' l'impatto sull'occupazione: il 72,2% prevede livelli stabili, contro il 16,5% che stima una diminuzione.



15 maggio 2009

(Asca)

afe-rg/cam/ss

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17 maggio 2009

COOP: "SIAMO DISPONIBILI A LAVORARE LA DOMENICA"

FIGLINE: Svolta dopo le polemiche.

Lettera dei dipendenti dopo la bocciatura dell'accordo




"Confermiamo la massima disponibilità per lavorare la domenica, addirittura spesso ci sono più richieste di lavoratori che in modo libero e volontario aderiscono, o vorrebbero aderire, allo straordinario domenicale, rispetto all'effettiva necessità di copertura per l'apertura festiva del negozio".

La sottolineatura arriva dai dipendenti della Coop di Figline dopo la polemica aperta a seguito della bocciatura dell'accordo proposto dall'azienda che vuole introdurre nelle nuove contrattazioni l'obbligatorietà della domenica lavorativa, una clausola che avrebbe portato anche all'assunzione part time di tredici lavoratori.

"In un momento di grande crisi come quello che attraversiamo - spiegano con una nota - ringraziamo di lavorare in un'azienda che fa ancora assunzioni e sviluppo, ma ciò deve avvenire mantenendo un equilibrio fra occupazione esterna, stabilizzazioni dei contratti di lunga data a tempo determinato, peraltro nostri colleghi a tutti gli effetti, e risposte interne per il part time a tempo indeterminato, questi ultimi assimilabili al grande problema del precariato.
Per questo - precisano - siamo disponibili a lavorare la domenica. Ma nonostante ciò - aggiungono - l'azienda persiste nell'inserire nel contratto di lavoro del part time, l'obbligo della domenica lavorativa e non solo.
Infatti anche coloro che con contratto a tempo indeterminato part time chiedono il trasferimento da altro punto vendita a Figline per motivi familiari, distanza dal luogo di residenza, eccetera, questo viene concesso solo in alcuni casi, ma esclusivamente se il dipendente accetta del proprio contratto precedentemente stipulato, ovvero domenica obbligatoria, pur sapendo - spiegano i lavoratori - che il contratto integrativo aziendale prevede a chiare lettere che la domenica è una prestazione straordinaria e volontaria"

Per quanto riguarda le tredici assunzioni alcune di queste persone sono già a lavorare da oltre un anno: "Pertanto - riprende la nota - si tratta di organico già funzionale al negozio, mentre alla Coop di Figline manca personale in modo strutturale, infatti nonostante le tredici persone, ripetiamo già in forza da molto tempo, gli straordinari ed i carichi di lavoro sui reparti sono alle stelle, quindi non c'è bisogno di tredici persone, ma molte di più.

La collettività dei lavoratori - concludono - attraverso la forma democratica dell'assemblea ha espresso il suo parere e per tutta risposta siamo stati messi dul giornale!"

16 maggio 2009

La Nazione


Paolo Fabiani

14 maggio 2009

UNICOOP FIRENZE: NEL 2008 BILANCIO NEGATIVO, IL PRIMO DELLA STORIA

Crescono, sia nel 2008 che nei primi mesi del 2009, le vendite di Unicoop Firenze che pero' licenzia il primo bilancio in negativo della sua storia, per effetto delle svalutazioni finanziarie, in primo luogo del titolo Mps, di cui la cooperativa di consumo detiene circa il 3%.

Il bilancio e' stato presentato oggi dal presidente del Consiglio di sorveglianza Turiddo Campaini e dal presidente del Consiglio di gestione Golfredo Biancalani. Il bilancio vede un risultato di esercizio negativo di circa 194 milioni di euro. In realta' la gestione delle attivita' correnti registra un utile di 9,2 milioni di euro, ma Unicoop ha effettuato svalutazioni finanziarie per 270 milioni di euro, di cui 67 milioni relative a trading (anche CCT) e 203 milioni per titoli immobilizzati, a partire da Mps (189 mln).

Allo stesso tempo e' stata effettuata una rivalutazione degli immobili (in misura prudenziale) che ha portato il patrimonio netto ad aumentare di 555 milioni a 1,5 miliardi. Nel 2008 le vendite hanno raggiunto quota 2,19 mld con un +4%, con una inflazione interna del 3,9% contro il 5,3% nazionale dei generi alimentari. Anche nel primo quadrimestre del 2009 le vendite sono cresciute del 3,9%. In crescita anche i soci (1,075 milioni) gli investimenti sono stati, nel 2008, 148 milioni, un livello confermato anche per il 2009.

Campaini ha ribadito la scelta del modello 'duale' voluto da Unicoop Firenze non escludendo, in futuro, il possibile ricorso a manager esterni e rilevando che, proprio per questo, il consiglio di gestione serve per ''non correre il rischio che un ricambio comporti un cambiamento del punto di vista sociale della cooperativa''.

Nessun commento da Campaini sull'uscita del presidente del consiglio di gestione Armando Vanni (''E' una parentesi chiusa'', ha detto), Campaini e' anche intervenuto sulle dimissioni della presidente di Legacoop Toscana Patrizia Vianello. ''Avrei preferito che continuasse - ha detto - ma sono cose che, quando si attua un cambiamento, ci stanno''. Comunque, ha precisato, ''il cambiamento va avanti'', pero' ''di rivoluzioni negli anni Duemila non ne parla nessuno mentre di cambiamento parlano tuti. E il cambiamento si fa con una impostazione politica seria, e la politica e' l'arte del possibile''.

13 maggio 2009

ASCA
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MPS: CAMPAINI, QUOTA UNICOOP FIRENZE STRATEGICA E STABILE





La partecipazione di Unicoop Firenze in Mps (circa il 3%) ha ''valore strategico e non speculativo'', ''siamo fortemente impegnati e non ci sono previsioni di modificazione di tale partecipazione''.

Lo ha detto Turiddo Campaini, presidente del consiglio di sorveglianza di Unicoop Firenze, nel corso della conferenza stampa di presentazione del bilancio 2008 della cooperativa.

''Continuiamo - ha detto Campaini - a vedere Unicoop Firenze e Mps come due punti molto importanti dell'economia regionale ed e' questa l'ottica con cui stiamo all'interno del Monte.

La partecipazione ha dunque una valenza strategica in un senso 'sociale'''.

Nel bilancio 2008 Unicoop Firenze ha svalutato di 189 milioni la quota detenuta in Mps, da 2,52 a 1,5 euro per azione. Una svalutazione, ha precisato Campaini, ''prudenziale''.

Il presidente di Unicoop Firenze ha ricordato le iniziative messe in campo con il Monte (la carta per i pagamenti e la sperimentazione dei corner bancari nei supermercati di Prato ed Empoli) non escludendo un ''paniere piu' vasto'' di servizi offerti in partnership, ma con la ''cautela a cui non possiamo rinunciare''.

A proposito della quota detenuta in Holmo (poco piu' dell'1%, che non e' stata svalutata), Campaini ha precisato che ''e' strategica'' perche' e' una cosa ''che abbiamo in comune con il resto del movimento cooperativo, poi tutto dipendera' dalle prospettive evolutive della compagnia di assicurazioni''.

13 maggio 2009

ASCA


afe/sam/alf


03 maggio 2009

COOP FIGLINE: SALTATO L' ACCORDO SULLE DOMENICHE


BOCCIATO l’accordo proposto dall’Unicoop (e dal sindacato, aggiungiamo, noi) ai dipendenti del supermercato di Figline, slittano tredici nuovi posti di lavoro.

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“Il percorso proposto dall’azienda non è stato accettato – ha spiegato Carla Bonora, responsabile della Filcams-Cgil che inizialmente era d’accordo e poi ha ritirato la firma prendendo atto della volonta' dell'assemblea -, noi eravamo per una stabilizzazione del precariato, cioè intanto prendiamo i tredici posti di lavoro poi si continua a trattare. Ma l’assemblea ha respinto l’accordo, relativo al negozio figlinese per quanto riguarda il lavoro domenicale, e anche la Filcams ne ha preso atto rinviando il tutto ad altra data”.

E’ DIFFICILE saperne di più, tuttavia l’Unicoop Firenze aveva presentato a Figline, che occupa cento dipendenti, una bozza analoga a quelle già siglata in molti punti vendita della Toscana.

Cioè viene confermato il carattere volontario all’adesione al lavoro della domenica mattina, che però, qualora venga accettato, deve essere garantito per tutte le aperture previste, che a Figline sono 33 nel corso dell’anno, praticamente tutte quelle da maggio a settembre e nel periodo natalizio.

NATURALMENTE le ore festive sono retribuite come lavoro straordinario. In mancanza di un accordo in tal senso, appunto confidando sul “volontariato”, la Coop ha proposto come alternativa quella di inserire, da ora in avanti, una clausola che prevede la chiamata per il lavoro domenicale nei contratti dei lavori part-time: “Rientra nelle prerogative dell’Azienda – ha precisato Carla Bonora -, però trentatré domeniche di apertura, come stabilito dal comune, sono tante ed è necessario attivare una turnazione fra i lavoratori”. Le trattative sono sospese in attesa dell’elezione della nuova Rsu.

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Su quest' ultima parte dell' articolo riportato da "La Nazione" del 01/05/09 abbiamo delle riserve.

SECONDO NOI non rientra nelle prerogative dell' azienda inserire una clausola che prevede la chiamata (obbligatoria ??) ai contratti part time, o almeno approfondiamo ed entriamo nello specifico perche' affermazioni riportate e tradotte a questo modo non fanno altro che accentuare "l'equivoco" e peggiorare la gia seria situazione.
Di quali contratti part time si parla ???

Se sono i contratti part time a termine (neo assunzioni), l' affermazione potrebbe avere un fondamento (di parte) , ma se si sostiene che apporre la domenica alle nuove assunzioni a termine rientra nella disposizioni di legge o negli orientamenti giuridici, la veridicita' tecnica di tale illazione non e' che sia "coperta" al 100%, considerato, appunto, le leggi, gli orientamenti giuridici, nonche' le norme contrattuali vigenti.

Se si parla di contratti a termine gia in forza, il rifiuto "legittimo" da parte di quest' ultimi alla clausola (che ripetiamo non obbligatoria per i part time) comporterebbe, " motivo di deterrenza" per future stabilizzazioni.

Se si parla di part time gia in forza a tempo indeterminato, idem come sopra, se l' interesse e' di puntare ai consolidamenti a tempo pieno.

Insomma il peso va sempre a fondo e chi lo "sopporta" sono sempre le categorie piu' deboli, gli oramai soliti precari, i part time che siano con contratto a termine o a tempo indeterminato e che comunque hanno bisogno di lavorare e di avere piu' certezza di stipendio.............

A Figline piu' che trattativa c'e' stata collisione/collusione di senescenti "blocchi di potere", mentre l' azienda, con il proprio "sorriso nella spesa" e' rimasta, e continua tutt' ora a rimanere, "alla finestra" a guardare, tanto la domenica aprira' e anche per 33 volte. I nodi prima o poi verranno al pettine. Per quanto riguarda la sospensione delle trattative fino ad elezione di nuove R.S.U., .......un modo per prendere/perdere tempo in tutte le direzioni.

2 maggio 2009

La Nazione; Re-elab. Metedipasco

SOLOFRA: LA COOP IN FIAMME



Erano le 21,40 circa quando un incendio è divampato nella struttura che fino a qualche giorno fa era occupata dalla COOP, all'uscita dello svincolo autostradale di Solofra.

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Sul posto sono giunti in breve tempo i vigili del fuoco di Avellino, i carabinieri di Avellino guidati dal Capitano Gabriele Papa e i militari di Solofra.

Alla notizia molti cittadini si sono radunati sul posto per seguire con apprensione
l'eventuale evolversi della situazione. La folla presente ha generato anche ingorghi nel traffico disciplinati dal locale comando dei vigili urbani. Dopo i primi rilievi si indaga sulle cause dell'incendio anche per accertarne la eventuale matrice dolosa.

1 maggio 2009

Irpinianews


01 maggio 2009

MPS: MUSSARI RICONFERMATO PRESIDENTE, ELETTO IL NUOVO CDA A 12


Giuseppe Mussari è stato riconfermato presidente di Banca Mps: l'assemblea degli azionisti dell'istituto senese lo ha rieletto alla guida di Rocca Salimbeni, ruolo che ha rivestito nell'ultimo quadriennio, insieme ai vicepresidenti riconfermati Ernesto Rabizzi e Francesco Gaetano Caltagirone.

Il nuovo consiglio d'amministrazione di Banca Mps conta 12 membri, in luogo dei precedenti 10: l'allargamento è stato anch'esso approvato dall'assemblea riunita da stamattina, che subito dopo ha confermato il numero di due vicepresidenti ed ha votato le tre liste presentate per il rinnovo del Cda.

Per la lista della Fondazione Mps sono stati eletti Giuseppe Mussari, Ernesto Rabizzi, Fabio Borghi, Graziano Costantini e Alfredo Monaci, e Andrea Pisaneschi.

Per la lista presentata da Caltagirone, Unicoop Firenze, e soci privati ex-Banca del Salento, sono stati eletti Francesco Gaetano Caltagirone, Turiddo Campaini, Lorenzo Gorgoni, Carlo Querci, e Massimiliano Capece Minutolo.

Per la lista di Axa è stato eletto Frederic Marie de Courtois d'Arcollieres, primo esponente del gruppo francese a sedere nel Cda senese. Unipol, non presente in assemblea ed astenutasi al momento della presentazione delle liste, esce dal Consiglio di Bmps dove fino ad oggi sedeva Pierluigi Stefanini.

29 APRILE 2009


APCOM