24 ottobre 2008

Comunicato

Giovedì 30 ottobre alle ore 15.00 a Scandicci si svolgerà l'incontro richiesto in merito allo sviluppo del Magazzino con la presenza dell OO.SS di CGIL, CISL, UIL. Verranno comunicati con una assemblea i risultati di tale incontro.


RSU dei Magazzini.

27 settembre 2008

LICENZIAMENTI, UNICOOP ESAGERO'


MAGAZZINI SCANDICCI NUOVA SENTENZA DEL TRIBUNALE DEL LAVORO

L'azienda dovrà riassumere i 7 lavoratori rei di aver mangiato merendine non vendibili

Erano stati licenziati in tronco dall'Unicoop perché accusati di aver consumato merendine, succhi di frutta e biscotti all'interno della zona del magazzino dei Pratoni che raccoglie prodotti, che per vari motivi, vengono ritirati dalla vendita e destinati al macero o alla beneficenza.

Sette destinatari del durissimo provvedimento disciplinare, che aveva scatenato un'autentica rivolta fra i dipendenti della cooperativa, accusata di aver sempre sostanzialmente tollerato questi piccoli ammanchi fra la merce che non era comunque destinata alla vendita.

Nel luglio scorso il tribunale del lavoro aveva raccolto il reclamo dei sette dipendenti licenziati, assistito dallo studio Bellotti, imponendone a Unicoop l'immediato reintegro.
Tuttavia la cooperativa aveva deciso di presentare opposizione al provvedimento sostenendo tra le altre cose la gravità della violazione del vincolo fiduciario derivante dai contestati episodi.
Il reclamo è tuttavia stato respinto nei giorni scorsi dallo stesso tribunale del lavoro in composizione collegiale (presidente e relatore Giampaolo Muntoni), che ha ribadito a Unicoop di reintegrare in servizio i sette dipendenti licenziati.

Le indagini sugli ammanchi nel magazzino dei Pratoni erano partite nel febbraio dell'anno scorso, quando i carabinieri di Scandicci, a seguito di una denuncia per furto presentata da Unicoop, installarono alcune telecamere nascoste nel magazzino "incriminato" da dove sparivano merendine e succhi di frutta.
Da quelle immagini vennero identificate 24 persone, fra le quali 18 dipendenti, 3 ex dipendenti e 3 lavoratori dell'impresa di pulizie esterna. Dei 18 dipendenti, sette furono licenziati, dieci sospesi e uno ne uscì senza alcuna sanzione.

I sette mandati a casa si rivolsero così al tribunale, che per ben due volte a dato loro ragione, sottolineando in particolare la buona fede dei dipendenti che asportavano un singolo pezzo per volta: "Mai - scrive il tribunale - risultano asportate dal singolo dipendente notevoli quantità di beni, tali da manifestare una esplicita volontà di sottrarre questi ultimi all'azienda per trarne un profitto esorbitante dalla semplice personale refezione sul momento."

Non solo: la massima sanzione disciplinare adottata da Unicoop non è giustificata a causa dell' "effettiva sussistenza di una disinvolta prassi alla quale l'azienda mai aveva in precedenza reagito, né mettendo sull'avviso i dipendenti, né irrogando sanzioni, magari più lievi ma ugualmente esemplari, significative della volontà di non tollerare più comportamenti del genere".

Insomma, essere licenziati per una merendina neanche destinata alla vendita è apparso al tribunale francamente troppo.

G
IGI PAOLI

LA NAZIONE


27 Settembre 2008

20 settembre 2008

I DUBBI DI QUESTO CONTRATTO

Come tutti sappiamo si stanno svolgendo le assemblee informative sull'ipotesi del nuovo CCNL.
A quelli che hanno già avuto l'occasione di leggere e discutere tale ipotesi, o l'avranno prossimamente, vogliamo far notare alcuni punti della parte normativa, che nelle assemblee non hanno avuto risalto, ma che a nostro avviso, sono di rilevante importanza.

Ci riferiamo nella fattispecie ad alcuni articoli del contratto che sono stati modificati, sia nella forma, che nella sostanza.
Vi proponiamo di seguito la lettura comparata dei due testi:
per primo trascriviamo l'articolo del vecchio contratto (testo in nero), successivamente riportiamo com'è stato modificato nell'ipotesi di accordo attuale (testo in bianco).
In corsivo le parti modificate.

VECCHIO CCNL - TITOLO XV - ART. 108 - Distribuzione dell'orario
1) La distribuzione dell'orario di lavoro sarà concordata in sede aziendale, sulla base di quanto previsto dall'art. 11 (funzioni e materie del secondo livello di contrattazione), al fine di realizzare nella sua articolazione e tenendo conto degli orari di apertura, i seguenti obiettivi […]
4) Il lavoratore deve prestare la sua opera nelle ore e nei turni concordati anche se questi siano predisposti soltanto per determinati reparti od uffici.
6) Sempre nei limiti dell’orario settimanale si potranno concordare prestazioni giornaliere eccedenti le otto ore.

NUOVO CCNL – TITOLO XV - ART. 108 – Distribuzione dell’orario
1) Si concorda che la distribuzione dell’orario di lavoro sarà realizzata previo confronto sui criteri, finalizzato ad una intesa con le RSU/RSA, al fine di conseguire nella sua articolazione e tenendo conto degli orari di apertura, i seguenti obiettivi […]
4) Il lavoratore deve prestare la sua opera nelle ore e nei turni comunicati e stabiliti ai sensi del comma 1 anche se questi siano predisposti soltanto per determinati reparti od uffici.
6) Fermo restando la disciplina legale sulla durata della prestazione giornaliera, le imprese terranno quale riferimento generale per la distribuzione dell’orario di lavoro giornaliero quello della durata dell’orario normale di lavoro di otto ore.

VECCHIO CCNL – TITOLO XV - ART. 109 – Flessibilità dell’orario

1) Fatto salvo il confronto in materia previsto in sede di contrattazione aziendale (art. 11- art. 108) […] Le parti potranno realizzare diversi regimi di orario con il superamento dell’orario contrattuale in particolari periodi dell’anno sino al limite di 42 ore settimanali per un massimo di 16 settimane, previa verifica qualitativa e quantitativa degli organici.

NUOVO CCNL – TITOLO XV - ART. 109 – Flessibilità dell’orario
1) Sulla base di quanto previsto dall’articolo […] si concorda che l’attuazione di forme di flessibilità dell’orario di lavoro sia finalizzata al raggiungimento di risultati positivi
2) (Nuovo comma assente nel vecchio contratto – ndr)
In questo quadro per far fronte alle variazioni dell’intensità lavorativa l’azienda attiverà il confronto finalizzato ad intese a livello aziendale per realizzare diversi regimi di orario […] il superamento dell’orario normale settimanale sarà consentito sino al limite massimo di 42 ore e per un massimo di 24 settimane.

VECCHIO CCNL – TITOLO XV - ART. 120 – Riposo settimanale
1) Il lavoratore ha diritto al riposo settimanale nei modi previsti dalle vigenti disposizioni di legge alle quali il presente contratto fa esplicito riferimento.
2) Qualora le cooperative siano autorizzate all’apertura domenicale dei negozi o degli spacci -limitatamente alla vendita al minuto di generi alimentari – esse sono tenute a dare il riposo settimanale ai propri dipendenti addetti a tale vendita senza corresponsione di maggiorazione straordinaria per le ore normali di lavoro prestate la domenica.

NUOVO CCNL – TITOLO XV- ART. 120 – Riposo settimanale
1) Ai sensi della vigente disciplina in materia (art. 9 D.Lgs 8 aprile n. 66/2003 e successive modifiche): il lavoratore ha diritto ogni 7 giorni ad un periodo di riposo di almeno 24 ore consecutive, di regola in coincidenza con la domenica, da cumulare con le ore di riposo giornaliero (art. 7 D.Lgs. 66/2003). Il suddetto periodo di riposo consecutivo è calcolato come media in un periodo non superiore a 14 giorni.
2) Le modalità applicative del riposo settimanale saranno oggetto di confronto a livello aziendale, tenuto conto degli accordi esistenti.
3) Qualora le imprese siano autorizzate allo svolgimento dell’attività domenicale dei negozi o degli spacci o magazzini ai sensi delle disposizioni legali vigenti in materia, esse sono tenute a dare il riposo settimanale ai propri dipendenti, senza corresponsione di maggiorazione straordinaria per le ore normali di lavoro prestate la domenica.
Le modalità di attuazione delle aperture domenicali e festive, saranno oggetto di confronto a livello aziendale.

In conclusione:

- Vorremmo sbagliarci, ma sembra che le modifiche degli articoli suddetti vadano tutte a vantaggio delle aziende che non sono più “costrette” a concordare le deroghe con le RSU, ma solo a confrontarsi con esse.

- L’aver previsto la possibilità, prima inesistente, del lavoro domenicale per i magazzini, non può che indicare la previsione di molte aperture domenicali nei “punti vendita” altrimenti non se ne vedrebbe la necessità.

- Infine, ci pare contraddittorio che questa ipotesi preveda il demandare molti di questi importanti temi ad un livello decentrato di contrattazione, anticipando di fatto il nuovo modello contrattuale che però i vertici CGIL sembrano tanto osteggiare.

17 settembre 2008

FIDUCIA NEI GIUDICI






Oggi, presso il Tribunale del Lavoro di Firenze, si è svolta l’udienza a seguito del ricorso di Unicoop Firenze contro le decisioni espresse dai giudici del medesimo tribunale.
In luglio l’azienda era stata obbligata al reintegro al lavoro dei 7 dipendenti del magazzino licenziati.
La sentenza è attesa per la prossima settimana.

Nel frattempo, sono stati trasmessi ai legali degli interessati gli atti relativi alla richiesta di archiviazione da parte del PM Dott.ssa Mione.
Stando a quello che abbiamo potuto leggere, le motivazioni parrebbero avvalorare le decisioni del Tribunale. Tutto questo ci sembra di buon auspicio anche per quanto concerne l’aspetto penale della vicenda.

Ai nostri colleghi un sentito in bocca al lupo.

Leggi anche:

Speriamo in un'assoluzione piena


06 settembre 2008

ASSEMBLEE PER IL CONTRATTO NAZIONALE


Si stanno svolgendo in questi giorni le assemblee informative sull’ipotesi di accordo di rinnovo del CCNL della distribuzione cooperativa.


Ci sembra utile ripercorrere in breve tutti i passaggi che hanno portato alla firma dell’ipotesi.

Il 18 luglio scorso, è stata firmata l’ipotesi di accordo del contratto del commercio da Fisascat-Cisl e Uiltucs-Uil.
La Filcams-Cgil non ha firmato. Queste sono le sue motivazioni.
La posizione della Filcams è stata criticata sia di Fisascat, che da Uiltucs.

Successivamente, in data 25 luglio 2008, si è pervenuti alla firma del CCNL della distribuzione cooperativa, stavolta in modo unitario.
Le OO. SS. firmatarie dell’ipotesi sottolineano i risultati raggiunti sia per la parte normativa, che per quella salariale.

Numerose le voci critiche, tra le quali vi segnaliamo quella di Rete28Aprile e di Flaica-Cub.

Le assemblee informative per i lavoratori dei magazzini di Scandicci e Sesto F.no, si terranno giovedì 11 settembre, con il seguente orario: dalle 11.00 alle 13.00 per il turno di mattina; dalle 13.00 alle 15.00 per il turno di pomeriggio.

Su alcune assemblee già effettuate non sono mancate polemiche.
Uiltucs e Fisascat toscane accusano la Filcams di comportamento scorretto.
Al termine delle riunioni informative è previsto un referendum che si dovrebbe svolgere nella prima decade di ottobre.


23 agosto 2008

I SUPERMERCATI DIVENTANO BANCHE



La crisi di disponibilità economica che ha investito le famiglie italiane spinge gli operatori della grande distribuzione a incentivare direttamente il credito al consumo attraverso lo strumento delle carte di pagamento "revolving".

L'obiettivo è duplice: finanziare la spesa famigliare (con una sorta di serbatoio di denaro che diminuisce man mano che si effettuano gli acquisti e che viceversa aumenta con il pagamento della rata mensile) e fidelizzare la clientela, che viene così incoraggiata a effettuare la spesa sempre nel medesimo supermercato.

La prima catena ad aver investito su questa strada è stata Auchan, che nel 2003 ha proposto la Carta Auchan-Accord, un badge del costo annuale di 15 euro utilizzabile nei 48 supermercati del marchio francese e che prevede un fido massimo di 3.250 euro. Una volta conclusa la spesa, il cliente può scegliere se pagare in un'unica soluzione senza interessi il mese successivo, o rateizzare le proprie spese a un tasso (Tan) del 16,2% annuo (Taeg 17,46%). «Oltre 150mila clienti in tutta Italia hanno scelto questo metodo – spiegano da Auchan – e l'utilizzo è costante ed elevato; mediamente lo scontrino pagato con la carta supera infatti i 70 euro e questo anche perché, abbinati agli acquisti, ci sono spesso promozioni molto interessanti, come ad esempio sconti sulla spesa fino al 10% se effettuata in un particolare giorno della settimana».

Sulla traccia di Auchan si è mossa anche Carrefour con l'iniziativa Card Pass. Non si tratta di una carta di credito vera e propria, ma di un servizio emesso dalla Carrefour Servizi finanziari con la collaborazione della finanziaria Agos per agevolare l'acquisto di beni di consumo nei 42 punti vendita distribuiti sul territorio nazionale. Il pagamento degli acquisti, come nel caso di Auchan, può avvenire in due maniere: o mediante addebito mensile, oppure tramite rateizzazione minima di 50 euro ogni mese. I possessori della carta hanno poi a disposizione alcuni vantaggi, come la consegna gratuita a domicilio entro i 30 chilometri di articoli ingombranti e pesanti e una serie di buoni sconto utilizzabili presso una lista di partner che spaziano dall'editoria al noleggio automobili.

Un'ulteriore agevolazione offerta da Carrefour, e di solito non prevista in questo tipo di carte, riguarda la possibilità di scegliere che il credito a disposizione possa essere richiesto mediante erogazione di denaro contante con un bonifico sul conto corrente del richiedente.


Dal punto di vista regionale è stata invece la Coop di Firenze la prima a muoversi, affiancando la vecchia Carta Socio con due nuove iniziative, SpesaIn e TantiAcquisti.

La prima è una carta abilitata al pagamento nei punti vendita di Unicoop Firenze e permette una dilazione mensile della spesa a costo zero con un massimale di 600 euro. La seconda può essere usata anche al di fuori del circuito Coop, con la rateizzazione del debito contratto: in sostanza ha tutte le caratteristiche di SpesaIn, ma con il tetto di spesa ampliato a 1000 euro.

L'Osservatorio sul credito al dettaglio organizzato da Crif, Assofin e Prometeia conferma le potenzialità del settore che, anche se in termini assoluti copre per ora solamente l'1,5% delle vendite complessive, è in aumento del 25% annuo non solo nei supermercati (oltre a Auchan, Carrefour e Coop, ci sono Pam, Bennet, Conad, Lidl e Sidis) ma pure nell'elettronica di consumo (Euronics, MediaWorld, Trony), nell'abbigliamento (Benetton) e nell'arredamento (Ikea).
Un bel vantaggio, che tuttavia, ricordano le associazioni dei consumatori, presenta una controindicazione, e cioè che le dilazioni di pagamento «possono indurre in tentazione, incentivando la propensione alla spesa pur nell'impossibilità di saldare le rate». Vedi anche:

Massimiliano Del barba

ILSOLE24ORE.COM

21 Agosto 2008

Vedi anche:

Spesa a credito per 2 famiglie su 5

07 agosto 2008

E' IL CASO DI DISCUTERNE...


Nonostante il periodo vacanziero, le domande ed i dubbi dopo la firma dell'ipotesi del nostro CCNL, preceduta dalla firma disgiunta sul contratto del commercio, si fanno pressanti.
Riceviamo commenti interessanti e link per approfondimenti.

Vogliamo dare spazio a tutti, com'è nello spirito del blog, quindi ringraziamo tutti, sia i singoli lavoratori, sia chi rappresenta un'organizzazione sindacale.

Nei prossimi giorni pubblicheremo un post con i vari link di discussione che ci avete segnalato e che ci auguriamo continuiate a segnalarci per approfondire la discussione.

31 luglio 2008

CAMION VA A FUOCO NEL MAGAZZINO COOP. SALVATO L'AUTISTA
























Fiamme e paura
al magazzino Unicoop dei Pratoni a Scandicci.

Erano quasi le 17 quando un tir che trasportava carta da cucina è bruciato completamente nel piazzale dove si trovano i pancali di carico dei magazzini di approvvigionamento dei supermercati Coop della toscana.
A dare l'allarme immediatamente sono stati gli stessi lavoratori, che hanno avvertito il 115.

Sul posto a supporto un'ambulanza della Misericordia di Lastra a Signa, gli agenti della polizia municipale di Scandicci, i volontari della Racchetta. Miracolosamente illeso il guidatore del mezzo pesante, che è stato spostato da un collega pochi secondi prima di venire colpito dalla fiammata di ritorno. Per lui le cure dei soccorritori della Misericordia, poi la disperazione di vedere il suo camion distrutto.

"Ero appena arrivato - ha raccontato il conducente del mezzo - e sono sceso per sapere in quale settore di carico dovevo sistemarmi. Nel tornare indietro ho notato qualcosa di strano, il mezzo era come circondato da onde di calore. Quando ho aperto il portellone ho sentito una vampa di caldo e fortunatamente un collega mi ha spinto lontano dal mezzo, altrimenti sarei stato investito in pieno".

Sul posto sono arrivati subito i vigili del fuoco con due squadre. L'incendio è stato spento, ma il camion è stato completamente distrutto. L'intervento dei pompieri ha evitato che le fiamme attaccassero il magazzino e la palazzina uffici.

Tanta è stata la paura tra i dipendenti che hanno visto l'incendio praticamente polverizzare il camion. In via dei Pratoni è arrivato anche il sindaco di Scandicci, Simone Gheri, che ha parlato con la dirigenza garantendo il supporto della polizia municipale in caso di bisogno.
I vigili sono arrivati con due pattuglie, guidate dal vice comandante Giuseppe Mastursi.

Non è il primo episodio del genere che si verifica all'interno del magazzino.
Sempre per cause accidentali, probabilmente un corto circuito, un mesetto fa era finito a fuoco un muletto di quelli che servono a movimentare le merci.
Anche in quel caso non ci furono conseguenze per le persone.

31 luglio 2008
Fabrizio Morviducci

La Nazione - Cronaca Firenze

25 luglio 2008

RINOVATO IL CONTRATTO DELLA COOPERAZIONE




Questa volta ci siamo.
Dopo 571 giorni dalla scadenza è stato siglato unitariamente il CCNL cooperative di consumo.

Per la parte salariale sono stati confermati 150 euro scaglionati di aumento.

Firma Ipotesi rinnovo CCNL Cooperazione

20 luglio 2008

I PRINCIPALI RISULTATI DEL NEGOZIATO DEL CCNL TERZIARIO


E' stato sottoscritto con la Confcommercio il testo per l’ipotesi di accordo per il rinnovo del Contratto Collettivo del Terziario.

L’intesa è stata al momento sottoscritta dalla Fisascat e dalla Uiltucs.

I PRINCIPALI RISULTATI DEL NEGOZIATO DEL CCNL TERZIARIO

Dopo più di 18 mesi, e dopo una trattativa che si era caratterizzata, in una prima fase, in proposte e atteggiamenti inaccettabili da parte di Confcommercio, nell’ultima sessione si sono registrati degli avanzamenti e risultati concreti su:

  • relazioni sindacali e sui diritti sindacali (diritti di informazione e consultazione anche per le aziende con 50 dipendenti in su), ampliandoli e non restringendoli come voleva sin dall’inizio Confcommercio;
  • terziarizzazioni, prevedendo una procedura di informazione e di garanzia prima inesistente (quanti reparti sono stati dati ad altre aziende in un Ipermercato, senza avere la minima informazione e con danni enormi per i lavoratori occupati in quei reparti?);
  • appalti: introduzione del DURC che assicura che i lavoratori di imprese di pulizia o di vigilanza, che operano all’interno di ipermercati, supermercati, ecc., abbiano la sicurezza che le ditte da cui dipendono versino i contributi previdenziali ed assistenziali;
  • soluzione definitiva del tema relativo alle Rappresentanze Sindacali Unitarie
  • Governance degli Enti Bilaterali, dell’Assistenza sanitaria e della Previdenza integrativa, importante conquista di questo sindacato;
  • apprendistato (quindi per tutti gli apprendisti), con l’innalzamento della percentuale di conferma dal 70 all’80% ed il riconoscimento dell’assistenza e della previdenza integrativa, in cambio di una maturazione differita dei permessi solo per i nuovi assunti;
  • part-time: l’innalzamento, nelle aziende sopra i 30 dipendenti, da 16 a 18 ore;
  • contratti a tempo determinato: superamento del periodo di prova nel caso di reiterazione del contratto a termine;
  • miglioramenti sono possibili sul diritto allo studio, attraverso il riconoscimento dei master universitari e l’innalzamento delle percentuali per le lavoratrici e i lavoratori aventi diritto;
  • gravi malattie: aspettativa non retribuita di 12 mesi oltre il periodo di comporto, che permette di non essere licenziati quando si hanno gravi patologie;
  • lavoro domenicale: nel nostro settore ormai da anni le aziende assumono giovani con il lavoro domenicale nel loro orario di lavoro, creando un esercito di lavoratori e lavoratrici ai quali non viene riconosciuta la maggiorazione progressiva del 30% sulla retribuzione.
Fonte: metedipasco

Notizie correlate ed approfondimenti:

Contratto commercio verso un'intesa separata

Negozi sempre aperti, così crolla il tabù del lavoro di domenica

Il dissenso della Filcams

Il punto di vista della Flaica-Cub

CCNL Distribuzione Cooperativa: Comunicato unitario segreterie

18 luglio 2008

REINTEGRATI I LAVORATORI LICENZIATI

Scandicci - Disposto l'immediato ritorno al lavoro e il pagamento degli arretrati. Intanto prosegue l'inchiesta sugli ammanchi.

Cacciati per i furti di merendine, il giudice ordina il dietro front a Unicoop.


Immediato reintegro dei lavoratori licenziati e pagamento degli stipendi relativi al periodo di allontanamento dal lavoro.

E' quanto stabilisce la sentenza emessa mercoledì dal giudice del lavoro Lococo sulla vicenda dei dipendenti Unicoop licenziati per gli ammanchi nei magazzini dei Pratoni.
Una sentenza che arriva dopo il ricorso presentato da Filcams-Cgil per cinque lavoratori (altri due hanno deciso di ricorrere da soli) facendo appello all'articolo 700 del codice di procedura civile, per chiedere un provvedimento d'urgenza contro un licenziamento ritenuto non solo sproporzionato rispetto alle azioni commesse, ma anche ingiusto e discriminatorio nella decisione di colpire alcuni lavoratori con il licenziamento, altri con una sospensione, mentre uno solo non ha ricevuto sanzioni.

"Da parte nostra c'è piena soddisfazione per aver visto riconosciute dal tribunale le nostre argomentazioni e per aver compiuto un primo passo verso l'annullamento di un'ingiustizia - dice Luca Saponaro, responsabile di Filcams-Cgil per Scandicci - Questo ci rende anche più fiduciosi nell'esito della vicenda giudiziaria che, ci auguriamo, riconoscerà le stesse motivazioni che hanno guidato la decisione del giudice del lavoro".

Nella sentenza vengono riconosciute in particolare la buona fede dei dipendenti, la non accertabilità del danno economico che tali azioni avrebbero prodotto all'azienda, la sproporzione del licenziamento e l'illegittimità dei criteri in base ai quali l'azienda avrebbe inflitto le sanzioni disciplinari ai diversi lavoratori.

Si chiude così una prima, importante fase di una vicenda che ha lasciato sbalordito l'intero personale di Unicoop Firenze, sceso in sciopero a più riprese a sostegno dei 24 colleghi coinvolti nell'indagine. Indagine partita proprio da una denuncia di ammanchi sporta da Unicoop nel febbraio 2007 ai carabinieri di Scandicci. alla denuncia avevano fatto seguito l'installazione di alcune telecamere che avrebbero permesso di identificare gli autori di ripetute sottrazioni di merce dalla cosiddetta gabbia, ovvero la zona del magazzino che raccoglie i prodotti per vario motivo ritirati dalla vendita e destinati al macero o alla beneficenza.

L'inchiesta si era conclusa con l'emissione di avvisi di garanzia per furto e appropriazione indebita nei confronti di 18 dipendenti, tre ex dipendenti e tre dipendenti dell'impresa di pulizie esterna.

Ora la magistratura proseguirà l'inchiesta per accertare le reali responsabilità. Intanto, mentre tutti aspettano con ansia di andare in vacanza, per i 7 lavoratori Unicoop non ci sarà sollievo più grande di tornare a varcare, tra qualche giorno, i cancelli del posto di lavoro.

18 luglio 2008
Il Corriere di Firenze
Eva Esposito

La vicenda 1

La vicenda 2

La vicenda 3

Altri articoli

14 luglio 2008

COOPERATIVE, GALASSIE SOTTO ATTACCO

INVITIAMO A LEGGERE CON ATTENZIONE L'ARTICOLO CHE SEGUE.

TRA GLI APPROFONDIMENTI CHE TROVERETE A FINE POST, NE ANTICIPIAMO UNO CLAMOROSO:
Le Coop, la borsa e l'ipotesi SPA DICHIARAZIONI DI ALDO SOLDI (PRESIDENTE DELL'ANCC-COOP) A IL CORRIERE DELLA SERA.

COOPERATIVE, GALASSIE SOTTO ATTACCO
di GIORGIO LONARDI

Bruxelles ne contesta le agevolazioni, Tremonti vuole tassarle di più: un sistema che vale 120 miliardi di euro di fatturato dominato dalle due grandi centrali, Lega e Confcooperative, che agli occhi del governo hanno il peccato di origine di gravitare troppo intorno al PD.

Quasi 120 miliardi di euro di fatturato e un peso politico ed economico piuttosto modesto sia in Italia che Europa. Sparare sulle cooperative oggi è di moda.
Lo ha fatto per primo Bernardo Caprotti, padrepadrone di Esselunga con il suo pamphlet «Falce e Carrello».

L’accusa: godere di aiuti di Stato sotto forma di una tassazione di favore e distorcere la concorrenza. Un addebito preso in seria considerazione a Bruxelles dove, in seguito ad una denuncia della Federdistribuzione, l’associazione che raccoglie i grandi supermercati italiani, è stato aperto un procedimento. Seconda bordata, dunque.

La tesi espressa dal commissario alla Concorrenza Neelie Kroes è semplice: le cooperative sono assimilabili in tutto e per tutto alle aziende private. Di conseguenza non avrebbero diritto a un trattamento fiscale differenziato che quindi è da considerarsi un aiuto di Stato. E non è finita qui.

Perché mentre Bruxelles sta affilando le armi il ministro Giulio Tremonti, e questa è la terza bordata, ha preso tre provvedimenti fiscali che, secondo le stime di Elio Di Odoardo, responsabile fiscale della Lega delle Cooperative, costeranno alle sole Coop della Lega fra 70 e 80 milioni di euro.
In effetti il centrodestra e Giulio Tremonti in particolare vedono le cooperative come il fumo agli occhi. Il motivo: sono considerate la cinghia di trasmissione dei partiti di sinistra. Una concezione rafforzata dal fallito blitz di Unipol (una società per azioni quotata in Borsa ma controllata da una serie di cooperative aderenti alle Lega) sulla Bnl.

Eppure basta puntare la lente sul movimento cooperativo per accorgersi che si tratta di un universo molto più variegato di quanto non si creda comunemente.
Accanto alla Lega Coop, storicamente vicina alla sinistra, (53 miliardi di ricavi, 8 milioni di soci e 430 mila dipendenti) c’è infatti la Confcooperative di matrice cattolica (59 miliardi di ricavi, 2,8 milioni di soci, 480 mila dipendenti).
Ma non basta: perché non mancano tre centrali più piccole come l’Agci, durante la prima Repubblica vicina al Pri, al Psdi e ad alcuni settori socialisti (circa 6,2 miliardi di ricavi); quindi l’Unci guidata da un ex deputato dell’Italia dei valori e la Un.I.Coop promossa nel 1999 dall’attuale sindaco di Roma Gianni Alemanno. E allora?

Giuliano Poletti, presidente della Lega delle Cooperative, rispedisce al mittente ogni accusa di collateralismo nei confronti dei Ds prima e del Pd oggi. E rivendica l’autonomia della sua organizzazione e il suo ruolo sociale: «Nella Lega ci sono 15 mila cooperative, in gran parte piccole e piccolissime. Si tratta di una struttura che gioca un ruolo importante nel settore dei servizi sociali oltre che nell’industria e nel consumo».

Già e il colosso Coop, formidabile macchina da guerra della grande distribuzione? Poletti ha buon gioco nel ricordare che nel 2007 le Coop stesse hanno tagliato del 43% i loro utili per mantenere i prezzi e «sostenere» le tasche dei consumatori.
Stessa musica da parte di Luigi Marino presidente di Confcooperative. Dice: «Noi paghiamo alcuni pregiudizi negativi. Dicono che siamo collaterali al Pd? Non è vero. Certo, in passato siamo stati vicini alla Dc ma sempre mantenendo intatta la nostra autonomia».
A preoccupare Marino è anche un secondo pregiudizio che considera il sistema cooperativo come «una formula assistita, ormai superata». Ribatte il presidente di Confcooperative: «Pochi sanno che in paesi come il Canada, gli Stati Uniti e il Giappone le cooperative sono solide, più forti di quanto non lo siano in Italia. E soprattutto che si tratta di un movimento in crescita in grado di intercettare i nuovi bisogni della società moderna».

Incalza Lanfranco Turci, oggi esponente socialista in passato presidente comunista della Lega delle Cooperative fra il 1987 e il 1992: «Diciamo la verità: la storia del collateralismo delle cooperative è un po’ una caricatura della realtà. Così come i partiti di oggi sono la caricatura dei grandi partiti del passato».

Resta il fatto che i dirigenti del movimento si sentono sotto attacco da parte del governo. E che le misure di Tremonti sembrano fatte apposta per colpire le cooperative più grosse come le Coop: 12,5 miliardi di ricavi, numero uno della grande distribuzione italiana.

A cominciare dalla tassazione del prestito da soci, principale fonte di finanziamento delle singole cooperative, che passa dal 12,5% al 20% disincentivando così i soci stessi a sottoscriverlo
.

Oppure della tassazione degli utili d’impresa che passa dal 30% al 55%. «Quest’ultima misura afferma Aldo Soldi, presidente delle Coop stesse va a colpire un utile che le cooperative non distribuiscono ai soci e che va a riserva indivisibile. Anche se la cooperativa viene sciolta ai soci non va un centesimo».

Le grandi cooperative operano in molti settori. E in molti casi si muovono con uno spiccato spirito imprenditoriale. Basti ricordare giganti come la CMB di Carpi e la CMC di Ravenna nel comparto edilizio. Oppure la Sacmi, nel comparto impiantistico.
Emblematico il caso di Conserve Italia, aderente a Confcooperative con oltre un miliardo di fatturato e un bouquet di marchi quali Cirio, De Rica, Yoga o Valfrutta. Ebbene, si tratta di una cooperativa di secondo grado costituita da una cinquantina di cooperative a loro volta composte da soci agricoltori.

Come spiega Maurizio Gardini, presidente della stessa Conserve Italia, questa cooperativa «è condannata a crescere sui mercati esteri». Il motivo: «Dobbiamo esportare i prodotti dei nostri soci che ormai non trovano più uno sbocco sull’asfittico mercato nazionale».
Risultato: oggi Conserve Italia non solo è presente in Francia e Spagna ma, in collegamento con Crai, altra sigla della grande distribuzione cooperativa, è sbarcata anche in Cina. L’obiettivo: proporre il made in Italy in tavola ai consumatori del grande paese asiatico.

GIORGIO LONARDI

La Repubblica - Affari & finanza



LINK:

Le Coop, la borsa e l'ipotesi SPA (Corsera-Aldo Soldi)

Borsa e Spa: così le Coop si riparano da Tremonti

La proposta di Tremonti e iniziativa Ue. Ecco cosa rischiano le coop

Trattato Comunità Europea (vedi art. 82)

Regolamento (CE) n. 1/2003 concernente l'applicazione delle
regole di concorrenza di cui agli articoli 81 e 82 del trattato



12 luglio 2008

FINANZIARIA: SOLDI (COOP), MANOVRA CI COSTERA'50 MILIONI EURO








"La manovra finanziaria che il governo si prepara a varare per il 2007 costera' alle cooperative di cosumatori circa 50 milioni di euro".


A lanciare l'allarme e' Aldo Soldi, presidente di Annc-Coop, (Associazione Nazionale delle Cooperative di Consumatori) durante la presentazione del rapporto sociale nazionale Coop 2007. "La manovra - ha sottolineato Soldi - contiene una serie di norme che tendono a peggiorare la condizione delle cooperative dei consumatori".

Tre le norme della nuova finanziaria che colpirebbero le cooperative dei consumatori: la cosiddetta Robin Tax, che, tassera' del 5% per due anni anche gli utili delle Coop, oltre che di petrolieri, banche e assicurazioni; la diminuzione dal 70% al 45% della quota esente dal pagamento Ires; l'aumento dell'imposizione fiscale sugli interessi corrisposti per il prestito sociale.

"Siamo sotto attacco - ha aggiunto Soldi - Indebolire la condizione delle cooperative dei consumatori nel nostro paese non giova ai nostri soci, ai nostri clienti, ai nostri 8 mila fornitori di piccole e medie dimensioni e non giova al mercato, che le cooperative contribuiscono a rendere piu' democratico".
"Giova sicuramente alla concorrenza - ha concluso il presidente di Annc-Coop - e a qualcuno che da molti anni va attaccando le Coop".

(AGI) - Roma, 11 lug.

Approfondimenti:

Per le Coop tassati gli utili di riserva

Nel mirino anche i ristorni ai soci delle Cooperative

Sulle Coop l'offensiva UE

10 luglio 2008

NUOVO REGOLAMENTO AZIENDALE



AVVISO AI LAVORATORI

Prossimamente la Cooperativa distribuirà a tutt i dipendenti il nuovo regolamento aziendale.

Vi ricordiamo che non si tratta di un accordo sindacale, nè tantomeno è frutto di di contrattazione, ma è un atto unilaterale aziendale.

E' un atto legittimo a cui tutti i lavoratori devono attenersi scruopolosamente, tuttavia non può contenere norme che contrastino o invalidano leggi, contratti e accordi sindacali vigenti.

A tal proposito sarà nostro compito, non appena ne avremo copia, procedere ad una disamina accurata del contenuto avvalendoci della consulenza degli uffici sindacali competento e segnalarvi eventuali norma che giudicheremo essere in contrasto con leggi, contratti ed accordi sindacali vigenti.

Invitiamo tutti i lavoratori e i delegati a prestare la massima attenzione in fase di applicazione, da parte dell'azienda, del regolamento e di segnalarci casi che riterrete dubbi, lesivi o inappropriati.

Nel nuovo regolamento aziendale troverete anche un capitolo dedicato al prestito aziendale.
Si tratta di una forma di prestito che l'esecutivo sindacale ha fortemente voluto e al quale possono accedere, nei casi previsti dallo specifico regolamento, tutti i dipendenti, per poter fare fronte alla difficile situazione salariale e finanziaria che stiamo attraversando.

Avremmo voluto che fosse più ampio nella casistica e soprattutto che fosse sotto forma di accordo sindacale, ma al momento ciò non è stato possibile per motivi di ordine societario-finanziario, inerenti alla cooperativa.

Pertanto è inseito nel regolamento aziendale e gestito dalla cooperativa. Vedremo in futuro ciò che si potrà fare.

L'ESECUTIVO SINDACALE UNITARIO - RSU UNICOOP FIRENZE

01 luglio 2008

SALARI: SEMPRE PIU' IN BASSO


Per il nostro potere di acquisto, siamo in un momento davvero delicato, per usare un eufemismo.

Mentre attendiamo da lungo tempo il rinnovo del contratto nazionale, richiedendo peraltro modesti adeguamenti salariali, siamo nel bel mezzo della discussione sulla riforma della struttura della contrattazione, tesa a valorizzare la contrattazione di secondo livello, che sappiamo essere stata fino adesso di ben magra soddisfazione in Unicoop, tranne per le figure di rilievo, le uniche che beneficiano davvero del buon andamento aziendale.

Ma non basta. L’aumento dell’inflazione (a giugno +3,8% quella ufficiale) spinta al rialzo dalla rincorsa infinita del petrolio, si porta dietro l’inevitabile rincaro delle tariffe di luce (+4,3%) e gas (+4,76), nonché di altre materie prime e corrode inevitabilmente i nostri già miseri salari.

Non c’è da star meglio pensando alla nostra pensione.
Chi ha lasciato i soldi del TFR in azienda, ovvero all’Inps, avrà una rivalutazione del 3,5% circa (dato di maggio), insufficiente per coprire l’attuale inflazione.
Peggio ancora per i lavoratori che hanno scelto i fondi, siano essi negoziali, oppure aperti, visto il pessimo andamento dei mercati finanziari.

26 giugno 2008

COMUNICATO RINNOVO CCNL DISTRIBUZIONE COOPERATIVA

Distribuzione Cooperativa - Comunicato Unitario su esito trattative 23/24 giugno 2008 Rinnovo CCNL


SEGRETERIE NAZIONALI

COMUNICATO RINNOVO CCNL DISTRIBUZIONE COOPERATIVA

La trattativa che si è svolta nei giorni 23 e 24 giugno 2008 non ha portato alla chiusura del contratto, tuttavia sono emersi elementi positivi.

Per quanto attiene il tema del lavoro domenicale le Associazioni Cooperative hanno dichiarato di voler mantenere l’attuale normativa contrattuale. La gestione, quindi, di questo tema rimarrà al II° Livello, come da prassi già consolidata. Rimane ancora aperta la questione del riposo giornaliero (11 ore tra un turno e l’altro) e quella del riposo settimanale (spostamento delle 24 ore consecutive) , sui quali continua la discussione anche alla luce delle modifiche legislative, contenute nel decreto legge in corso di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, previste dall’attuale Ministro del Lavoro.

La soluzione su questi temi, come anche per gli altri, non potrà prescindere dal confronto tra le parti che deve tenere conto sia dei problemi dell’efficienza aziendale che delle esigenze delle lavoratrici e dei lavoratori.

Sul Mercato del Lavoro, (part-time, contratti a termine ed apprendistato) sono stati confermati i risultati già ottenuti nelle precedenti trattative con ulteriori miglioramenti ancora da completare; inoltre vi sono state aperture sugli appalti e salario in riferimento al superamento del biennio.

Part-time: viene confermato l’innalzamento dell’orario minimo da 18 a 20 ore in tutte le cooperative. Resta da definire una norma per garantire il passaggio a nuovo orario, in tempi certi, per tutti i lavoratori interessati nonché una norma per il consolidamento delle ore supplementari.

Contratti a termine: viene confermato che il passaggio a tempo indeterminato avverrà dopo 36 mesi di contratto a termine senza prevedere ulteriori proroghe. Si conferma il diritto di precedenza termine su termine e il diritto di precedenza contratti a termine su assunzioni a tempo indeterminato inserendo su quest’ultimo punto, un miglioramento rispetto alla legge. Sul periodo di prova abbiamo acquisito la disponibilità ad evitare che venga ripetuto ogni volta che si ripristina il contratto a termine per le stesse mansioni, restano quindi da definire nuovi criteri.

Per quanto riguarda la media percentuale annuale abbiamo acquisito la disponibilità ad introdurre una verifica semestrale per consentire il controllo di un utilizzo corretto del ricorso ai contratti a termine ed al lavoro interinale.

Apprendistato: il contributo aziendale della Previdenza Integrativa verrà innalzato (in due tappe) dallo 0,55 all’1,55% equiparandolo a quello di tutti gli altri lavoratori.

Per quanto riguarda l’estensione dell’assistenza sanitaria, abbiamo registrato una disponibilità anche se ancora non totalmente acquisita. La percentuale di conferma viene elevata al 75% con possibilità al II° livello di innalzarla all’80%.

Rimane in discussione la richiesta che le Associazioni Cooperative hanno fatto di prevedere l’apprendistato anche al I° Livello.

Terziarizzazione e Appalti: sugli appalti, è stata accolta la nostra richiesta di migliorare la normativa esistente per avere maggiori garanzie per i lavoratori delle aziende appaltatrici, introducendo il vincolo che ad essi devono essere applicati i contratti nazionali firmati dalle confederazioni CGIL CISL e UIL.

Rimane ancora aperta la discussione sulle Terziarizzazioni, sia per quanto riguarda la loro natura che il contratto di applicazione.

Salario: su questo punto le Associazioni Cooperative hanno dichiarato che sono disponibili ad una copertura salariale superiore al biennio e su queste basi verrà impostata la discussione sull’entità economica.

Oltre ai temi del Mercato del Lavoro sui quali abbiamo acquisito l’impegno a definirli completamente nel prossimo incontro programmato per il 30 di giugno, rimangono aperti altri capitoli quali cooperative minori, Quadri, etc. e deve essere ripreso il capitolo dell’Orario di lavoro nel suo insieme.

Le Segreterie Nazionali, hanno tuttavia valutato che i risultati dei giorni 23 e 24 giugno possono essere considerati una buona base per continuare la trattativa in modo utile e costruttivo.

Pertanto, lo sciopero dichiarato per il giorno 28 giugno 2008, viene spostato al giorno 19 LUGLIO 2008 e la trattativa riprenderà nei giorni 14-15 e 16 luglio pp.vv. che potranno essere decisivi per la chiusura del contratto.

FILCAMS/CGIL
FISASCAT/CISL
UILTuCS/UIL
(Luigi Coppini – Lori Carlini)
(Mario Piovesan)
(Gianni Rodilosso)

24 giugno 2008

LO SCIOPERO DEL 28 GIUGNO E' RINVIATO



Proviamo a mettere un pò di ordine nel caos del momento.
Sapevamo da lunga data di uno sciopero relativo al nostro contratto nazionale per il 28 giugno.

Negli ultimi giorni cominciavano a girare insistenti voci di un rinvio.
Abbiamo trovato una notizia che confermava queste voci.

Lo sciopero per il rinnovo del ccnl Terziario confcommercio, deciso per il 27/28 giugno, è rinviato e, siccome il nostro contratto segue da sempre pedissequamente il contratto del “commercio privato”, la notizia ci sembrava più che fondata, tanto è vero che in un primo momento l’abbiam pubblicata.

Successive comunicazioni da fonte sindacale smentivano il rinvio dello sciopero per il contratto della cooperazione. Nel dubbio, abbiamo tolto il post.

Adesso apprendiamo, sempre da inequivocabile fonte sindacale, che lo sciopero del 28 giugno è rinviato. Evidentemente le voci, confermate dalle notizie, avevano un suo fondamento e una logica stringente, una dinamica contrattuale ormai collaudata.

Non risparmiamo critiche al sindacato e chi segue il Blog lo sa.
Crediamo che questo momento sia particolarmente; sia per la parte relativa al nostro CCNL, sia per la parte più generale che riguarda la riforma del modello contrattuale di lavoro e le esitazioni, i rinvii, i traccheggiamenti, ci fanno capire quanto debole e confuso sia chi ci rappresenta.

Auspichiamo che questo rinvio abbia fondati motivi e che preluda alla chiusura della trattativa, altrimenti il rischio di un boomerang per uno sciopero che slitterebbe in pieno luglio, un periodo di ferie, sarebbe altamente probabile.

Ecco la notizia che anticipava, con logica evidente, quello che è stato confermato stasera:

Lo sciopero previsto per il 27 e 28 giugno indetto dalle OO.SS per il rinnovo del ccnl Terziario Confcommercio viene rinviato al 18 e 19 luglio p.v. (non si esclude il rinvio dello sciopero anche della cooperazione).

La giornata del 03 Luglio viene individuata come data incontro per il prosequio della trattativa. Molto probabilmente nella data del 28 p.v. verra' indetto un presido da parte delle OO.SS presso la Confcommercio di Milano.

Relativamente a quanto affermato precedentemente sulle eventuali soluzioni per sbloccare la trattativa nazionale che si era arenata sulla questione domenicale, conclusione era quella di considerare una apertura da parte delle OO.SS. relativamente al lavoro domenicale e festivo individuando un numero definito praticabile (sembra che qualcuno abbia citato un numero minimo superiore a 10 ad un numero massimo inferiore a 25), fermo restando la straordinarieta' dell' evento e comunque da concordare e completare nel II° livello di contrattazione. Sembrerebbe comunque che questa idea sia gia all'ordine del giorno nei tavoli di trattativa.

23 giugno 2008

Fonte: http://metedipasco0.blogspot.com/

RINVIATA L’ASSEMBLEA DI GIOVEDI 26 GIUGNO

ASSEMBLEA DEL 26 GIUGNO E SCIOPERO DEL 28 GIUGNO RINVIATI







Dato il proseguimento delle trattative per il CCNL, lo sciopero del 28 giugno E' RINVIATO






L'ASSEMBLEA DEL 26 GIUGNO E' STATA RINVIATA A DATA DA DESTINARSI




20 giugno 2008

CAMPAINI CANDIDATO SINDACO? "GRAZIE, RESTO ALLA COOP"


Il Pd prende contatti con il manager della Coop Turiddo Campaini.
Ne sonda la disponibilità e la voglia per l' avventura più avvincente di Firenze, quella del candidato sindaco.
Ma Campaini, oggi presidente del consiglio di sorveglianza della Unicoop Firenze, l' organo di controllo che rappresenta gli azionisti, ringrazia e declina.

Le primarie sono ancora lontane. Potrebbero tenersi a febbraio.
E nel frattempo il Pd che alle ultime elezioni ha conquistato il voto di un fiorentino su due studia così le mosse possibili per la primavera del 2009, quando Firenze tornerà a votare per scegliere il sindaco.

Non è la prima volta che salta fuori il nome di Campaini: nel Pd l' uomo Coop può contare da sempre su un nutrito gruppo di ammiratori, a cominciare dall' assessore comunale Graziano Cioni, che con Campaini condivide i natali in terra empolese. Prima coop italiana per numero di soci, la catena di distribuzione alimentare guidata per circa 35 anni da Campaini vanta in questa regione oltre un milione di soci. Un toscano su tre. E quando il manager empolese si schiera nettamente contro l' operazione Unipol-Bnl voluta da Consorte, molta della sinistra fiorentina guarda a Campaini come l' esponente di una cooperazione che vuole essere di successo ma che non dimentica la rappresentanza della base sociale.

E' da questo terreno che nasce l' idea di contattare il presidente del consiglio di sorveglianza sul Cda della Coop, nella consapevolezza che quella della prossima primavera potrebbe rivelarsi una battaglia difficile, ora che a Roma si è insediato il governo Berlusconi.
L' idea nasce, cresce, aggrega consenso e alla fine spinge il Pd metropolitano a fare un passo avanti e a chiedere un incontro col manager.

Campaini si è sentito lusingato, ha ringraziato per aver pensato a lui. Ma ha fatto presente che non intende lasciare il movimento cooperativo e la Coop. Proprio ieri, il presidente del consiglio di sorveglianza è stato avvistato a pranzo alla Taverna del Bronzino con il segretario regionale del Pd Andrea Manciulli. Non risulta che il segretario abbia chiesto a Campaini un coinvolgimento diretto nella futura gara fiorentina del sindaco di Palazzo Vecchio. Il pranzo sarebbe stato dedicato piuttosto a temi riguardanti l' economia cittadina e toscana. Ma non è affatto detto che la «caccia» ai possibili candidati del Pd si esaurisca con il «no grazie» pronunciato in questi giorni da Campaini.

Mentre in città rimbalzano le domande telefoniche dei sondaggi con i nomi più disparati, di possibili candidati in campo per il Pd se ne contano già tre. C' è l' assessore comunale all' istruzione Daniela Lastri, la ex diessina che nella corsa elettorale delle preferenze per il consiglio comunale è sempre arrivata seconda per un soffio dopo l' assessore Cioni e che sarebbe la prima candidata sindaco donna del principale partito.

C' è il presidente della Provincia Matteo Renzi, l' ex Margherita che nelle ultime settimane si è fatto paladino dello sviluppo senza limiti dell' aeroporto incrociando il consenso di alcuni imprenditori. E c' è il parlamentare e responsabile esteri del Pd Lapo Pistelli, anche lui ex Margherita, meno visibile sulla scena politica cittadina ma pur sempre presente. Tre nomi per tre possibili candidati sindaci. Ma la «caccia» del Pd non sembra ancora finita.

MASSIMO VANNI

Repubblica — FIRENZE

19 giugno 2008

18 giugno 2008

SULLE COOP L'OFFENSIVA UE


Dopo oltre sei mesi di analisi, è partita da Bruxelles la lettera dei servizi del commissario europeo alla Concorrenza, Neelie Kroes, che chiede formalmente dettagliate delucidazioni sui vantaggi fiscali di cui beneficiano le cooperative in Italia, in campo bancario e della grande distribuzione.
L'intervento dell'Antitrust comunitario solleva in particolare dubbi sulla compatibilità degli sgravi di cui beneficiano le grandi coop e le cooperative non mutualistiche (tra le quali Bruxelles intende includere anche le banche popolari). Nel mirino pure le riduzioni fiscali sul prestito sociale, di cui possono beneficiare i membri di una coop per depositi a breve termine.

Procedura soft
In ogni caso, la Kroes ha per il momento scelto di intraprendere la procedura soft di cooperazione su aiuti esistenti (che pertanto non saranno comunque soggetti a richiesta di restituzione retroattiva) e di non aprire un'inchiesta formale per aiuti di Stato o una procedura d'infrazione. Una scelta che indica la volontà di intavolare un negoziato con il Governo italiano su un tema complesso e delicato, che si sa potrebbe poi avere ampie ricadute anche in altri Paesi. D'altro canto, le denunce arrivate a Bruxelles da Federconsorzi contro gli sgravi ottenuti dalle nove cooperative di consumo di CoopItalia e altri esposti riguardanti banche popolari e di credito cooperativo imponevano alla Commissione di agire.

La risposta in un mese
A termini di regolamento, Roma dovrebbe rispondere entro un mese, ma data la portata del dossier a Bruxelles non ci si intende formalizzare sulla scadenza. «In particolare, il nostro scopo è di tutelare le riduzioni fiscali a vantaggio delle cooperative mutualistiche o che si giustificano in vista del perseguimento di obiettivi sociali nell'interesse comune – ha spiegato la Kroes, che ha illustrato i contenuti della lettera ieri agli altri commissari – mentre intendiamo escludere le agevolazioni fiscali ingiustificate a vantaggio delle imprese commerciali tradizionali. Sono fiduciosa che continuando a cooperare in modo proficuo con le autorità italiane risolveremo la questione in tempi brevi».

La compatibilità
Nel valutare la compatibilità degli sgravi fiscali con le regole comunitarie, l'analisi preliminare di Bruxelles si è basata su due elementi discriminanti: come anticipato fin dallo scorso dicembre (si veda «Il Sole 24 Ore» del 19 dicembre 2007) un fattore decisivo viene considerato l'appartenenza o meno della coop alla categoria delle Pmi, ovvero alle imprese che impiegano meno di 250 persone e che abbiano un fatturato annuale non oltre i 50 milioni di euro; l'altro elemento decisivo è se si tratti o meno di cooperative mutualistiche pure, che realizzino reddito solo con i propri membri. Per le Pmi con fini prevalentemente mutualistici le maglie del giudizio si allargano.

Le contestazioni
La Commissione Ue ritiene che la deduzione dal reddito imponibile degli utili accantonati alle riserve indivisibili (la misura che potrebbe riguardare anche le banche popolari) sia da considerarsi aiuto di Stato. E che questa divenga misura compatibile con le regole comunitarie solo quando riguardi riserve indivisibili obbligatorie o di una Pmi. Non viene ritenuto invece compatibile con le regole Ue il prestito sociale, ovvero la riduzione fiscale sugli interessi versati ai membri per depositi a breve termine. Non pare, invece, costituire aiuto, secondo gli uomini della Kroes, la deduzione dal reddito imponibile dei ristorni distribuiti dalla coop, essendo generati dagli scambi tra i membri.

Le reazioni
«È positivo il riconoscimento della Commissione che il regime fiscale per le società cooperative italiane non costituisca, in via di principio, aiuto di Stato e laddove lo costituisca sia ritenuto compatibile – ha commentato Luigi Marino presidente di Confcooperativa – tuttavia preoccupano i riflettori rivolti sulle grandi cooperative di consumo: l'unico bersaglio effettivo dell'indagine». Marino ha chiesto al Governo di rappresentare al meglio ora gli interessi del mondo cooperativo italiano e ha giudicato sbagliato distinguere le coop in base alle dimensioni, ma giusto farlo in base alla loro autenticità.

Enrico Brivio
ILSOLE24ORE.COM > Norme e Tributi
18 giugno 2008