18 luglio 2008

REINTEGRATI I LAVORATORI LICENZIATI

Scandicci - Disposto l'immediato ritorno al lavoro e il pagamento degli arretrati. Intanto prosegue l'inchiesta sugli ammanchi.

Cacciati per i furti di merendine, il giudice ordina il dietro front a Unicoop.


Immediato reintegro dei lavoratori licenziati e pagamento degli stipendi relativi al periodo di allontanamento dal lavoro.

E' quanto stabilisce la sentenza emessa mercoledì dal giudice del lavoro Lococo sulla vicenda dei dipendenti Unicoop licenziati per gli ammanchi nei magazzini dei Pratoni.
Una sentenza che arriva dopo il ricorso presentato da Filcams-Cgil per cinque lavoratori (altri due hanno deciso di ricorrere da soli) facendo appello all'articolo 700 del codice di procedura civile, per chiedere un provvedimento d'urgenza contro un licenziamento ritenuto non solo sproporzionato rispetto alle azioni commesse, ma anche ingiusto e discriminatorio nella decisione di colpire alcuni lavoratori con il licenziamento, altri con una sospensione, mentre uno solo non ha ricevuto sanzioni.

"Da parte nostra c'è piena soddisfazione per aver visto riconosciute dal tribunale le nostre argomentazioni e per aver compiuto un primo passo verso l'annullamento di un'ingiustizia - dice Luca Saponaro, responsabile di Filcams-Cgil per Scandicci - Questo ci rende anche più fiduciosi nell'esito della vicenda giudiziaria che, ci auguriamo, riconoscerà le stesse motivazioni che hanno guidato la decisione del giudice del lavoro".

Nella sentenza vengono riconosciute in particolare la buona fede dei dipendenti, la non accertabilità del danno economico che tali azioni avrebbero prodotto all'azienda, la sproporzione del licenziamento e l'illegittimità dei criteri in base ai quali l'azienda avrebbe inflitto le sanzioni disciplinari ai diversi lavoratori.

Si chiude così una prima, importante fase di una vicenda che ha lasciato sbalordito l'intero personale di Unicoop Firenze, sceso in sciopero a più riprese a sostegno dei 24 colleghi coinvolti nell'indagine. Indagine partita proprio da una denuncia di ammanchi sporta da Unicoop nel febbraio 2007 ai carabinieri di Scandicci. alla denuncia avevano fatto seguito l'installazione di alcune telecamere che avrebbero permesso di identificare gli autori di ripetute sottrazioni di merce dalla cosiddetta gabbia, ovvero la zona del magazzino che raccoglie i prodotti per vario motivo ritirati dalla vendita e destinati al macero o alla beneficenza.

L'inchiesta si era conclusa con l'emissione di avvisi di garanzia per furto e appropriazione indebita nei confronti di 18 dipendenti, tre ex dipendenti e tre dipendenti dell'impresa di pulizie esterna.

Ora la magistratura proseguirà l'inchiesta per accertare le reali responsabilità. Intanto, mentre tutti aspettano con ansia di andare in vacanza, per i 7 lavoratori Unicoop non ci sarà sollievo più grande di tornare a varcare, tra qualche giorno, i cancelli del posto di lavoro.

18 luglio 2008
Il Corriere di Firenze
Eva Esposito

La vicenda 1

La vicenda 2

La vicenda 3

Altri articoli

14 luglio 2008

COOPERATIVE, GALASSIE SOTTO ATTACCO

INVITIAMO A LEGGERE CON ATTENZIONE L'ARTICOLO CHE SEGUE.

TRA GLI APPROFONDIMENTI CHE TROVERETE A FINE POST, NE ANTICIPIAMO UNO CLAMOROSO:
Le Coop, la borsa e l'ipotesi SPA DICHIARAZIONI DI ALDO SOLDI (PRESIDENTE DELL'ANCC-COOP) A IL CORRIERE DELLA SERA.

COOPERATIVE, GALASSIE SOTTO ATTACCO
di GIORGIO LONARDI

Bruxelles ne contesta le agevolazioni, Tremonti vuole tassarle di più: un sistema che vale 120 miliardi di euro di fatturato dominato dalle due grandi centrali, Lega e Confcooperative, che agli occhi del governo hanno il peccato di origine di gravitare troppo intorno al PD.

Quasi 120 miliardi di euro di fatturato e un peso politico ed economico piuttosto modesto sia in Italia che Europa. Sparare sulle cooperative oggi è di moda.
Lo ha fatto per primo Bernardo Caprotti, padrepadrone di Esselunga con il suo pamphlet «Falce e Carrello».

L’accusa: godere di aiuti di Stato sotto forma di una tassazione di favore e distorcere la concorrenza. Un addebito preso in seria considerazione a Bruxelles dove, in seguito ad una denuncia della Federdistribuzione, l’associazione che raccoglie i grandi supermercati italiani, è stato aperto un procedimento. Seconda bordata, dunque.

La tesi espressa dal commissario alla Concorrenza Neelie Kroes è semplice: le cooperative sono assimilabili in tutto e per tutto alle aziende private. Di conseguenza non avrebbero diritto a un trattamento fiscale differenziato che quindi è da considerarsi un aiuto di Stato. E non è finita qui.

Perché mentre Bruxelles sta affilando le armi il ministro Giulio Tremonti, e questa è la terza bordata, ha preso tre provvedimenti fiscali che, secondo le stime di Elio Di Odoardo, responsabile fiscale della Lega delle Cooperative, costeranno alle sole Coop della Lega fra 70 e 80 milioni di euro.
In effetti il centrodestra e Giulio Tremonti in particolare vedono le cooperative come il fumo agli occhi. Il motivo: sono considerate la cinghia di trasmissione dei partiti di sinistra. Una concezione rafforzata dal fallito blitz di Unipol (una società per azioni quotata in Borsa ma controllata da una serie di cooperative aderenti alle Lega) sulla Bnl.

Eppure basta puntare la lente sul movimento cooperativo per accorgersi che si tratta di un universo molto più variegato di quanto non si creda comunemente.
Accanto alla Lega Coop, storicamente vicina alla sinistra, (53 miliardi di ricavi, 8 milioni di soci e 430 mila dipendenti) c’è infatti la Confcooperative di matrice cattolica (59 miliardi di ricavi, 2,8 milioni di soci, 480 mila dipendenti).
Ma non basta: perché non mancano tre centrali più piccole come l’Agci, durante la prima Repubblica vicina al Pri, al Psdi e ad alcuni settori socialisti (circa 6,2 miliardi di ricavi); quindi l’Unci guidata da un ex deputato dell’Italia dei valori e la Un.I.Coop promossa nel 1999 dall’attuale sindaco di Roma Gianni Alemanno. E allora?

Giuliano Poletti, presidente della Lega delle Cooperative, rispedisce al mittente ogni accusa di collateralismo nei confronti dei Ds prima e del Pd oggi. E rivendica l’autonomia della sua organizzazione e il suo ruolo sociale: «Nella Lega ci sono 15 mila cooperative, in gran parte piccole e piccolissime. Si tratta di una struttura che gioca un ruolo importante nel settore dei servizi sociali oltre che nell’industria e nel consumo».

Già e il colosso Coop, formidabile macchina da guerra della grande distribuzione? Poletti ha buon gioco nel ricordare che nel 2007 le Coop stesse hanno tagliato del 43% i loro utili per mantenere i prezzi e «sostenere» le tasche dei consumatori.
Stessa musica da parte di Luigi Marino presidente di Confcooperative. Dice: «Noi paghiamo alcuni pregiudizi negativi. Dicono che siamo collaterali al Pd? Non è vero. Certo, in passato siamo stati vicini alla Dc ma sempre mantenendo intatta la nostra autonomia».
A preoccupare Marino è anche un secondo pregiudizio che considera il sistema cooperativo come «una formula assistita, ormai superata». Ribatte il presidente di Confcooperative: «Pochi sanno che in paesi come il Canada, gli Stati Uniti e il Giappone le cooperative sono solide, più forti di quanto non lo siano in Italia. E soprattutto che si tratta di un movimento in crescita in grado di intercettare i nuovi bisogni della società moderna».

Incalza Lanfranco Turci, oggi esponente socialista in passato presidente comunista della Lega delle Cooperative fra il 1987 e il 1992: «Diciamo la verità: la storia del collateralismo delle cooperative è un po’ una caricatura della realtà. Così come i partiti di oggi sono la caricatura dei grandi partiti del passato».

Resta il fatto che i dirigenti del movimento si sentono sotto attacco da parte del governo. E che le misure di Tremonti sembrano fatte apposta per colpire le cooperative più grosse come le Coop: 12,5 miliardi di ricavi, numero uno della grande distribuzione italiana.

A cominciare dalla tassazione del prestito da soci, principale fonte di finanziamento delle singole cooperative, che passa dal 12,5% al 20% disincentivando così i soci stessi a sottoscriverlo
.

Oppure della tassazione degli utili d’impresa che passa dal 30% al 55%. «Quest’ultima misura afferma Aldo Soldi, presidente delle Coop stesse va a colpire un utile che le cooperative non distribuiscono ai soci e che va a riserva indivisibile. Anche se la cooperativa viene sciolta ai soci non va un centesimo».

Le grandi cooperative operano in molti settori. E in molti casi si muovono con uno spiccato spirito imprenditoriale. Basti ricordare giganti come la CMB di Carpi e la CMC di Ravenna nel comparto edilizio. Oppure la Sacmi, nel comparto impiantistico.
Emblematico il caso di Conserve Italia, aderente a Confcooperative con oltre un miliardo di fatturato e un bouquet di marchi quali Cirio, De Rica, Yoga o Valfrutta. Ebbene, si tratta di una cooperativa di secondo grado costituita da una cinquantina di cooperative a loro volta composte da soci agricoltori.

Come spiega Maurizio Gardini, presidente della stessa Conserve Italia, questa cooperativa «è condannata a crescere sui mercati esteri». Il motivo: «Dobbiamo esportare i prodotti dei nostri soci che ormai non trovano più uno sbocco sull’asfittico mercato nazionale».
Risultato: oggi Conserve Italia non solo è presente in Francia e Spagna ma, in collegamento con Crai, altra sigla della grande distribuzione cooperativa, è sbarcata anche in Cina. L’obiettivo: proporre il made in Italy in tavola ai consumatori del grande paese asiatico.

GIORGIO LONARDI

La Repubblica - Affari & finanza



LINK:

Le Coop, la borsa e l'ipotesi SPA (Corsera-Aldo Soldi)

Borsa e Spa: così le Coop si riparano da Tremonti

La proposta di Tremonti e iniziativa Ue. Ecco cosa rischiano le coop

Trattato Comunità Europea (vedi art. 82)

Regolamento (CE) n. 1/2003 concernente l'applicazione delle
regole di concorrenza di cui agli articoli 81 e 82 del trattato



12 luglio 2008

FINANZIARIA: SOLDI (COOP), MANOVRA CI COSTERA'50 MILIONI EURO








"La manovra finanziaria che il governo si prepara a varare per il 2007 costera' alle cooperative di cosumatori circa 50 milioni di euro".


A lanciare l'allarme e' Aldo Soldi, presidente di Annc-Coop, (Associazione Nazionale delle Cooperative di Consumatori) durante la presentazione del rapporto sociale nazionale Coop 2007. "La manovra - ha sottolineato Soldi - contiene una serie di norme che tendono a peggiorare la condizione delle cooperative dei consumatori".

Tre le norme della nuova finanziaria che colpirebbero le cooperative dei consumatori: la cosiddetta Robin Tax, che, tassera' del 5% per due anni anche gli utili delle Coop, oltre che di petrolieri, banche e assicurazioni; la diminuzione dal 70% al 45% della quota esente dal pagamento Ires; l'aumento dell'imposizione fiscale sugli interessi corrisposti per il prestito sociale.

"Siamo sotto attacco - ha aggiunto Soldi - Indebolire la condizione delle cooperative dei consumatori nel nostro paese non giova ai nostri soci, ai nostri clienti, ai nostri 8 mila fornitori di piccole e medie dimensioni e non giova al mercato, che le cooperative contribuiscono a rendere piu' democratico".
"Giova sicuramente alla concorrenza - ha concluso il presidente di Annc-Coop - e a qualcuno che da molti anni va attaccando le Coop".

(AGI) - Roma, 11 lug.

Approfondimenti:

Per le Coop tassati gli utili di riserva

Nel mirino anche i ristorni ai soci delle Cooperative

Sulle Coop l'offensiva UE

10 luglio 2008

NUOVO REGOLAMENTO AZIENDALE



AVVISO AI LAVORATORI

Prossimamente la Cooperativa distribuirà a tutt i dipendenti il nuovo regolamento aziendale.

Vi ricordiamo che non si tratta di un accordo sindacale, nè tantomeno è frutto di di contrattazione, ma è un atto unilaterale aziendale.

E' un atto legittimo a cui tutti i lavoratori devono attenersi scruopolosamente, tuttavia non può contenere norme che contrastino o invalidano leggi, contratti e accordi sindacali vigenti.

A tal proposito sarà nostro compito, non appena ne avremo copia, procedere ad una disamina accurata del contenuto avvalendoci della consulenza degli uffici sindacali competento e segnalarvi eventuali norma che giudicheremo essere in contrasto con leggi, contratti ed accordi sindacali vigenti.

Invitiamo tutti i lavoratori e i delegati a prestare la massima attenzione in fase di applicazione, da parte dell'azienda, del regolamento e di segnalarci casi che riterrete dubbi, lesivi o inappropriati.

Nel nuovo regolamento aziendale troverete anche un capitolo dedicato al prestito aziendale.
Si tratta di una forma di prestito che l'esecutivo sindacale ha fortemente voluto e al quale possono accedere, nei casi previsti dallo specifico regolamento, tutti i dipendenti, per poter fare fronte alla difficile situazione salariale e finanziaria che stiamo attraversando.

Avremmo voluto che fosse più ampio nella casistica e soprattutto che fosse sotto forma di accordo sindacale, ma al momento ciò non è stato possibile per motivi di ordine societario-finanziario, inerenti alla cooperativa.

Pertanto è inseito nel regolamento aziendale e gestito dalla cooperativa. Vedremo in futuro ciò che si potrà fare.

L'ESECUTIVO SINDACALE UNITARIO - RSU UNICOOP FIRENZE

01 luglio 2008

SALARI: SEMPRE PIU' IN BASSO


Per il nostro potere di acquisto, siamo in un momento davvero delicato, per usare un eufemismo.

Mentre attendiamo da lungo tempo il rinnovo del contratto nazionale, richiedendo peraltro modesti adeguamenti salariali, siamo nel bel mezzo della discussione sulla riforma della struttura della contrattazione, tesa a valorizzare la contrattazione di secondo livello, che sappiamo essere stata fino adesso di ben magra soddisfazione in Unicoop, tranne per le figure di rilievo, le uniche che beneficiano davvero del buon andamento aziendale.

Ma non basta. L’aumento dell’inflazione (a giugno +3,8% quella ufficiale) spinta al rialzo dalla rincorsa infinita del petrolio, si porta dietro l’inevitabile rincaro delle tariffe di luce (+4,3%) e gas (+4,76), nonché di altre materie prime e corrode inevitabilmente i nostri già miseri salari.

Non c’è da star meglio pensando alla nostra pensione.
Chi ha lasciato i soldi del TFR in azienda, ovvero all’Inps, avrà una rivalutazione del 3,5% circa (dato di maggio), insufficiente per coprire l’attuale inflazione.
Peggio ancora per i lavoratori che hanno scelto i fondi, siano essi negoziali, oppure aperti, visto il pessimo andamento dei mercati finanziari.

26 giugno 2008

COMUNICATO RINNOVO CCNL DISTRIBUZIONE COOPERATIVA

Distribuzione Cooperativa - Comunicato Unitario su esito trattative 23/24 giugno 2008 Rinnovo CCNL


SEGRETERIE NAZIONALI

COMUNICATO RINNOVO CCNL DISTRIBUZIONE COOPERATIVA

La trattativa che si è svolta nei giorni 23 e 24 giugno 2008 non ha portato alla chiusura del contratto, tuttavia sono emersi elementi positivi.

Per quanto attiene il tema del lavoro domenicale le Associazioni Cooperative hanno dichiarato di voler mantenere l’attuale normativa contrattuale. La gestione, quindi, di questo tema rimarrà al II° Livello, come da prassi già consolidata. Rimane ancora aperta la questione del riposo giornaliero (11 ore tra un turno e l’altro) e quella del riposo settimanale (spostamento delle 24 ore consecutive) , sui quali continua la discussione anche alla luce delle modifiche legislative, contenute nel decreto legge in corso di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, previste dall’attuale Ministro del Lavoro.

La soluzione su questi temi, come anche per gli altri, non potrà prescindere dal confronto tra le parti che deve tenere conto sia dei problemi dell’efficienza aziendale che delle esigenze delle lavoratrici e dei lavoratori.

Sul Mercato del Lavoro, (part-time, contratti a termine ed apprendistato) sono stati confermati i risultati già ottenuti nelle precedenti trattative con ulteriori miglioramenti ancora da completare; inoltre vi sono state aperture sugli appalti e salario in riferimento al superamento del biennio.

Part-time: viene confermato l’innalzamento dell’orario minimo da 18 a 20 ore in tutte le cooperative. Resta da definire una norma per garantire il passaggio a nuovo orario, in tempi certi, per tutti i lavoratori interessati nonché una norma per il consolidamento delle ore supplementari.

Contratti a termine: viene confermato che il passaggio a tempo indeterminato avverrà dopo 36 mesi di contratto a termine senza prevedere ulteriori proroghe. Si conferma il diritto di precedenza termine su termine e il diritto di precedenza contratti a termine su assunzioni a tempo indeterminato inserendo su quest’ultimo punto, un miglioramento rispetto alla legge. Sul periodo di prova abbiamo acquisito la disponibilità ad evitare che venga ripetuto ogni volta che si ripristina il contratto a termine per le stesse mansioni, restano quindi da definire nuovi criteri.

Per quanto riguarda la media percentuale annuale abbiamo acquisito la disponibilità ad introdurre una verifica semestrale per consentire il controllo di un utilizzo corretto del ricorso ai contratti a termine ed al lavoro interinale.

Apprendistato: il contributo aziendale della Previdenza Integrativa verrà innalzato (in due tappe) dallo 0,55 all’1,55% equiparandolo a quello di tutti gli altri lavoratori.

Per quanto riguarda l’estensione dell’assistenza sanitaria, abbiamo registrato una disponibilità anche se ancora non totalmente acquisita. La percentuale di conferma viene elevata al 75% con possibilità al II° livello di innalzarla all’80%.

Rimane in discussione la richiesta che le Associazioni Cooperative hanno fatto di prevedere l’apprendistato anche al I° Livello.

Terziarizzazione e Appalti: sugli appalti, è stata accolta la nostra richiesta di migliorare la normativa esistente per avere maggiori garanzie per i lavoratori delle aziende appaltatrici, introducendo il vincolo che ad essi devono essere applicati i contratti nazionali firmati dalle confederazioni CGIL CISL e UIL.

Rimane ancora aperta la discussione sulle Terziarizzazioni, sia per quanto riguarda la loro natura che il contratto di applicazione.

Salario: su questo punto le Associazioni Cooperative hanno dichiarato che sono disponibili ad una copertura salariale superiore al biennio e su queste basi verrà impostata la discussione sull’entità economica.

Oltre ai temi del Mercato del Lavoro sui quali abbiamo acquisito l’impegno a definirli completamente nel prossimo incontro programmato per il 30 di giugno, rimangono aperti altri capitoli quali cooperative minori, Quadri, etc. e deve essere ripreso il capitolo dell’Orario di lavoro nel suo insieme.

Le Segreterie Nazionali, hanno tuttavia valutato che i risultati dei giorni 23 e 24 giugno possono essere considerati una buona base per continuare la trattativa in modo utile e costruttivo.

Pertanto, lo sciopero dichiarato per il giorno 28 giugno 2008, viene spostato al giorno 19 LUGLIO 2008 e la trattativa riprenderà nei giorni 14-15 e 16 luglio pp.vv. che potranno essere decisivi per la chiusura del contratto.

FILCAMS/CGIL
FISASCAT/CISL
UILTuCS/UIL
(Luigi Coppini – Lori Carlini)
(Mario Piovesan)
(Gianni Rodilosso)

24 giugno 2008

LO SCIOPERO DEL 28 GIUGNO E' RINVIATO



Proviamo a mettere un pò di ordine nel caos del momento.
Sapevamo da lunga data di uno sciopero relativo al nostro contratto nazionale per il 28 giugno.

Negli ultimi giorni cominciavano a girare insistenti voci di un rinvio.
Abbiamo trovato una notizia che confermava queste voci.

Lo sciopero per il rinnovo del ccnl Terziario confcommercio, deciso per il 27/28 giugno, è rinviato e, siccome il nostro contratto segue da sempre pedissequamente il contratto del “commercio privato”, la notizia ci sembrava più che fondata, tanto è vero che in un primo momento l’abbiam pubblicata.

Successive comunicazioni da fonte sindacale smentivano il rinvio dello sciopero per il contratto della cooperazione. Nel dubbio, abbiamo tolto il post.

Adesso apprendiamo, sempre da inequivocabile fonte sindacale, che lo sciopero del 28 giugno è rinviato. Evidentemente le voci, confermate dalle notizie, avevano un suo fondamento e una logica stringente, una dinamica contrattuale ormai collaudata.

Non risparmiamo critiche al sindacato e chi segue il Blog lo sa.
Crediamo che questo momento sia particolarmente; sia per la parte relativa al nostro CCNL, sia per la parte più generale che riguarda la riforma del modello contrattuale di lavoro e le esitazioni, i rinvii, i traccheggiamenti, ci fanno capire quanto debole e confuso sia chi ci rappresenta.

Auspichiamo che questo rinvio abbia fondati motivi e che preluda alla chiusura della trattativa, altrimenti il rischio di un boomerang per uno sciopero che slitterebbe in pieno luglio, un periodo di ferie, sarebbe altamente probabile.

Ecco la notizia che anticipava, con logica evidente, quello che è stato confermato stasera:

Lo sciopero previsto per il 27 e 28 giugno indetto dalle OO.SS per il rinnovo del ccnl Terziario Confcommercio viene rinviato al 18 e 19 luglio p.v. (non si esclude il rinvio dello sciopero anche della cooperazione).

La giornata del 03 Luglio viene individuata come data incontro per il prosequio della trattativa. Molto probabilmente nella data del 28 p.v. verra' indetto un presido da parte delle OO.SS presso la Confcommercio di Milano.

Relativamente a quanto affermato precedentemente sulle eventuali soluzioni per sbloccare la trattativa nazionale che si era arenata sulla questione domenicale, conclusione era quella di considerare una apertura da parte delle OO.SS. relativamente al lavoro domenicale e festivo individuando un numero definito praticabile (sembra che qualcuno abbia citato un numero minimo superiore a 10 ad un numero massimo inferiore a 25), fermo restando la straordinarieta' dell' evento e comunque da concordare e completare nel II° livello di contrattazione. Sembrerebbe comunque che questa idea sia gia all'ordine del giorno nei tavoli di trattativa.

23 giugno 2008

Fonte: http://metedipasco0.blogspot.com/

RINVIATA L’ASSEMBLEA DI GIOVEDI 26 GIUGNO

ASSEMBLEA DEL 26 GIUGNO E SCIOPERO DEL 28 GIUGNO RINVIATI







Dato il proseguimento delle trattative per il CCNL, lo sciopero del 28 giugno E' RINVIATO






L'ASSEMBLEA DEL 26 GIUGNO E' STATA RINVIATA A DATA DA DESTINARSI




20 giugno 2008

CAMPAINI CANDIDATO SINDACO? "GRAZIE, RESTO ALLA COOP"


Il Pd prende contatti con il manager della Coop Turiddo Campaini.
Ne sonda la disponibilità e la voglia per l' avventura più avvincente di Firenze, quella del candidato sindaco.
Ma Campaini, oggi presidente del consiglio di sorveglianza della Unicoop Firenze, l' organo di controllo che rappresenta gli azionisti, ringrazia e declina.

Le primarie sono ancora lontane. Potrebbero tenersi a febbraio.
E nel frattempo il Pd che alle ultime elezioni ha conquistato il voto di un fiorentino su due studia così le mosse possibili per la primavera del 2009, quando Firenze tornerà a votare per scegliere il sindaco.

Non è la prima volta che salta fuori il nome di Campaini: nel Pd l' uomo Coop può contare da sempre su un nutrito gruppo di ammiratori, a cominciare dall' assessore comunale Graziano Cioni, che con Campaini condivide i natali in terra empolese. Prima coop italiana per numero di soci, la catena di distribuzione alimentare guidata per circa 35 anni da Campaini vanta in questa regione oltre un milione di soci. Un toscano su tre. E quando il manager empolese si schiera nettamente contro l' operazione Unipol-Bnl voluta da Consorte, molta della sinistra fiorentina guarda a Campaini come l' esponente di una cooperazione che vuole essere di successo ma che non dimentica la rappresentanza della base sociale.

E' da questo terreno che nasce l' idea di contattare il presidente del consiglio di sorveglianza sul Cda della Coop, nella consapevolezza che quella della prossima primavera potrebbe rivelarsi una battaglia difficile, ora che a Roma si è insediato il governo Berlusconi.
L' idea nasce, cresce, aggrega consenso e alla fine spinge il Pd metropolitano a fare un passo avanti e a chiedere un incontro col manager.

Campaini si è sentito lusingato, ha ringraziato per aver pensato a lui. Ma ha fatto presente che non intende lasciare il movimento cooperativo e la Coop. Proprio ieri, il presidente del consiglio di sorveglianza è stato avvistato a pranzo alla Taverna del Bronzino con il segretario regionale del Pd Andrea Manciulli. Non risulta che il segretario abbia chiesto a Campaini un coinvolgimento diretto nella futura gara fiorentina del sindaco di Palazzo Vecchio. Il pranzo sarebbe stato dedicato piuttosto a temi riguardanti l' economia cittadina e toscana. Ma non è affatto detto che la «caccia» ai possibili candidati del Pd si esaurisca con il «no grazie» pronunciato in questi giorni da Campaini.

Mentre in città rimbalzano le domande telefoniche dei sondaggi con i nomi più disparati, di possibili candidati in campo per il Pd se ne contano già tre. C' è l' assessore comunale all' istruzione Daniela Lastri, la ex diessina che nella corsa elettorale delle preferenze per il consiglio comunale è sempre arrivata seconda per un soffio dopo l' assessore Cioni e che sarebbe la prima candidata sindaco donna del principale partito.

C' è il presidente della Provincia Matteo Renzi, l' ex Margherita che nelle ultime settimane si è fatto paladino dello sviluppo senza limiti dell' aeroporto incrociando il consenso di alcuni imprenditori. E c' è il parlamentare e responsabile esteri del Pd Lapo Pistelli, anche lui ex Margherita, meno visibile sulla scena politica cittadina ma pur sempre presente. Tre nomi per tre possibili candidati sindaci. Ma la «caccia» del Pd non sembra ancora finita.

MASSIMO VANNI

Repubblica — FIRENZE

19 giugno 2008

18 giugno 2008

SULLE COOP L'OFFENSIVA UE


Dopo oltre sei mesi di analisi, è partita da Bruxelles la lettera dei servizi del commissario europeo alla Concorrenza, Neelie Kroes, che chiede formalmente dettagliate delucidazioni sui vantaggi fiscali di cui beneficiano le cooperative in Italia, in campo bancario e della grande distribuzione.
L'intervento dell'Antitrust comunitario solleva in particolare dubbi sulla compatibilità degli sgravi di cui beneficiano le grandi coop e le cooperative non mutualistiche (tra le quali Bruxelles intende includere anche le banche popolari). Nel mirino pure le riduzioni fiscali sul prestito sociale, di cui possono beneficiare i membri di una coop per depositi a breve termine.

Procedura soft
In ogni caso, la Kroes ha per il momento scelto di intraprendere la procedura soft di cooperazione su aiuti esistenti (che pertanto non saranno comunque soggetti a richiesta di restituzione retroattiva) e di non aprire un'inchiesta formale per aiuti di Stato o una procedura d'infrazione. Una scelta che indica la volontà di intavolare un negoziato con il Governo italiano su un tema complesso e delicato, che si sa potrebbe poi avere ampie ricadute anche in altri Paesi. D'altro canto, le denunce arrivate a Bruxelles da Federconsorzi contro gli sgravi ottenuti dalle nove cooperative di consumo di CoopItalia e altri esposti riguardanti banche popolari e di credito cooperativo imponevano alla Commissione di agire.

La risposta in un mese
A termini di regolamento, Roma dovrebbe rispondere entro un mese, ma data la portata del dossier a Bruxelles non ci si intende formalizzare sulla scadenza. «In particolare, il nostro scopo è di tutelare le riduzioni fiscali a vantaggio delle cooperative mutualistiche o che si giustificano in vista del perseguimento di obiettivi sociali nell'interesse comune – ha spiegato la Kroes, che ha illustrato i contenuti della lettera ieri agli altri commissari – mentre intendiamo escludere le agevolazioni fiscali ingiustificate a vantaggio delle imprese commerciali tradizionali. Sono fiduciosa che continuando a cooperare in modo proficuo con le autorità italiane risolveremo la questione in tempi brevi».

La compatibilità
Nel valutare la compatibilità degli sgravi fiscali con le regole comunitarie, l'analisi preliminare di Bruxelles si è basata su due elementi discriminanti: come anticipato fin dallo scorso dicembre (si veda «Il Sole 24 Ore» del 19 dicembre 2007) un fattore decisivo viene considerato l'appartenenza o meno della coop alla categoria delle Pmi, ovvero alle imprese che impiegano meno di 250 persone e che abbiano un fatturato annuale non oltre i 50 milioni di euro; l'altro elemento decisivo è se si tratti o meno di cooperative mutualistiche pure, che realizzino reddito solo con i propri membri. Per le Pmi con fini prevalentemente mutualistici le maglie del giudizio si allargano.

Le contestazioni
La Commissione Ue ritiene che la deduzione dal reddito imponibile degli utili accantonati alle riserve indivisibili (la misura che potrebbe riguardare anche le banche popolari) sia da considerarsi aiuto di Stato. E che questa divenga misura compatibile con le regole comunitarie solo quando riguardi riserve indivisibili obbligatorie o di una Pmi. Non viene ritenuto invece compatibile con le regole Ue il prestito sociale, ovvero la riduzione fiscale sugli interessi versati ai membri per depositi a breve termine. Non pare, invece, costituire aiuto, secondo gli uomini della Kroes, la deduzione dal reddito imponibile dei ristorni distribuiti dalla coop, essendo generati dagli scambi tra i membri.

Le reazioni
«È positivo il riconoscimento della Commissione che il regime fiscale per le società cooperative italiane non costituisca, in via di principio, aiuto di Stato e laddove lo costituisca sia ritenuto compatibile – ha commentato Luigi Marino presidente di Confcooperativa – tuttavia preoccupano i riflettori rivolti sulle grandi cooperative di consumo: l'unico bersaglio effettivo dell'indagine». Marino ha chiesto al Governo di rappresentare al meglio ora gli interessi del mondo cooperativo italiano e ha giudicato sbagliato distinguere le coop in base alle dimensioni, ma giusto farlo in base alla loro autenticità.

Enrico Brivio
ILSOLE24ORE.COM > Norme e Tributi
18 giugno 2008

16 giugno 2008

COSTRUZIONE NEGOZI UNICOOP FIRENZE: PREOCCUPAZIONE SULLA SICUREZZA

Dopo alcuni gravissimi incidenti, i rappresentanti dei lavoratori alla sicurezza di Unicoop Firenze sollecitano maggiori controlli da parte dell'azienda:




Questo è il loro documento:


Il primo doveroso pensiero dei Rappresentanti dei Lavoratori alla Sicurezza della UNICOOP FIRENZE, riuniti nella sede R.S.U. di Scandicci- Firenze, è rivolto alle vicende delle morti sul lavoro di questi giorni.


Particolare solidarietà è rivolta alla famiglia del giovane operaio di 32 anni deceduto nell'incidente sul lavoro avvenuto nel cantiere Unicoop Firenze/ Consorzio Etruria a Prato.


I Rappresentanti dei Lavoratori alla Sicurezza UNICOOP FIRENZE sono preoccupati dei gravi infortuni che si sono verificati negli appalti e subappalti avvenuti negli ultimi anni nella costruzione di negozi della Unicoop Firenze e con senso di responsabilità richiedono all'azienda le dovute informazioni sull'accaduto e maggiori garanzie in materia di sicurezza.

La morte di un lavoratore nel cantiere per la costruzione dell' IPERCOOP di Sesto Fiorentino il gravissimo infortunio invalidante avvenuto nella costruzione dell'Ipercoop di Lastra a Signa e la giovane vita spezzata in queste ore nella costruzione del Centro Commerciale di Prato ci impone una urgente riflessione su questo tipo di incidenti che non possono essere attribuiti solo a fatalità o sfortuna.

Alla magistratura e alla ASL il compito di accertare le responsabilità sull'applicazione delle norme sulla sicurezza.


Come R.L.S. UNICOOP FIRENZE richiediamo alla nostra azienda una maggiore attenzione agli aspetti legati alla sicurezza sul lavoro e non accettiamo che al proprio interno si manifestino questi drammatici incidenti che oltre ad uccidere addolorano terribilmente i familiari della vittima sommando dolore a dolore.

Richiediamo una maggiore partecipazione dei Rappresentanti dei Lavoratori alla Sicurezza, con la condivisione di strategie per migliorare la sicurezza nei luoghi di lavoro ed invitiamo l'azienda, a interfacciare il suo DVR (documento valutazione dei rischi) con le aziende in appalto che operano all'interno dei negozi.

L'UNICOOP FIRENZE, come proprietaria non può sfuggire alle responsabilità etiche e sociali e sollecitiamo che nel futuro deve accertarsi di controllare sempre più scrupolosamente e costantemente i processi di sviluppo innescati, anche coerentemente con la propria missione sociale.


L'UNICOOP FIRENZE deve farsi carico di un supplemento di controllo sugli appalti concessi e conseguentemente sui subappalti, con ispezioni fatte direttamente dal proprio servizio di prevenzione e protezione avvalendosi della collaborazione dei R.L.S. in un contesto integrato di sito produttivo. Questo analogamente a quanto sta facendo con i controlli di filiera, che riguardano i prodotti, convinti che una vita umana sia molto più importante delle merci messe in vendita .


Richiediamo la convocazione di una riunione periodica straordinaria in base all'art. 35 del D.L. 81/08 con la presenza di tutti i Procuratori alla Sicurezza sul Lavoro Unicoop Firenze per ricevere una prima informazioni dettagliata sull'accaduto, ricordando che l'esatto metodo è quello di un confronto preventivo rispetto ai cambiamenti organizzativi e gestionali, da analizzare per capitoli e temi specifici.


I RLS richiedono formalmente i verbali delle riunioni periodiche di tutti i settori (magazzini -uffici- negozi- centri commerciali- ipermercati) avvenute negli anni passati, strumento indispensabile per mettere in condizione i R.L.S. UNICOOP FIRENZE di poter lavorare e svolgere la propria funzione in relazione a quanto

stabilito nei documenti .


Richiediamo più formazione e informazione per i lavoratori che deve essere certificata dagli stessi RLS, così come la formazione prevista dal decreto legislativo 81/08 per gli stessi.

I R.L.S denunciano gravi carenze legate alle agibilità e mezzi, anche in deroga al testo unico che causano l'impossibilità di agire per lo svolgimento del proprio ruolo.


Confidiamo che la COOPERATIVA si attivi per dissipare dubbi ed incertezze sulla materia della sicurezza sul lavoro a qualsiasi obbiettivo economico.


R.L.S.


13 giugno 2008

UNICOOP FIRENZE: IN 2007 +2,6% FATTURATO






PREZZI IN CRESCITA DI 0,3%


Unicoop Firenze ha chiuso in positivo il 2007: il fatturato ha subito un incremento del 2,6% e i prezzi interni si sono mantenuti sostanzialmente stabili, appena lo 0,3% in piu' rispetto all'anno precedente.

L'incremento delle vendite di Unicoop Firenze e' di ben tre volte superiore alla media nazionale:
i dati Istat nel periodo gennaio-ottobre 2007 segnalano infatti una crescita della grande distribuzione specializzata in generi alimentari pari appena allo 0,9%. Ancora piu' marcata la forbice con il dato nazionale sul capitolo inflazione: nel comparto dei generi alimentari, secondo i dati Istat, a livello nazionale si e' registrata infatti un'inflazione del 2,9%, ossia quasi 10 volte tanto quella della cooperativa (+0,3%).

Anche il raffronto con i dati regionali indica l'ampio differenziale di prezzi a favore di Unicoop Firenze. La distanza con la seconda insegna piu' conveniente in Toscana mostra un gap addirittura del 6,7% sui prezzi dei generi alimentari, in ogni canale di vendita.

Grazie a questa politica di prezzo, si calcola che una famiglia media, cliente fedele di Unicoop Firenze, abbia ottenuto un risparmio annuo pari a 427 euro.

In crescita anche il numero dei soci che ha raggiunto quota un milione 49 mila unita', con un +2,9%.

afe/mcc/rob
(Asca) Firenze, 12 giugno 2008

IPERCOOP LIVORNO: SCIOPERO CONTRO LAVORO PRECARIO





La Rsu SdL Intercategoriale dell'Ipercoop di Livorno ha dichiarato (ieri in tarda serata in forma immediata) sciopero per l'intera giornata di oggi.
E' quanto si legge in una dichiarazione di Franco Lovascio, della segreteria nazionale SdL Intercategoriale.

Lo sciopero - tuttora in corso e che ha visto l'adesione totale dei dipendenti, tanto che il centro commerciale e' chiuso da questa mattina con all'interno solamente il direttore e gli addetti al centralino - e' stato proclamato per chiedere l'immediata interruzione delle procedure avviate con le agenzie interinali ed una corretta applicazione delle norme relative al diritto di informazione e di confronto con la Rsu.

Le lavoratrici e i lavoratori dell'ipermercato hanno incrociato le braccia contro l'arroganza dell'azienda che impone da un giorno all'altro agli stagionali (che da anni attendono una stabilizzazione) un'alternativa inconcepibile: "o interinali o fuori dalla Coop", perpetuando cosi' uno stato di precarieta' che inevitabilmente rendera' piu' difficile per tutti i dipendenti (anche dunque per quelli a tempo indeterminato) ottenere un miglioramento delle condizioni di lavoro.

Da questa mattina le lavoratrici ed i lavoratori in sciopero sono presenti all'ingresso del centro commerciale distribuendo migliaia di volantini ai clienti per spiegare le ragioni della protesta e, a seguito del blocco totale, per questa sera e' stata convocata un'Assemblea straordinaria dei soci Coop. Inoltre per le 19:00 di questa sera e' annunciata un'assemblea dei dipendenti, per valutare insieme quanto accaduto oggi e decidere come proseguire.

(AGI) - Firenze, 12 giugno 2008

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11 giugno 2008

PRECARI COOP: UNA VERGOGNA AZIENDALE




Il
protocollo welfare si rivela un boomerang per i lavoratori precari che avrebbero avuto diritto ad un contratto a tempo indeterminato.
Il sindacato tace colpevolente.
Unicoop cinicamente ne approfitta.




Riceviamo e pubblichiamo una email di una nostra collega a cui non è stato rinnovato il contratto dopo anni di lavoro a tempo determinato, come accaduto (leggi la loro lettera di denuncia) per le colleghe dell’Iper di Montevarchi :

A CASA DOPO 4 ANNI
"Anche io dopo 4 anni di onorato lavoro presso un IPER LA GRANDE I sono stata lasciata con un arrivederci e grazie. Vi è sembrata giusta questa legge? Almeno avessero vietato nuove assunzioni, invece via noi per non passarci a tempo indeterminato. Arrivano nuovi addetti. Non era meglio prima? Cosa posso fare? La filcams non ha saputo darmi risposte. Ci sono novità in arrivo?"

In realtà, nelle intenzioni del protocollo sul Welfare in materia di contratti a tempo determinato, si intendeva responsabilizzare le aziende ad assumere definitivamente il dipendente dopo 36 mesi di proroghe contrattuali. In particolare per il contratto a tempo determinato si stabilisce il limite di 36 mesi alla possibilità di reiterare i contratti (comprensivi di proroghe e rinnovi), dopo il quale nuovi contratti a termine possono essere stipulati solo davanti alle Direzioni provinciali del lavoro e con l’assistenza sindacale.

E’ evidente che si tratta di una scelta di Unicoop quella di NON rinnovare il contratto a chi aveva ottenuto queste caratteristiche.
E’ evidente anche che, questa grande cooperativa ha il cuore che si scoglie a comando, secondo le proprie convenienze.
Come risulta chiaro che, l’utilizzo prolungato di personale a tempo determinato, non è giustificabile con esigenze di lavoro momentanee (come sarebbe nella natura del contratto), ma che è strutturale all’organico del punto vendita e come tale dovrebbe essere assunto con forma definitiva.

Purtroppo, le valutazioni positive che furono date da molti autorevoli esponenti della sinistra all’intesa del protocollo, si sono rivelate errate e la voce dei contrari, minoritaria.
Ci chiediamo se l’intesa sarebbe stata raggiunta ugualmente con l’attuale governo.

La strategia usata da Unicoop Firenze è utilizzata anche in altre realtà cooperative.
Si legga la lettera dei DIPENDENTI PRECARI IPERCOOP FONTI DEL CORALLO, di Unicoop Tirreno.
Per quanto riguarda le novità sul fronte sindacale non ce ne sono, dopo il no del sindacato alla proposta aziendale, come riportiamo nell’articolo di seguito:

Apertura dell'azienda: utilizzo nei periodi utili, secco no dei sindacati.

PRECARI COOP, PROPOSTO PART-TIME ANNUALE.

Dopo un intenso periodo di trattative, agitazioni e incontri, Unicoop Firenze lancia la sua proposta per stabilizzare i posti di lavoro e offrire un'opportunità ai sette lavoratori precari, ai quali, da inizio gennaio, la SpA non ha rinnovato il contratto. La soluzione?
Trasformare le assunzioni a tempo determinato in contratti a tempo determinato con la formula del part-time annuale: ovvero da utilizzare nei momenti in cui la richiesta di personale si impenna.

La proposta presentata dalla Direzione dell'Ipercoop al tavolo di trattative con le RSU, non è piaciuta ai sindacati che l'hanno bocciata senza appello."
Il part time annuale è una formula prevista dal contratto collettivo di lavoro che consente di concentrare le prestazioni lavorative in determinati periodi dell'anno", spiega la società, precisando: "L'obiettivo di Unicoop Firenze è di estendere anche ad altri punti vendita, in modo da attenuare il problema dei contratti a tempo determinato.

In alcuni periodi dell'anno (da giugno a settembre ma non solo) infatti si rende necessario colmare il deficit di risorse lavorative dovuto a ferie ed altro, per garantire la continuità delle vendite. Nell'attuale congiuntura, per l'Azienda è il massimo sforzo possibile, non esistono spazi per lo sviluppo dell'organico, nè per nuovi posti di lavoro".
Dietro questa scelta la crisi strisciante, che sembra aver colpito duro sopratutto il non-food, che costringe la società a mettere in atto nuove strategie organizzative: "La crisi di vendite imporrà, anche a Montevarchi, una parte di mobilità interna verso i reparti alimentari che stanno registrando andamenti positivi".

Il no dei sindacati non scoraggia la proprietà: "Le proposte di assunzione saranno rivolte direttamente ai lavoratori interessati".


27 maggio 2008

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La Nazione

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05 giugno 2008

UNICOOP FIRENZE E SOCI SALGONO IN MONTE PASCHI MA IL TITOLO SCENDE









Il Monte dei Paschi, in seguito all’acquisizione di Banca Antonveneta, ha chiuso l’aumento di capitale.
I maggiori soci, tra cui Unicoop Firenze, hanno aderito e aumentato la loro quota.

Adesso Unicoop Firenze detiene complessivamente il 3,2% del capitale.

L’operazione Antonveneta è stata molto criticata per l’impegnativo costo (9 miliardi pagati agli spagnoli di Banco Santander, che hanno così ottenuto una plusvalenza di 2,36 miliardi).

Una lettera all'informatore Coop esprime preoccupazione per l’investimento di Unicoop.

Anche la borsa non ha dimostrato nessuna fiducia sul titolo Monte Paschi negli ultimi 12 mesi.


04 giugno 2008

COOP ACCHIAPPATUTTO, RESTA IL DUBBIO DEL VINGONE


GRANDE DISTRIBUZIONE
AN RICORRE AL GARANTE SULLA CONCORRENZA


Un esposto all’Autorità garante della concorrenza e del mercato sarà presentato dalla capogruppo di An, Erica Franchi, “ Al garante – ha detto la Franchi – chiederemo di verificare se, in tutto ciò che è accaduto e che sta accadendo, siano state rispettate le regole a tutela dell’interesse proprio dei cittadini e degli operatori”.

La decisione arriva all’indomani della notizia dell’acquisto di Unicoop Firenze del capannone Matec.
“Una scoperta di oggi – ha detto ancora Erica Franchi – visto che né il Consiglio Comunale era stato informato, né i membri della commissione urbanistica”.

E ANCORA: “L’ultima area che rimane destinata alla grande distribuzione è quella del Vingone. Sarà interessante capire chi si aggiudica quest’ultima area”. Per la Franchi c’è una proposta: “sotto il cartello stradale del comune di Scandicci, anziché area denuclearizzata, potremmo apporre la scritta area coopizzata”.

L’azzeramento della concorrenza, della varietà, della diversità, che così si realizza, annulla la possibilità di scelta degli abitanti di Scandicci e dintorni non solo in quanto consumatori, ma anche in quanto cittadini. Il problema è molto serio dal punto di vista commerciale, sul piano della libera concorrenza, della sopravvivenza dei piccoli esercizi di quartiere, che tengono vive le aree urbane. In tutto questo sarebbe interessante sapere per chi tifa il comune: monopolio o libera concorrenza?

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1 giugno 2008

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La Nazione – Provincia

29 maggio 2008

L'EX MATEC NEL CARRELLO DELLA COOP


Shopping da venticinque milioni di euro.
Le contropartite alla città



Cadono tutti dalle nuvole. Eppure un affare da 25 milioni di euro, che porta a Scandicci un nuovo magazzino di stoccaggio unicoop non poteva passare inosservato all’amministrazione comunale.

Certo, con sette lavoratori licenziati e relazioni sindacali ai minimi storici tra la cooperativa e i dipendenti, non avrebbe certo portato consenso mettere il cappello su questa operazione, tutta interna al movimento cooperativo, che porta Unicoop ad acquistare i capannoni Matec.

Che dovevano invece diventare la base logistica del consorzio Etruria per la realizzazione della bretella Stagno-Gonfienti. Ci finiranno invece le carni e il fresco, che non trovano posto nell’area di via dei Pratoni. Anche qui l’operazione del comune è stata brillante: ha permesso la realizzazione di un capannone industriale e di ampliamenti successivi, ottenendo in cambio la ristrutturazione dell’antica residenza del Ghiberti (ancora da completare dopo quasi dieci anni dalla convenzione) e la creazione di un parco (gran parte degli alberi messi a dimora sono seccati e attendono ancora di essere sostituiti).

Certo con l’acquisto del capannone Matec, il risultato è che Scandicci diventa comune “cooppizzato”. Accanto ai supermercati di vicinato nei vari quartieri e quello confinante del Ponte a Greve (che serve per buona parte i residenti di Scandicci) in arrivo c’è il più grande ipermercato della Toscana, nell’area di 25mila metri quadri del Pontignale.
E gli uffici che si trovano negli spazi vicini ai magazzini dei Pratoni dove lavorano in 600.

Adesso nell’area di 28mila mq vicino allo svincolo tra Fi-Pi-Li e A1, dovrebbe arrivare tutto il comparto del freddo. Lo sorso anno, era stata data per fatto l’arrivo del Consorzio Etruria, ma l’operazione è saltata e ora l’altro colosso del movimento cooperativo dovrebbe provvedere ai lavori di adeguamento della nuova struttura. Il capannone ex Matec è stato per anni il centro produttivo del Gruppo Lonati, leader nella produzione di macchine circolari per calzetteria.

Ma dopo l’ultima battaglia sindacale che ha portato allo smantellamento della fabbrica e al licenziamento degli oltre 200 lavoratori, la struttura è rimasta vuota e si è aperta la necessità di trovare una nuova collocazione. Chiusa la partita se ne apre subito un’altra per la sistemazione dell’area di via Masaccio al Vingone, dove dovrebbe arrivare un altro supermercato.
Scommettiamo?

29 maggio 2008

La Nazione – Provincia – Metropoli – Scandicci

Fabrizio Morviducci

20 maggio 2008

SCIOPERO CONTRO I LICENZIAMENTI


MERCOLEDI 21 MAGGIO 2008

SCIOPERO

DI TUTTI I LAVORATORI DEL MAGAZZINO DI SCANDICCI E SESTO F.NO DI UNICOOP FIRENZE CON ASSEMBLEA DI 2 ORE PRESSO LA SALETTA RSU DI SCANDICCI, VIALE EUROPA, 72.

ORARIO 10.30 -12.30

PER I LAVORATORI DEGLI ALTRI TURNI LO SCIOPERO SARA' LE ULTIME 2 ORE DEL PROPRIO ORARIO.

VISTO LA GRAVITA' DEI FATTI E' IMPORTANTE LA PRESENZA DI TUTTI.

RSU MAGAZZINI UNICOOP FIRENZE

Rassegna stampa


LICENZIAMENTI ALLA UNICOOP DI FIRENZE


Ci limitiamo a dare la notizia. Prossimamente renderemo note le forme di lotta che verranno decise in una prossima assemblea contro questa barbarie aziendale.

E' terminata con sette licenziamenti, 10 sospensioni da 3 a 9 giorni e in un caso, nessuna sanzione perche' non e' stata rilevata alcuna responsabilita', la procedura prevista dal Contratto nazionale di lavoro per le contestazioni disciplinari avviata da Unicoop Firenze il 4 marzo contro 18 dipendenti del magazzino di Scandicci in seguito alla vicenda degli ammanchi di merci nel magazzino. A queste conclusioni, informa una nota, la cooperativa e' giunta dopo un'attenta valutazione, durata oltre due mesi, delle informazioni a disposizione, e giungono dopo aver dato la possibilita' a tutti i 18 dipendenti di esporre le ragioni a loro difesa.

In particolare, le responsabilita' individuali sono state valutate e graduate secondo tre criteri guida: la reiterazione dell'atto; l'occultamento di merci; le responsabilita' nella scala gerarchica. La vicenda risale al maggio 2006 quando Unicoop Firenze sporse denuncia contro ignoti a seguito di ammanchi di merci nel magazzino. Le indagini sono state condotte dai carabinieri di Scandicci e nel febbraio 2007, la magistratura dispose l'installazione per due mesi di quattro telecamere nei locali del magazzino e l'inchiesta si e' conclusa con l'emissione di 24 avvisi di garanzia per furto e appropriazione indebita.

(fonte ANSA)

10 maggio 2008

LO STRANO CASO DEL LICENZIAMENTO ALLA COOP DI SAN CASCIANO



Che il clima in Unicoop sia molto pesante per i dipendenti, lo diciamo da tempo.
Negli ultimi mesi abbiamo assistito ad un'escalation di situazioni che per la loro gravità non hanno precedenti, come dimostrano il licenziamento e gli avvisi di garanzia dei magazzini di Scandicci.
Annoveriamo anche questo fatto che coinvolge una dipendente della Coop di San Casciano e che sicuramente è da collocare nel clima esasperato di caccia alle streghe che Unicoop ha generato.
Così riporta l'episodio LA NAZIONE:

San Casciano – La donna licenziata perché chiedeva più sorveglianza

La Coop: “ PRONTI A RIASSUMERLA

L’azienda: “La Pagliai potrà scegliere un altro punto vendita in cui lavorare

Il legale: “Stiamo aspettando la nota ufficiale. Poi decideremo se accettare o meno”

La Coop sei tu e sarà (di nuovo) anche di Stefania Pagliai, la dipendente caporeparto del supermercato di San Casciano, di 44 anni, dei quali 25 orgogliosamente trascorsi con indosso la divisa Unicoop, avvisata di licenziamento dopo aver semplicemente chiesto una vigilanza la sera, quando era da sola: era stata minacciata da persone senza fissa dimora (e per questo aveva fatto anche una denuncia alle forze dell’ordine).

La richiesta aveva innescato, secondo quanto si apprende dal fascicolo che ora è tenuto dall’avvocato Marcello Pecchioli, una serie di episodi che erano culminati nell’intimidazione di licenziamento (non esecutivo perché la donna è adesso in malattia).

CLIENTI E SOCI Coop di San Casciano si erano ribellati aprendo una sottoscrizione indirizzata ad unicoop firenze. La quale, già nella serata di mercoledì, mettendosi in contatto col giornale aveva detto: “Siamo alla ricerca di una soluzione: vogliamo reintegrare Stefania, in un punto di vendita vicino a San Casciano, sino a quando non saranno ripristinate le condizioni necessarie di serenità. Alcuni provvedimenti che erano stati adottati servivano a non farle operare la chiusura serale da sola. Comunque ora stefania potrà scegliere il punto di vendita che riterrà più opportuno, e valuteremo la situazione".

C’E’ QUINDI la volontà di far rientrare Stefania Pagliai in Unicoop. San Casciano è circondata da punti vendita abbastanza vicini, da Bagno a Ripoli a Scandicci, da Impruneta a Montelupo sino ad esempio a Poggibonsi. Si vedrà.
Anche il legale della donna, Marcello Pecchioli, resta in attesa. Ieri verso le 13,30 l’avvocato ha detto: “Che ci sia questa intenzione di reintegrare da parte di unicoop lo sappiamo al momento solo dai cronisti. Sarà Unicoop a dovercelo comunicare ufficialmente, e dovremo trovarci per valutare la situazione”.
Che se non si sblocca, andrà davanti alla Commissione del Lavoro, essendo stata avanzata l’illegittimità del licenziamento (che, va ribadito, non è scattato essendo in presenza di malattia).

L’altro aspetto di questa vicenda è la petizione popolare, per cui Stefania Pagliai ha ringraziato i sancascianesi: “Stefania Pagliai – afferma la lettera – per 25 anni ha prestato le proprie mansioni al servizio della Coop sempre attenta alle esigenze dei clienti, del negozio e dei soci. Il licenziamento è dovuto solo ad una richiesta, lecita ed inoffensiva, di essere tutelata alla chiusura del negozio".

9 Maggio 2008

LA NAZIONE

Andrea Ciappi

07 maggio 2008

ULTIMO PRIMO MAGGIO FESTIVO IN COOP ?


L'aria che tira nel mondo del lavoro è davvero brutta. Sempre meno tutele, sempre più flessibilità con salari sempre più bassi.
E' il mercato, bellezza... e la Coop si adegua, anzi anticipa spesso queste tendenze, forte del fatto che l'opposizione sindacale nel mondo cooperativo è di fatto inesistente, latitante, connivente.

Le dichiarazioni di alcuni dirigenti del mondo cooperativo rilasciate a Il Sole 24 ore (articolo che pubblichiamo di seguito) fanno presumere che questo Primo Maggio, sia l'ultimo festivo, che diventi insomma, un giorno come gli altri.
Dietro queste intenzioni più o meno esplicite, si sente forte la voglia becera e un pò vile, di liberarsi di tutto quello che è ritenuto dai manager di sinistra un inutile fardello legato a valori che stanno scomparendo rapidamente, grazie anche loro pesante contributo.

Il giorno in cui i lavoratori, il sindacato, la gente comune, i partiti di sinistra, smetteranno di considerare le Coop come un mondo sensibile ai valori storici di riferimento della sinistra, ma ritenerle aziende (almeno) come tutte le altre, sarà una grande conquista per tutti quelli che hanno un'anima di sinistra.
Un giorno di festa, quasi come l'ormai defunto Primo Maggio.

Negozi, è polemica

«Le aperture dei negozi nei giorni festivi devono essere liberalizzate – afferma Paolo Barberini, presidente di Federdistribuzione – per questo motivo terremo i negozi aperti il più possibile il 1° maggio, così come abbiamo fatto il 25 aprile, laddove le normative locali lo consentono».
E così almeno il 30% dei punti vendita della grande distribuzione aprirà i battenti nella festa dei lavoratori. Ma la cosa più significativa è che il 1° maggio non è più un tabù neppure per Coop, leader nella grande distribuzione e nella Legacoop, l'organizzazione delle "coop rosse".

«Le cooperative si regolano sul territorio secondo i rapporti di concorrenza e danno un servizio ai consumatori» commenta Aldo Soldi, presidente di Ancc-Coop, all'annuncio che alcuni Ipercoop resteranno aperti in Piemonte per la fsta dei lavoratori. «Certo bisognerebbe mettere ordine nelle aperture festive – aggiunge – che vanno sempre contrattate con i lavoratori. C'è anche il diritto al riposo, sono contrario a una deregulation selvaggia». «È opportuno tenere aperto se il mercato lo richiede» aggiunge Vincenzo Tassinari, presidente di Coop Italia.
«Ci saranno tre Ipercoop aperti in Piemonte il 1° maggio – sottolinea Ernesto Dalle Rive, presidente di Novacoop – d'intesa con i lavoratori. Dobbiamo tenere il passo con la concorrenza che nell'area è dura».

Non la pensa così il sindacato. «Il problema si è posto anche il 25 aprile – rileva Giovanni Ciarlo, segretario regionale Filcams-Cgil – e non siamo d'accordo, per questo motivo non faremo mancare la nostra protesta». «Certo la Coop questa mossa poteva risparmiarsela – aggiunge Marinella Meschieri, della segreteria nazionale Filcams-Cgil –. Però capisco anche i lavoratori che accettano perchè sono alle strette, devono pagare le rate del mutuo, oppure confrontarsi con un contratto nazionale bloccato da molti mesi».

Il fronte della grande distribuzione appare comunque determinato ad aprire i battenti. L'Esselunga fa sapere che il 1° maggio saranno aperti 12 grandi magazzini tra Lombardia e Piemonte, di cui almeno due nel cuore di Milano. Il Conad – fanno sapere dal quartier generale di Bologna del secondo gruppo italiano, anch'esso nell'orbita di Legacoop – aprirà il 10% almeno dei sui 2.900 punti vendita. Saracinesche sollevate dove possibile anche per Bennet e Pam. Il gigante francese Carrefour aprirà 8 centri commerciali e una cinquantina di supermercati. Saracinesche chiuse invece nell'altro colosso transalpino, Auchan.

«Le festività sono una grande opportunità», commenta Riccardo Francioni, top manager del gruppo Selex, anch'esso orientato all'apertura ove possibile. «L'Antitrust ha rilanciato sul tema della liberalizazione delle domeniche e dei festivi – conclude Barberini –. Chiederemo impegni alle Regioni, dobbiamo liberalizzare e varare norme trasparenti. C'è una babele di norme che disorienta operatori e consumatori».

29 aprile 2008

ILSOLE24ORE.COM

Vincenzo Chierchia

01 maggio 2008

ALL'IPERCOOP IL PRIMO MAGGIO SI LAVORA



In Piemonte protesta dei sindacati e invito allo sciopero della spesa



All'ingresso dell'Ipercoop di Cuorgnè, provincia di Torino, campeggia un cartello che avverte che giovedì il supermercato rimarrà aperto dalle 9 alle 21

Niente di strano se non fosse che il giovedì a cui ci si riferisce è quello del primo maggio, la Festa dei lavoratori, data molto sentita nel nostro Paese, in cui tutto si ferma, per celebrare la conquista storica del limite delle 8 ore di lavoro.
Ma invece quest'anno, per la prima volta negli ipermercati della Lega Coop, le cooperative di sinistra (e quindi il fatto è ancor più strano), si lavorerà. La Novacoop, la cooperativa che gestisce gli Iper della Lega Coop in Piemonte, sottolinea che la scelta dei dipendenti di lavorare il Primo Maggio è facoltativa e dall'azienda non verrà effettuato nessun tipo di coercizione.

Ma i sindacati non ci stanno e hanno iniziato un volantinaggio all'ingresso dell'Ipercoop di Cuorgnè, chiedendo anche alla popolazione di non recarsi a fare acquisti giovedì. La Filcams-Cgil attacca l'azienda, «del Primo Maggio lavorativo l'abbiamo saputo dai lavoratori» e su quanto riguarda la libera scelta dei lavoratori sottolinea: «Il 70% dei 180 dipendenti dell'Iper di Courgnè ha contratti part-time. Lavorare il primo maggio significa mettersi in tasca 50 euro in più».

Insomma, il ricatto da parte dei datori di lavoro è semplice quando un dipendente part-time, con contratto a termine o a progetto, deve scegliere fra la celebrazione di una data storica nella lotta per i diritti dei lavoratori, o pagare l'affitto a fine mese.

(28.4.08)