15 luglio 2010

ANDRIA: IL TAR RESPINGE IL RICORSO DI COOP ESTENSE


Unimpresa BAT alla Coop Estense: "Ve lo avevamo detto che lo perdevate. Potevate risparmiarvi quei soldi".





Lo avevamo preannunciato lo scorso 12 luglio e così è stato, anche questa volta.
Il Tar ha respinto il ricorso presentato da Ipercoop e Mongolfiera di Andria contro le ordinanze sindacali che disciplinano le aperture straordinarie domenicali e festive dei negozi e dell'ipermercato ad Andria, per l'anno 2010.

Avevamo anche detto che: “solo un Giudice sprovveduto avrebbe potuto accogliere le motivazioni dei ricorrenti” ma il Presidente della seconda sezione del Tribunale Amministrativo Regionale, dott. Vito Mangialardi sprovveduto non lo è, come non lo siamo mai stati noi.
Inutile la motivazione secondo la quale veniva “vantata” una presunta vocazione turistica della città di Andria. Non basta perché la legge regionale non riconosce le “vocazioni”, ammesse che ci siano, ma solo le città d'arte o ad economia prevalentemente turistica, da dimostrarsi con i dati alla mano e comunque inserite nell'elenco regionale.

Tali riconoscimenti, inoltre, laddove siano supportati da motivazioni documentate sono solo “specchietti per le allodole” e mirano unicamente a far ottenere le aperture straordinarie domenicali e festive agli ipermercati, senza altri “vantaggi” per le città riconosciute, proprio come voleva e vuole la vigente legge regionale scritta e voluta proprio dai grandi interessi economici e che noi abbiamo sempre contrastato.

Bene ha fatto, quindi, il Sindaco di Andria, Avv. Nicola Giorgino, ad ascoltare la voce di coloro che, come noi, hanno quale unico fine l'interesse diffuso e generale delle Categorie e non mirano ad alcuna “trattativa” con la Grande Distribuzione Organizzata. Trattative che non abbiamo mai voluto in passato e che non vorremo mai.

Il tentativo di “farci fuori” da quel tavolo di concertazione, perpetrato per anni da politichetti locali da quattro soldi che avevano altri interessi, collusi con qualche sindacalista da strapazzo rappresentante di “Grandi(?)” Organizzazioni è sempre stato smascherato e siamo certi che il tentativo potrebbe ripetersi ma noi continueremo a tenervi informati e a reagire, sempre.
E' ovvio che la situazione, oggi, è chiara ed inequivocabile, quindi ciascuno abbassi i toni e la smetta di essere arrogante e prepotente, tanto da pensare che qualcuno, in passato, abbia svenduto la nostra città ad uso e consumo dei grandi interessi economici.

Se ciò è stato, costoro devono vergognarsene e noi oggi, come allora, continueremo a fare il nostro dovere, senza mai avere “debiti di riconoscenza” verso alcuno non essendo mai scesi a “patti”.
Chi vuole intendere, intenda.
Cosa accadrà per il prossimo anno 2011?
Sorprese in arrivo!

14 luglio 2010

Il Direttore Savino Montaruli
Il Responsabile Settore Moda Michele Palumbo

BAT24ORE.IT

1 commento:

Lavoratori Unicoop ha detto...

UPIM, TAGLI DI ORGANICO A PONTE A GREVE
Verbale d'accordo tra le parti, "ma il prezzo è troppo salato: i costi della crisi a carico dei lavoratori"

Sciopero dei lavoratori della Upim a Firenze. Due interrogazioni, l'una della Lega nord e l'altra di Rifondazione comunista, hanno sollevato il problema nel Consiglio provinciale. L'assessore Elisa Simoni ha fatto il punto sulla situazione del Centro commerciale di Ponte a Greve. Qui le persone interessate sono 12 delle quali 10 donne (delle quali 4 in maternità e 2 in aspettativa), già sotto organico rispetto a un’esigenza di 20 unità. A gennaio 2010 Coin, dopo aver acquisito Oviesse, ha acquistato anche Upim e quindi è iniziata a livello nazionale una ristrutturazione di tutti i punti vendita per il rilancio dell’attività. La filiale di Ponte a Greve non aveva mostrato particolari difficoltà e aveva mantenuto un buon livello di vendite, ma nonostante questo è stata interessata dall’operazione di riorganizzazione complessiva. Il 26 aprile avrebbe dovuto essere allestito il punto vendita di Ponte a Greve per l’apertura del 3 maggio e invece il 10 maggio è partita la procedura di mobilità legata al fatto che a fine anno termina la locazione dell’immobile presso cui è ubicato il suddetto punto vendita. Sono già intercorsi alcuni contatti informali con Unicoop Firenze per verificare la possibilità di prorogare l’affitto. Al tavolo procedurale tra le parti, svoltosi presso la Direzione Lavoro lunedì 12 luglio scorso, è stato firmato un accordo. Le parti dichiarano che il numero degli esuberi viene ridotto da 12 a 8 unità, per effetto del recupero di 4 unità lavorative, compreso il direttore del negozio che troverà collocazione in altra unità produttiva; 3 unità lavorative troveranno collocazione presso il punto vendita Upim di Prato. Stante l’impossibilità di trovare ulteriori soluzioni alternative rispetto all’esubero conseguente alla chiusura del negozio Upim di Firenze - San Lorenzo, le parti concordano di procedere alla collocazione in mobilità di 8 dipendenti. "Questo - ha concluso Simoni - non significa che il nostro lavoro non continuerà per cercare soluzioni".

"L'accordo - commenta Andrea Calò, di Rifondazione - non attenua la pesantezza di questa crisi, con un forte attacco ai salari e ai diritti dei lavoratori. Non è la prima volta che noi cerchiamo di smascherare pesanti operazioni che avvengono sul versante della grande distribuzione, che anche in questo contesto ha puntato a fare profitto. Nonostante le organizzazioni sindacali abbiano cercato di contrastare questa politica fatta di tagli, il prezzo rimane salato. Ci deve essere un impegno degli Enti Locali, unitamente al sindacato, a non lasciare soli lavoratori e a non fare sconti alla grande distribuzione. Vanno sostenuti con tutte le misure di sostegno gli 8 lavoratori che entreranno in mobilità". Per Marco Cordone, della Lega nord, "quando si creano queste situazioni, si impoverisce il nostro territorio. Anche noi sollecitiamo l'attenzione per dare una prospettiva agli 8 dipendenti posti in mobilità e ci impegniamo a seguire questa vicenda nell’interesse dei nostri lavoratori e concittadini".

15/07/2010 18:35
Provincia di Firenze