21 ottobre 2009

10° CONGRESSO REGIONALE LEGACOOP TOSCANA


Si terrà il 22 ed il 23 Ottobre prossimi, al Palazzo degli Affari di Firenze, il 10° congresso regionale di Legacoop Toscana. “Un pensiero lungo per la cooperazione”

che accompagnerà i 350 delegati che verranno eletti nelle assemblee congressuali provinciali che saranno effettuate dal 5 al 16 ottobre in tutte le province toscane.

Al congresso i delegati voteranno il nuovo Presidente di Legacoop Toscana ed il nuovo gruppo dirigente che dovranno guidare l’organizzazione per i prossimi quattro anni. Il documento congressuale riassume tutti i temi del dibattito che, in questi mesi, è stato approfondito dalla Direzione regionale e nelle varie sedi provinciali e settoriali.

Legacoop Toscana

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Nel corso del congresso sarà eletto il nuovo presidente della lega, che sostituirà l'attuale vicepresidente vicario Giulio Bani (CFT), dopo le misteriose e polemiche dimissioni di Patrizia Vianello, avvenute nell'aprile scorso, a pochi mesi dalla nomina e succedute alle altrettanto misteriose dimissioni di Armando Vanni dal consiglio di gestione di Unicoop Firenze.


Comunicato commissione candidature Legacoop toscana

Stefano Bassi in pole position


LA COOP ASSUME



Nuova Coop: decine di assunzioni in arrivo

Nella foto il supermercato di Via Terracini a Pontedera

UN SUPERMERCATO di circa 3.000 metri quadrati di area di vendita, il più grande e con il più vasto assortimento della provincia, a metà strada tra l’iper di Cascina e il nuovo supermercato di Empoli, al quale somiglia molto. E’ il supermercato che la Coop aprirà a Pontedera a fine novembre, nella zona dei cimiteri. Il cantiere procede velocemente per realizzare gli spazi per ils upermercato e per le 26 attività commerciali e di servizio che lo affiancheranno, tutti di piccole dimensione tranne tre di medie dimensioni. Il nuovo centro commerciale avrà a disposizione 700 posti macchina, tutti al piano del centro commerciale.

«Sarà un centro commerciale “urbano”, cioè attaccato alla città, come la maggior parte dei centri realizzati dalla cooperativa. Ma nello stesso tempo — dicono dalla unicoop Firenze — sarà un polo d’attrazione per tutta la Valdera, con un bacino d’utenza potenziale di oltre 100 mila abitanti. Vogliamo che sia un pezzo di città integrato con essa».
Molti clienti e soci Coop temono per la sorte del «vecchio» negozio di via delle Brigate Partigiane: vi troverà posto un punto inCoop, cioè un supermercato di vicinato, per chi non può o non vuole prendere la macchina per andare alla nuova Coop.

«Nel periodo di chiusura per ristrutturazione, che sarà il più breve possibile, un bus navetta — continua la Unicoop — porterà i soci dal centro della città al centro commerciale, dove passerà anche la pista ciclabile: un anello che raccorda tutte le parti della città, dando un’alternativa valida all’uso dell’automobile».

Quell che sarà inaugurato a fine novembre sarà un centro «ecologico», potrà contare cioè sull’impianto fotovoltaico sul tetto da 200.000 kWh annui e pannelli solari per la produzione d’acqua calda. Decine, poi, i sistemi di risparmio idrico ed energetico.

Un investimento da 30 milioni di euro, tra vecchia Coop ristrutturata e nuovo centro, che porterà anche decine di assunzioni: il curriculum può essere inviato al link che si trova sul sito www.coopfirenze.it, visto che la cooperativa praticamente assume ormai solo online.

21 ottobre 2009

Lu.Bo.

La Nazione Pisa

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COOP ASSUNZIONI IN CENTRO ITALIA





Coop Centro Italia, Unicoop Firenze e Unicoop Tirreno, realtà attive nel campo della grande distribuzione appartenenti al marchio Coop, selezionano candidati da inserire in diversi punti vendita. Le opportunità riguardano capi settore, capi negozio, macellai, apprendisti macellai e uno specialista di pescheria nelle province di Siena, Arezzo, Perugia, Terni, L'Aquila.

CAPO SERVIZIO PERSONALE
La risorsa sovrintende alla gestione e sviluppo del personale attraverso la collaborazione e/o il coordinamento diretto delle funzioni tipiche della gestione delle risorse umane. Si occuperà di sviluppo delle relazioni industriali con particolare riferimento alle problematiche contrattuali; sarà inoltre direttamente coinvolto nella gestione di problematiche legali. Si selezionano candidati laureati, che abbiano maturato almeno due anni di esperienza nell'organizzazione e gestione delle risorse umane, con riferimento ai sistemi di incentivazione, selezione, formazione e amministrazione del personale, in contesti modernamente organizzati e di medio-grandi dimensioni, preferibilmente della Grande Distribuzione Organizzata. Saranno inoltre in possesso di conoscenze giuridiche in materia di diritto del lavoro e diritto sindacale, capacità di analisi dell'organizzazione, dei processi e dei contenuti delle posizioni. Sede di Lavoro: Castiglione del Lago (PG).

CAPI NEGOZIO
Candidati dinamici, flessibili e con maturate esperienze di almeno 2 anni nella grande distribuzione organizzata nel ruolo di capo negozio o collaboratore al capo negozio. Si richiedono forte motivazione al ruolo e alla gestione organizzativa, spiccato orientamento alla qualità del servizio e alla tutela del consumatore, capacità di motivare i collaboratori e spirito di iniziativa. E' richiesta la residenza o la disponibilità a lavorare nelle province di Siena, Arezzo, Perugia, Terni, L'Aquila. Completano il profilo la conoscenza dei seguenti settori merceologici: macelleria, ortofrutta, pescheria, salumi e latticini, gastronomia , forneria , pasticceria, cassa e rifornimento, non food.

APPRENDISTI MACELLAI
Gli inserimenti riguardano i propri punti vendita delle zone di Siena, Chianti e Valdarbia. Il macellaio opera nelle lavorazioni interne al reparto delle carni rosse e bianche, curando la qualità dei tagli e delle lavorazioni, nel rispetto delle normative igienico sanitarie e antinfortunistiche. Effettua inoltre la vendita assistita al cliente, curando l'allestimento del banco e il servizio offerto. Si richiede età compresa tra 18 e 29 anni, motivazione al ruolo, predisposizione al contatto con il consumatore, cortesia e attenzione, disponibilità agli orari del punto vendita, dinamicità.

MACELLAI
Candidati con esperienza per i propri punti vendita delle zone di Siena, Chianti e Valdarbia. Il macellaio opera nelle lavorazioni interne al reparto delle carni rosse e bianche, curando la qualità dei tagli e delle lavorazioni, nel rispetto delle normative igienico sanitarie e antinfortunistiche. Effettua inoltre la vendita assistita al cliente, curando l'allestimento del banco e il servizio offerto. Si richiede motivazione al ruolo, predisposizione al contatto con il consumatore, cortesia e attenzione, disponibilità agli orari del punto vendita, dinamicità.

SPECIALISTA PESCHERIA
Unicoop Tirreno, seleziona uno specialista con esperienza nel reparto pescheria per l'ipermercato di Avellino. L'addetto dovrà conoscere le principali famiglie merceologiche, le sue varietà e i metodi di conservazione. E' richiesta inoltre padronanza delle tecniche di pulitura e di allestimento del banco. Completano il profilo la predisposizione al contatto con il consumatore, cortesia e attenzione, disponibilità agli orari del punto vendita, dinamicità. Saranno prese in considerazione solo le domande che perverranno via web.

20 ottobre 2009

lavorandia.blogspot.com

20 ottobre 2009

AFRAGOLA: CROLLA L'INTELAIATURA DEL SOFFITTO DELL'IPERCOOP, SFIORATA LA TRAGEDIA












L'intelaiatura crolla sull'area delle casse, pochi centimetri e sarebbe stata tragedia. Due persone in ospedale per lo choc.


Una pesante intelaiatura si è sganciata dal soffitto ed è crollata nell'area delle casse: per fortuna, ne' cassiere ne' clienti sono restati feriti. Due dipendenti, per il grosso spavento, sono state costrette a ricorrere alle cure ospedaliere in seguito ad un forte choc. Il fatto è accaduto stamani, ad Afragola, intorno alle 10. L'intelaiatura, ancorata al soffitto dell'Ipercoop “Le Porte di Napoli”, con ganci e rivetti, si è staccata all'improvviso precipitando; il crollo è stato fermato dai ganci che hanno resistito.
Sull'episodio indagano i carabinieri per i rilievi del caso. Questione di centimetri, è poteva essere una tragedia.

16 ottobre 2009

NapoliNord


19 ottobre 2009

EUTELIA: SEQUESTRATI DUE MANAGER


Alla fine arriva la digos e li libera


Due dirigenti della società Eutelia sono stati bloccati per diverse ore all'interno dell'azienda per protesta contro la mancata risposta a una serie di rivendicazioni. L'incontro con i due responsabili dell'ufficio personale era iniziato in mattinata.
Un gruppo di lavoratori ha fatto irruzione nella sede in via Ferrante Imparato, alla periferia orientale della città, bloccando due dirigenti. In serata l'intervento della Digos che ha liberato i manager.

Due dirigenti della società Eutelia sono rimasti bloccati per diverse ore nella sede dell'azienda a Napoli per protesta contro la mancata risposta a una serie di rivendicazioni, a cominciare dal pagamento degli stipendi, in ritardo da tre mesi, e al trasferimento della sede in Irpinia con costi ritenuti rilevanti per i lavoratori. In serata è intervenuta la Digos che ha fatto uscire i due manager.

L'incontro con i due responsabili dell'ufficio personale era iniziato in mattinata. Successivamente un gruppo di lavoratori ha fatto irruzione nella sede in via Ferrante Imparato, alla periferia orientale di Napoli di fatto sequestrando i due dirigentii. "Siamo pronti a rimanere qui a oltranza", aveva minacciato uno dei rappresentanti dei lavoratori.

"La vicenda dei lavoratori Eutelia - dice l'assessore regionale Corrado Gabriele - va risolta quanto prima, siamo di fronte ad una questione annosa, che si trascina da troppo tempo".
"Noi siamo pronti a fornire alla proprietà tutto il nostro supporto - sottolinea Gabriele - ma è l'azienda che deve trovare una soluzione, parliamo di lavoratori ad altissima specializzazione e di un gruppo imprenditoriale in attivo, che deve assumersi le proprie responsabilità".

19 ottobre 2009

La Repubblica - Napoli.it


Approfondimenti 1

Approfondimenti 2


18 ottobre 2009

BANCA SUD: POLETTI (LEGACOOP), DISPONIBILI A COLLABORARE AL PROGETTO



Il presidente di Legacoop
Giuliano Poletti




Legacoop ''valuta con interesse la proposta del ministro Tremonti, approvata dal Consiglio dei Ministri, di costituire una banca del Mezzogiorno'' ed esprime ''la propria disponibilita' a collaborare alla sua realizzazione''.

E' quanto afferma il Presidente di Legacoop, Giuliano Poletti, che aggiunge: ''un soggetto creditizio-finanziario come quello ipotizzato, in grado di migliorare l'erogazione del credito alle pmi meridionali, di affrontare i problemi del circolante, compresi quelli derivanti dai ritardi di pagamento della pubblica amministrazione, e di emettere garanzie e fidejussioni a favore dell'imprenditoria locale, puo' effettivamente costituire un'opportunita' di sviluppo, soprattutto se si considera che le imprese meridionali hanno condizioni peggiori e maggiori difficolta' di accesso al credito''.

Il Presidente di Legacoop esprime inoltre ''un forte apprezzamento per il ruolo che le banche di credito cooperativo sono chiamate a svolgere e per la scelta di un modello organizzativo, come quello del Credit Agricole francese, che, secondo la migliore tradizione cooperativa, e' capace di coniugare la vicinanza alle imprese e l'insediamento territoriale con un'efficiente erogazione del credito''.

16 ottobre 2009

ASCA


CARREFOUR: ESITO UDIENZA TORINO 15 OTTOBRE 2009



COMUNICATO SINDACALE





Come indicato nel comunicato del 7 ottobre us, il 13 ottobre si è svolta presso il Tribunale di Torino la seconda udienza sul ricorso ex art. 28 L. 300/70 presentato dalle Organizzazioni Sindacali nei confronti di Carrefour.

All’ udienza Carrefour ha dato una risposta negativa alla proposta formulata dal Giudice (ricordiamo che la proposta era “la ripresa della trattativa tra azienda e sindacati, avente ad oggetto anche il Contratto Integrativo Aziendale, da svolgere in un arco temporale fissato dal Giudice stesso e la revoca da parte di Carrefour, per tale periodo, dei trattamenti previsti nel piano aziendale denominato “Piano per il collaboratore” ripristinando quindi le condizioni preesistenti il 1 ottobre 2009) alla quale le Organizzazioni Sindacali avevano già aderito.

Registrata la posizione aziendale è iniziato il dibattimento nel quale si è verificata l’impossibilità di avvicinare le posizioni delle parti. Vista tale impossibilità l’iter legale prosegue e l’udienza si è conclusa con la decisione, da parte del Giudice, di riconvocare le parti.

E’ stata quindi fissata una nuova udienza per giovedì 22 ottobre alle ore 14 nella quale il Giudice ascolterà i testimoni di parte sindacale e aziendale.

FILCAMS-CGIL FISASCAT-CISL UILTuCS-UIL

Roma, 15 ottobre 2009



http://lavoro.liquida.it/carrefour/


http://metedipasco9.blogspot.com/

Lavoratori Carrefour Matera

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15 ottobre 2009

METALMECCANICI, ACCORDO SEPARATO



Aumenti medi di 112 euro





Accordo raggiunto sul contratto collettivo nazionale dei metalmeccanici, ma senza la firma della Fiom, esclusa dall'inizio dal tavolo delle trattative.

Fim-Cisl e Uilm e Federmeccanica hanno concordato un aumento medio di 112 euro lordi al mese. Il presidente di Federmeccanica, Pier Luigi Ceccardi, ha definito l'accordo odierno "Un accordo molto buono e responsabile nei confronti dei lavoratori, delle aziende e del Paese".

15 ottobre 2009

Repubblica.it


Metalmeccanici, accordo separato senza la Fiom


Metalmeccanici: Epifani, senza voto ombra su democrazia

Te scioperi e io ti firmo il contratto

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CCNL METALMECCANICI: RINALDINI, NON RISPETTEREMO NUOVE REGOLE



Il segretario generale della Fiom
Gianni Rinaldini





La Fiom Cgil
"non rispetterà le regole che si stanno definendo sulla contrattazione". Lo ha annunciato oggi da Terni il segretario generale della Fiom Cgil, Gianni Rinaldini, in Umbria per l'iniziativa della Fiom di Terni "La città del lavoro, la città che lavora".

La prosecuzione delle trattative di Federmeccanica con Fim e Uilm per il contratto dei metalmeccanici è un "atto gravissimo" secondo il segretario generale della Fiom. "Siamo di fronte - ha detto Rinaldini - a una piattaforma che non è mai stata validata dai lavoratori. Un atto di sopruso vero e proprio che non siamo disponibili ad accettare. Quindi non rispetteremo le regole che stanno definendo sulla contrattazione".

Il segretario della Fiom ha inoltre sottolineato che il sindacato "ha anche diffidato da mettere mano alle parti normative". "Perchè oltre a non rispettarle - ha aggiunto - apriremmo anche dei contenziosi legali se l'accordo che stanno facendo interviene anche sulle parti normative. Il nostro contratto è ancora vigente e scade alla fine del 2011. Quello che scade oggi - ha concluso Rinaldini - è solo la parte economica".

14 ottobre 2009

Rassegna.it

FIM-CISL

Piattaforma Fiom: 130 euro al mese

Fim e Uilm chiedono 113 euro di aumento

Federmeccanica offre 104 euro, trattativa frena



12 ottobre 2009

L'AQUILA: COOP, I LAVORATORI CHIEDONO CHIAREZZA




Tutto come quando l'Aquila c'era e diceva solo "no"





Il Comune dell’Aquila, per motivi che nessuno riesce a capire ma molti ad immaginare e suppore, ancora una volta mette il bastone tra le ruote di un insediamento commerciale, indifferente al rischio che si perdano decine di posti di lavoro e che l’offerta ai consumatori resti circoscritta e limitata. E’ lecito supporre che esistano interferenze, le stesse che per anni hanno impedito che alla Coop fossero date risposte, mentre ad altri se ne davano con celerità. Chi in Comune riesce a produrre simili risultati? E perchè?

'I 90 dipendenti Coop dell’Aquila sono fortemente preoccupati per la mancata convocazione della Conferenza di servizi che, entro settembre, avrebbe dovuto dare il via libera definitivo alla realizzazione di un supermercato in localita’ Sant’Antonio'. La Cisl ha incontrato una delegazione di lavoratori ancora in cassa integrazione, che chiedono chiarezza sul futuro dell’azienda e sull’apertura di un nuovo punto vendita, che consentirebbe il riassorbimento di tutte le maestranze.

"Nella riunione del 31 luglio scorso - sottolinea la CISL - alla presenza della Protezione civile, di Regione, Provincia e Comune dell’Aquila, sindacati nazionali, territoriali e proprieta’ - era stata raggiunta un’intesa per la realizzazione in localita’ Sant’Antonio di un supermercato Coop della superficie di 3mila metri quadrati. Intesa sottoscritta da tutti i presenti. Ad oggi ancora non viene concessa l’autorizzazione definitiva ai lavori.
In ballo ci sono 90 posti di lavoro che, se i tempi non verranno rispettati - evidenzia il segretario regionale Cisl - rischiano di sfumare, come detto a chiare note dall’azienda. Siamo di fronte a ritardi e inutili lungaggini che, oltre a creare problemi sul fronte occupazionale, tolgono la possibilita’ agli aquilani di usufruire di servizi utili, in un momento di emergenza come quello che vive la citta”.

CISL ricorda che i supermercati di Pettino e Pile sono ancora chiusi, in quanto inagibili, mentre il solo punto vendita in funzione e’ quello del Torrione.

12 ottobre 2009

Inabruzzo

Gianfranco Colacito

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Coop, è scontro con il Comune

Anche la Coop abbandona i terremotati, 90 dipendenti in mobilità


09 ottobre 2009

SESSANTAMILA "TUTE BLU" IN CORTEO ATTRAVERSO IL CENTRO




Con loro anche gli studenti








FIRENZE. Sono 60 mila, secondo gli organizzatori, i metalmeccanici provenienti da Toscana, Emilia Romagna e dai territori di La Spezia, che partecipano stamani alla manifestazione di Firenze in occasione dello sciopero odierno indetto dalla Fiom contro la crisi e per il rinnovo del contratto nazionale. Ad aprire il corteo uno striscione con la scritta "Con la Costituzione sempre, con chi l'attacca mai" seguito da un altro che recita "Contro i licenziamenti e contro gli accordi separati. Fermiamoli".

A sfilare a fianco dei metalmeccanici anche vari esponenti e amministratori dei partiti politici del centro-sinistra toscano. Quella di Firenze è una delle cinque manifestazioni indette oggi dal sindacato e il corteo è partito da piazza Indipendenza per attraversare le vie del centro storico e concludersi in piazza Santissima Annunziata con un intervento del segretario nazionale Fiom Fausto Durante.

Al corteo in città si sono aggiunti 10.000 studenti che hanno portato la propria solidarietà ai lavoratori e alle lavoratrici in sciopero. Gli studenti hanno protestato contro i tagli alla scuola previsti dai provvedimenti del ministro Gelmini e hanno avanzato proposte concrete per migliorare da subito il nostro sistema di istruzione. Chiediamo il ritiro dei tagli alla scuola, una legge quadro nazionale per il diritto allo studio, la copertura finanziaria dei corsi di recupero, il ritiro del progetto di legge Aprea e la modifica del riordino degli istituti superiori".

9 ottobre 2009

La Repubblica - Firenze

OCCUPAZIONE, SCIOPERO DI OTTO ORE DEI METALMECCANICI

SCIOPERO METALMECCANICI: BONANNI

Prada: Cassa integrazione 'soft' per 250 lavoratori a Montevarchi


07 ottobre 2009

LAVORATORI EUTELIA/AGILE: COMUNICATO SINDACALE


Riceviamo e pubblichiamo questo comunicato sindacale sulla situazione dei lavoratori di Eutelia/Agile




Alla cittadinanza senese
I lavoratori di Agile/Eutelia sono venuti da tutta italia per manifestare il loro disagio nei confronti del Monte dei Paschi di Siena.

Consapevoli dei problemi che arrecheranno alla cittadinanza, ritengono doveroso far conoscere la loro drammatica situazione e le gravi responsabilità che ritengono ricadano su questo importante gruppo bancario.

Il Monte dei Paschi di Siena, insieme ad altre banche minori, tutte creditrici della società, hanno deciso di assumere responsabilità dirette, nominando propri responsabili all’interno del consiglio di amministrazione di Eutelia, a seguito delle manifeste difficoltà economiche e finanziarie evidenziate a chiusura di bilancio del 2008, non certificato dai revisori che nella loro relazione hanno messo in dubbio la continuità aziendale.

Il primo atto del nuovo consiglio è stato la cessione di tutto il comparto di Information Technology (IT) . Improvvisamente, lo scorso 16 giugno, 2100 lavoratori sono stati ceduti alla società Agile Srl, senza alcun obiettivo industriale e di sviluppo ma al solo scopo di far cassa celando con questa operazione un licenziamento collettivo.

La precarietà dei lavoratori e lavoratrici di Eutelia è diventata calvario in Agile.

Gli stipendi non vengono erogati da mesi mettendo in gravissima difficoltà i lavoratori, colpendoli nella loro dignità personale e professionale.

A tre mesi dalla cessione nessuna iniziativa atta a far ripartire l’azienda è stata prodotta dall’attuale proprietà, a conferma dell’insussistenza di qualsiasi ragione industriale alla base dell’acquisizione.

E’ urgente salvare quelle attività che ancora ci sono e che, stante la situazione attuale andrebbero perse costituendo così la definitiva distruzione di valore e di possibilità di rilancio.

Indignati che ancora una volta le sole logiche finanziarie prevalgano sulle logiche produttive a scapito della vita di migliaia di lavoratori e delle loro famiglie,

Confidano che il Monte dei Paschi di Siena, da sempre sensibile alle problematiche sociali, intervenga in modo significativo alla risoluzione di questa drammatica vicenda.

Fim,Fiom,Uilm,Fistel,Slc Naz.

BLOG LAVORATORI AGILE
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02 ottobre 2009

MONTEPASCHI NEL DICEMBRE 2007 ACQUISTO' PER CIFRE FOLLI IL 2,283% DI EUTELIA.





Banca Mps entrò nel capitale sociale di Eutelia con la quota del 2,283%.
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Lo comunica il sito web della Consob, nella sezione dedicata alle partecipazioni rilevanti delle società quotate, che riporta come data dell'operazione lo scorso 13 dicembre 2007.


MERCATO LIBERO SI OCCUPO' GIA' ALLORA DI QUESTA STRANA OPERAZIONE. POCHI GIORNI DOPO L'ACQUISTO DA PARTE DI MPS DI QUESTA QUOTA AZIONARIA...

IL TITOLO EUTELIA PRECIPITO' LETTERALMENTE IN BORSA!!

GUARDATE COSA HA DOVUTO SCRIVERE MPS POCHI GIORNI FA:
In riferimento ad alcuni articoli apparsi sulla stampa, Banca Monte dei Paschi di Siena, in un comunicato, precisa di non avere alcuna partecipazione in Eutelia e che nessun rappresentante del Gruppo Montepaschi e' stato mai presente alle assemblee dei soci ne' ha contribuito in alcun modo alle decisioni strategiche dell'azienda. Banca Monte dei Paschi di Siena e', insieme ad altri istituti di credito, solamente uno dei finanziatori di Eutelia.

Che anno indimenticabile fu il 2007 per Mussari e Vigni...!!! NON NE FECERO UNA GIUSTA (sembrò quasi che lo fecero apposta).
Stessa cosa accadde alle partecipazioni che Mussari, Vigni e Mancini comprarono sui massimi di borsa del 2007, a partire da Mediobanca e Intesa....

Sempre nel 2007 un MISTERIOSO (PER NON DIRE MASSONE) contratto MAI RESO PUBBLICO, portò alla vendita per oltre 10 miliardi di euro (comprensivo di spese e oneri finanziari) dell'ANTONVENETA da parte di Santander alla banca dell'avvocato calabrese GIUSEPPE MUSSARI (MPS). Una banca che se fosse rivenduta oggi varrebbe poco meno di 4 miliardi di euro. Ricordo che Santander la comprò pochi giorni prima da ABN Amro per poco più di 5 miliardi.

Ricordo che il titolo MPS crollò, per COLPA DI QUELLA OPERAZIONE da 4 euro a 1 euro e fu costretto a indebitarsi e ad lanciare un oneroso aumento di capitale.

Mussari, durante la presentazione del Piano Industriale nel 2008 affermò davanti ai giornalisti di mezzo mondo: SE IL PIANO INDUSTRIALE NON SARA' REALIZZATO ME NE ANDRO'".
(E' ovvio che le promesse non le ha mantenute).

Ma Mussari ha svenduto palazzi d'epoca, il risparmio gestito, l'assicurativo, le tenute ecc ecc. Ancora non ha venduto le filiali in esubero (perchè non trova acquirenti)

Ma la cosa terribile è STATO IL DEPAUPERIMENTO della Fondazione. Sono stati bruciati miliardi, sono stati venduti investimenti sicuri per acquistare titoli MPS e obbligazioni MPS che hanno perso tantissimo valore.

CARO GERONZI, ALIAS PENNA BIANCA, MA TU NE SAPEVI QUALCOSA???

29 settembre 2009

MERCATO LIBERO

Vedi anche:

''Quali professionalità e capacità esprimono quelli che sono mandati ad amministrare i gioielli di famiglia...?''

Lavoratori Eutelia/Agile

POST E LETTERA MOLTO INTERESSANTI ...


30 settembre 2009

METEDIPASCO: UN POST CHE NON CI E' PIACIUTO




Ancora fastidiose ambiguità
su una vicenda ormai chiusa

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C'è un sito che molti dipendenti della grande distribuzione, sindacalisti e addetti ai lavori consultano, per la ricchezza di informazioni, gli approfondimenti, le novità contrattuali che riporta, per i numerosi links che permettono di entrare in contatto con le tante realtà del settore. E' un sito ben fatto, che svolge un lavoro prezioso e più che apprezzabile: Metedipasco.

Questa volta però qualcuno dello staff, ha preso un granchio clamoroso. Vi si riporta una notizia, tra l'altro vecchia di un anno, accostandola maliziosamente e in maniera del tutto errata, alla vicenda dei lavoratori dei magazzini di Unicoop, licenziati (e poi riassunti con sentenza del giudice del lavoro) con l'accusa di essersi appropriati di merce all'interno del magazzino Unicoop di Scandicci.

E' evidente, a nostro parere, che si alluda alla nota vicenda passata alle cronache proprio come "I ladri di merende", di cui si occupò anche la trasmissione Mi manda Rai tre e nella quale i lavoratori accusati da Unicoop vennero virtualmente riabilitati, mentre la dirigenza aziendale fece la figura della persecutrice, come chi ha visto il filmato ricorderà bene.
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L'accostamento tra titolo ed articolo fatto da Metedipasco, ci colpisce particolarmente perché è volutamente forzato e fuori luogo, tanto da paragonare fatti TOTALMENTE diversi tra loro, per modalità, situazioni e circostanze, in modo tale da gettare una luce ambigua su chi ha pubblicato l'articolo de "La Repubblica" del 28 settembre 2008 (notare la data!) per il titolo del post (titolo non de "la Repubblica", ovviamente, ma di Metedipasco):


LADRI DI MERENDE SUCCEDEVA (ANCHE) UN ANNO FA ALLA COOP ADRIATICA

Come si vede, più che di un titolo si tratta di un commento che chi ha pubblicato il post ha ritenuto di fare, rievocando per la bisogna una vicenda che la stampa riportava addirittura un anno fa. Quindi non c'è neanche l'attenuante del nesso temporale, che sarebbe stata comunque insufficiente a giustificare questo tipo di titolazione (e sottotitolazione!).
Un'operazione che lasci davvero molto perplessi.

Leggendo l'articolo riportato, vi renderete conto immediatamente che, al contrario delle vicende del magazzino di Scandicci, nel caso di Coop Adriatica si parla di veri e propri furti di merce destinata alla vendita, compiuti da alcuni dipendenti per un valore stimato in 450mila euro.

Nella vicenda che riguarda i dipendenti del magazzino Unicoop di Scandicci, si parla di merce NON destinata alla vendita, che si rompe normalmente durante la normale movimentazione delle merci e che viene depositata nella cosiddetta gabbia dei rotti, sulla cui grata è affisso bene in vista il cartello con la scritta "MERCE ROTTA NON IN VENDITA".
Questi prodotti infatti, finiscono in gran parte nei rifiuti perché, appunto, invendibili. Solo una piccola parte viene recuperata e destinata in beneficenza.

Si è trattato di oggetti di così infimo valore commerciale (un pacchetto di fazzoletti di carta, una bottiglia di varechina per pulire il cassone del camion - di proprietà della Cooperativa, tra l'altro - di una bottiglietta d'acqua, di una merendina), che la magistratura, nonostante la richiesta di Unicoop di procedere penalmente per furto, ha ritenuto di archiviare, proprio perché il valore della merce non era neppure quantificabile.

Questi nostri colleghi innocenti, sono stati riabilitati ampiamente dalla magistratura e dalla stampa, nonché dall'evidenza stessa dell'inconsistenza dei fatti.
Sono persone e famiglie che hanno sofferto di accuse ingiuste, che hanno perso il sonno, hanno avuto problemi di salute a causa di questa storia.

Ma tagliamo la testa al toro. I giudici del lavoro hanno reintegrato TUTTI i lavoratori licenziati e, come già detto, la magistratura ordinaria non ha neppure ritenuto che fosse il caso di procedere penalmente.

Questo mette una PAROLA DEFINITIVA su tutta la faccenda e qualsiasi accostamento a situazioni o fatti in cui si sono verificati veri e propri furti è, non solo sbagliato, non solo scorretto, ma alimenta un equivoco che non ha più ragione di persistere.

Di tutto ciò, chi scrive e pubblica di questi fatti, deve tenerne doverosamente conto.


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28 settembre 2009

INCONTRO PER IL RINNOVO DEL C.I.A.





Il prossimo incontro avrà luogo
giovedì 15 ottobre





Mercoledì 23 Settembre si è svolto il secondo incontro tra la commissione trattante (composta dal Consiglio di Gestione) e le Organizzazioni Sindacali di Unicoop Firenze per il rinnovo del Contratto Integrativo Aziendale.

Le parti si sono date appuntamento il 15 di Ottobre quando si entrerà nel merito delle questioni.

Link di approfondimento:

UNICOOP FIRENZE... inizia la trattativa

Secondo incontro per il rinnovo del Contratto Integrativo Aziendale in Unicoop Firenze

UNICOOP FIRENZE: RINNOVO CIA, ESITO INCONTRO DEL 23 U.S.

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25 settembre 2009

SCANDICCI - COOP PIGLIATUTTO, ANCHE IN VIA MASACCIO

Assegnata l'area del nuovo supermercato del Vingone

Battuto Il Consorzio Etruria


Giù la vecchia chiesa: ci passerà una strada




A Scandicci il supermercato è Unicoop. A parte Una Pam e un punto vendita Conad, in città ci sono e ci saranno solo punti vendita del colosso cooperativo.
Unicoop Firenze infatti vince anche quando si tratta di presentare buste numerate nell'asta pubblica per la trasformazione urbanistica nell'area di via Masaccio al Vingone, dove sorgerà l'ultimo supermarket (di piccole dimensioni) di Scandicci.

Si trattava di una gara pubblica al rialzo. E Unicoop ha presentato un'offerta di 1.551.000 euro, a fronte di una partenza da 800mila. Le offerte pervenute al comune sono state due, l'altra del Consorzio Etruria. Il progetto prevede 24 mila mq di verde pubblico, una passerella sul torrente Vingone che collegherà il nuovo intervento con l'area Socet, parcheggi pubblici su un'area di 1600 metri quadri, piste ciclabili, una nuova rotatoria per il traffico, aree per interesse collettivo, un centro commerciale di 1000 mq e residenze per un massimo di 400 mq.

"Il comune ha concluso il proprio iter - ha detto il vicesindaco Alessandro Baglioni - adesso sarà il privato a concretizzare l'intervento in base a quanto previsto dal Regolamento urbanistico per quell'area di trasformazione. Si tratta di un progetto molto importante per il quartiere di Vingone, con una quota preponderante di opere pubbliche".

Nell'intervento c'è anche una novità: Il Comune procederà all'esproprio dell'area tra piazza Brunelleschi e via Roma, dove si trova il vecchio edificio che ospitava la Chiesa, per creare una strada di accesso alla piazza, che permetterà di migliorare la viabilità della zona.
La vecchia chiesa di San Luca, dove negli anni '70 si era costituito un forte nucleo sociale di accoglienza e di tutela dei lavoratori grazie all'impegno di don Fabio Masi.
Un piccolo pezzo di storia cittadina (ora è una chiesa evangelica), in anni di immigrazione dal sud Italia e di grandi difficoltà sociali, che diventerà una strada.
Leggi anche:
Così a Scandicci l'alternativa alle Coop, in futuro, sarà l'Ipercoop di Pontignale (25mila mq), atteso da anni. A completare l'occupazione, i magazzini Coop dei Pratoni e quelli nuovi della ex Matec.

25 settembre 2009

La Nazione - Provincia

Fabrizio Morviducci


Leggi anche: AN RICORRE AL GARANTE SULLA CONCORRENZA

22 settembre 2009

ALIMENTARISTI, FIRMATO IL CONTRATTO TRIENNALE






Firmato rinnovo triennale, ci sta anche la Cgil ma la frattura con Cisl e Uil non è superata.



Le trattative si erano aperte quattro mesi fa, ma c’è voluta un’ultima maratona di 24 ore e 16 ore di sciopero svolte nel mese di agosto in tutti i posti di lavoro perché Fai-Cisl, Flai-Cgil, Uila-Uil e Federalimentare raggiungessero l’accordo per il rinnovo del contratto nazionale di lavoro (triennale) dell’industria alimentare. Un settore che verrà erogato in quattro tranches con decorrenza dal 1 giugno 2009, la prima delle quali pari al 32% dell’incremento complessivo.

Un rinnovo in linea con la piattaforma unitaria approvata dal 90% dei lavoratori, che non presenta deroghe contrattuali e punta allo sviluppo e alla tutela dei diritti individuali e collettivi dei lavoratori grazie al rafforzamento di quella parte della normativa che riguarda la sicurezza sul lavoro, la formazione e le pari opportunità. L’accordo siglato oggi prevede inoltre un fondo sanitario integrativo del valore di 10 euro per lavoratore che sarà a totale carico del datore di lavoro.

Un risultato definito “straordinario” dal Segretario generale della Flai-Cgil, Stefania Crogi , “perché abbiamo consegnato ai lavoratori dell’industria alimentare un aumento salariale” a quattro mesi dall’avvio delle trattative L’accordo verrà da lunedì prossimo illustrato alle assemblee dei lavoratori e sottoposto al vaglio del voto certificato dei lavoratori medesimi. Ma nonostante tutto la Cgil non sembra avere particolari motivi di soddisfazione, visto che l’accordo è giunto dopo la firma separata del 23 gennaio scorso dell’accordo interconfederale sulle norme per il rinnovo dei contratti.

Norme sottoscritte da Cisl e Uil ma avversate dalla Cgil che apparentemente teme che il rafforzamento della contrattualistica di secondo livello possa portare ad un eccessivo indebolimento della contrattazione in sede nazionale. Tanto che se oggi Raffaele Bonanni, Segretario nazionale Cisl, si dice “molto soddisfatto perché l’accordo interconfederale è stato recepito nella sua totalità nel contratto degli alimentaristi con anche la firma della Cgil”, proprio la Crogi cerca di mantenere una posizione distinta.

Ribadendo che i sindacati sono riusciti “a raggiungere questa importante intesa in modo unitario”, sottolineando tuttavia che non si tratta della prima applicazione dell’accordo separato di gennaio. “Abbiamo rinnovato il contratto utilizzando un indice negoziale”, ha sottolineato Stefania Crogi. Dunque un indice concordato tra le parti e non quello previsto dall’accordo interconfederale che avrebbe altrimenti limitato l’incremento salariale a poco più di 100 euro.

Insomma, al di là delle dichiarazioni ufficiali e dell’ottimismo di facciata la posizione di Guglielmo Epifani resta delicata, visto che da un lato deve fronteggiare la sinistra interna che chiede di mantenere nelle trattative una posizione più intransigente di quella adottata da Cisl e Uil, dall’altra rischia di apparire in ritardo ed appiattito alle decisioni delle altre due confederazioni se dopo aver confermato la non contrarietà “ideologica” al secondo livello e la disponibilità a sedersi a tutti i tavoli negoziali, dovesse semplicemente avallare le intese raggiunte dopo lo “strappo”.

Anche perché nella prossima primavera si apriranno i giochi per il prossimo Segretario nazionale, che erediterà verosimilmente una situazione economica in miglioramento ma ancora non di piena ripresa, dove dunque il tema dei rinnovi contrattuali manterrà la sua centralità tanto per i sindacati quanto per le imprese. Non potendosi permettere di rimanere più a lungo “sull’Aventino”, Epifani sta dunque tentando un riavvicinamento prudente a Cisl e Uil, senza però rischiare una lotta in famiglia coi metalmeccanici di Gianni Rinaldini.

22.09.2009

Affaritaliani.it

Luca Spoldi

13 settembre 2009

LAVORATORI EX COOP, E' PROTESTA

“Astio, astio e solo astio è quanto ci hanno riservato la Unicoop Tirreno dopo anni di lavoro”. A parlare sono i dipendenti di quella che una volta era la Coop di Solofra. Il supermercato alle porte della cittadina conciaria è stato dismesso. La Unicoop Tirreno lo ha “affidato” alla Immobiliaremare srl. A seguire la sorte della struttura di Solofra anche altre tre strutture della Campania. I lavoratori sono stati collocati in mobilità oppure licenziati.

De Maio Lucia era delegata sindacale presso la Coop di Solofra. Non ha accettato l’atteggiamento della Coop, non ha accettato di veder vanificata l’esperienza accumulata in anni di lavoro ed ha quindi impugnato il suo licenziamento.
Ha presentato ricorso al tribunale di Avellino che si è espresso in favore della lavoratrice solofrana. Il ricorso al contratto di cessione d’azienda per quanto formalmente corretto è stato giudicato con perplessità dal giudice che nella sentenza ha ritenuto di dover scrivere che “nella sostanza il ricorso alla cessione del ramo d’azienda è diretto ad aggirare le norme a protezione dei lavoratori”.

E qualche dubbio rispetto alla solidità dell’acquirente viene se si mette mano alle visure camerali risulta che alla voce valorizzazione e promozione immobiliare il bilancio 2003 della Immobiliaremare srl fa registrare una perdita di esercizio 155 euro senza nessuna operazione. Il bilancio 2004 una perdita di 11.185 euro, acquisto immobili spesi: unmilione ed ottocentomila euro. 2005 perdite per 16mila euro. nessuna operazione fatta. Nel 2006/07 la società non presenta bilanci. L’acquirente dei cinque supermercati “liquidati” dalla Coop appare poco solido.

Il giudice si esprime in favore della lavoratrice e ne ordina il reintegro nel posto di lavoro. La Unicoop Tirreno dal canto suo non si perde d’animo e presenta ricorso contro la sentenza del tribunale di Avellino. Non solo. La Coop scrive alla signora Lucia e le dice in maniera molto schietta che non solo non esiste possibilità di reintegro nelle sue funzioni originali ma nemmeno esiste la possibilità di assegnarla altrove. E quindi arriva un nuovo licenziamento.

“Insomma, spiega la signora Lucia, a prescindere da quello che sarà l’esito del nuovo giudizio non riavrò il posto di lavoro. E questo da parte della Unicoop Tirreno mi sembra un atteggiamento a dir poco intimidatorio”. Ieri davanti a quello che una volta erano i locali della Coop c’erano anche i lavoratori venuti da Nocera. “Anche noi, spiegano, siamo stati costretti ad adire le vie legali anche se la nostra situazione forse è un po’ diversa perché se non altro noi lavoriamo a differenza dei colleghi di Solofra. Il fatto è che, spiega il signor Antonio Tortora dal ’92 dipendente Coop, con il passaggio a questa nuova società le nostre condizioni di lavoro sono nettamente peggiorate. Ci sono colleghi che ogni mattina vengono da Succivo in provincia di Napoli a Nocera per lavorare per circa mille e cento euro al mese senza che gli venga riconosciuta la trasferta. Viene mortificata la nostra professionalità. Su di me, sulla mia formazione come responsabile del reparto freschi la Coop aveva investito ora io come altri ex colleghi della Coop ci troviamo a dover operare in un contesto dove l’esperienza maturata non viene valorizzata”. Alfonso Ruggiero ex dipendente Coop ora assegnato a Nocera aveva usufruito di un congedo per grave disabilità di un componente della sua famiglia. Nonostante ora sia al lavoro non ha ancora potuto vedere corrisposto il trattamento dovuto a causa delle inadempienze della nuova società dalla quale dipende.

“Per quanto riguarda Solofra, rilancia la signora Lucia De maio, la Coop è stata una conquista dell’intera città. Negli anni settanta i lavoratori si autotassarono per dare vita a questa realtà che avrebbe dovuto tutelare il loro potere d’acquisto. Diedero vita ad una cooperativa nella consapevolezza che si trattava di un soggetto che avrebbe avuto innanzitutto al centro il benessere delle persone. Oggi quel sacrificio è stato vanificato, la Coop è chiusa ed è il territorio di Solofra che si è impoverito”. Ed ancora, “Per difendere la nostra storia di lavoratori abbiamo avanzate numerose proposte arrivando addirittura a proporre di utilizzare le nostre liquidazioni per acquistare il supermercato. L’Unicoop Tirreno si è dimostrata sorda ed ha preferito andare avanti nonostante tutto e tutti”.


12 settembre 2009

Solofra News


Link documenti :
La Coop sei tu ?


25 agosto 2009

CRISI: COOP NORD EST CHIUDE 2008 CON SVALUTAZIONI DI 135 MILIONI E ADOTTA STRESS TEST


Nonostante un patrimonio di 800 mln euro e un fatturato pari a 1 mld euro, la Cooperativa Nordest, a gennaio 2008, aveva il 25% del proprio portafoglio esposto in titoli di rischio e un altro 5% in fondi, proprio in un periodo in cui i mercati stavano vacillando.

Cosi', spiega MF, il Cda della Coop e' stato costretto ad abbassare sotto il 2% la propria quota azionaria, liquidando le partecipazioni nei fondi. Un'operazione che ha comportato una svalutazione per 135 mln euro, e la rinuncia a crediti per 91 mln nei confronti di Omega, la finanziaria che ha dovuto ristrutturare i suoi investimenti.

Non solo, la Coop Nordest ha deciso infatti di sottoporsi volontariamente a uno stress test utilizzando i criteri stabiliti dalla Banca d'Italia. Una decisione, quest'ultima, che segna uno spartiacque nel sistema Coop, sempre piu' banche che supermercati.

Nel 2008, infatti, il loro fatturato complessivo e' stato di 12,4 mld, ma nel contempo sono stati gestiti 11,5 mld di risparmio raccolto persso i soci. I depositanti, quasi 1,2 mln, hanno mediamente conti di deposito per 10 mila euro ciascuno.

Gli interessi corrisposti ai soci sono stati, complessivamente, di 249 mln, con un rendimento lordo del 2,15%. Il sistema Coop, tuttavia, ha chiuso lo scorso anno finanziario con una perdita di 149 mln euro, dopo anni di maxi utili, per colpa "della svalutazione, a seguito della crisi finanziaria, degli asset patrimoniali derivanti da pertacipazioni finanziarie detenuti dalle cooperative".

24 agosto 2009

Dow Jones Newswires

Copyright (c) 2009 MF-Dow Jones News Srl.


21 agosto 2009

TRE DOMANDE AL PRESIDENTE CAMPAINI

Segue l'intervista rilasciata dal Presidente di Unicoop Firenze, Turiddo Campaini, al giornale La Nazione, pubblicata il 20 agosto 2009.

In appendice, ci siamo sentiti costretti a rivolgere al Presidente almeno 3 domande.


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CAMPAINI: "PASSIAMO AL MARKETING ETICO"

Turiddo Campaini, che rapporto c'è tra crisi economica e crisi finanziaria?
"La crisi economica è figlia di quella finanziaria ed entrambe nascono da una crisi di valori. Ma è sbagliato e pericoloso affidarsi all'improbabile potere salvifico di qualcuno. E' più giusto e utile coinvolgere l'intera società".

Come si fa a venirne fuori?
"Con la partecipazione di tutte le forze sane, dobbiamo rivedere il mercato senza regole e senza controlli, che consente di vendere fumo con messaggi pubblicitari o comunque mediatici".

E di quale mercato abbiamo bisogno?
"Di un mercato che considera adeguatamente il valore dell'essere umano e quindi dell'economia reale che si basa sull'opera dell'essere umano, che sottomette la finanza all'interesse delle imprese, delle famiglie e della collettività. Abbiamo scimmiottato acriticamente un sistema di vita fondato su consumi sfrenati, alimentati da un complesso sistema del quale facevano parte anche società di consulenza aziendale, società di rating e grandi banche.
Ora per ripagare l'immenso debito accumulato, dovremo rivedere i nostri stili di vita".

Unicoop Firenze che scelte ha adottato?
"Cito tre iniziative. Nel 2007 decidemmo di rinunciare a 20 milioni di utile per aiutare soci e consumatori nella difficile situazione inflazionistica. A metà ottobre 2008 un forte iniziativa per andare incontro ai consumatori, con un costo di 9 milioni in meno di 3 mesi. Ora, lo sconto del 20% su 700 prodotti Coop fino al 31.12.2009, che ci costerà 30-35 milioni.
Nel 2008 abbiamo ridotto di ben 5 milioni di pezzi il consumo di borse in plastica non biodegradabile. E ora è stato deciso di eliminare del tutto le borse in plastica biodegradabile".

Quanto pesa per voi l'economia locale?
"Nel 2008, 426 milioni di euro (+ 1,9%) di acquisti sono stati effettuati presso centinaia di imprese toscane. E al capitolo della economia locale e all'attenzione al territorio è ascrivibile anche l'investimento in MPS, strategico, con la finalità principale di aiutare a preservare l'autonomia ed estendere le radici sul territorio, da parte dell'unico importante centro decisionale finanziario rimasto in toscana".

Begli intenti, ma anche voi restate un'azienda che deve vendere. Anzi catturare clienti.
"Vero. Tuttavia, i cambiamenti di stili di vita stanno investendo la stessa concezione del marketing. Lo sosteniamo da anni, ci conforta oggi quanto scrive Giampaolo Fabris: 'Orientamento al consumo significa superamento del marketing tendente a sedurre il consumatore che diviene preda, non soggetto di relazione'.
E' il concetto di marketing etico che, cito ancora Fabris, implica introdurre una dimensione etica nelle strategie e nella cultura dell'impresa".

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Complimenti al giornalista che ha evitato scomode domande, come ad esempio un chiarimento sui motivi che hanno determinato l'allontanamento del presidente del Comitato di Gestione Armando Vanni, insediatosi da appena un anno e del conseguente siluramento della Vianello, dopo appena pochi mesi, sostituita prontamente con un uomo di fiducia (Bani di CFT) alla presidenza della Legacoop Toscana.

Una domanduccia sull'investimento "strategico" in MPS, che ha portato il primo bilancio in rosso nella storia di Unicoop Firenze, il Nostro la poteva tentare, dato che Campaini ne ha accennato spontaneamente.

Ma, visto che il nostro Presidente ha parlato di comportamento etico, sebbene con riferimento alla sola sfera del marketing, pensiamo che questo concetto debba essere esteso anche ai rapporti con dipendenti e, tra le tante domande, gli chiediamo:

Signor Presidente, secondo Lei è etico questo ?:

Questo ?

E questo ?

Ci fermiamo qui, come Lei ben sa, potremmo proseguire a lungo.

20 agosto 2009

IPERCOOP MOLFETTA C'E' LA TERZA MULTA


L' Ipercoop di Molfetta domenica è rimasto aperto e i vigili urbani hanno notificato una sanzione amministrativa di 5000 euro, la terza nel giro di un mese.

Adesso potrebbe scattare il provvedimento di sospensione della licenza e la conseguente chiusura dell' esercizio ma dalla Coop fanno sapere che faranno ricorso contro un' eventuale decisione.
L' Ipercoop di Molfetta rimarrà aperto anche domenica 17 agosto.

12 agosto 2008
La Repubblica

pagina 4

sezione: BARI


Commento su Metedipasco

24 luglio 2009

DISTRETTO TIRRENICO: QUANDO TOSCANA NON FA RIMA CON CAMPANIA

Al fine di garantire un coordinamento puntuale fra le cooperative e una maggiore forza contrattuale d'acquisto e quindi tutelare meglio il reddito dei soci e consumatori, è stata costituita la Centrale acquisti distretto tirrenico, che si occupa anche delle promozioni e della fidelizzazione dei soci.

La Centrale è operativa dal 2006 e ha sede a Lastra a Signa.
Questo e' quello che c'era scritto e che c'e' ancora scritto nel web (leggi qui).


Il vero obbiettivo operativo
del Distretto Tirrenico era quello correlato al progetto d'investimento al sud.
Il progetto era stato sugellato con l' Accordo per lo sviluppo e le nuove relazioni sindacali sottoscritto da ANCC e Filcams Cgil - Fisascat Cisl - Uiltucs Uil (vedi qui).
Tale Accordo prevedeva una pianificazone d' investimenti e di Aperture nel sud Italia da parte delle 9 grandi cooperative che per l'occasione si raggruppavano in 3 distretti. Le Coop a dire il vero fino ad oggi avevano coltivato investimenti in Campania ed in Puglia (Unicoop Tirreno e Coop Estense) ma per l'occasione la zona d'interesse si era ed e' tuttora allargata alla Sicilia.
Quindi 4 grandi cooperative del nord (Coop Liguria, Coop adriatica, Coop Lombardia, Coop Nord Est)
erano partite alla volta della Sicilia creando ex novo una nuova societa' finalizzata al radicamento nel territorio siciliano ( Ipercoop Sicilia), e tutt' oggi l'investimento procede e va avanti.

Altra zona d' interesse era la Puglia, fra l'altro territorio non nuovo per la cooperazione al consumo, Coop Estense era gia presente con diversi Ipermercati, con risultati di radicamento soddisfacenti ma pur sempre altalenanti. E' notizia recente il colpo di mano di Coop Estense che ha annunciato l'acquisizione degli Iper Carrefour presenti in Puglia, che gia' da un anno erano stati messi in vendita dalla multinazionale francese (leggi qui). Tale "Blitzkrieg" se cosi lo possiamo definire conferma comunque l' intento che si erano poste le 9 grandi con la sottoscrizione del protocollo sullo sviluppo al sud.

Insomma creazione di distretti che oltre ad avere la funzione di centrali d'acquisto, erano "trampolino di lancio" per future aperture alla conquista del sud della penisola Italiana.
Tutte le 9 grandi all' atto della creazione dei distretti (che gia c'erano , ma con finalita' differenti e con obbiettivi operativi non come questi ultimi riportati nel protocollo), proprio per sugellare l'importanza dell'evento (ma assolutamente non solo per questo) dettero personalita' giuridica a queste "nuove" strutture.
La personalita' giuridica si e' tradotta in Sicilia con la creazione di Ipercoop Sicilia, quindi una societa' a tutti gli effetti controllata dalle coop del nord e che comunque supera la concezione vera e propria del distretto (leggi qui)
In Puglia con l'acquisizione dei 4 Iper carrefour da parte di Coop estense molto probabilmente non e' escludere la gestione di di quest' ultimi da parte di societa' terza rispetto a Coop Estense e Ipercoop (leggi qui).

L' Unica "anomalia" rispetto a questo piano strategico l'aveva manifestata fin dall' inizio il Distretto Tirrenico che gia' all' atto della sua costituzione operativa, a detta delle voci autorevoli dei dirigenti delle tre cooperative che lo componevano, non si sarebbe costitutito in societa' per il piano di espansione a sud.
Di fatto si sarebbero create struttura, uffici, sistemi con coesione di risorse e con sviluppo di iniziative comuni, ma comunque ogni persona impiegata nel progetto , dal primo dei dirigenti all'ultimo dei lavoratori e viceversa, sarebbe rimasto dipendente dell' azienda di origine (si parla naturalmente dei 50 dipendenti oggi in forza).

Il Distretto Tirrenico avrebbe dovuto investire al sud ( in Campania per l'esattezza) la somma di € 154 milioni, l'assunzione di 1500 lavoratrici e lavoratori programmando l'apertura di 4 ipermercati nelle province di Salerno, Napoli, e Benevento (leggi qui).
La scelta di far rimanere il personale logistico impiegato come dipendente ognuno delle proprie cooperative di origine, secondo alcune voci di corridoio era legato al tiepido entusiasmo nel progetto, da parte della "cooperativa traino" del Distretto Tirrenico , cioe' Unicoop Firenze, e ad una facile smobilitizzazione di quest' ultimo se venivano a mancare le condizioni, evitando cosi' ricadute sull' occupazione.

Sembrerebbe che Unicoop Firenze abbia sempre mostrato perplessita sull' area d' investimento in cui avrebbe dovuto operare insieme a Unicoop Tirreno e Coop Centro Italia e non per futili motivi .
Ad esempio la Campania rispetto alla Puglia e alla Sicilia aveva ed ha condizioni ambientali nel suo complesso alla fine di gran lunga meno affidabili rispetto alle altre 2 regioni (il pantano campano) e le notizie degli ultimi tempi in parte confermano tale perplessita'.
Per non parlare della capitolazione di Unicoop Tirreno con la vendita e la chiusura di supermercati e ipermercati proprio in Campania (leggi qui).
E in conclusione le difficolta' Coop Centro Italia in Abruzzo dopo la nefasta vicenda del terremoto (leggi qui).

Insomma chi glielo fa fare ad Unicoop Firenze, di accolarsi gli oneri delle altre 2 cooperative ?
Che gia storicamente sono sempre state in difficolta' anche per la coriandolizzazione della dislocazione territoriale dei punti vendita alquanto innefficente e rarefatta.
Unicoop Firenze gia per statuto destina una parte degli utili di bilancio alle cooperative in difficolta' .
E poi ricordiamoci dell' Ipercoop di Livorno, secondo alcuni un regalo alla proletaria di Piombino da parte della consorella Fiorentina.
Cooperazione significa patto generazionale con tutte le sue coraggiose virtu' non necessariamente covo di assistenti sociali con tutti i vizi e le prodigalita' inerenti.
E questo non a scapito delle lavoratrici e dei lavoratori .
Unicoop Firenze strutturalmente si articola nell'asse strategico Toscano - valdarno superiore valdarno inferiore ( le province di Arezzo, Firenze, Prato, Pisa) abbracciando lateralmente attraverso arterie di comunicazione sufficentemente efficenti la provincia di Siena, Pistoia e Lucca (vedi qui) .

La logica di Unicoop Firenze sembrerebbe che sia, oltre che per l'oggettivita' del caso, anche logica di autonomia rispetto alla Legacoop nazionale e all' ANCC sia dal punto di vista "sociale", "politico" che "ideale".
Lo scorso anno il progetto era stato congelato, oggi....... e' meglio attendere tempi migliori.
(notizia non ufficiale, non confermata)

24 luglio 2009

Metedipasco

22 luglio 2009

SE NE VA L'AVVOCATO GIORGIO BELLOTTI, "IL DIFENSORE DEI LAVORATORI"


Un grave lutto ha colpito la città di San Miniato. È infatti scomparso stanotte al'ospedale 'San Giuseppe' all’età di 73 anni l’avvocato Giorgio Bellotti, stroncato da una malattia che lo stava perseguitando da mesi.




Figura particolarmente conosciuta e stimata, aveva seguito e gestito in prima linea con il suo studio di via Gioberti tantissime vertenze legali a favore dei lavoratori. Ancora da decidere la data dei funerali, che si terranno in forma strettamente privata.

La RSU Sammontana, che ha sempre mantenuto con lui un particolare rapporto di massima stima e collaborazione reciproca, esprime il più sincero e profondo cordoglio alla signora Giulia, al figlio e a tutti i suoi parenti a nome di tutte le lavoratrici e di tutti i lavoratori.

“E’ questo un momento veramente triste per i lavoratori - scrive la Rsu Sammontana - l’avvocato Bellotti lascia un segno ed ricordo indimenticabile in tutti coloro che lo hanno conosciuto nella difesa dei diritti di chi lavora. Ci ha insegnato il significato vero della parola dignità, era un vero luminare della giurisprudenza, valoroso e determinato nelle battaglie giudiziarie, dotato indiscutibilmente di un’alta preparazione e di grande caratura, unita però allo stesso tempo ad una altrettanto lodevole carica umana di sensibilità, quella che si potrebbe definire come la classica, semplice e genuina umiltà dei grandi. Il profondo dolore che in questo momento sentiamo ci fa pensare che nella vita terrena ci sono tante cose che passano e di tante altre che invece rimarranno per sempre: l’avvocato Bellotti, per tutto quello che ha fatto e, diremmo soprattutto, per tutto quello che ha saputo fare, è destinato a rimanere vivo e incancellabile nella memoria e nei ricordi di tutti noi".

20 luglio 2009

gonews.it

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Un doveroso omaggio a questo serio professionista, la cui professionalità ed impegno hanno permesso di ottenere significativi riconoscimenti ai lavoratori nei tribunali. Ci fa piacere ricordarlo a fianco di molti dipendenti Unicoop, in particolare nel difendere alcuni di loro per la nota vicenda del magazzino di Scandicci dei cosiddetti ladri di merende. Partecipò anche alla trasmissione di Mi manda rai tre che si occupò della vicenda.

02 luglio 2009

ANCHE LA COOP ABBANDONA I TERREMOTATI, 90 DIPENDENTI IN MOBILITA'



Chiudono i 3 punti vendita dell'Aquila





All'articolo che riportiamo di seguito, che a nostro avviso segnala una situazione davvero sgradevole per l'immagine delle Coop nella sua globalità, suggeriamo ai nostri lettori di non trascurare i commenti postati, davvero interessanti.

Sollecitiamo tutti i colleghi ad intervenire su questa triste vicenda. La Coop dimostri con i fatti la solidarietà alla popolazione aquilana così duramente colpita !

La Coop Centro Italia lascerà' L'Aquila. L'azienda, presente da 11 anni in citta' con tre punti vendita, a Pettino, a Campo di Pile e al Torrione, ha deciso di aprire la procedura di mobilita' per 90 dipendenti. Secondo quanto comunicato ufficialmente ieri alle Rappresentanze sindacali unitarie dai vertici della Coop "la societa' e' intenzionata a non riaprire i punti vendita aquilani a causa dell'esproprio, da parte del Comune e della Protezione civile, del terreno in localita' Sant'Antonio, dove era prevista la realizzazione di un Ipermercato Coop, che avrebbe dato lavoro ad altri 200 dipendenti".

"Una decisione sconcertante e inammissibile' - afferma il segretario provinciale della Cisl, Gianfranco Giorgi - che fara' perdere alla nostra citta' altri posti di lavoro, in un momento di enorme crisi e di difficolta' per il territorio dopo il sisma del 6 aprile. Non e' giustificabile l'atteggiamento assunto dalla Coop Centro Italia che, in risposta all'esproprio dell'area di Sant'Antonio, ha deciso di "tagliare' con un solo colpo quasi cento posti di lavoro".

Le Rsu sono state informate dell'avvio della procedura di mobilita' tramite raccomandata. E' previsto per il 2 luglio, alle 10, all'Ipercoop di Avezzano, un incontro chiarificatore con i sindacati, pronti a mobilitarsi per scongiurare la chiusura di ben tre supermercati.

"Oltre al problema occupazionale - prosegue Giorgi - si pone un problema sociale: L'Aquila continua a perdere pezzi e, in tale situazione, sara' davvero difficile ripartire. L'eticita', la cooperazione e la solidarieta', che per anni hanno rappresentato la bandiera della Coop, non si identificano affatto in quella che appare come una penalizzazione ai danni non tanto del Comune dell'Aquila, quanto dei cittadini. Dove sono finiti - si chiede Giorgi - gli ideali che hanno ispirato la nascita della Coop?"

Intanto, le Rsu e la Cisl sono pronti a dare battaglia, con il supporto dei 25mila soci della Coop. Tanti sono, infatti, gli aquilani che hanno acquistato nel tempo la carta socio. Scenderemo in piazza per contestare tale decisione, evidenziano i lavoratori, "stiamo organizzando una manifestazione di protesta che segnera' l'inizio della mobilitazione generale. Rivolgiamo un appello agli aquilani affinche' la nostra non rimanga una battaglia isolata". Tra le iniziative lo sciopero ad oltranza per bloccare l'attivita' nell'unico punto vendita aperto, quello del Torrione.

30 giugno 2009

Abruzzo 24 ore