16 ottobre 2010

'GUERRA' TRA SUPERMERCATI SULLE APERTURE DOMENICALI

In Valdinievole Unicoop favorevole a ridurle, Esselunga per continuare così
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Unicoop è specializzata nella vendita di prodotti alimentari, un settore che la domenica non sembra dare grandissimi risultati

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I costi del lavoro domenicale, oltretutto, sembrano essere impegnativi anche per la cooperativa.


La guerra sulle aperture domenicali dei supermercati arriva anche in Valdinievole. Unicoop è pronta a rinunciare a questa possibilità
che, secondo alcune stime a livello regionale, porta un incremento delle vendite tra il 15 e il 20%. Oggi l’ipermercato di Massa e Cozzile è aperto due domeniche al mese ma, secondo una delle proposte in discussione al tavolo d’area, potrebbe perdere questa opzione. Turiddu Campaini, presidente del comitato di sorveglianza di Unicoop, ha recentemente dichiarato che «non è socialmente accettabile continuare a lanciare messaggi secondo cui l’attività più ludica ed educativa sia proprio quella dello shopping».

La cooperativa, oltre all’ipermercato di Massa e Cozzile, gestisce anche tre medie strutture di vendita in Valdinievole, tra Pescia, Buggiano e Monsummano. Queste rimarrebbero aperte due domeniche al mese, come previsto dalla proposta in discussione al tavolo. L’orientamento di Unicoop è dato principalmente da due motivi. Il gruppo è specializzato nella vendita di prodotti alimentari, un settore che la domenica non sembra dare grandissimi risultati. La clientela del giorno di festa appare più interessata a fare shopping nell’abbigliamento o altri settori. I costi del lavoro domenicale, oltretutto, sembrano essere impegnativi anche per la cooperativa.

La decisione, a livello regionale, ha già trovato il favore delle organizzazioni sindacali, da tempo impegnate in una maggiore tutela del giorno di festa per i lavoratori. Schierata su posizioni simili a Unicoop, in Valdinievole, c’è Confesercenti: l’associazione di categoria è convinta della necessità di non consentire l’apertura domenicale alla grande distribuzione. L’organizzazione dei commercianti punta a dare la massima libertà alle attività dei centri commerciali naturali e dei centri storici, per tutelare le piccole imprese. Alle medie strutture, l’associazione punta a concedere 22 aperture domenicali.

Nei giorni scorsi, al tavolo di concertazione, c’è stata un’osservazione critica sulla nuova sede di Esselunga. Il supermercato del gruppo Caprotti da 35 anni si trova in via Lucchese, ma per esigenze di sviluppo, punta a trasferirsi in via Macchiavelli. Secondo osservazioni tecniche, la nuova sede comporterebbe la trasformazione del supermercato in un’attività della grande distribuzione.

Il gruppo Caprotti, nel caso dovesse andare in porto l’accordo auspicato da Confesercenti, dovrebbe rinunciare a questa possibilità. Non è così scontato, però, che il tavolo di concertazione arrivi in fondo con un accordo valido per tutta la Valdinievole. Se nell’area metropolitana di Firenze il lavoro ha prodotto un risultato, in Versilia non sono state trovate soluzioni condivise. I Comuni di questo comprensorio hanno dovuto avviare singoli tavoli di concertazione per cercare accordi.

15 ottobre 2010

Daniele Bernardini

La Nazione


4 commenti:

Anonimo ha detto...

COMUNICATO UNITARIO

Le lavoratrici e i lavoratori del ipermercato Carrefour di Calenzano riuniti in assemblea il giorno 8 ottobre 2010, contestano con forza la decisione unilaterale assunta dal Comune di Calenzano, di concedere le deroghe delle aperture per domenica 17 ottobre e domenica 28 novembre contrariamente al parere espresso dalle organizzazioni sindacali al tavolo di concertazione.

Questa decisione ha generato ordini di servizio e precettazione nella copertura dei turni di lavoro che hanno comportato grandi disagi alla vita privata dei lavoratori e delle lavoratrici.

Tale insensibilità da parte del Comune nei confronti di chi quelle domeniche le deve lavorare è ritenuto dai lavoratori fatto molto grave.

Per questi motivi viene chiesto al Comune di ritirare la delibera e di aprire immediatamente il tavolo di concertazione sugli orari commerciali per la programmazione delle domeniche e dei festivi per l’anno 2011.
p.la Filcams CGIL Barbara Orlandi
p.la Ulitucs UIL Ernesto Lombardo

Anonimo ha detto...

Domeniche al lavoro, Comune sotto tiro

I sindacati contro le deroghe concesse al centro commerciale I Gigli

di M. SERENA QUERCIOLI su la Nazione 16/10/2010

«OGNI domenica al lavoro, senza respiro fin dopo Natale: è davvero di questo che Campi ha bisogno?»: i sindacati Cgil-Filcams, Cisl-Fisascat e Uil-Tucs hanno condiviso un documento contro l’innalzamento da 20 a 22 delle deroghe di aperture domenicali dei centri commerciali e domani, domenica alle 15 ci sarà una protesta «contro tutte le aperture di novembre de “I Gigli”» (e dei centri commerciali in generale) davanti al Comune in piazza Dante. I sindacati vanno giù duro questa volta nel volantino che preannuncia il sit-in: «La protesta è rivolta a tutti perché un amministrazione che mette in fila le persone davanti ad un ipermercato crea solo un danno socio-culturale. In più senza neanche convocare i sindacati dei dipendenti del centro commerciale».

«IL COMUNE – spiega Elisa Luppino della Cgil-Filcams - ha concesso su richiesta del centro commerciale I Gigli, due ulteriori deroghe alle aperture domenicali. Questo significa che il periodo natalizio di aperture straordinarie comincerà in ottobre. E’ evidente che il prezzo maggiore sarà pagato dalle lavoratrici e lavoratori del commercio, tagliati fuori dalla vita privata e sociale. Nessuno ha tenuto conto delle loro esigenze, dei problemi: con chi lasciare i figli? Quando staremo con le famiglie? Nessuno si ricorda mai di chi lavora in questi scatoloni di cemento, pieni di merce e vuoti di umanità. Ma noi siamo cittadini come gli altri, abbiamo gli stessi diritti: per il Comune, evidentemente, prima di noi vengono gli interessi delle aziende e dei centri commerciali. Chiediamo a Campi di dimostrare attenzione anche nei nostri confronti modificando l’ordinanza e tornando all’accordo siglato con le organizzazioni sindacali che prevedeva le 20 deroghe domenicali per il 2010 programmate fin dallo scorso novembre. Il nostro parere a luglio è stato contrario, abbiamo firmato ma non pensavamo che le deroghe sarebbero state applicate da subito».

PER L’ASSESSORE allo sviluppo economico Stefano Salvi l’accordo è stato firmato dalle parti sociali: «Nell’accordo di area vasta sottoscritto il 6 luglio scorso nessuno ha scritto che le deroghe entravano in vigore nel 2011 e in teoria le domeniche potrebbero essere anche 23. Bisogna essere consapevoli del fatto che vi è una necessità di crescita del commercio. E’ vero che “I Gigli” hanno chiesto le due domeniche in più ma avevano chiesto pure il 1 novembre e chiaramente è stato detto no. L’accordo deve andare nel rispetto del contratto nazionale e nessun datore di lavoro può far lavorare il dipendente dal 14 novembre al 6 gennaio, una festività deve essere garantita così come il rispetto dei turni. Il Comune non obbliga nessuno a lavorare la domenica. I Gigli si sono impegnati a far rispettare il contratto nazionale di lavoro e tali deroghe dovrebbero portare anche a nuove assunzioni a tempo determinato». L’amministrazione sostiene di non essere stata informata del sit-in di protesta e quindi il portone del Comune resterà chiuso.

Anonimo ha detto...

La domanda nasce spontanea...
I sindacati confederali firmano il CCNL del commercio che di fatto impone le domeniche ai lavoratori del commercio e poi gridano alla lesa maestà perchè le domeniche vengono fatte lavorare... ma un pò di coerenza, i diritti non si svendono, la domenica dovrebbe essere dedicata al risposo, alla famiglia... prima rendete il lavoro domenicale obbligatorio e poi vi scandalizzate per l'uso che le aziende ne fanno...

Anonimo ha detto...

Presidio davanti al Comune contro le domeniche al lavoro

Nazione 18/10/2010

“SI LAVORA per vivere, non si vive per lavorare” diceva uno degli striscioni stesi ieri pomeriggio sotto il Comune. Questo era dei lavoratori di Leroy & Merlin ma in tanti hanno risposto alla mobilitazione indetta dai sindacati contro l’innalzamento delle domeniche lavorative da 20 a 22 annue, ottenute dai Gigli aperti ininterrottamente così sino al 5 gennaio. Elisa Luppino della Filcams Cgil e Bruno Bettocchi della Uil hanno distribuito le lettere dei lavoratori, dipendenti in media da 10 anni, che descrivono la loro situazione. Oltre a Leroy & Merlin c’erano addetti di Panorama, Mc Donald’s, Toy’s, ristorante Il Lupo, Sephora, piazza Italia e del supermercato Esselunga. I lavoratori sono arrivati da Firenze, Prato, Calenzano e persino da Vernio.