16 aprile 2011

LA CARICA DELLE COOP ALLA BANCA POPOLARE DELL'EMILIA ROMAGNA

Il sospetto è che dietro alla terza lista ci sia lo zampino della Legacoop e in particolare di Mario Zucchelli, presidente di Coop Estense

La raccolta delle deleghe anche nei supermercati


Il mondo delle Coop si mobilita in vista dell’assemblea della Banca Popolare dell’Emilia Romagna. In gioco c’è il rinnovo di una parte del consiglio per il quale, da statuto, è previsto ogni anno l’avvicendamento di sei membri. In passato chi vinceva prendeva tutto, da quest’anno, invece, un posto spetta alle minoranze. E in vista dell’appuntamento, in programma domani a Modena e in contemporanea a Lamezia Terme e Avellino, la Coop Estense si è messa in movimento. Come ormai accade da quattro anni a fronteggiare la lista di maggioranza c’è Giampiero Samorì.
L’avvocato modenese è sempre uscito sconfitto ma ora, con il nuovo meccanismo, spera di farcela.

Stavolta, però, c’è anche una terza lista, guidata dall’ex procuratore capo di Modena, Manfredi Luongo, in rappresentanza delle banche del sud controllate da Bper. Una realtà che inizia a pesare: da un anno all’altro i soci del Mezzogiorno sono raddoppiati, arrivando a quota 7.500. Nulla di strano. Se non fosse per il sospetto, avanzato da Samorì, che dietro alla terza lista ci sia lo zampino della Legacoop e in particolare di Mario Zucchelli, presidente di Coop Estense e consigliere Bper.

Il sospetto nasce dal fatto che firmatario della lista è Domenico Livio Trombone, sindaco di alcune controllate della stessa Bper, ma soprattutto di Unipol e altre società delle cooperative. Un uomo molto vicino, insomma, a Zucchelli. Il quale si sta dando parecchio da fare. Qualche settimana fa ha scritto una lettera ai soci di Coop Estense, molti dei quali azionisti della banca, per informarli di aver predisposto dei «Punti Soci» presso alcuni supermercati per raccogliere le deleghe di voto. «Un’iniziativa personale» spiegano alla Bper.

Samorì, tuttavia, ritiene che l’attivismo di Zucchelli non può essere giustificato solo dal desiderio di tenerlo fuori dal board. E ha inviato un esposto in Banca d’Italia lamentando gli strani movimenti attorno all’assemblea nonché il timore che l’asse sempre più forte tra il direttore generale della banca, Fabrizio Viola e le Coop non sia solo legato al desiderio di salvaguardare il territorio. E cita la cessione di Arca a Unipol, avvenuta subito dopo l’arrivo di Zucchelli in cda, l’ingresso della Popolare nel capitale della finanziaria Cooperare e alcune linee di credito Bper riservate ai soci delle coop.

E’ vero che Samorì sta tentando da tempo di mettere piede nella banca attaccando frontalmente i vertici. Che hanno risposto punto su punto. E’ successo anche di recente, quando dopo aver saputo di una lettera partita dalla Banca d’Italia, in cui viene chiesto a Bper di ricalcolare i coefficienti patrimoniali ed escludere un prestito ibrido dal Tier 1 sceso così al 6,8%, ha accusato il management di aver alterato il bilancio.

Adesso la battaglia si sposta in assemblea, dove Samorì promette di non essere da solo: pare che abbia mobilitato qualche centinaio di soci per farli parlare e rispondere alle mosse delle Coop.



15 aprile 2011


Federico De Rosa

Corriere della Sera


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