14 aprile 2011

CAMPAINI (UNICOOP): RIFLETTERE SU CONDIVISIONE UTILI CON I DIPENDENTI

Il nuovo corso di Unicoop Firenze? Le rivelazioni di Campaini

«Un'altra vita è possibile» è il libro che il presidente di Unicoop Firenze Turiddo Campaini sta portando in tournée in questo periodo


Le idee che esprime oggi in un incontro organizzato da Cgil, sembrano però andare in altre direzioni


Il presidente del Consiglio di Sorveglianza di Unicoop Firenze, Turiddo Campaini, parla oggi al convegno organizzato da Cgil su
economia e legalità. Dice delle cose importanti e con pochi precedenti in Italia.

Campaini: «C'e' da fare un passo in avanti, e sottolineo l'utilita' della partecipazione dei lavoratori agli utili di impresa: sara' un caso, ma in Germania i rappresentanti sindacali siedono nei consigli di sorveglianza delle grandi imprese».

Fermiamoci un attimo a riflettere su questa dichiarazione.

Sappiamo della crisi che ci attanaglia, sappiamo di un'inflazione crescente, sappiamo di un'escalation del prezzo delle materie prime. E' probabile che i consumi ne risentiranno ancor di più in futuro e i risicati utili delle Coop della grande distribuzione (per chi ne fa) si riducano ulteriormente.

Se prendiamo in considerazione l'altra gamba del bilancio delle Coop della distribuzione, il prestito sociale, è possibile che questo si sia assottigliato sensibilmente, sia per la minore capacità di risparmio delle famiglie, sia per una politica remunerativa sui libretti, non certo incentivante. Inoltre Unicoop Firenze, nel caso di specie, si troverà con ogni probabiltà ad aderire ad un aumento di capitale in Monte Paschi, dato che detiene il 3% di quella banca. Un esborso che non è proprio una panacea per la coop fiorentina.

Siamo anche in fase di rinnovo contrattuale, sia nazionale, sia integrativo (Unicoop Firenze e Coop Estense). Questo accade in una fase assai delicata in cui il contratto storico di riferimento, quello del Terziario, è stato firmato solo da Cisl e Uil. Cgil ne è fuori. Si pongono vari problemi.
Ecco che il nostro presidente viene in aiuto (?), ma a che prezzo? Quello che si capisce che Unicoop e le Coop sono in difficoltà e la Cgil non scherza.

L'altro precedente recente in cui un manager ha promesso
la partecipazione dei lavoratori agli utili d'impresa è Marchionne, giusto subito dopo il referendum di Mirafiori: «Partecipazione agli utili dell'azienda per i lavoratori e un rialzo dei salari («Possiamo arrivare al livello della Germania e della Francia»), anche se condizionato a una maggiore efficienza nelle spese di utilizzo degli impianti. Ma nessuna rinegoziazione dell'accordo raggiunto a Mirafiori («Il discorso è chiuso»), le cui condizioni si estenderanno anzi agli stabilimenti di Melfi e Cassino.

Alla Coop non si inventano mai nulla. Hanno sempre copiato tutto. Il nostro contratto nazionale e gli integrativi, diventeranno una sorta di
referendum Fiat per il mondo delle Coop della grande distribuzione. Per far questo manca un ingrediente decisivo. Ancora Campaini: «serve una crescita culturale anche nel mondo sindacale». Ora qui il riferimento è addirittura didascalico. Da sempre Cgil è stata per Unicoop Firenze e per Coop in genere un aiuto più che prezioso.
Ecco che entrambe sono in difficoltà. Allora arriva l'abbraccio che salva capra e cavoli, la gomena gettata ai profughi, ma che salverà pure lo scafista.


Per quanto riguarda l'altra questione posta dal Presidente Unicoop: «Dobbiamo porci la domanda, chiederci se si deve guardare a un modello del genere che preveda la partecipazione dei lavoratori alle scelte fondamentali dell'impresa».

Il riferimento all'attualità sarebbe ancora a Marchionne ed in particolare alla partecipazione dei sindacati americani Uaw e Veba (59,2% delle azioni) in Chrysler, ma qui si parla di Coop e non di Spa e Campaini ci fa sapere che è alla Germania (Wolksvagen ad esempio) che guarda, dove i sindacalisti tedeschi siedono nel Consiglio di Sorveglianza delle grandi imprese (però anch'esse Spa), quindi, ipoteticamente, accanto a lui che del Consiglio di Sorveglianza di Unicoop ne è presidente.

Non ci sembra che Cgil sia molto distante dall'essenza di questo concetto, forse si tratta solo di dettagli e poltrone. Viceversa si dovrebbe ammettere quanto questo sistema sia attualmente eterodiretto e con pochi legami significativi col lavoratore finale e quindi poco funzionale per i dipendenti, prima di procedere ai perigliosi passaggi tedeschi. Anche perché in quei casi, come già detto, si parla di Spa e non di Cooperative. Insomma Presidente Campaini, ha appena scritto un libro in materia, suvvia ...

A noi non piacciono le soluzioni pasticciate, le proposte fatte con l'acqua alla gola, le Coop che diventano Spa, ma sulla carta restano Coop, il sindacato che gestisce le Cooperative e siede nel Consiglio di Sorveglianza in pieno conflitto d'interesse, impallidendo Berlusconi.

Vogliamo che ognuno interpreti il proprio ruolo fino in fondo: l'azienda faccia l'azienda, il sindacato faccia il sindacato.
Segue agenzia della notizia. I colleghi riflettano.

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La partecipazione dei lavoratori agli utili di impresa e anche al processo decisionale interno alle grandi aziende è un tema sul quale avviare una riflessione. Lo sostiene il presidente del consiglio di sorveglianza di Unicoop Firenze, Turiddo Campaini, intervenuto oggi all'iniziativa 'Soldi puliti.

L'economia della legalita'' organizzata a Firenze dalla Cgil. "Oggi, talvolta, sento parlare la parte piu' illuminata di partecipazione dei lavoratori agli utili d'impresa: vorrei guardare piu' in la' ancora, secondo me bisogna darsi traguardi anche piu' lontani" ha detto Campaini nel corso del suo intervento. "C'e' da fare un passo in avanti, e sottolineo l'utilita' della partecipazione dei lavoratori agli utili di impresa: sara' un caso, ma in Germania i rappresentanti sindacali siedono nei consigli di sorveglianza delle grandi imprese. Dobbiamo porci la domanda, chiederci se si deve guardare a un modello del genere che preveda la partecipazione dei lavoratori alle scelte fondamentali dell'impresa o meno".

Campaini ha sottolineato che "serve una crescita culturale anche nel mondo sindacale" e ha portato l'esempio della Germania, dove i lavoratori partecipano alle decisioni aziendali: "Quando si fanno raffronti con altri paesi, a fronte di una situazione come la nostra dove si registrano livelli altissimi di disoccupazione, abbiamo una Germania che ha bisogno di mano d'opera - ha detto - Questo accade perche' al momento in cui c'e' stata quella che io chiamo la 'crisetta' all'inizio degli anni Duemila, loro l'hanno presa sul serio e sono riusciti a mettere insieme tre volonta', quella del mondo imprenditoriale, sindacale e governativo. Hanno avuto la forza di fare sacrifici per alcuni anni, ma oggi possono constatare che quei sacrifici sono stati un investimento non solo per gli imprenditori tedeschi ma per tutta la societa'".


14 aprile 2011

AGI


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1 commento:

Anonimo ha detto...

un salario variabile più decente sarebbe già una buona partecipazione agli utili.